Con il federalismo fiscale la caccia ai ricchi azzererà i servizi sociali?

In questi giorni si parla di federalismo fiscale, anche se finora non sono state discusse modalità e numeri . Si parla di dare maggiore peso alla quota irpef degli enti locali, quindi i bilanci comunali sarebbero maggiormente legati ai redditi.

Il federalismo parte da un principio condivisibile, che chi paga più tasse veda nella sua vita più servizi.

Ma se attuato come ipotizzato dal Governo potrebbe portare ad una gara tra i Comuni e gli Enti italiani per accaparrarsi i più ricchi. Leggi il resto »


Tornano Cip6 all’incenerimento grazie alla Prestigiacomo

Ho deciso di ri-pubblicare integralmente l’ANSA secondo la quale l’attuale ministro dell’Ambiente ha fatto approvare il ripristino degli incentivi per le energie rinnovabili agli inceneritori di rifiuti, ed il commento molto approfondito ed intelligente di Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II secondo il quale Verdi e Sinistra Italiana sono stati fatti sparire anche a causa del loro intervento su questo immenso affare, che ha recato un enorme danno economico a forti poteri economici, molto legati anche ai media ed alla stampa nazionale. Danni ovviamente solo temporanei, grazie al pronto intervento dell’Attuale Governo ed alle Promesse di Veltroni sugli inceneritori in campagna elettorale. Leggi il resto »


Il Papa: i Soldi scompaiono, parola di Dio è solida. Anche nell’Opus Dei.

Sono rimasto stupito dalle parole del Papa di ieri. Di fronte ad una crisi economica che mette in ginocchio tutto il Pianeta, dice che i soldi non sono tutto nella vita, che bisogna aggrapparsi alla Fede.
Sia chiaro, sarei contento se la Chiesa e le sue strutture riflettessero una posizione di questo tipo e proponessero veramente - al di là degli appelli estemporanei - una vita austera e senza il guinzaglio del consumismo. Il problema è che mentre si predica - giustamente - tutto questo, si fa tutt’altro.

Nell’Opus Dei, ad esempio, quando diventi numerario devi sottoscrivere un contratto che stabilisce che tutti i tuoi averi diventano dell’Opus Dei (Fonte: “Ferruccio Spinotti, Opus Dei Segreta… “).

Gesù proponeva una vita povera, slegata dai beni materiali, non chiedeva ai suoi seguaci di farla intestandosi i loro beni.

Vi consiglio di leggere, se non lo avete ancora fatto, il libro di Ferruccio Pinotti, “Opus Dei Segreta. Frusta, Cilicio ed Alta Finanza. Per la Prima volta parlano i Testimoni. …”



Da Wikipedia - Opus Dei e finanza

L’atto costitutivo dell’Opus Dei non prevede in alcun punto, tra le finalità associative, l’esercizio di attività aventi per oggetto l’intermediazione mobiliare, l’investimento in imprese o altre attività connesse in qualche modo con la finanza. Tuttavia l’Opus Dei intrattiene necessariamente relazioni economiche di ampio raggio, essendo detentrice di un vastissimo patrimonio immobiliare e finanziario. Tale patrimonio proviene essenzialmente dalle donazioni, dai lasciti testamentari, dal reddito dei numerari e degli aggregati. Inoltre, molte sono le operazioni che hanno permesso all’Opus Dei, attraverso società distaccate ed holding, di svolgere un ruolo come potente attore economico sul mercato finanziario e bancario.

Un contratto stipulato tra l’Opus Dei ed il fedele che intende aderirvi stabilisce i reciproci impegni in relazione agli ambiti formativi propri della Prelatura. Secondo le testimonianze di alcuni ex numerari, ad un contratto verbale può anche seguirne uno scritto relativo ai lasciti testamentari. Il testamento è praticamente obbligatorio per i membri numerari e aggregati. Tale aspetto è stato sovente messo criticamente in relazione con una certa predilezione dell’Opus per il reclutamento di persone nelle classi benestanti.

Frusta, Cilicio ed Alta finanza.

I soldi scompaiono, sono niente, e tutte queste cose che sembrano vere in realta’ sono di secondo ordine. (Benedetto XVI)


Far west in Autostrada A14 - Sventata una tentata rapina

Lunedì sera sull’A14 è fallito un tentativo di rapinare un portavalori, con incidenti provocati per fermare le auto, il blocco dell’autostrada da parte dei Carabinieri, minacce con M12 ai conducenti delle auto.

Scene da film, insomma.


Il Governo sulla caccia

Condivido il breve articolo di Luca de Biase, Sparare Cacciate, sugli ultimi provvedimenti del Governo sulla caccia.


Riciclare il tetrapak è possibile? Siamo sicuri?

Una recente campagna pubblicitaria pone l’accento sulla riciclabilità del tetrapak. Condivido le perplessità di Federico Valerio: la separazione del tetrapak dalla carta avviene a mano, e questo è già una nota negativa, ed il dubbio che invece di spedire tutte queste confezioni all’unico stabilimento italiano in grado di separare i fogli diversi di carta, alluminio e plastica finisca tutto in un bel camino è molto forte.


Risparmio energetico in piscina grazie al braccialetto

Interessanti le novità apportate alla gestione delle piscine di Cesenatico e Savignano, gestiti da Around Sport. Grazie ad un braccialetto elettronico si ipotizza di risparmiare 900mila litri di acqua in un anno.

L’innovazione passa sempre di più per la riduzione dell’utilizzo di acqua, energia, dei beni di consumo e delle materie prime.

Fonte: La società cooperativa


I quotidiani vendono meno. L’informazione è ancora viva?

Gilioli pubblica una interessante tabella che mostra pesanti segni meno sulle vendite di quasi tutti i quotidiani nazionali. Ci sono un paio di considerazioni da fare. Primo, che l’agosto 2008 è stato successivo al periodo delle elezioni politiche, che hanno saturato la voglia di sentire parlare di politica e di approfondimenti.
Secondo, è probabilmente vero che oggi la gente legge di più in rete e quindi smette di acquistare i quotidiani, ma prima di esultare bisognerebbe capire se nel passaggio la qualità dell’informazione recepita aumenta o diminuisce.
In rete si ha estrema libertà di scelta, si possono approfondire i temi preferiti, leggere intere enciclopedie su un singolo problema. La mia impressione, però, è che in rete la capacità di attenzione diminuisce drasticamente a causa delle modalità di fruizione (in ufficio, tra una email e l’altra…).

A questo punto dell’articolo il 90% dei lettori avrà già smesso di leggermi. Fosse stato in una colonna di un quotidiano, probabilmente la percentuale sarebbe stata maggiore.

In rete quindi passa di più il messaggio immediato, dalle due alle quattro righe, ed è anche per questo che i quotidiani online mettono pochissimi caratteri in prima pagina per ogni articolo, molti meno rispetto alle versioni cartacee. Leggi il resto »


Non solo Punta Perotti - Il concorso fotografico per abbattere gli ecomostri

Gli ecomostri, le opere dell’uomo che deturpano e abbruttiscono uno dei paesi più belli del mondo.
nonsolopuntaperotti è un concorso che premia le foto fatte con cellulare dei peggiori ecomostri che distruggono la bellezza del nostro Paese.

Perchè “non ci vuole niente a distruggere la bellezza” cit. E noi cercheremo di distruggere gli ecomostri. Come l’ex Cinema porno di Zingonia, come l’Abergo dei mondiali di Milano.

Le fotografie possono essere inviate da domani 1 ottobre al 28 febbraio esclusivamente via email all’indirizzo concorso@nonsolopuntaperotti.it.
Non manca nulla… per aiutarci a sostenere, promuovere , recensire il concorso e per partecipare.

Via Abbattiamoli, per la terza volta [gli ecomostri] - Il blog di Marcello Saponaro


Galassi ride, ma l’uscita di SAB dal nostro Aeroporto porta nuovi debiti al Comune di Forlì

L’uscita di SAB dalla società di gestione dell’Aeroporto di Forlì, salutata con gioia dall’assessore Galassi, porta nuovi debiti al nostro Comune.

Galassi dovrebbe essere onesto e spiegare che SAB non è entrata nella nostra società per sfizio, ma all’interno di un progetto fortemente voluto dalla stessa maggioranza di cui oggi fa parte.

Chi oggi è felice di quanto accaduto, ride sopra il fallimento del suo stesso progetto e sulla propria incapacità di distribuire i debiti dell’aeroporto verso tutti gli Enti ed i Privati che ne beneficiano.

Bologna ci ha sfruttato fino a quando la nostra struttura è servita a sopportare il peso dello spostamento temporaneo dei voli dal Marconi, poi ha lasciato che i debiti contratti per adeguare gli impianti a questa maggiore affluenza ricadessero su Forlì.

E’ grave che tutto questo si consumi senza un dibattito pubblico in Consiglio Comunale, che discuta del futuro del nostro aeroporto, ed è ormai evidente che tutti i piani di sviluppo siano da rivedere alla luce delle minori disponibilità finanziarie, o i cittadini di Forlì si troveranno ancora una volta di fronte al bivio tra il taglio di servizi essenziali e l’aumento delle tasse e tariffe comunali.


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