Pedalata contro le centrali a biomasse

Il Comitato Romagnolo per la Tutela della Salute In collaborazione con il Clan-Destino ha organizzato Una pedalata per la salute.

PER ESPRIMERE CONTRARIETÀ alla costruzione di una megacentrale a biomasse a Casemurate (FC), alla costruzione di altri impianti simili nel nostro territorio, agli aumenti ingiustificati degli inceneritori di Forlì

PER SOSTENERE L’OPPORTUNITÀ DI SCELTE ALTERNATIVE RISPETTOSE DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE

Domenica 30 Luglio 2006 Ore 09,00 PEDALATA PER LA SALUTE

PARTENZE

1)Presso la Chiesa di Casemurate di Forlì - Via Serachieda, 3 - Casemurate - Forlì (FC)
2)Presso il Parcheggio di fronte alla Fiera di Forlì - Via Punta di Ferro  - Forlì (FC)

I due gruppi percorreranno la Via Cervese nei due sensi per incontrarsi a Carpinello (punto di ristoro) e poi rientreranno per la stessa strada.

Per informazioni telefonare al 3484619699 oppure 3387298580



5 Commenti:

  1. Antonio, 23. Aprile 2007, 22:58

    A Sannicola, piccolissimo comune della provincia di lecce, è in corso un accesso dibattito politico.L’amministrazione comunale sta valutando l’opportunità di consentire l’installazione di una centrale a biomasse nella periferia comunale. Stranamente a caldeggiare l’iniziativa è la sinistra(ad esclusione dei verdi), che detiene la maggioranza in consiglio, mentre l’opposizione di destra(tradizionalmente impegnata sul fronte dello svecchiamento delle strutture produttive e nell’innovazione) si oppone tenacemente. Vorrei avere elementi di valutazione circa l’impatto ambientale e i rischi sulla salute umana che una simile attività produttiva potrebbe generare.

     
  2. Alessandro Ronchi, 24. Aprile 2007, 7:33

    Gli impianti non sono tutti uguali. Per le valutazioni sull’impatto servono i dati tecnici.

    Qualche informazione sull’impatto si può approssimare sapendo il numero di tonnellate di materiale bruciato annualmente e le tecnologie per l’abbattimento degli inquinanti (filtri, ecc.).

    La CO2 emessa è abbastanza semplice da ricavare (ma dovrebbe essere scritta anche sul documento della Valutazione di Impatto Ambientale dell’impianto).

     
  3. luigino, 17. Gennaio 2008, 18:59

    ATTENZIONE ALLE CENTRALI A BIOMASSE !!!!
    A PIEVE DI TECO ( PR. IMPERIA , LIGURIA ) NE STANNO COSTRUENDO UNA - DOVEVA AVERE 1 POTENZA DI 5 MW MA SIAMO SALITI A 13 MW PER 1 POPOLAZIONE DI 900 ANIME . ABBIAMO PAURA CHE DIVENTI 1 INCENERITORE DI RUMENTA !!!! STIAMO LOTTANDO ,
    NESSUNO LA VUOLE , A PARTE OVVIAMENTE POLITICI E AMMINISTRATORI COMUNITA MONTANA ( CHE POI SONO LE STESSE PERSONE !! ) IMMISCHIATI CON LA DITTA COSTRUTTRICE ….. SOLITE STORIE ….

     
  4. Anto B., 29. Agosto 2008, 0:47

    LE CENTRALIA BIOMASSE AGRO FORESTALI NON SONO INCENERITORI DI RUMENTA. DA NESSUNA PARTE. OVUNQUE ABBIANO COSTRUITO IMPIANTI A LEGNA CON POTENZE CHE VANNO DA 5 A 20 Mwt SONO SODDISFATTI. CHIEDETE A ORMEA (PIU’ DI 400 ALLACCI) A SEDRINA, A DOBBIACO ED IN TANTISSIMI ALTRI LUOGHI. ESSERE COCCIUTI VA BENE, MA ALLORA DITECI I PERCHE’.

    A Pieve di Teco:
    -Perchè sono contrari ad oltranza l’assessore provinciale Bellotti ed i suoi amici ?
    -Quale è il filo conduttore di tanto interesse solo sulla questione centrale?
    -Che senso hanno le interviste alla tv del sig. Pizzimbone e di Bellotti contro la centrale che brucia legna (a loro dire per difendere Pieve) e poi quando parlano di inceneritori di rifiuti dicono che sono sicuri che non creano problemi?
    I Pievesi attendono risposte. Credibili s’intende.

     
  5. Renato, 28. Settembre 2008, 15:28

    Ad Ormea la legna da bruciare è finita e arriva da fuori.A questo punto invece di affumicare altri perche ognuno non se la consuma a casa propria.La scusa per costruire tali,a mio avviso, porcherie è produrre teleriscaldamento e elettricità.Bene,come mai a Pieve di Teco hanno cominciato a costruire,ma di condutture x teleriscaldaneto neppure l’ombra?.In base al progetto esecutivo quasi tutta la potenza dell’impiato favorisce produzione elettrica,che con adeguate pale eoliche costerebbe meno e non inquinerebbe.Il discorso è sempre lo stesso:interessi politici e personali,basti pensare che i contributi Europei sono stati revocati e la ditta costruttrice vuole andare avanti lo stesso.

     

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