Referendum procreazione assistita 12-13 Giugno 2005
Il 12 ed il 13 Giugno siamo a chiamati a votare per un referendum molto importante.
Ogni volta che ci viene fornita la possibilità di fare una scelta sulle norme che regolano la nostra vita, ci viene data una opportunità di esprimere la nostra opinione che non andrebbe sprecata.
Questa volta, forse in maniera ancora più lampante di altre, anche chi si astiene esprime una opinione forte, qualche volta senza una reale consapevolezza del problema.
Linvito che viene fatto da tutto il mondo ecclesiastico è una indicazione di comodo, che sfrutta il buon trenta per cento dellendemico astensionismo per fare valere la volontà di una minoranza su tutto il resto della popolazione. Questa indicazione palese di astenersi dallandare alle urne
favorisce inoltre lespressione di un voto palese, in netto contrasto con la logica della segretezza del voto e della non ricattabilità sullesercizio di questo diritto fondamentale.
Il tema è importante ed è necessario che i cittadini si esprimano, a favore o contro una norma che li coinvolge in uno degli aspetti più importanti della vita:
la procreazione.
Bisogna rifiutare assolutamente una legge che impone la risoluzione di un problema da un unico punto di vista, dettato dalletica che appartiene solo ad una minima parte della società.
Pensate solamente alla possibilità di vedere approvata una legge che vieti la macellazione del maiale, perché una minoranza religiosa ne indica il divieto delluso alimentare. Il dibattito politico deve certamente tenere in considerazione le valutazioni etiche di tutti i gruppi di cittadini, ma non deve mai sfociare nella imposizione di una visione minoritaria.
Il dibattito politico ed etico si incentra principalmente sulla concezione dellessere umano dal suo inizio, il concepimento. Dal momento in cui la cellula uovo è fecondata, essa diventa la
promessa di una vita, con un parco genetico ben delineato che deriva dai contributi dei due genitori.
Se in questa promessa di vita risiede tutto lanimo umano, e quindi già da quel momento tutto il suo valore è in essere, allora lo si deve tutelare alla pari di una persona adulta. Questa concezione toglie però gran parte dellimportanza alleducazione, allambiente infantile, alle cure dei genitori dopo la nascita: la personalità, se non lanimo, nasce dallinsieme delle caratteristiche fisiche e psichiche, non solo dal DNA o dallanima impiantata durante il concepimento. Dal punto di vista tecnico, lasciando da parte le pur importanti considerazioni filosofiche, si deve tenere in considerazione che lembrione nelle prime due settimane può sdoppiarsi e dare origine a due o più gemelli identici:
questo dimostra che non siamo di fronte ad ununica persona in formazione, e che anche per chi ha fede è difficile pensare ad uno sdoppiamento dellanima.
Il problema, quindi, non è banalmente riconducibile alla volontà o meno di tutelare una vita, ma deve essere affrontato tenendo in considerazione sia limportanza dellembrione, sia quella della coppia che vuole un figlio pur in presenza di problemi di sterilità.
Io credo che ad ogni uomo, nel possibile, si debba dare la possibilità di avere un figlio, perché è una necessità intrinseca di ogni essere vivente, pari quasi al bisogno di nutrirsi.
Per queste ragioni, pur rispettando il punto di vista altrui, ritengo che sia assolutamente accettabile che si possa effettuare una fecondazione assistita senza le limitazioni recentemente imposte dalla legge 40, garantendo al massimo il diritto di salute della donna e del nascituro.
Il dibattito sui quattro quesiti non è affatto banale, ma è necessario rivedere nel complesso il problema e ristrutturare la legge, tenendo da parte le questioni morali e cercando invece di evitare i paradossi recentemente introdotti: non si può, infatti, evitare di considerare il grosso numero di persone che attualmente si reca allestero per fare quello che ora noi stiamo vietando, con il conseguente rischio per la salute ed una notevole disparità di diritti tra chi può permettersi questa operazione e chi non può farlo.
Una considerazione a parte devessere fatta sulluso delle cellule staminali per la ricerca scientifica. La legge 40 vieta totalmente luso degli embrioni per la ricerca, ed allo stesso tempo in Italia si stima lesistenza di circa 30 milioni di embrioni congelati.
Solo una minima parte di questi verrà impiantata, mentre il resto sarà destinato alla morte: se si potessero usare questi embrioni per la ricerca, si coprirebbe le necessità di questo settore per molti decenni. Credo, quindi, che si possa e si debba ripartire con una discussione seria su questi problemi, per evitare di prendere una posizione dettata dalla superficialità o da considerazioni che non appartengono alla maggioranza dei cittadini italiani.
Se si è convinti della forza delle proprie convinzioni non si cerca di imporle al prossimo grazie ad uno stratagemma basato sul quorum referendario: piuttosto ci si impegna a portare avanti un dibattito e vincere sui contenuti. Questi metodi non sono certo lo specchio di una volontà di confronto democratico.
Per questo dobbiamo impegnarci con una forza ancora maggiore rispetto al passato, cercando di convincere ad approfondire il tema ed esprimersi amici e parenti, per far capire che i cittadini vogliono essere partecipi delle decisioni politiche che sono così importanti per la vita di migliaia di persone.
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