Perché i camion vela sono illegali
Sono stato insultato sul blog di una amica perché affermavo che i camion vela sono illegali. Pubblico qui la normativa ed un articolo, molto chiaro, apparso su “La voce di Romagna” di qualche settimana fa.
La Voce di Romagna: Pubblicità, la guerra dei cartelloni
Dal codice della strada, articolo 23 (Pubblicita’ sulle strade e sui veicoli):
# Lungo le strade o in vista di esse e’ vietato collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti della pubbli cita’ o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilita’ o l’efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l’attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione;
-cut-
#La collocazione di cartelli e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse e’ soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte dell’ente proprietario della strada nel rispetto delle presenti norme. Nell’interno dei centri abitati la competenza e’ dei comuni salvo il preventivo nulla osta tecnico dell’ente proprietario se la strada e’ statale, regionale o provinciale.
Il Comune non ha concesso nessuna autorizzazione, ma anche se lo avesse fatto dovrebbe essere in deroga con il 1° punto della sezione pubblicità del codice, che vieta il posizionamento che limita la visibilità o distrae i conducenti.
I Camion vela non sono illegali se tenuti dentro casa o in parcheggi dove non possono distrarre i conducenti. E’ chiaro che affermare che il loro uso è lecito perché non è vietato costruirli (come nel caso dei collari elettrici per i cani) è una stupida presa per i fondelli.
Di solito mi documento, prima di insultare le persone o fare dichiarazioni. Evidentemente non tutti ne hanno il tempo o la voglia.
PS: durante una campagna elettorale sono vietati anche dalle norme sulla pubblicità elettorale, nonostante molti ne facciano uso, ma questo è un altro discorso.
- COMUNICATO STAMPA: Approvate dal Consiglio Comunale OdG su Pubblicità Abusiva e Risparmio Energetico
- Vietati i messaggi pubblicitari dal volume maggiore di quello dei programmi
- I servizi pubblici non dovrebbero andare su Second Life
Non potete demonizzare questo strumento di comuniucazione senza sapere che quest’ultimi, prima di circolare devono essere autorizzati dall’occupazione suolo pubblico, che se da rigidi controlli, risultano non avere i recquisiti necessari vengono banditi e non regolarizzati. Non fate di un’erba un fascio dando sfofo a Vs. riflessioni puramente personali. Cordiali Saluti.
Mi può dare i riferimenti di legge?
Purtroppo a Forlì i controlli su questo non sono affatto rigidi!
Mi è stato confermato che è necessario richiedere l’occupazione di suolo pubblico, cosa che regolarmente non avviene in questi casi.
Ad ogni modo bisogna rendere più rigidi i controlli e procedere al sequestro del mezzo in caso di ripetute irregolarità. Le multe non sono un deterrente sufficiente a far rispettare le regole, in questo caso.
Basta adesso, se tu vedi art 23 del codice le vele sono autorizzate altrimenti i comuni dovrebbero togliere tutti i supporti di pubblica affissione perché se la vela distrae un qualsiasi 6×3 che si vede dalla strada distrae allo stesso modo, ed ancora di più un 70×100 che devi fare fatica a leggere!
Cavolo sai quante tasse si pagano per esporre un camion vela? ci sono aziende che investono migliaia e migliaia di euro e che forniscono decine di posti di lavoro con i camion vela, queste aziende fanno girare economia e portano ricchezza nei comuni (perché pagano le tasse , molto alte tra le altre cose) quindi smettete di rompere, addirittura ci sono dei comuni che hanno fatto dei regolamenti ad ok per le vele, quindi basta con questa demonizzazione!
Di dove sei?
Se il tuo comune ha autorizzato camion vela lo avrà fatto sulla base della posizione.
In realtà si assiste, almeno nella mia città, ad un uso improprio di questo strumento, posizionato in proprietà private senza nessuna autorizzazione, e senza quindi il pagamento di nessuna tassa.
Tanto che spesso vengono fatte delle contravvenzioni, che però sono basse rispetto al guadagno del servizio (lo dimostra il fatto che non servono come deterrente).
E’ giusto che i Comuni facciano dei regolamenti per le autorizzazioni, altrimenti si lascia alla discrezionalità questo aspetto.
nel nostro comune (livorno) c’è una delibera della giunta, tu devi pagare la tassa della pubblicità se lo metti in un tuo parcheggio e la tassa di suolo pubblico in più se lo metti per strada, ionoltre la città (che è abbastanza grande) è divisa in settori e in molti posti non ci si può andare detto questo e pagato circa 400€ se un vigile mi fa la multa faccio un casino.
Negli altri comuni che non hanno regolamento proprio si deve sempre fare riferimento all’art 23 del codice della strada che non dice che le vele sono vietate perché il ragionamento è questo: se danno noia le vele danno noia anche i manifesti di pubblica affissione e quelli privati ma sempre autorizzati dal comune, inoltre la tassa pubblicitaria la devi pagare sempre. La pubblicità non deve poter essere confusa con la segnaletica stradale (e non credo che questo con un 6×3 sia possibile), non deve essere parcheggiata davanti alla segnaletica, non deve essere messo in modo che uno non veda la strada perché c’è davanti il mezzo, ad esempio negli incroci; in più non devono essere ostacolo per i disabili. Infine non possono essere catarifrangenti e abbaglianti.
Detto questo se io la metto in sosta permessa anche se si vede dalla strada non faccio niente di male.
Poi io ragionerei anche sul fatto che comunque la vela può essere un buon introito per il comune, ma anche un modo per far girare i soldi e l’economia nella città, questo perché di solito le aziende piccole e medie utilizzano questo mezzo per fare pubblicità poichè la pubblica affissione di 6×3 è praticamente sempre occupata e i circuiti privati sono spesso nazionali e veramente troppo onerosi. Un comune deve ricordarsi sempre di promuovere l’economia aiutando le piccole e medie imprese del proprio comune, io ad esempio ho solo 3 vele e lavoro per la maggiore nella mia provincia, i soldi restano quì e girano.
Martina
Martina, tu paghi la tassa di pubblicità al comune dove è registrata la tua azienda oppure al comune dove stai facendo pubblicità con il tuo camioncino vela?
io la pago al comune dove vado, ma c’è un pò di confusione in proposito, poichè la legge dice due cose diverse, ora non ricordo in che commi
cero mi piacerebbe parlare 5 minuti con quella giornalista, ma come si permette!
a proposito è logico che la motorizzazione deve immatricolare il camion e quindi dare il permesso di circolazione
un mio amico ha 3 vele pubblicitarie vicino monza e un altro mio amico 5 a concorezzo sempre vicino monza. che io sappia mi dicono che hanno preso circa 20 multe a testa tutte rispedite al mittente perchè hanno fatto ricorso e i tempi di risposta oltrepassavano sempre i tempi legali fi risposta quindi non erano tenuti a pagare..comunque l’accanimento verso queste attività creano solo un commento ma a voi che interessa se ci sono o no questi automezzi? non è piu’ brutto traparentesi essendo uomo vedere il seno della Arcuri in 6×3 metri sopra il cavalcavia di monza??? quando passi con tua figlia che ha 8 anni non mi sembra che sia giusto farle vedere certe cose di prima mattina… comunque, avete mai provato a prenotare manifesti 6×3 a MONZA ? impossibile che li prenota li prenota da mesi e mesi e sono tutti mega centri commerciali… come facciamo ??? noi piccoli studi grafici a dare la possibilita’ ai nostri mepiccoli/medi clienti di far spendere un po’ di quatrini? e poi farli guadagnare??sia noi che loro??..altra osservazione a Monza vuoi installare uno striscione 8×1 o di qualsiasi altra misura? OK nessun problema da l’anno scorso è tutto ok!!!! non devi piu’ chiedere l’autorizzazione al comune ma direttamente ad una ditta che fa il mio stesso lavoro .. quindi io a questa ditta dovro’ dare i dati del mio cliente e loro inviano il nulla osta al MIO cliente con tanto di listino (loro) logicamente piu’ basso dei nostri ….visto il loro volume-… ma io mi domando ma il comune puo’ dare in appalto ad una azienda che fa il mio stesso lavoro questo servizio??? e poi si mormora che non ci sia stato un bando….. ma è possibile??? CONCLUDO E MI SCUSO PER ESSERMI DIVULGATO TROPPO… ADESSO mi dite una cosa…..!? io mi faccio la vela cosi non chiedo l’autorizzazione alla mia concorrenza cosi come hanno fatto i miei colleghi..ciao
Salve a tutti, iio sono di Foggia, nella mia città il fenomeno delle vele è in ascesa, anche perchè i il comune non rilascia l altre autorizzazione per impianti 6×3 o altra misura, avendo di mia proprietà un camion, dopo averlo trasformato in vela devo fare nuovamente la revisione? o
Salve, sono un’avvocato tributarista e ho sostenuto la tesi di laurea sperimentale sull’imposta di pubblicità e conosco (con una pecca di presunzione) a menadito i tributi locali, lavorando spesso a stretto contatto.
Credo che ci sia molto da discutere, in special modo sulla pubblicità con veicoli e sulla fruizione del messaggio pubblicitario in altri comuni.
Per adesso posso lasciare i lriferimenti legislativi quali dlgs 507/1993(norma istitutiva), Dlgs 285/92 (nuovo c,d.s.)., ma questi sono solo i riferimenti base supportati da molte risoluzioni, sentenze e materiale dottrinario.Sarò felice di lasciare il mio parere sui casi che mi proporrete.saluti
Ciao Roberto, ti ringrazio per la tua disponibilità.
Intanto sarebbe molto interessante conoscere la sua opinione riguardo l’articolo ed i commenti che ne sono scaturiti.
Io rimango dell’idea che molti dei cartelloni posti nei campi e nei parcheggi in maniera fissa non abbiano le necessarie autorizzazioni e pertanto vadano rimossi (come tra l’altro confermato dai tecnici del mio comune).
Ai sensi dell’articolo 57, comma 1, del Regolamento del Codice della Strada è consentita la circolazione di veicoli su cui è apposta la pubblicità non luminosa SOLO nel caso in cui la stessa non sia effettuata per conto terzi a titolo oneroso.
L’utilizzo di veicoli ad uso speciale il cui scopo è quello di fare pubblicità per conto terzi a fronte di un corrispettivo, NON E’ CONSENTITO.
I veicoli sui quali vengono applicati messaggi pubblicitari sono mezzi pubblicitari “mobili”, non sottoposti nè sottoponibili ad autorizzazione. Nel momento in cui diventano “statici”, cioè nel caso di parcheggio prolungato, sarà necessario occultare la superficie interessata dalla pubblicità, a meno di non trattarlo come “impianto di pubblicità o propaganda”, ai sensi dell’art. 47, comma 8, del suddetto regolamento. Il tutto ovviamente nel rispetto delle condizioni per l’autorizzazione come impianto fisso.
Ma facciamo un passo indietro…
Per quale motivo un veicolo ad uso speciale, come lo sono per esempio i posterbus con la classica vela contenente due poster di 6 mt x 3 mt dovrebbe pagare la tassa sulla pubblicità?
Io ritengo proprio per l’utilizzo che viene fatto di tale mezzo.
E’ vero: parcheggiare in un’apposito spazio delimitato di parcheggio un automezzo è un diritto di tutti… Ma qui stiamo parlando di un comportamento messo in atto per attirare INEQUIVOCABILMENTE l’attenzione dell’utenza in transito. E’ precisamente per questo motivo che qualcuno si prende la briga di attrezzare un mezzo del genere e parcheggiarlo dove lo parcheggia: e questa è PUBBLICITA’.
Che tipo di pubblicità è? Beh, una pubblicità a carattere temporaneo (non rimarrà lì per anni). Un veicolo del genere, FERMO, si trasforma nè più e nè meno in un’INSTALLAZIONE PUBBLICITARIA TEMPORANEA: un cartello appoggiato su 4 ruote.
A chi si deve pagare l’imposta? Al comune dove sta esponendo tale pubblicità.
Chi gestisce quel veicolo non è disposto a pagare imposte al comune? Bene, lo faccia SEMPRE girare, senza intralciare il traffico, e a questo punto si limiterà a pagare l’imposta nel comune dove ha sede la sua attività, come previsto dall’art. 13 commi 1 e 2 del D.Lgs 507/1993.
Nel caso specifico che segnalavo l’attività era svolta conto terzi, quindi rientra perfettamente nel caso NON CONSENTITO di cui parlavi, a conferma di quanto avevo trovato dai riscontri con gli uffici.
Siamo in Italia, non dimenticarlo… Fatta la legge…
I più meticolosi raggirano il problema a monte aprendo due ditte. La prima ditta cura la parte della campagna pubblicitaria (non di rado offrono un pacchetto vero e proprio, tipo volantinaggio, posterbus e qualche manifesto o palina per le strade…) e la seconda ditta NOLEGGIA l’automezzo al cliente, con regolarissimo contratto di noleggio. Risultato: il cliente si trova a svolgere la pubblicità per conto PROPRIO attraverso un autoveicolo noleggiato.
I meno meticolosi usano una sola ditta e fanno tutto come sopra.
ALL’ESTERO LE VELE PUBBLICITARIE DATO CHE SONO SU GOMMA E QUINDI SONO COSTRUITE PER CIRCOLARE…CIRCOLANO!
DA NOI INVECE INGOMBRANO LE STRADE, DETURPANO I PAESAGGI E DISTRAGGONO GLI AUTOMOBILISTI
LE MINI VELE MONTATE SU APE PIAGGIO 50 CC POI SONO ILLECITE
I CICLOMOTORI INFATTI NON POSSONO ESSERE ADIBITI AD USI SPECIALI VI INCLUSI LA PUBBLICITA’
BASTA - ‘CARE’ AZIENDE CHE BASATE I VOSTRI INTROITI SU QUESTE ATTIVITA’ - LE VELE LE DOVETE FARE CIORCOLARE E LA SERA DEVONO TORNARE A CASA LORO E NON INFESTARCI LE NOSTRE CITTA’
NOI BLOGGER ROMANI CI STIAMO MOBILITANDO CONTRO LE MINI-VELE:
http://miglioraroma.blogspot.com/2007/09/ai-vigili-piacciono-gli-hamburger.html
miglioraroma.blogspot.com/2007/08/parcheggi-per-le-due-ruote-invasi.html
http://miglioraroma.blogspot.com/2007/06/pubblicit-immobile.html
http://miglioraroma.blogspot.com/2007/09/roma-su-gomma-contro-i-pedoni-i-parte.html
http://www.degradoesquilino.com/2007/09/urge-insetticida-per-api-pubblicitarie.html
http://www.vignaclarablog.it/una-accattivante-pubblicita/
L’altro giorno ne ho visto uno talmente mobile che aveva dei tiranti fissati al terreno per evitare che il vento lo ribaltasse. Anche questo è un problema, dal momento che sono leggeri e con una ampia superficie che facilita l’effetto “aquilone”.
A Roma ci siamo mobilitati, cittadini e blogger contro le mini vele
Per ora il Minisindaco del I Municipio ci ha dato ragione
http://miglioraroma.blogspot.com/2007/09/il-presidente-del-i-municipio-contro-le.html
Saluti
Caro Alessandro, quello che dici e contesti può essere legittimo e comunque merita discussioni più approfondite.
Intanti vorrei chiederti perchè non decidi di occuparti anche di questi problemi inerenti alla pubblicità esterna:
- perchè gli enti ( ANAS, PROVINCE, COMUNI, ecc.) non rispettano quanto previsto dal C.d.S. e dal suo Reg. di Es. in merito ai tempi di risposta delle domande per ottenere le Autorizzazioni all’installazione di Impianti Pubblicitari Stradali ?
- perche gli enti (….) bloccano per anni il rilascio delle Autorizzazioni con motivi banali e vessatori quali l’esecuzione di censimenti, perchè in attesa di nuove disposizioni o peggio ancora perchè l’Ente stesso non ha ancora provveduto alla realizzazione del Piano Generale degli Impianti ( cosa che a norma di legge doveva essere realizzato ed approvato entro dicembre 1993 )?
- perche se una Ditta fa una regolare domanda non ottiene l’Autorizzazione prevista e nel frattempo a chi installa pubblicità abusiva la stessa non viene rimossa ?
- chi paga i danni economici alle Aziende che fanno regolari domande a cui non viene nemmeno risposto?
- perchè alle domande per l’installazione di impianti affissionali in quota ai privati, come previsti dalla 507, i comuni non rispondono e se lo fanno negano le Autorizzazioni citando il C.d.S. che non ha niente a che vedere con la normativa sulle Pubbliche Affissioni ?
- perchè se si chiede l’Autorizzazione all’installazione di un Impianto Affissionale Privato nelle medesime posizioni dove è installato un Impianto Affissionale gestito dal Comune stesso la risposta è negativa con la motivazione che quanto richiesto è in contrasto con quanto disposto dal C.d.S. mentre l’Impianto gestito dal Comune va bene a prescindere ?
- in che Legge si trovano o che criteri si usano per determinare la differenza della pubblicità gestita da un Ente e quella gestita da una Azienda Privata?
Ce ne sarebbero ancora ma mi rendo conto che le risposte non dovresti darmele tu ma qualcun altro…..
Ti ho scritto per farti capire che il mondo della Pubblicità Esterna o Stradale non è proprio esattamente solo quello che si vede, dietro esiste una serie di “problemi” che interessano molte parti delle Amministrazioni Nazionali e Locali e che purtroppo, a parte le Aziende del settore, non interessano a nessuno se non a quelli che si vedono lesi perchè trovano un cartello o un camion vela o qualcos’altro “deturpare” un angolo della propria città….
Saluti
Allora…. ho letto tutti i contenuti sopracitati e ad essere sincero non basterebbero 4 pagine di blog per approfondire l’argomento, quindi mi limito a commentare alcuni di voi in maniera sintetica.
Ciò che risalta dall’inizio dei testi è l’illustrazione dei decreti legislativi in materia di pubblicità che “distrae” e rende pericolosa la guida….. stendiamo un velo pietoso su quest’affermazione; innanzitutto ad applicarlo alla lettera allora è più pericolosa una vetrina di un negozio in saldi no?? non è anche essa una pubblicità piena di colori e messaggi sul bordo di una strada?? nooooooooo???? ma che dico?!? quella è un’immagine sobria che NON distrae vero?? Soluzione: mettiamo le ruote ai negozi e alle vetrine che così non stazionano inducendoci in distrazioni pericolose.
A seguire vengono i famosi parcheggi per autotreni e tir molto spesso ai lati di strade statali (strada statale = strada MOLTO frequentata da automobilisti passibili di distrazioni) stando alla legge da te citata dovremmo avere in Italia autotreni monocromatici senza aerografature ne teloni con marchi, stemmi e altro; ne vidi uno con la motrice color fucsia fluorescente che metteva in risalto la sigla della ditta quindi ne deduco che esso NON deve parcheggiare perchè distrae la vista e se il conducente è soggetto da attacco diuretico meglio che si metta un catetere per evitare di “stazionare” col camion/neon.
Dulcis in fundo metterei i manifesti funebri che costantemente “infestano” i nostri muri rendendo il nostro sguardo soggetto a distrazione nel vedere se c’è qualche sfortunato conoscente tra essi (spesso accade che ai semafori la gente non parta al verde perchè distratta a leggerli rallentando il traffico)…. soluzione: evitate di morire (fate le corna va..)
Chiudo questa parentesi leggermente ironica atta a sdrammatizzare un pelino la situazione passando a fatti oggettivi e soggettivi.
Le vele o posterbus o camion pubblicitari, sono un mezzo come tanti che riporta una grafica, come le smart aziendali, come i teloni dei tir, come le insegne luminose delle attività ecc. e sono omologate, immatricolate a tassate a dovere!!
Come qualche santo sopra ha scritto, esse aumentano la circolazione di moneta tra le piccole e medie imprese che non potendo usufruire di mezzi mediatici ormai monopolizzati dalle multinazionali gli permettono di poter dare risalto e incremento del fatturato che altrimenti non avrebbero, vi faccio un esempio pratico: un automezzo di media, costa al giorno “statico” circa 50 euro, prezzo che comprende tassa di pubblicità mantenimento dell’automezzo, tassa di occupazione del suolo pubblico, stampa del manifesto, affissione del manifesto e autista del mezzo (ho messo 50 come cifra ipotetica, data la carestia di soldi comune in tutt’italia cifre maggiori di solito si concludono con l’automezzo perennemente fermo e non noleggiato).
Quindi io mi chiedo…. ma invece di rompere le pelotas a chi lavora e rende un servizio anche alle piccole imprese perchè non vi soffermate su altri problemi di viabilità (perchè in sostanza è quello il problema) o evitate di dire “paesaggio e immagine USURPATA” da questi mostri solo perchè coprono l’insegna del McDonalds che è patrimonio artistico???
Molti comuni ovviano la cosa con decreti comunali “personalizzati” ma quasi tutti riescono a regolamentare bene la cosa (sono nel settore da quasi 10 anni quindi ne conosco abbastanza in tutto il centro-nord) quindi riflettete e meditate sopra, l’unica legge dovrebbe veamente essere presa in considerazione è la legge del buon senso, quella che fa in modo che i mezzi non stazionino limitando la segnaletica la visibilità della strada, quella fa si che se vedo un mezzo posteggiato fa si che non lo parcheggi accanto a lui per non riempire la zona di mezzi (le città sono grandi e spazio ce n’è a volontà), ma se dite di bandire o sequestrare mezzi che LAVORANO a gente che si fa un mazzo come un canestro per tirare a campare allora faccio tirare fuori a voi i soldi spesi per le rate dei mezzi e per il mantenimento della mia famiglia, come??? cosa??? non volte tirar fuori i soldi?? allora tirate dentro la lingua per cortesia.
Saluto tutti e ringrazio tutti della pazienza e della sopportazione a leggere la mia dilungata considerazione.
P.S.: Alla persona che dice che erano addirittura ancorati rammento che ha visto un carrello appendice pubblicitario non un camion vela, e stando alla legge esso PUO’ stazionare basta solo che abbia la motrice attaccata e in apposite piazzole per autotreni alias ….. ai lati della statale.
Saluti
Un lavoratore.
Allora ho letto tutti i contenuti sopracitati e ad essere sincero non basterebbero 4 pagine di blog per approfondire l’argomento, quindi mi limito a commentare alcuni di voi in maniera sintetica.
Ciò che risalta dall’inizio dei testi è l’illustrazione dei decreti legislativi in materia di pubblicità che “distrae” e rende pericolosa la guida….. stendiamo un velo pietoso su quest’affermazione; innanzitutto ad applicarlo alla lettera allora è più pericolosa una vetrina di un negozio in saldi no?? non è anche essa una pubblicità piena di colori e messaggi sul bordo di una strada?? nooooooooo???? ma che dico?!? quella è un’immagine sobria che NON distrae vero?? Soluzione: mettiamo le ruote ai negozi e alle vetrine che così non stazionano inducendoci in distrazioni pericolose.
A seguire vengono i famosi parcheggi per autotreni e tir molto spesso ai lati di strade statali (strada statale = strada MOLTO frequentata da automobilisti passibili di distrazioni) stando alla legge da te citata dovremmo avere in Italia autotreni monocromatici senza aerografature ne teloni con marchi, stemmi e altro; ne vidi uno con la motrice color fucsia fluorescente che metteva in risalto la sigla della ditta quindi ne deduco che esso NON deve parcheggiare perchè distrae la vista e se il conducente è soggetto da attacco diuretico meglio che si metta un catetere per evitare di “stazionare” col camion/neon.
Dulcis in fundo metterei i manifesti funebri che costantemente “infestano” i nostri muri rendendo il nostro sguardo soggetto a distrazione nel vedere se c’è qualche sfortunato conoscente tra essi (spesso accade che ai semafori la gente non parta al verde perchè distratta a leggerli rallentando il traffico)…. soluzione: evitate di morire (fate gli scongiuri va..)
Chiudo questa parentesi leggermente ironica atta a sdrammatizzare un pelino la situazione passando a fatti oggettivi e soggettivi.
Le vele o posterbus o camion pubblicitari, sono un mezzo come tanti che riporta una grafica, come le smart aziendali, come i teloni dei tir, come le insegne luminose delle attività ecc. e sono omologate, immatricolate a tassate a dovere!!
Come qualche santo sopra ha scritto, esse aumentano la circolazione di moneta tra le piccole e medie imprese che non potendo usufruire di mezzi mediatici ormai monopolizzati dalle multinazionali gli permettono di poter dare risalto e incremento del fatturato che altrimenti non avrebbero, vi faccio un esempio pratico: un automezzo di media, costa al giorno “statico” circa 50 euro, prezzo che comprende tassa di pubblicità mantenimento dell’automezzo, tassa di occupazione del suolo pubblico, stampa del manifesto, affissione del manifesto e autista del mezzo (ho messo 50 come cifra ipotetica, data la carestia di soldi comune in tutt’italia cifre maggiori di solito si concludono con l’automezzo perennemente fermo e non noleggiato).
Quindi io mi chiedo…. ma invece di rompere a chi lavora e rende un servizio anche alle piccole imprese perchè non vi soffermate su altri problemi di viabilità (perchè in sostanza è quello il problema) o evitate di dire “paesaggio e immagine USURPATA” da questi mostri solo perchè coprono l’insegna del McDonalds che è patrimonio artistico???
Molti comuni ovviano la cosa con decreti comunali “personalizzati” ma quasi tutti riescono a regolamentare bene la cosa (sono nel settore da quasi 10 anni quindi ne conosco abbastanza in tutto il centro-nord) quindi riflettete e meditate sopra, l’unica legge dovrebbe veamente essere presa in considerazione è la legge del buon senso, quella che fa in modo che i mezzi non stazionino limitando la segnaletica la visibilità della strada, quella fa si che se vedo un mezzo posteggiato fa si che non lo parcheggi accanto a lui per non riempire la zona di mezzi (le città sono grandi e spazio ce n’è a volontà), ma se dite di bandire o sequestrare mezzi che LAVORANO a gente che si fa un mazzo come un canestro per tirare a campare allora faccio tirare fuori a voi i soldi spesi per le rate dei mezzi e per il mantenimento della mia famiglia, come??? cosa??? non volte tirar fuori i soldi?? allora tirate dentro la lingua per cortesia.
Saluto tutti e ringrazio tutti della pazienza e della sopportazione a leggere la mia dilungata considerazione.
P.S.: Alla persona che dice che erano addirittura ancorati rammento che ha visto un carrello appendice pubblicitario non un camion vela, e stando alla legge esso PUO’ stazionare basta solo che abbia la motrice attaccata e in apposite piazzole per autotreni alias ….. ai lati della statale.
Saluti
Un lavoratore.
Alla frase: ” le piccole e medie imprese che non potendo usufruire di mezzi mediatici ormai monopolizzati dalle multinazionali..” rispondo:
1) Google permette di fare pubblicita’ molto efficaci con i link sponsorizzati e comperando le parole chiavi. Mio fratello (che ha una piccola azienda) spende 400 euro al mese da alcuni mesi, in questo modo, ed ha praticamente avviato dal nulla la sua attivita’ (non inquinando e deturpando il paesaggio delle nostre bellissime citta’ storiche come invece fanno queste orribili vele pubblicitarie, insieme a tanti cartelli, ecc)
2) Io personalmente lavoro in una tv satellitare, abbiamo oltre 4 milioni di nuclei familiari abbonati (avete capito che si tratta delle tv che potete vedere con il bouquet SKY) quindi almeno 12-15 milioni di spettatori che possono essere raggiunti da pubblicita’ che non costano gli spropositi di quelle della tv terrestre, ma si arriva anche a 50 euro a singolo spot!
I nostri inserzionisti non sono solo le grandi aziende ma anche le medie, poi esistono cambi merce, ecc, per cui:
non mi venite a dire che le ‘povere’ piccole e medie aziende non hanno i mezzi per fare pubblicita’!
All’estero le vele pubblicitarie ci sono ma giustamente circolano’!! Avete le ruote e il motore?? CIRCOLATE!!!!
Quella a tre ruote montate sui 50 cc sono VIETATE DALLA LEGGE (Direzione Gen. Motorizzazione Civile Italiana) e quelle a 4 vengono spesso posizionate ai margini della strada (i negozi sono DENTRO, coperti da macchine, marciapiedi e pedoni! per cui non distraggono), sulle curve, agli incroci, nei parcheggi pubblici (sempre scarsi nelle citta’!) per cui sono spesso irregolari, oltretutto vengono utilizzate in campagna elettorale (altra cosa VIETATA DALLA LEGGE)
Ci sono tanti modi per lavorare e far lavorare, modi onesti e rispettosi del prossimo, dell’ambiente, del decoro, ecc e modi illeciti, rregolari ed irrispettosi delle cose di cui sopra. Basta solo scegliere, nella vita, da che parte si vuole stare. Purtroppo molti italiani scelgono la seconda ed e’ questo che sta facendo precipitare il nostro Paese in un abisso. Non e’ colpa sempre dei politici, ma nostra. Amche nostra. Soprattutto nostra. Cominciamo a rispettare le regole di base della convivenza civile e forse riusciremo a riempire il gap che ormai ci separa anche da paesi che sono sempre stati indietro ma che ormai ci salutano con la manina e ci guardano con sufficienza!! ed hanno ragione. Purtroppo.
Saluti.
Mi permetto di replicare:
dici
1) Google permette di fare pubblicita’ molto efficaci con i link sponsorizzati e comperando le parole chiavi. Mio fratello (che ha una piccola azienda) spende 400 euro al mese da alcuni mesi, in questo modo, ed ha praticamente avviato dal nulla la sua attivita’ (non inquinando e deturpando il paesaggio delle nostre bellissime citta’ storiche come invece fanno queste orribili vele pubblicitarie, insieme a tanti cartelli, ecc)
rispondo…
Prova a far pubblicità del tuo negozio di scarpe o del tuo alimentari in google e vedrai che fantastici risultati!
Faccio presente che i negozi e le “botteghe” e i piccoli artigiani lavorano con la gente del suo paese o addirittura del quartiere, che se ne fanno di Google?? Soldi buttati inutilmente.
dici…
2) Io personalmente lavoro in una tv satellitare, abbiamo oltre 4 milioni di nuclei familiari abbonati (avete capito che si tratta delle tv che potete vedere con il bouquet SKY) quindi almeno 12-15 milioni di spettatori che possono essere raggiunti da pubblicita’ che non costano gli spropositi di quelle della tv terrestre, ma si arriva anche a 50 euro a singolo spot!
rispondo..
come sopra, con la differenza che è più facile vedere pubblicità di grandi marchi che di piccoli commercianti, quindi altri soldi buttati.
dici
Lavori in televisione satellitare.
rispondo
vendo soluzioni pubblicitarie come campagne promozionali, svendite e quanto altro possa permettere al mio cliente di raggiungere il massimo risultato e in tanti anni di esperienza il mezzo peggiore (SOTTOLINEO solo per le piccole imprese) sono proprio gli spot televisivi e radiofonici.
Dico ciò in quanto io per primo ne trarrei vantaggio nel vendere spot e altro, ma mio malgrado li sconsiglio ai miei clienti dopo aver appurato con dati alla mano l’inefficacia del risultato.
dici…
All’estero le vele pubblicitarie ci sono ma giustamente circolano’!! Avete le ruote e il motore?? CIRCOLATE!!!!
rispondo…
rileggiti bene il mio post in cui cito smart e altro.
dici..
Quella a tre ruote montate sui 50 cc sono VIETATE DALLA LEGGE (Direzione Gen. Motorizzazione Civile Italiana) e quelle a 4 vengono spesso posizionate ai margini della strada (i negozi sono DENTRO, coperti da macchine, marciapiedi e pedoni! per cui non distraggono), sulle curve, agli incroci, nei parcheggi pubblici (sempre scarsi nelle citta’!) per cui sono spesso irregolari, oltretutto vengono utilizzate in campagna elettorale (altra cosa VIETATA DALLA LEGGE)
rispondo…
so bene dell’illegalità di apetti ed altri tipi di vetture non ad uso speciale e concordo le motivazioni del decreto.
Sull’ubicazione dei negozi… bhè… non so dove abiti tu, ma in TUTTE le città i negozi sono a VISTA STRADA (visto che citi google saprai che ha un motore di ricerca immagini, se ci metti come parola chiave negozio ti si fiondano addosso centinaia di immagini che non li ritraggono dietro una trincea come dici, ANZI… basterebbe che guardi fuori dalla finestra per farti un’idea di quanto errata è questa informazione.
Piccola precisazione sui marciapiedi: non ho mai visto un Posterbus sul marciapiede o sulla strada, chi lo fa commette un errore in quanto come dicevo sempre sopra al post precedente basterebbe un po’ di buon senso e trovare una piazzola adibita a parcheggio per i mezzi.
dici…
Ci sono tanti modi per lavorare e far lavorare, modi onesti e rispettosi del prossimo, dell’ambiente, del decoro, ecc e modi illeciti, rregolari ed irrispettosi delle cose di cui sopra. Basta solo scegliere, nella vita, da che parte si vuole stare. Purtroppo molti italiani scelgono la seconda ed e’ questo che sta facendo precipitare il nostro Paese in un abisso. Non e’ colpa sempre dei politici, ma nostra. Amche nostra. Soprattutto nostra. Cominciamo a rispettare le regole di base della convivenza civile e forse riusciremo a riempire il gap che ormai ci separa anche da paesi che sono sempre stati indietro ma che ormai ci salutano con la manina e ci guardano con sufficienza!! ed hanno ragione. Purtroppo.
rispondo…
Sono pressoche daccordo con te su quanto esprimi in questo testo e converrai con me che se si spostasse la questione in ambito politico poi ne verrebbe un odissea, ma vedi a volte bastano poche cose, pochi ragguagli per il quieto vivere e ti cito un’esempio:
In una città di mia conoscenza c’era un posto perennemente affollato di Posterbus (anche 7/8 insieme) che hanno fatto prendere la decisione dal sindaco di prendere provvedimenti drastici; non lo biasimo pur essendo del settore penalizzato, basterebbe solo (sempre come citavo sopra) che il buon senso prevalga semplicemente cambiando zona se li già c’è un mezzo piazzato rendendo più sobrio il tutto e permettendo a noi di lavorare, quindi non si faccia sempre di tutta un erba un fascio, ma a volte sono le minoranze che affondano la collettività.
In conclusione, se si lavora con moderazione e raziocinio i posterbus non sono assolutamente i mostri obrobriosi che ci deturpano il paesaggio coprendo le schifezze architettoniche di complessi industriali che nemmeno la walt disney sarebbe stata capace di progettare, e credetemi che ci sono ben altre cose che deturpano le città MOOOOOOLTO prima dei Posterbus.
Grazie Gianmarco per la risposta, ho sempre piacere di confrontare opinioni differenti e di commentare argomenti che ci tangono da vicino.
Saluti
Salve a tutti, inanzitutto mi fà molto piacere che vi siano dei siti internet dove si possa parlare e confrontarsi su un’argomento così interessante come la pubblicità che è stata ed è un settore dove come legale tributarista affronto e studio ogni giorno.
Fatta questa premessa cercherò di essere succinto, ma data la mole e la variegarietà del tema trattato forse peccherò di mancanza di completezza.Ma andiamo con ordine:
Mi sono pervenute numerose segnalazioni da parte di amministratori locali e cittadini(che ho anche potuto constatare con i miei occhi), relative a circolazione di veicoli pubblicitari parcheggiati, anche per lunghi periodi, su aree pubbliche e private.
Tali forme di pubblicità hanno incontrato notevoli difficoltà di assoggettamento all’imposta di pubblicità in quanto i titolari asseriscono di aver assolto il tributo presso il Comune di residenza dell’azienda espositrice(ovvero dove vi sia la sede legale) con ciò ritenendo soddisfatta la pretesa tributaria e, quindi, legittima la circolazione dei veicoli o la collocazione dei carrelli pubblicitari in tutti i Comuni, senza la necessità di ulteriori adempimenti.
Premesso che la questione è già stata oggetto di decisione da parte di talune Commissioni tributarie con esiti purtroppo contraddittori, si ritiene opportuno cercare di individuare un percorso per procedere all’approccio della “querelle” in modo sistematico e il più aderente alla previsione
normativa astratta essendo non specificatamente prevista –nel quadro giuridico di riferimento–la fattispecie in discorso.
Per inquadrare il fenomeno conviene partire dall’analisi dell’art. 13, commi 1 e 2 D.lgs 15 novembre 1993 n. 507 da cui si evince che: “Per la pubblicità visiva effettuata per conto proprio o altrui all’interno e all’esterno dei veicoli in genere (. . .omissis..) di un privato, è dovuta l’imposta sulla pubblicità in base alla superficie complessiva dei mezzi pubblicitari installati su ciascun veicolo e con le modalità previste dall’art. 12, comma 4.
Inoltre, per la pubblicità effettuata con” veicoli adibiti ad uso privato l’imposta è dovuta al Comune in cui il proprietario ha la residenza anagrafica o la sede” indipendentemente se il messaggio pubblicitario viene fruito in più Comuni ove l’autoveicolo si trovi a circolare. In tal caso, il legislatore ha fissato degli obblighi predeterminati di legge a carico del soggetto passivo data la difficoltà “anche logistica” di far pagare l’automezzo in ogni Comune ove questo si trovi a circolare.
Trattandosi poi di pubblicità effettuata all’esterno dei veicoli in genere, trovano applicazioni le maggiorazioni del 50%(da 5,5 a 8,5 mq) e del 100% (per le superfici maggiori di 8,5 mq). Qualora la pubblicità venga effettuata in forma luminosa od illuminata (cd per luce indiretta) la tariffa è maggiorata del 100%.
Alla luce di quanto esposto, sembra corretto ritenere che per la pubblicità effettuata con autoveicoli “a vela” specificamente omologati a tale scopo, l’imposta sia dovuta al Comune in cui il proprietario ha la residenza anagrafica o la sede, in quanto ogni altra prospettazione non ha alcun sostegno giuridico anche se il veicolo si trovi a circolare in comuni diversi visto lo scopo a cui è preordinato.
L’accertamento e il controllo da parte del corpo PM è limitato unicamente ad acclarare che il titolare del veicolo abbia corrisposto realmente il tributo nel Comune di residenza con l’esibizione (obbligatoria ex-lege ) della relativa ricevuta di pagamento che contenga i dati identificativi del veicolo.
Naturalmente se tale veicolo sosti in un area che possa creare pericolo per la viabilità stradale dovrà esser fatto presente al corpo di polizia municipale la violazione ex art. 23 Dlgs 285/1992 c.d.s e alle norme d’attuazione del cds che stabiliscono le distanze minime dalle intersezioni stradali per i veicoli in genere.
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B) In diversa ipotesi si versa per i carrelli pubblicitari e strutture semoventi collocate a suolo. Normalmente tali mezzi pubblicitari vengono posizionati ai margini delle strade e su aree pubblicheo private per periodi limitati nel tempo e con la possibilità di variare il messaggio pubblicitario.
La fattispecie ora esaminata si differenzia evidentemente dall’ipotesi sopra esaminata (pubblicità con veicoli circolanti), in quanto non si tratta di veicoli circolanti in senso tecnico, ma di vere e proprie forme di pubblicità stazionante—INDIPENDENTEMENTE DAL PERIODO PIU O MENO LUNGO- in particolari luoghi con l’evidente intento di diffondere il messaggio pubblicitario al pari di un qualsiasi altro mezzo pubblicitario.
Da ciò ne derivano alcune considerazioni:
A) non ha rilevanza che il carrello abbia o meno la targa in quanto il fatto attiene esclusivamente alle modalità di trasferimento del mezzo scelta dal proprietario.
B) all’atto dello stazionamento non si riversa nell’ipotesi di stazionamento con veicolo circolante , visto che questo per sua natura da dinamico diventa statico non essendo intrinsecamente un veicolo.
C) non ha rilevanza che il carrello sia collocato su una proprietà privata purchè la pubblicità sia percettibile da luoghi pubblici (ex art 5 Dlgs 507/1993).
D) il proprietario del carrello pubblicitario, prima di procedere alla sua installazione, deve chiedere l’autorizzazione per l’impianto pubblicitario temporaneo edeve presentare la dichiarazione di cui all’art. 8 del Dlgs 507/1993 con tutti gli elementi necessari per la corresponsione del tributo come ad esempio: la superficie pubblicitaria, il tipo di pubblicità, gli estremi del mezzo, la durata, etc..
E) in mancanza di dichiarazione la pubblicità si presume esposta dal 1 Gennaio dell’anno in cui è stata accertata (art. 8, comma 4 Dlgs 507/1993).
G) Ove vi sia un verbale di accertamento contestuale della Vigilanza Urbana per la violazione dell’art. 23 c.d.s. andranno anche effettuate delle copie da tenere come documentazione in caso di eventuale contenzioso.
H) Consiglio di proporre all’amministrazione comunale d’appartenenza un’idonea norma ad hoc all’interno del proprio regolamento Comunale volta a disciplinare tale situazione inibendo così ai soggetti di esporre carrelli pubblicitari se non autorizzati dall’ufficio tecnico preposto di concerto con il comando di polizia municipale e sulla base della cd “discrezionalità tecnica” rispettando le norme cogenti di cui all’art 23 Dlgs 285/1992, invertendo la consuetudine della scelta della collocazione del carrello a piacimento del soggetto privato a discapito della sicurezza stradale.Nulla vieta di esporre la pubblicità lungo le strade, l’importante è che si rispettino le norme cogenti ed i vincoli dedodtti dall’amministrazione comunale
I Ricordo che tali esposizioni di pubblicità “fai da –te” creano un grave nocumento ai Comuni e di riflesso alle società che hanno in concessione tale tributo, depauperando l’amvbiente urbano e il territorio circostante e creando dei rischi alla viabilità stradale.
Pubblicità si, ma nei crismi della legalità.
studiotributario07@email.it
Roberto, come hai potuto notare dai miei precedenti messaggi concordo con te su tutta la linea, ma sono meno morbido sui posterbus: se vengono lasciati fermi poco importa che abbiamo una motrice o le renne che li trainano: costituiscono pubblicità temporanea bella e buona.
Per quanto riguarda le sentenze poi… Purtroppo non possiamo quasi più fare affidamento alle sentenze di primo grado. Le commissioni tributarie esplodono di ricorsi. Non hanno manco tempo a leggersi deduzioni e controdeduzioni per intero. E così siamo arrivati al punto in cui, bene o male, conviene fare ricorso su tutto. Male che vada io che mi sono preso una multa mi ritroverò in più a pagare l’avvocato: tanto le spese nel 99% dei casi le compensano. E sai bene anche tu, se ti occupi di contenziosi di questo genere, che al di là della preparazione che puoi avere e dimostrare, ormai sostenere ricorsi di pubblicità è come giocare a pari o dispari: 50 la va e 50 la spacca. Perchè siamo arrivati a questo punto?
Perchè il tutto si basa su un decreto del 1993, letteralmente mortificato da tonnellate di modifiche, rattoppi, chiarimenti, rimodifiche, annullamenti, reistituzioni di ciò che era stato annullato. In questo caso è la legge che è un colabrodo, perchè si riferisce ad una materia che è cambiata troppo in poco tempo.
Riformare la legge, con l’aiuto di un team di professionisti e alla luce di tutta l’esperienza che ormai è stata acquisita in questo campo, è l’unica alternativa per sistemare un po’ le cose.
Il caso di questa discussione è emblematico di quanto ho appena esposto. Quattordici anni senza avere chiarimenti o risoluzioni a livello ministeriale con il risultato che per la strada ci sono vigili, comuni, concessionari e agenzie di pubblicità che si scannano per un camioncino con due manifesti sopra.
Forse sarebbe più corretto dire che i camion vela sono A-legali. Nemmeno la legge sa bene dove collocarli perchè ai tempi non sono stati presi in considerazione: non tanto per incuria, ma perchè non erano un fenomeno diffuso come ora. Cosa ci lamentiamo poi se ce li troviamo ovunque e non paganti?
Cosa ne pensate?
Secondo me queste vele pubblicitarie, posterbus, mini-vele, ecc sono tutte orripilanti e contribuiscono a degradare le nostre citta’ e le nostre strade, pertanto io le punirei molto decisamente, cosi’ come anche tutta la pubblicita’ illegale e abusiva, in modo da debellare questo fenomeno, che a quanto ho potuto notare, affligge il nostro paese, mentre all’estero (almeno nei paesi civili) e’ sconosciuto.
A NY ho visto una sola vela pubblicitaria, ma in movimento. Ferma..come qui, nessuna!!
Oggi mi e’ capitato di vedere addirittura un enorme posterbus (a Roma, zona centro) parcheggiato per meta’ (la motrice) su un marciapiede…tremendo!
A roma sta proliferando la pubblicita’ abusiva, con qeusto o altri mezzi. Da una parte si sono vietati i cartelloni 6 x 3, ma di notte ci sono bande di extracomunitari (pagati siciramente da Italiani) che piantano con il cemento cartelli abusivi ovunque!
Roma e’ diventata una giungla in cui domina l’illegalita’ e il degrado.
Perché non usare maggiormente gli spazi liberi dei mezzi pubblici?
Potrebbe contribuire un po’ al sostentamento del servizio, abbellirebbero i mezzi piuttosto obsoleti e libererebbero dalla pubblicità esterna.
Tra l’altro mi pare sia dimostrato che la pubblicità in movimento è più efficace di quella ferma…
Scusa Alessandro… Ma… Chi ha dimostrato che la pubblicità in movimento è più efficace di quella ferma e come soprattutto? :)
Mi spiace, non ricordo la fonte. Se mi torna in mente la pubblico, altrimenti prendetela come una considerazione personale.
Per prima cosa grazie a francesco che difende la categoria!
Per seconda cosa ho visto che a Roma le mini vele sono parcheggiate anche in centro ed effettivamente questo (soprattutto in una città d’arte) non è accettabile. Tuattavia se io in zona industriale o commerciale (vedi grandic entri commerciali etc.) metto una vela di certo non deturopo il paesaggio e le zone artistiche della città. Come dicevo esiste già una suddivisione delle città in zone basterebbe che venissero rispettate le zone centrali, artistiche e paseaggistiche.
Infine qualcuno ha scritto che i mezzi sono pericolosi perché troppo leggeri, per rispondere vorrei dirgli: scusa ma secondo te i periti della motorizzazione sono tutti scemi e incapaci? no perché se loro omologano il mezzo tu non puoi dire niente perché vuol dire che rientrano nei parametri di legge.
Vorrei dire a Martina Vecce (se è lei che scrive visto che ho seguito il link sul suo nome e porta al suo blog) due cose:
1) le vele pubblicitarie sono brutte, ovunque, in centro storico ma anche in campagna. Almeno secondo il mio parere.
Io per andare dai miei genitori in provincia di Roma percorro delle strade immerse nel verde..ovvero che potrebbero essere immerse nel verde invece, ad ogni incrocio, curva o pezzo in cui le macchine rallentano vengono piazzate e lasciate per anni delle maxi vele ..orripilanti!!
All’estero hanno maggiore considerazione per il paesaggio e il decoro, solo qui siamo capaci di farci accecare dai soldi non guardando in faccia a nessuno, deturpando l’ambiente e le città in nome di cosa? del commercio..in nome del commercio viene permesso tutto..tavolini (almeno a Roma) che ricoprono i marciapiedi tanto che non si passa piu’, gazebo costruiti dai ristoratori su vie bellissime come Via Veneto solo per allargare i loro ristoranti ..che non pagano nemmeno l’ICI ma solo il suolo pubblico come se fosseros emplici tavolinetti all’aperto..insegne pubblicitarie ovunque ..insomma l’Italia è una giungla, in questo come in tanti altri settori.
Seconda cosa, non so chi abbia scritto che “i mezzi sono pericolosi perché troppo leggeri” dipende quali, le mini-vele montate sugli ape da 50 cc per esempio a quanto so io non vengono omologati con la parte pubblicitaria sopra ma quella viene montata dopo visto che la Motorizzazione si è espressa scrivendo che i ciclomotori a tre ruote non possono essere usati per usi speciali incluso quelli pubblicitari!
I camion - vela non so se sono leggeri o meno, ho letto che qualcuno ne ha visti di piantonati con dei tiranti, forse peer non farli muovere o volare a causa di vento forte, non so..sinceramente non mi sembra il problema su cui focalizzarsi, ma magari sbaglio.
Ma lei che è del PD e dovrebbe difendere gli interessi dei cittadini e della collettività come mai prende tanto a cuore le sorti di queste vele pubblicitarie’ Ha una società di vele?
Saluti.
scusi ma perché chi ha società di vele e/o lavora nel settore della pubblicità pagando tasse su tasse non è un cittadino?
Poi se lei legge io ho parlato di zone commerciali (esempio centri commerciali) e zone industriali dove non c’è nessun paesaggio da difendere e deturpare ma semplicemente molto passaggio di auto, capannoni e industrie, non bellissimi scorci di paesaggi.
Ho anche detto che a Roma ho effettivamente visto degli atteggiamenti secondo me incomprensibili (come le vele dietro la rinascente)
Detto questo si lavoro in una società proprietaria di vele pubblicitarie e come ho già spiegato in un post precedente nella mia città c’è un regolamento della giunta comunale che autorizza le vele e divide la città in settori dove si può e dove non si può sostare.
le assicuro che dove ci sono centinaia di strutture portanti di manifesti 6×3, decine di Tir parcheggiati uno accanto all’altro, depositi d’auto e quant’altro le vele fanno tutto meno che deturpare la vista.
Infine siccome me ne occupo io in prima persona le posso assicurare che i camion vela vengono prima modificati e poi omologati come tali alla motorizzazione che è a conoscienza delle modifiche effettuate, se poi qualche furbo fa le cose abusivamente non lo so però a regola la motorizzazione deve autorizzare la circolazione del mezzo già modificato.
Volevo aggiungere che pochi mesi fa sono stata a Berlino, nella civilissima Germania e le possso assicurare di aver visto addirittura dei carrelli 6×3 fermi in sosta sul ciglio della strada. Quindi all’estero le vele ci sono e funzionano.
Negli Stati Uniti poi le città sono tutte un neon di insegne luminose, a San Francisco si mangia per la strada tranquillamente e i vari chioschetti hanno qualche tavolino sui marciapiedi, non mi sembra che sia molto diverso…
Infine sono sicura che lei parla da persona esasperata da atteggiamenti barbari che a suo avviso degradano la sua città (sono sicura che nel 99% dei casi ha anche rgione) ma non si può generalizzare come fa lei, perché questo è un’atteggiamento sbagliato.
Anche perché come le ripeto ci sono zone dove le vele non danno nessun disturbo, basta rispettare gli altri.
Perchè rompete le scatole a chi hai investito nell’acquisto della vela pubblicitaria, nell’omologazione, nel gancio traino dell’automobile, nell’assicurazione, nelle tasse pubblcitaire, nel personale adibito, nelle stampe, ecc… ecc…
chi si lamenta, quasi sempre è un impiegato che nella vita ha scelto di non investire e rompe le scatole chi nella vita giorno dopo giorno lotta per portare, ONESTAMENTE, la classica pagnotta a casa.
Grazie, saluti
Per Alessandro perché la pubblicità sui mezzi pubblici è praticamente un monopolio e oltre a costare moltissimo non è molto utile come dici te.
Per prima cosa buon giorno a tutti, per la prima volta mi collego a questo sito ho letto le opinioni un pò di tutti e volevo esprimere la mia opinione sulle vele pubblicitarie!Io ne ho 2 queste vele per la mia azienda sono un settore marginale visto che mi occupo di tanto altro. Mi trovo daccordo con i miei colleghi che difendono il settore visto che a mio avviso questo enorme problema evidenziato da alcuni di voi è solo la punta di un aisberg di lavori discutibili che vengono fatti in Italia. Noi lavoriamo, questa è la cosa principale sicuramente non sono il massimo del decoro ambientale ma vi siete guardati i lati di tutte le strade d’italia? Quanti cartelli pubblicitari vedete? Ve lo dico io milioni, uno attaccato all’altro quelli non li vede nessuno? Non distraggono gli automobilisti? Non sono a volte orribili in quanto forma e struttura?
Eppure quanti ce ne sono? Quante tasse vengono versate per mantenere comuni provincie e A.N.A.S?
Allora non prendetevela con noi ma con chi formula leggi convenienti per loro e non demonizzate le vele! Scusate per il mess lungo!
Caro Claudio, intervengo solo per dirti che qui non si demonizza nessuno in particolare. Personalmente ho fatto un ordine del giorno contro tutte le pubblicità abusive distribuite sul territorio.
E’ necessario un maggiore controllo in tutti i sensi, perché finora questo è un campo che ha ricevuto ben poca attenzione (non solo nei confronti dei camion vela).
maggiori controlli dovrebbero essere richiesti con forza soprattutto da quelli che lavorano onestamente, seguendo le normative vigenti, che vengono continuamente danneggiati da chi lavora in maniera disonesta.
Buongiorno a tutti,
la mia domanda è rivolta all’avvocato tributarista, Roberto.
Caro Roberto, in virtù della tua preparazione in ambito pubblicitario vorrei avere delucidazioni circa la normativa che regola il comparto pubblicitario con uso di mezzi a motore. Nel caso specifico, vorrei conoscere la normativa relativa alla sosta ed alla circolazione di Ape 50, ammesso che quest’ultima sia una pratica legale e non soggetta a sanzioni. Inoltre, ammesso che che le tasse ai comuni siano dovute(su questo avrei i miei dubbi, visto che sarei io il concessionario dello spazio e già pago la cosidetta tassa di circolazione per l’occupazione del suolo pubblico, a chi bisogna fare riferimento per conoscere i tabellari per rendere gli eventuali corrispettivi ai comuni?
Ringraziando per la diponibilità con l’occasione gradisci distinti saluti.
Cito da articolo apparso su Italia Oggi di Venerdì 16 novembre 2007
Pubblicità sui bus in sosta sempre autorizzata
Corte di cassazione.
La collocazione di cartelli pubblicitari su autocarri in sosta nel centro abitato deve essere espressamente autorizzata dal sindaco. E serve licenza anche se il veicolo viene parcheggiato in area privata con visibilità allargata alla strada pubblica.
Lo ha evidenziato la Corte di cassazione, sez. II, con la sentenza n. 13842 del 13 giugno 2007. L’apertura o la promozione di un esercizio commerciale vengono spesso pubblicizzati sul territorio urbano con i classici camion poster che vengono parcheggiati in prossimità di zone molto frequentate. Questa pratica deve però essere autorizzata dal comune e i veicoli regolarmente ammessi alla circolazione stradale. Nel caso esaminato dal collegio un esercente è stato sanzionato per aver parcheggiato il poster bus senza l’autorizzazione comunale per la pubblicità. Contro questa misura punitiva l’interessato ha quindi proposto ricorso al giudice di pace che ha confermato la multa. E anche la Corte di cassazione ha ritenuto corretta questa decisione. L’esposizione di un autocarro pubblicitario nel centro abitato richiede l’autorizzazione comunale come per ogni altra collocazione di impianti promozionali in città. L’accertata collocazione di cartelli pubblicitari su autocarro in sosta per più giorni su strada privata in vista di area pubblica, specifica la sentenza, è riconducibile alla previsione del dlgs n. 285/1992, art. 23 cds, comma 4.
Questa disposizione prevede infatti che «la collocazione di cartelli o altri mezzi pubblicitari lungo le strade o in vista di esse è soggetta in ogni caso ad autorizzazione da parte dell’ente proprietario, non distinguendo a tal fine le concrete modalità di collocazione di tali mezzi, che, in effetti, può essere operata in svariate forme, quale quella appunto accertata nella specie, con l’installazione di cartelli pubblicitari sui lati e sul retro di un autoveicolo lasciato fermo per più giorni su area privata, in vista di strada pubblica».
In buona sostanza, attrezzare un camion con un pannello pubblicitario e lasciare in sosta questo veicolo al bordo di una strada può essere un facile strumento per tentare di aggirare la previsione normativa sulla disciplina degli impianti pubblicitari. E non sana l’irregolarità di questa installazione l’aver eventualmente assolto al pagamento della tassa locale sugli impianti pubblicitari. In ogni caso occorre l’autorizzazione dell’ente proprietario della strada.
Buonasera a tutti,
Secondo me il giudice di pace ha sbagliato a confermare la multa, perchè il
decreto leglislativo n. 507 del 15 novembre 1993.
recita: Art. 13 “pubblicità effettuata con veicoli”
comma 2.
Per i veicoli adibiti ad uso pubblico l’imposta è dovuta al comune che ha rilasciato la licenza di esercizio; per i veicoli adibiti a servizi di linea interurbana l’imposta è dovuta nella misura della metà a ciascuno dei comuni in cui ha
inizio e fine la corsa; per i veicoli adibiti ad uso privato l’imposta è dovuta al comune in cui il proprietario del veicolo ha la residenza anagrafica o la sede.
Quindi pagate le tasse pubblicitarie, omologato il mezzo per affissioni pubblicitarie e pagate le altre tasse di: bollo auto, revisione mezzo, assicurazione ecc….
Si avrà pure il diritto/dovere di imbrattare il proprio mezzo senza sporca la città e cercare di recuperare qualche cosa per poter pagare le tasse.
Cosa ne pensa avvocato?
Giuseppe…
In primo luogo sarebbe più di un giudice ad essersi sbagliato perchè stiamo parlando di corte di
cassazione.
Poi…
L’articolo che citi tu si riferisce giustamente a veicoli utilizzati per il loro REALE scopo: un veicolo serve per circolare.
La sentenza si riferisce a uno di quei classici casi di cui stiamo dibattendo noi dove il veicolo è un pretesto per ovviare alle autorizzazioni della pubblicità ed ha quindi lo scopo di PIAZZARE un cartello temporaneo su un supporto a 3 o più ruote.
In sostanza la sentenza utilizza proprio il buonsenso della logica, perseguendo lo scopo per cui il veicolo è stato parcheggiato: aggiungere un cartello temporaneo senza autorizzazioni col pretesto che esso sia attaccato ad una base mobile.
Caro Avvocato,
Grazie per la risposta. Se è possibile un altro chiarimento.
Ma se a tutto quelle tasse che ho menzionato nel msg. precedente, si aggiunge pure di parcheggiare il mezzo sulle classiche strisce blu e di pagare la sosta, io non sono libero di lasciare il mezzo lì per tutto il tempo che mi è consentito?
Secondo me, le autorizzazioni comunali per gli spazi pubblicitari fissi servono, per il semplice fatto che: si imbrattano i muri, si sporca la città, si ha un impatto ambientale forte, ecc… ecc…
per questo è giusto che venga autorizzato dagli organi competenti (anche se poi di fatto ce lo possiamo dire che non è così, ad esempio in Sicilia si autorizzano solo gli amici degli amici, noi poveri onesti cittadini dobbiamo giorno dopo giorno inventarci il lavoro e lottare contro tutto e tutti per sudarci un minimo di pagnotta e soprattutto pagare le tasse).
Perché caro avvocato deve sapere che chi possiede una o più vele pubblicitarie, come me, è solo un povero disgraziato che essendo così piccolo da non potersi permettere sia economicamente che politicamente gli impianti megagalattici che siamo abituati a vedere nelle città, si è dato da fare diversamente. Impianti pubblicitari tra l’altro gestite dalle S.p.A. che a capo fanno i soliti grandi nomi di imprenditori italiani che conosciamo nel mondo della finanza, del calcio, della politica ecc… e che certamente non si mettono a giocare spostando qua e la una vela, ma pianificano campagne pubblicitarie nazionali di fior di milioni di euro su spazi pubblici e impianti fissi (ad esempio, 12×3, 6×3, grandi formati, stendardi, ecc…).
La verità è solo questa. Grazie.
Caro Giuseppe
Intanto non sono avvocato, ma un “povero disgraziato” che fa tutt’altro lavoro e questa mi sembra una premessa
importante per ciò che ti scriverò di seguito.
Ti rispondo senza scendere nel dettaglio di ciò che tu chiedi in primo luogo perchè ci vorrebbero pagine di
spiegazioni e poi perchè dal tono che usi mi sembra di capire che tu, come tanti cittadini onesti, sia piuttosto
esasperato da una situazione dove si paga, si paga e infine si continua a pagare e basta.
Ovviamente ci sono considerazioni che fai che condivido, come:
- il peso fiscale di tutta una serie di tasse che gravano sulle spalle di chi è onesto e non così “furbo” da
riuscire ad eluderle: la tua categoria, se ti può consolare, è costituita da parecchi milioni di persone, credimi;
- il cattivo gusto di alcune pubblicità obbrobriose: qui poco importa che siano fisse o mobili direi;
- la realtà di piccole aziende schiacciate dalla concorrenza dei colossi del settore: triste ma vero. Chi più avverte il peso fiscale è sempre il più piccolo.
Detto questo, però, mi permetto di farti notare che:
- Ci sono ditte che possiedono svariate decine di posterbus.
- Le tasse se dovute vanno pagate tutte da tutti coloro che devono pagarle.
- Pagare un’imposta non ti esonera mai dall’assolvimento di altri doveri e/o imposte: esempio pagare il suolo pubblico non esenta il pagamento della pubblicità (se dovuta).
- Avere la coscienza di ammettere la propria ignoranza e chiedere a chi di dovere, PRIMA di fare le cose, spesso evita molti problemi, nonchè molte sanzioni e molti contenziosi.
- Lamentarsi del peso fiscale aiuta l’animo ma non il portafoglio.
- Additare le ingiustizie (chi non paga e dovrebbe pagare) è legittimo, ma non è pertinente al problema di cui stiamo discutendo.
- Il mondo della Finanza e degli Enti Pubblici è pieno molto più di quanto pensiamo di gente competente, che fa il proprio lavoro e lo fa anche molto bene, ma emerge sempre e solo ciò che non va (del resto perchè lamentarsi se le cose funzionano?).
L’importante è non fare di tutta un’erba un fascio, rischiando di svalorizzare anche coloro che invece operano bene.
Ribadisco comunque la mia vicinanza al tuo malcontento.
Chiedo scusa, per averti definito avvocato o aver utilizzato un tono forte, quasi da maleducato.
Credimi la mia o la nostra piccola ditta è così disperata e così arrabbiata con il mondo per tutti i soprusi e le ingiustizie che abbiamo incontrato che adesso non riusciamo più a distinguere il bene dal male o gli onesti dai disonesti.
In 5 anni di attività abbiamo visto situazione così scandalose, in particolar modo negli uffici pubblici, che verrebbe voglia di far succedere una rivoluzione.
Avevamo pensato di contattare striscia la notizia o le iene per le cose assurde che ci sono successe girando per gli uffici tecnici dei vari comuni.
Solo un esempio, avevamo presentato un pratica di autorizzazione per un tabellone a led a messaggio variabile su un distributore di benzina e ce stato negato, anche usando toni forti da dirigenti del comune. Oggi lo stesso con le stesse caratteristiche, tutto uguale, si trova collocato su un suolo pubblico in una piazza principale di quella città (tra l’altro il nostro era pure in periferia) senza nessuna autorizzazione. La mafia in Sicilia è pure questa non è solo chi fa le stragi o chi chiede il pizzo.
Aggiungi il fatto che ogni giorno c’è una nuova tassa da pagare e poi capisci perché la gente è disperata.
Ritornando al nostro discorso delle vele pubblicitarie, io posso essere d’accordo con te, ma il problema è che se la presento io una richiesta o un piccola ditta come la mia ti viene negata se a presentarla è una S.p.A. affermata sono i vigili stessi che ti aiutano a posizionarla.
Questa è la Sicilia e forse l’Italia.
L’Italia, nessuna regione esclusa, è piena di persone coraggiose come te che hanno ancora la forza di provare a fare qualcosa e intraprendere attività. Con tanto di cappello. Mi rendo conto che nella tua posizione denunciare un abuso del genere non farebbe che ritorcersi proprio contro chi lo denuncia. Però tieni duro, non mollare. La tua regione in particolare ha sofferto molto e continua a soffrire, ma le persone oneste non devono mollare a tutti i costi.
Grazie di cuore, per le belle parole.
La Sicilia io credo meriti una considerazione a parte, non ho mai vissuto fuori dalla Sicilia ma credo, con un dolore al cuore, che qui sia diverso dal resto d’Italia.
Sono orgoglio di essere siciliano, ma forse come diceva turati per il socialismo “sarebbe bello il socialismo se non ci fossero i socialisti” credo che lo stesso detto può essere usato per definire la sicilia sostituendo socialismo e socialisti con sicilia e siciliani.
Presentare una pratica ed avere l’autorizzazione, nel giro di poco tempo, sarebbe qualcosa di fantastico, anche a rotazione prima la mia ditta poi un’altra ecc…
ci guadagneremmo tutti in trasparenza, seiretà, pianificazione.
Si lavorerebbe più tranquilli, si potrebbero individuare aree per ogni comune dove collocare i mezzi pubblicitari, ci guadagneremmo tutti ente compreso (tasse pubblicitaria, tassa suolo pubblico ecc…) invece, la cosa che più ci fa andare su tutte le furie è che dagli organi competenti (ufficio tecnico, vigili urbani e così via) c’è un abuso di potere e una arroganza inaudita. E’ brutto vedere un vigile urbano che si comporta in un modo con te e in un modo totalmente diverso con un altro.
Perchè i volantini distribuiti dai nostri ragazzi inquinano o quelli di certi supermercati o di certi politici no? usano inchiostri differenti? Non lo saprò mai.
Ma se la concessione degli spazi ti viene negata, se la vela pubblicitaria non la puoi fare, il volantinaggio inquina e ti arriva la multa ecc… ecc… ecc…
nel frattempo la banca, il commercialista, i fornitori e le tasse (irpef, iva, inps, utenze ecc…) non ti fanno respirare,
pensi che un giovane quando va a vedere le conferenze di lor signori che ti dicono “…siamo nel 2000 il lavoro si inventa non aspettare che arrivi la sistemazione in posto pubblico e bla bla bla bla…” secondo te un giovane come si deve comportare?
Sono della provincia di Milano, rappresento uno studio grafico e ho acquistato un furgone, dopo aver pagato la tassa pubblicitaria, posso mettere ca. nove pubblicità riguardanti i miei clienti (ristoranti)?
Grazie
salve a tutti
Anch’io possiedo diversi mezzi pubblicitari da circa otto anni e condivido le affermazioni di giuseppe pur non vivendo in Sicilia.
Le problematiche presentate sono le stesse nel novanta per cento del territorio italiano,isole comprese.é impossibile o molto difficile avere permessi comunali o provinciali per non parlare di qelli Anas ,bloccati ormai da diversi mesi.tutto ciò genera dicriminazioni tra le società potenti e facoltose e le piccole e locali aziende che si vedono negare permessi e facendosi carico molto spesso di relative sanzioni amministrative.
I sucitati ricorsi ormai lo sappiamo tutti servono a poco nel senso che nella maggior parte dei casi vengono respinti ,forse qualche anno fa era più semplice e facile vincerli e in questo caso la sanzione bisogna pagarla.il problema più grosso è che spesso e volentieri la sanzione viene elevata verso il soggetto passivo del messaggiom pubblicitario ovvero il cliente!questo è semplicemente scandaloso ma ditemi voi se io avessi una macchina a noleggio e parcheggiassi l’auto in divieto di sosta ,l’eventuale sanzione a chi verrebbe fatta?al proprietario del veicolo o al guidatore?io penso al proprietario del veicolo prendendo il numero di targa dell’auto.
Ecco in pubblicità accade l’esatto contrario ,perche?
fab riguardo al tuo ultimo quesito…
articolo 6 D.Lgs 507/1993
1. Soggetto passivo dell’imposta sulla pubblicità, tenuto al pagamento in via principale, è colui che dispone a qualsiasi titolo del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso.
2. È solidalmente obbligato al pagamento dell’imposta colui che produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicità.
Se ne deduce che in primo luogo l’imposta va chiesta a chi sta esponendo la pubblicità e solo se questi non è identificabile, reperibile o si rifiuta di pagare a chi gode di quella pubblicità.
Per gli autoveicoli, dato che spesso vengono noleggiati, quanto sopra non sono è così semplice da stabilire.
buon giorno
sono fab e volevo specificare che nel testo di ieri non mi riferivo all’art 507 riguardante le imposte pubblicitarie ma al codice della strada nel senso che spesso e volentieri la contravvenzione viene recapitata solamente all’inserzionista ovvero il cliente.il proprietario del mezzo non viene nemmeno citato nel verbale d’accertamento pur essendo l’intestatario identificabile a mezzo targa del rimorchio.La sanzione può anche essere giusta (anche se io personalmente modificherei per intero l’art 23 del cds, ormai obsoleto)ma non è giusto ed eticamente corretto per l’inserzionista vedersi recapitare la fatidica raccomandata di atti giudiziari.io penso che tutto questo venga di proposito fatto dai vigili o chi per essi per screditare ed intimidire le agenzie pubblicitarie di fronte ai vari clienti in modo che essi non ripetano più la cosidetta pubblicità con vele o carrelli bensì prendano in affitto spazi pubblicitari comunali gestiti spesso da concessionarie private(tipo ICA).Spazi che nella maggior parte dei casi sono di pessima visibilità a danno soprattutto del cliente che li prende.
Sa cosa mi hanno risposto i vigili urbani riguardo questo problema?mi hanno detto che loro non sono tenuti a fare delle visure per risalire al proprietario del mezzo.Per i divieti di sosta però le visure e gli accertamenti vengono fatti eccome se vengono fatti.io penso e lo dico prendendomi le responsabilità che ci siano degli accordi tra concessionari e comuni per distruggere qualsiasi forma di concorrenza anche ricorrendo a metodi non proprio professionali.Non aggiungo altro se no rischierei forse qualche querela.
Un saluto a tutti quelli che come me hanno intrapreso questa bella ma forse troppo comlicata attività.
io pago le tasse e bollettini,noche tasse pubblicitare, ho famiglia pagho il mutuo sono appiedato………..rispondo ai signori noi piccoli
imprese siamo soffocati dagli abusi,i nostri mezzi sono autorizzati alla circolazione e omologati da ingenieri abbiamo chiesto alle autorità competenti
di avere una regolamentazione autorizzata con tanto di regole,addiritura per riempire le tasche comunali,mia idea chiederi dei spazi adibiti alla sosta momentanea con parcometro,a ruotazione una vela ogni 15/30min pagando si eviterebbe molto traffico ed inquinamento gli abusi nel sostare ammenda…………..noi siamo sempre nel rispetto
ricordatevi solo che su ogni vela mangiano circa dieci famiglie.come?? autoricambi,meccanici,costruttori,benzinai,grafica,cartarie,agenzie pubblicitarie,volantinatori,autisti,afficheur,ect
se fermiamo un sistema come il nostro uccidere di fame le migliaia di persone che camminano di pari passo……..applichiamo il buon senso ed il rispetto di lavora professionalmente……..se insieme eliminiamo i maleducati e stupidi i questo settore che hanno fattotutta erba un fascio allora si che si lavorerebbe nella norma e rispetto….
Grazie a tutti combattiamo insieme per eliminare
gli abusi,che non pagano la tassa pubblicitaria,e abusi di servizio,non piu soste selvaggie e addirittura intralcio a lla circolazione
i maleducati da oggi avranno vita breve!!!!
Troppo lungo leggere tutti i post.
Per quanto mi riguarda, come operatore di sicurezza, le vele non dovrebbe esistere: la ratio del legislatore è più che chiara.
Ergo, se trovati parcheggiati a bordo strada questi mezzi: sequestro penale per occupazione abusiva di suolo pubblico (visto che sussiste sia l’elemento oggettivo, l’occupazione, che l’elemento soggettivo, il fine di trarne profitto), e denuncia a piede libero di tutti i soggetti che sono entrati nella filiera decisionale.
Signor Drew.
Apprezzabile la stringatezza del suo commento, ma… vista anche la posizione ferma e severa…
Se non spiega il perchè le vele non dovrebbero (addirittura) esistere il suo rischia davvero di apparire come un commento del tutto soggettivo, di parte e poco utile al dibattito.
SALVE A TUTTI.
VOLEVO SOLO DIRE AL SIG DREW O COME SI CHIAMA CHE LE SUE OPINIONI PERSONALI NON INTERESSANO A NESSUNO SE NON A CHI COME LUI PROVA LO STESSO DISPREZZO VERSO COLORO CHE SVOLGONO LA PROPRIA ATTIVITà PAGANDO LE TASSE CON LE QUALI SI PAGANO GLI STIPENDI DI TUTTI QUESTI GENTILI OPERATORI.
Mha! Premetto che sono un’operatore del settore: ho 6 veicoli pubblicitari (dico veicoli: autocarri con struttura pubblicitaria regolarmente omologati dalla motorizzazione civile. Non carrelli!!). Dalle nostre parti abbiamo cominciato a fare esposti alla magistratura nei confronti della polizia municipale e in taluni casi addirittura querele! Come ormai la stragrande maggioranza dei giudici di pace asseriscono, le vele sono veicoli normalissimi, che possono sostare tutto il tempo che vogliono.( molti adesso diranno: ma c’è una cassazione che da torto. La cassazione si è espressa su una particolare fattispecie, che nulla si accomuna alle vele pubblicitarie. Leggetevela bene.)Infatti prendiamo per esempio un autocarro, questo può effettuare trasporti e al tempo stesso fare pubblicità!quanti autocarri si vedono fermi? Vi siete mai chiesti come mai? Semplice, perchè il codice della strada glie lo consente! vietare ad una vela di sostare e al tempo stesso permetterlo ad un autocarro si chiama discriminazione! Ora prendiamo per assurdo che ogni veicolo che faccia pubblicità non possa sostare, allora gli stessi agenti di polizia municipale con la loro auto di ordinanza quando sostassero dovrebbero occultare la loro “pubblicità”. Con questi argomenti si “vincono i ricorsi”. Si potrebbero scrivere pagine e pagine. Un consiglio ai ” piccolini” cominciate a fare gli esposti alla magistraura,perchè no, magari alla guardia di finanza.Prima o poi il posto fisso qualcuno lo perderà! ciao a presto.
ciao posterbus vorrei chiederti alcune informazioni per tutelarmi completamente, io sono una piccolina e non conosco tutte le regole del gioco bene, la mia e-mail è tinetta83@hotmail.com mi piacerebbe parlare con te, grazie!
Caro Drew,
Perchè non ti licenzi dal lavoro e scendi in campo come tutti noi a lottare ogni giorno come portare da mangiare a casa dopo aver pagato tutte le tasse.
Per te è facile parlare perchè sei un povero fallito raccomandato che qualcuno ti ha dato un bel calcio nel sedere per diventare uno stipendiato fallito, ma per noi la vita è totalmente diversa.
Tu non saresti in grado di vendere delle noccioline con una bancarella abusiva al mercatino rionale, sei troppo mediocre.
Complimenti e un plauso a tutti coloro che la mattima si alzano e pensano come pagare le tasse e soprattutto gli stipendi a questi poveri mediocri impiegati.
Caro drew,
dimenticavo di dirti un detto siciliano.
“cu’ ti leva u pani levaci a vita”
A buon intenditor poche parole…
buon giorno a tutti.
volevo complimentarmi con salvix .giusto ben detto.
questi operatori di pubblica sicurezza, di cui la maggior parte è completamente poco istruita,non può permettersi di parlare di ratio del legislatore(come fece drew)perchè la legge si e no che la conoscono.penso anch’io che farebbero fatica anche a scrivere il proprio nome correttamente figuriamoci compilare un verbale.fortunatamente la maggior parte di essi sono errati e quindi la contestazione davanti al giudice mi è stata spesso possibile.l’altro giorno mi è capitato un fatto del tutto disgustoso:ho posizionato un carrello pubblicitario ,regolarmente omologato e targato ,davanti all’esercizio commerciale di un mio cliente.
dopo due giorni è arrivato un verbale del codice della strada,indovinate a chi?al sottoscritto ,intestatario del mezzo ,no,al cliente no ,è arrivato allo stampatore dei manifesti.Roba da pazzi ,per giunta il sucitato verbale sembra essere stato scritto e compilato da una banda di analfabeti.
Lottiamo tutti insieme per cambiare questo paese di inutili burocrati dei quali non sappiamo cosa farcene.Purtroppo sono tanti e sarà una battaglia dura.
Nelle Marche abbiamo costituito una associazione di categoria, lo scopo sarebbe quello di ovviare alle carenze del legislatore in materia. Ho letto tante belle cose e penso che c’è chi paga e chi è abusivo, ci sono comuni che hanno fatto un proprio regolamento ed hanno individuato delle zone dove prenotare io mezzo per un massimo di 15 giorni ed altri comuni che non ti fanno lavorare.
La ns. costituzione dice che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, non sulla disoccupazione, quindi se ci sono delle possibilità di crearsi una attività nuova perchè non aiutarla a crescere?
Io ho 6 camion vela, pago 7.000 euro di tasse al comune dove ho la sede legale sia se lavoro sia se non lavoro, i mezzi sono tutti collaudati e regolari, lavoro con i piccoli e medi commercianti, e quando si parla di pubblicità itinerante ci pensate al costo che bisogna sostenere? facciamo l’ipotesi di una giornata tipo: € 20,00 per il carburante, € 40,00 come compenso per l’autista, € 50,00 per l’agenzia dove sono comprese tasse e ammortamento del mezzo. Fanno almeno 110,00 euri al giorni. Chi spenderebbe € 1.100 per un campagna pubblicitaria di soli 10 giorni esclusi manifesti e grafica?
ALLORA VOGLIAMO UNA VOLTA PER TUTTE CHE QUALCUNO DEI NS. DEPUTATI AL GOVERNO PROVVEDA A FAR SI CHE VENGANO FATTE DELLE NORME CHIARE AL FINE DI POTER LAVORARE CON ONESTA’? VOGLIAMO DEFINIRE PUBBLICITA’ TEMPORANEA, AD ESEMPIO, QUELLA CHE NON PUO’ SUPERARE 15 GIORNI DI SOSTA NELLO STESSO LUOGO? VOGLIAMO DEFINIRE A CHI VA PAGATA QUESTA TASSA? ANZICHE’ AL COMUNE DI RESIDENZA, MAGARI ALLA PROVINCIA DI RESIDENZA IN MODO CHE I SOLDI VENGANO REINVESTITI NEL TERRITORIO?
ciao mirko.
Mirko sono concorde con te!
Volevo chiedere dove sta scritto che i camion vela sono vietati dalle norme sulla campagna elettorale? perché io ho un pò cercato ma non ho trovato niente in merito, ho letto le leggi sia del 2000 che del 1993 ma non ho visto niente…
Mirko e Martina,
Siete delle persone in gamba che meritate tanto.
Ricordatevi che chi la mattina si alza e cercare di portare a casa un fetta di pane onestamente deve sempre camminare a testa alta.
Chi si deve vergognare sono i parassiti (falliti) mantenuti da noi come drew ecc…
Andate avanti così
Mirko nel caso dei posterbus e similari lasciati in sosta io trovo più sensato pagare al comune dove si effettua la pubblicità temporanea che non a quello dove ha sede legale la ditta. Questo per vari motivi non solo legali, ma di buon senso. Questo perchè l’eventuale “disturbo” lo si arreca direttamente a quel comune e non ad altri o alla provincia intera. Valutate sempre che la legge a monte di tutti i discorsi che si stanno facendo è del 1993, quando i posterbus erano mosche bianche nel panorama del settore pubblicitario. Ora i posterbus sono praticamente ovunque e sarebbe l’ora per lo meno di fare un’aggiunta o una modifica nella legge proprio per questa “nuova” tipologia di mezzi.
Salve di nuovo a tutti. Scusami Martina, non condivido niente in privato, se vuoi dei pareri chiedi pure, cercherò di risponderti qui!
Vorrei precisare che quei comuni che “regolamentano la sosta dei veicoli pubblicitari” lo fanno “illegalmente”. Ribadisco che si tratta di discriminazione bella e buona!
Salvix con le minacce si va poco lontano,( c’è da dire poi che non tutta la polizia municipale si comporta in modo scorretto) così facendo si scende al loro livello! L’unico mezzo per “far abbassare la cresta!” a quei comuni che intendono colpire i veicoli pubblicitari rimane SOLO l’esposto! In alcuni posti comincia a funzionare! Ciao a presto.
Ops! dimenticavo! Il veicolo pubblicitario nasce nel primo dopoguerra (La seconda), perchè era l’unico mezzo pubblicitario che poteva raggiungere moltissime persone. Poi è stato soppiantato dall’avvento della televisone. E’ stato scritto anche un libro sull’argomento!
La legislazione è ben chiara! basta leggersela! A tal proposito vi siete mai accorti quanti camion (tir) esteri soprattutto (comunità europea) che girano per l’italia, con la loro bella pubblicità stampata sui cassoni? Meditate (polizia municipale)!Meditate!