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	<title>Commenti a: Sull&#8217;impianto di digestione anaerobica da biomassa di S. Pietro in Campiano</title>
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	<description>Chi riceve un'idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
	<pubDate>Sat, 30 Aug 2008 16:46:24 +0000</pubDate>
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		<title>Di: Michele Giacalone</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2007/03/29/sullimpianto-di-digestione-anaerobica-da-biomassa-di-s-pietro-in-campiano/#comment-13805</link>
		<dc:creator>Michele Giacalone</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2007 12:53:55 +0000</pubDate>
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		<description>Se avete necessità di chiarirvi le idee, posso dare un parere competente e circostanziato. Sono rappresentante di una azienda del settore e posso suggerire di visitare alcuni impianti già funzionanti e a norma di tutte le leggi (nazionali ed europee) prima di farvi una idea definitiva della questione.
Cordiali saluti
Michele Giacalone</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete necessità di chiarirvi le idee, posso dare un parere competente e circostanziato. Sono rappresentante di una azienda del settore e posso suggerire di visitare alcuni impianti già funzionanti e a norma di tutte le leggi (nazionali ed europee) prima di farvi una idea definitiva della questione.<br />
Cordiali saluti<br />
Michele Giacalone</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Ronchi</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2007/03/29/sullimpianto-di-digestione-anaerobica-da-biomassa-di-s-pietro-in-campiano/#comment-12817</link>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2007 15:23:36 +0000</pubDate>
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		<description>L'impianto non brucierà nulla, a parte il biogas (che non odora, in natura).

Gli inquinanti emessi dalla turbina che produce elettricità sono inodori, ma come tutti i residui di una combustione sono pericolosi (a seconda della quantità, chiaramente).

La potenza è molto bassa, quindi a differenza delle centrali turboelettriche e di quelle a combustione di biomasse l'impatto è molto minore.

Il problema però può essere l'impatto olfattivo, ma questo dipende da come verrà gestito il trasporto del materiale. Su questo non ho i dati tecnici e probabilmente non sono stati nemmeno presentati, quindi occorre vigilare ed eventualmente segnalare eventuali problemi, in modo che i controlli siano veloci e puntuali (come richiesto, giustamente, dai cittadini).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;impianto non brucierà nulla, a parte il biogas (che non odora, in natura).</p>
<p>Gli inquinanti emessi dalla turbina che produce elettricità sono inodori, ma come tutti i residui di una combustione sono pericolosi (a seconda della quantità, chiaramente).</p>
<p>La potenza è molto bassa, quindi a differenza delle centrali turboelettriche e di quelle a combustione di biomasse l&#8217;impatto è molto minore.</p>
<p>Il problema però può essere l&#8217;impatto olfattivo, ma questo dipende da come verrà gestito il trasporto del materiale. Su questo non ho i dati tecnici e probabilmente non sono stati nemmeno presentati, quindi occorre vigilare ed eventualmente segnalare eventuali problemi, in modo che i controlli siano veloci e puntuali (come richiesto, giustamente, dai cittadini).</p>
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		<title>Di: xenia rivalta</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2007/03/29/sullimpianto-di-digestione-anaerobica-da-biomassa-di-s-pietro-in-campiano/#comment-12816</link>
		<dc:creator>xenia rivalta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2007 15:10:27 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno,
abitando a pochi passi dalla centrale, desidero sapere, quali saranno i disagi, sia olfattivi che inquinanti, derivanti sia dal trasporto dei cosiddetti rifiuti da bruciare che del prodotto finale. In parole povere, cosa si percepirà dall'esterno? 
Ringrazio per una risposta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno,<br />
abitando a pochi passi dalla centrale, desidero sapere, quali saranno i disagi, sia olfattivi che inquinanti, derivanti sia dal trasporto dei cosiddetti rifiuti da bruciare che del prodotto finale. In parole povere, cosa si percepirà dall&#8217;esterno?<br />
Ringrazio per una risposta.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: giorgio</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2007/03/29/sullimpianto-di-digestione-anaerobica-da-biomassa-di-s-pietro-in-campiano/#comment-11421</link>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 07:13:35 +0000</pubDate>
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		<description>Decreto Legislativo 03.04.2006 n. 152 (Codice Ambientale) articolo 23 comma 1 lettera a.
Si veda a tal fine all'allegato III l'elenco a il punto 9.b  che in fondo recita :" ad esclusione degli impianti sottoposti a procedura semplificata di cui agli articoli 214 e 216 del presente decreto."
Ma le procedure semplificate, riguardano chi un impianto c'è l'ha già NON chi lo deve costruire.
In pratica è semplificata la gestione NON la costruzione dell'impianto.
Comunque per conoscenza VI COMUNICO CHE ANCHE QUESTA NORMA, E' STATA CASSATA DA UNA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA 
 
 
Corte di giustizia europea, Sez. II, 23/11/2006 n. C-486/04

	 

 

 
 
	Sull'inadempimento della Repubblica italiana per aver dispensato dalla valutazione dell’impatto ambientale un impianto produzione di energia elettrica mediante incenerimento di combustibili. 

La Repubblica italiana avendo dispensato dalla procedura di valutazione di impatto ambientale un impianto, destinato all'incenerimento di combustibili derivati da rifiuti e di biomasse, avente una capacità superiore a 100 tonnellate al giorno e rientrante nell'alleg. I, p. 10, della direttiva 85/337/CEE, concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, come modificata dalla direttiva 97/11/CE, ed avendo adottato una norma quale l'art. 3, c. 1, del DPCM 3 settembre 1999, intitolato "Atto di indirizzo e coordinamento che modifica ed integra il precedente atto di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'art. 40, c. 1, della l. 22 febbraio 1994, n. 146, concernente disposizioni in materia di valutazione dell'impatto ambientale", recante modifica dell'alleg. A, lett. i) ed l), del DPR 12 aprile 1996, intitolato "Atto di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'art. 40, c. 1, della l. 22 febbraio 1994, n. 146, concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale", la quale consente che i progetti di impianti di recupero di rifiuti pericolosi e i progetti di impianti di recupero di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a 100 tonnellate al giorno, rientranti nell'alleg. I della direttiva 85/337, come modificata dalla direttiva 97/11, siano sottratti alla procedura di valutazione di impatto ambientale prevista dagli artt. 2, n. 1, e 4, n. 1, della detta direttiva, ed inoltre avendo adottato una norma quale l'art. 3, c. 1, del DPCM 3 settembre 1999, la quale, per stabilire se un progetto rientrante nell'allegato II della direttiva 85/337, come modificata dalla direttiva 97/11, debba essere sottoposto a valutazione di impatto ambientale, fissa un criterio inadeguato, in quanto questo può portare all'esclusione dalla detta valutazione di progetti che hanno rilevanti ripercussioni sull'ambiente, è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza degli artt. 2, n. 1, e 4, nn. 1, 2 e 3, della detta direttiva. 

Materia: comunità europea / ambiente 

Ripeto, biomasse sì ma VERGINI ossia PULITE.
un saluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Decreto Legislativo 03.04.2006 n. 152 (Codice Ambientale) articolo 23 comma 1 lettera a.<br />
Si veda a tal fine all&#8217;allegato III l&#8217;elenco a il punto 9.b  che in fondo recita :&#8221; ad esclusione degli impianti sottoposti a procedura semplificata di cui agli articoli 214 e 216 del presente decreto.&#8221;<br />
Ma le procedure semplificate, riguardano chi un impianto c&#8217;è l&#8217;ha già NON chi lo deve costruire.<br />
In pratica è semplificata la gestione NON la costruzione dell&#8217;impianto.<br />
Comunque per conoscenza VI COMUNICO CHE ANCHE QUESTA NORMA, E&#8217; STATA CASSATA DA UNA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA </p>
<p>Corte di giustizia europea, Sez. II, 23/11/2006 n. C-486/04</p>
<p>	Sull&#8217;inadempimento della Repubblica italiana per aver dispensato dalla valutazione dell’impatto ambientale un impianto produzione di energia elettrica mediante incenerimento di combustibili. </p>
<p>La Repubblica italiana avendo dispensato dalla procedura di valutazione di impatto ambientale un impianto, destinato all&#8217;incenerimento di combustibili derivati da rifiuti e di biomasse, avente una capacità superiore a 100 tonnellate al giorno e rientrante nell&#8217;alleg. I, p. 10, della direttiva 85/337/CEE, concernente la valutazione dell&#8217;impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, come modificata dalla direttiva 97/11/CE, ed avendo adottato una norma quale l&#8217;art. 3, c. 1, del DPCM 3 settembre 1999, intitolato &#8220;Atto di indirizzo e coordinamento che modifica ed integra il precedente atto di indirizzo e coordinamento per l&#8217;attuazione dell&#8217;art. 40, c. 1, della l. 22 febbraio 1994, n. 146, concernente disposizioni in materia di valutazione dell&#8217;impatto ambientale&#8221;, recante modifica dell&#8217;alleg. A, lett. i) ed l), del DPR 12 aprile 1996, intitolato &#8220;Atto di indirizzo e coordinamento per l&#8217;attuazione dell&#8217;art. 40, c. 1, della l. 22 febbraio 1994, n. 146, concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto ambientale&#8221;, la quale consente che i progetti di impianti di recupero di rifiuti pericolosi e i progetti di impianti di recupero di rifiuti non pericolosi con capacità superiore a 100 tonnellate al giorno, rientranti nell&#8217;alleg. I della direttiva 85/337, come modificata dalla direttiva 97/11, siano sottratti alla procedura di valutazione di impatto ambientale prevista dagli artt. 2, n. 1, e 4, n. 1, della detta direttiva, ed inoltre avendo adottato una norma quale l&#8217;art. 3, c. 1, del DPCM 3 settembre 1999, la quale, per stabilire se un progetto rientrante nell&#8217;allegato II della direttiva 85/337, come modificata dalla direttiva 97/11, debba essere sottoposto a valutazione di impatto ambientale, fissa un criterio inadeguato, in quanto questo può portare all&#8217;esclusione dalla detta valutazione di progetti che hanno rilevanti ripercussioni sull&#8217;ambiente, è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza degli artt. 2, n. 1, e 4, nn. 1, 2 e 3, della detta direttiva. </p>
<p>Materia: comunità europea / ambiente </p>
<p>Ripeto, biomasse sì ma VERGINI ossia PULITE.<br />
un saluto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Nicola</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2007/03/29/sullimpianto-di-digestione-anaerobica-da-biomassa-di-s-pietro-in-campiano/#comment-11291</link>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2007 14:57:13 +0000</pubDate>
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		<description>G.lissimi, al di là del prezzo della biomassa legnosa di importazione, a me interessa sapere a quale normativa far riferimento per obbligare, a chi di dovere, di fare la Valutazione d'Impatto Ambientale per tale centrale. Grazie dell'informazione caro Giorgio.... avendo la centrale un fabbisogno, dichiarato nel progetto, di 120.000 tonnellate/anno, i conti sono presto fatti.... 328 tonnellate al giorno!!! Ma qual'è la normativa che lo stabilisce??? ...me lo puoi far sapere?? Grazie, Nicola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>G.lissimi, al di là del prezzo della biomassa legnosa di importazione, a me interessa sapere a quale normativa far riferimento per obbligare, a chi di dovere, di fare la Valutazione d&#8217;Impatto Ambientale per tale centrale. Grazie dell&#8217;informazione caro Giorgio&#8230;. avendo la centrale un fabbisogno, dichiarato nel progetto, di 120.000 tonnellate/anno, i conti sono presto fatti&#8230;. 328 tonnellate al giorno!!! Ma qual&#8217;è la normativa che lo stabilisce??? &#8230;me lo puoi far sapere?? Grazie, Nicola</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giorgio</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2007/03/29/sullimpianto-di-digestione-anaerobica-da-biomassa-di-s-pietro-in-campiano/#comment-11280</link>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2007 07:16:36 +0000</pubDate>
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		<description>Un commento per Nicola.
E' impossibile (RIPETO IMPOSSIBILE)
importare biomassa dall'estero a 10-15 euro/tonn.
Le quotazioni migliori che ho in mano sono di circa 80-90 euro tonnelata bocca centrale (65-70 euro/tonn F.O.B. porto di Savona ossia 10-15 euro al Malesiano, 30 euro carico e trasporto via nave, 20 euro costo banchina porto italiano e scarico 15-20 euro trasporto da porto italiano a centrale).
Chi fa un'affermazione del genere ha intezione di bruciare RIFIUTI (COME PARTE ORGANICA),
pER BRUCIARE RIFIUTI BISOGNA DICHIARARLO NELLA DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE (INSERIMENTO DI CODICI CER O RIFERIMENTO AL D.M. 5/2/98 PROCEDURE SEMPLIFICATE)
SE NELLA DOMANDA CI SONO QUESTI ELEMENTI,L'IMPIANTO RESTA COMUNQUE UN IMPIANTO A FONTI RINNOVABILI MA LA COSTRUZIONE (SE LA CAPACITA' SUPERA LE 100 TONN/GIORNO DI RIFIUTI NON PERICOLOSI) DEVE (RIPETO DEVE)ANDARE IN VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE.
uN SALUTO
Chi fa un'affermazione del genere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un commento per Nicola.<br />
E&#8217; impossibile (RIPETO IMPOSSIBILE)<br />
importare biomassa dall&#8217;estero a 10-15 euro/tonn.<br />
Le quotazioni migliori che ho in mano sono di circa 80-90 euro tonnelata bocca centrale (65-70 euro/tonn F.O.B. porto di Savona ossia 10-15 euro al Malesiano, 30 euro carico e trasporto via nave, 20 euro costo banchina porto italiano e scarico 15-20 euro trasporto da porto italiano a centrale).<br />
Chi fa un&#8217;affermazione del genere ha intezione di bruciare RIFIUTI (COME PARTE ORGANICA),<br />
pER BRUCIARE RIFIUTI BISOGNA DICHIARARLO NELLA DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE (INSERIMENTO DI CODICI CER O RIFERIMENTO AL D.M. 5/2/98 PROCEDURE SEMPLIFICATE)<br />
SE NELLA DOMANDA CI SONO QUESTI ELEMENTI,L&#8217;IMPIANTO RESTA COMUNQUE UN IMPIANTO A FONTI RINNOVABILI MA LA COSTRUZIONE (SE LA CAPACITA&#8217; SUPERA LE 100 TONN/GIORNO DI RIFIUTI NON PERICOLOSI) DEVE (RIPETO DEVE)ANDARE IN VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE.<br />
uN SALUTO<br />
Chi fa un&#8217;affermazione del genere</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Nicola</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2007/03/29/sullimpianto-di-digestione-anaerobica-da-biomassa-di-s-pietro-in-campiano/#comment-11270</link>
		<dc:creator>Nicola</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Mar 2007 05:49:44 +0000</pubDate>
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		<description>G.lissimo Antonio Ronchi, sono un agronomo 32enne, vivo in provincia di Benevento. Dalle mie parti hanno intenzione di costruire un grosso impianto per la produzione di energia elettrica mediante combustione di biomasse (impianto da 11 MW elettrici). Essendo un tecnico, conosco abbastanza la problematica: in sintesi, l'impianto funzionerà prevalentemente con biomassa estera (che costa 5-10 euro/ton contro 25/40 euro di quella nazionale) e sotto tutto c'è il mega bussines dei certificati verdi (una centrale della potenza di 11 MegaWatt, in un anno, fornisce 10,5 milioni di euro di ricavi solo da certificati verdi!!! ). La centrale ha il costo dichiarato, ai fini della richiesta del contributo alla regione di 23 milioni di euro, si immagini quindi in quanto poco tempo si riesce ad ammortizzare l'investimento e che utili potrà dare!
Mi pare di acer capito, da quanto ho letto sopra, che per una centrale del genere può essere necessaria la Valutazione d'Impatto Ambientale; so'per certo che, per l'impianto a cui mi riferisco, la VIA non è stata richiesta, ma è stato solo richiesto un parere alla Sopraintendenza. Le chiedo, gentilmente, mi potrebbe far sapere in base a quali motivazioni tecnico-legali potrebbe essere chiesta La VIA per un impianto del genere?
La rigrazio, e cordiali saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>G.lissimo Antonio Ronchi, sono un agronomo 32enne, vivo in provincia di Benevento. Dalle mie parti hanno intenzione di costruire un grosso impianto per la produzione di energia elettrica mediante combustione di biomasse (impianto da 11 MW elettrici). Essendo un tecnico, conosco abbastanza la problematica: in sintesi, l&#8217;impianto funzionerà prevalentemente con biomassa estera (che costa 5-10 euro/ton contro 25/40 euro di quella nazionale) e sotto tutto c&#8217;è il mega bussines dei certificati verdi (una centrale della potenza di 11 MegaWatt, in un anno, fornisce 10,5 milioni di euro di ricavi solo da certificati verdi!!! ). La centrale ha il costo dichiarato, ai fini della richiesta del contributo alla regione di 23 milioni di euro, si immagini quindi in quanto poco tempo si riesce ad ammortizzare l&#8217;investimento e che utili potrà dare!<br />
Mi pare di acer capito, da quanto ho letto sopra, che per una centrale del genere può essere necessaria la Valutazione d&#8217;Impatto Ambientale; so&#8217;per certo che, per l&#8217;impianto a cui mi riferisco, la VIA non è stata richiesta, ma è stato solo richiesto un parere alla Sopraintendenza. Le chiedo, gentilmente, mi potrebbe far sapere in base a quali motivazioni tecnico-legali potrebbe essere chiesta La VIA per un impianto del genere?<br />
La rigrazio, e cordiali saluti</p>
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	<item>
		<title>Di: isa mariani</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2007/03/29/sullimpianto-di-digestione-anaerobica-da-biomassa-di-s-pietro-in-campiano/#comment-11214</link>
		<dc:creator>isa mariani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 08:04:40 +0000</pubDate>
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		<description>Risposta del nostro ex assessore Antonio Penso, ora direttore della fondazione Flaminia:
Posso metterlo in contatto con Marna, per avere delucidazioni sullo stato di avanzamento della sperimentazione.
Ancora non si può parlare di impianto effettivamente funzionante, ma probabilmente un incontro con i progettisti, giovani, competenti e motivati, potrebbe servire a dissipare parecchi dubbi.
Andrebbe fatto capire che non ci sono dubbi sulla sostenibilità “sociale” dell’impianto (naturalmente se fatto bene); ma la sperimentazione vuole migliorare il rendimento energetico del processo immettendo biomasse verdi appositamente coltivate.
A un verde doc non dovrebbe sfuggire il potenziale di carattere anche “ideologico”: riprendere, migliorandola, una tecnologia già sperimentata, per scardinare il concetto oggi diffusissimo: Biomasse=Roba da Bruciare.
Dovrebbe essere, se i primi risultati sperimentali venissero confermati, il cavallo di battaglia per i Verdi.
Comunque, se la cosa interessa, basta contattare Marna Ortolani, presso il Servizio Ricerca della Provincia di Ravenna in merito al progetto biogas, che può benissimo organizzare l’incontro con i responsabili del progetto.
 
mortolani@mail.provincia.ra.it
0544/ 258545
 
Inoltre, aggiungo io, mi riferiva tempo fa Luciano Lama che ce n'è uno nella zona limitrofa a Conselice, che funziona da tempo, però non so come individuarlo. Posso chiederglielo.Ciao. Isa
P.S.: un indirizzo più comodo, non ce l'hai?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Risposta del nostro ex assessore Antonio Penso, ora direttore della fondazione Flaminia:<br />
Posso metterlo in contatto con Marna, per avere delucidazioni sullo stato di avanzamento della sperimentazione.<br />
Ancora non si può parlare di impianto effettivamente funzionante, ma probabilmente un incontro con i progettisti, giovani, competenti e motivati, potrebbe servire a dissipare parecchi dubbi.<br />
Andrebbe fatto capire che non ci sono dubbi sulla sostenibilità “sociale” dell’impianto (naturalmente se fatto bene); ma la sperimentazione vuole migliorare il rendimento energetico del processo immettendo biomasse verdi appositamente coltivate.<br />
A un verde doc non dovrebbe sfuggire il potenziale di carattere anche “ideologico”: riprendere, migliorandola, una tecnologia già sperimentata, per scardinare il concetto oggi diffusissimo: Biomasse=Roba da Bruciare.<br />
Dovrebbe essere, se i primi risultati sperimentali venissero confermati, il cavallo di battaglia per i Verdi.<br />
Comunque, se la cosa interessa, basta contattare Marna Ortolani, presso il Servizio Ricerca della Provincia di Ravenna in merito al progetto biogas, che può benissimo organizzare l’incontro con i responsabili del progetto.</p>
<p><a href="mailto:mortolani@mail.provincia.ra.it">mortolani@mail.provincia.ra.it</a><br />
0544/ 258545</p>
<p>Inoltre, aggiungo io, mi riferiva tempo fa Luciano Lama che ce n&#8217;è uno nella zona limitrofa a Conselice, che funziona da tempo, però non so come individuarlo. Posso chiederglielo.Ciao. Isa<br />
P.S.: un indirizzo più comodo, non ce l&#8217;hai?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: isa mariani</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2007/03/29/sullimpianto-di-digestione-anaerobica-da-biomassa-di-s-pietro-in-campiano/#comment-11215</link>
		<dc:creator>isa mariani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 08:04:40 +0000</pubDate>
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		<description>Risposta del nostro ex assessore Antonio Penso, ora direttore della fondazione Flaminia:
Posso metterlo in contatto con Marna, per avere delucidazioni sullo stato di avanzamento della sperimentazione.
Ancora non si può parlare di impianto effettivamente funzionante, ma probabilmente un incontro con i progettisti, giovani, competenti e motivati, potrebbe servire a dissipare parecchi dubbi.
Andrebbe fatto capire che non ci sono dubbi sulla sostenibilità “sociale” dell’impianto (naturalmente se fatto bene); ma la sperimentazione vuole migliorare il rendimento energetico del processo immettendo biomasse verdi appositamente coltivate.
A un verde doc non dovrebbe sfuggire il potenziale di carattere anche “ideologico”: riprendere, migliorandola, una tecnologia già sperimentata, per scardinare il concetto oggi diffusissimo: Biomasse=Roba da Bruciare.
Dovrebbe essere, se i primi risultati sperimentali venissero confermati, il cavallo di battaglia per i Verdi.
Comunque, se la cosa interessa, basta contattare Marna Ortolani, presso il Servizio Ricerca della Provincia di Ravenna in merito al progetto biogas, che può benissimo organizzare l’incontro con i responsabili del progetto.
 
mortolani@mail.provincia.ra.it
0544/ 258545
 
Inoltre, aggiungo io, mi riferiva tempo fa Luciano Lama che ce n'è uno nella zona limitrofa a Conselice, che funziona da tempo, però non so come individuarlo. Posso chiederglielo.Ciao. Isa
P.S.: un indirizzo più comodo, non ce l'hai?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Risposta del nostro ex assessore Antonio Penso, ora direttore della fondazione Flaminia:<br />
Posso metterlo in contatto con Marna, per avere delucidazioni sullo stato di avanzamento della sperimentazione.<br />
Ancora non si può parlare di impianto effettivamente funzionante, ma probabilmente un incontro con i progettisti, giovani, competenti e motivati, potrebbe servire a dissipare parecchi dubbi.<br />
Andrebbe fatto capire che non ci sono dubbi sulla sostenibilità “sociale” dell’impianto (naturalmente se fatto bene); ma la sperimentazione vuole migliorare il rendimento energetico del processo immettendo biomasse verdi appositamente coltivate.<br />
A un verde doc non dovrebbe sfuggire il potenziale di carattere anche “ideologico”: riprendere, migliorandola, una tecnologia già sperimentata, per scardinare il concetto oggi diffusissimo: Biomasse=Roba da Bruciare.<br />
Dovrebbe essere, se i primi risultati sperimentali venissero confermati, il cavallo di battaglia per i Verdi.<br />
Comunque, se la cosa interessa, basta contattare Marna Ortolani, presso il Servizio Ricerca della Provincia di Ravenna in merito al progetto biogas, che può benissimo organizzare l’incontro con i responsabili del progetto.</p>
<p><a href="mailto:mortolani@mail.provincia.ra.it">mortolani@mail.provincia.ra.it</a><br />
0544/ 258545</p>
<p>Inoltre, aggiungo io, mi riferiva tempo fa Luciano Lama che ce n&#8217;è uno nella zona limitrofa a Conselice, che funziona da tempo, però non so come individuarlo. Posso chiederglielo.Ciao. Isa<br />
P.S.: un indirizzo più comodo, non ce l&#8217;hai?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Ronchi</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2007/03/29/sullimpianto-di-digestione-anaerobica-da-biomassa-di-s-pietro-in-campiano/#comment-11207</link>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 07:18:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandroronchi.net/2007/03/29/sullimpianto-di-digestione-anaerobica-da-biomassa-di-s-pietro-in-campiano/#comment-11207</guid>
		<description>Come ho scritto anche nell'articolo, anche i piccoli impianti dovrebbero rientrare nella programmazione.
Chiaramente quello che conta è l'emissione finale, il totale degli impianti.

Però bisogna considerare, in questo conto, anche le emissioni dei camion che trasportano il materiale. Un conto è lavorare gli scarti, un conto è fare produzione ad hoc per essere bruciata, un conto è importare biomassa dall'estero, dove la produzione costa meno (ma non l'impatto ambientale).

Con gli impianti più grandi il raggio di provenienza del materiale si allarga inevitabilmente. Niente pregiudiziali né in positivo né in negativo, ma dei conti seri basati su dati certi (e non manipolati).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come ho scritto anche nell&#8217;articolo, anche i piccoli impianti dovrebbero rientrare nella programmazione.<br />
Chiaramente quello che conta è l&#8217;emissione finale, il totale degli impianti.</p>
<p>Però bisogna considerare, in questo conto, anche le emissioni dei camion che trasportano il materiale. Un conto è lavorare gli scarti, un conto è fare produzione ad hoc per essere bruciata, un conto è importare biomassa dall&#8217;estero, dove la produzione costa meno (ma non l&#8217;impatto ambientale).</p>
<p>Con gli impianti più grandi il raggio di provenienza del materiale si allarga inevitabilmente. Niente pregiudiziali né in positivo né in negativo, ma dei conti seri basati su dati certi (e non manipolati).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giorgio</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2007/03/29/sullimpianto-di-digestione-anaerobica-da-biomassa-di-s-pietro-in-campiano/#comment-11205</link>
		<dc:creator>giorgio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 07:01:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandroronchi.net/2007/03/29/sullimpianto-di-digestione-anaerobica-da-biomassa-di-s-pietro-in-campiano/#comment-11205</guid>
		<description>Una considerazione.
Non conosco il progetto di S. Pietro in Campiano, conosco un progetto simile in provincia di Vercelli.
Il proponente, dichiara che produrrà 2,5 MW/h di energia elettrica, partendo da 30.000 tonnellate/anno di reflui e circa 50.000 tonnelate/anno di mais (utilizzato tal quale ossia stocchi e pannocchie).
Al di là del fatto che comunque la reazione avviene in ambiente chiuso, sicuramente le fasi di movimentazione e travaso comporteranno sicuramente almeno un impatto odorigeno sull'ambiente circostante.
Al di là del fatto che finita la reazione, il materiale dovrà essere smaltito, si prevede lo spandimento nei campi quale ammendante e non sappiamo quale sarà l'ulteriore impatto odorigeno ne tantomeno le implicazioni di natura agronomica(se concentro il refluo composti quali nitrati, metalli, batteri, ecc. sono ancora in tabella?).
Resta un fatto importante ossia per la produzione di energia elettrica da motori endotermici (a scoppio) la normativa prevede limiti di emissioni altissimi ( NOX 500 mg/m3 CO 400 mg/m3).
Quindi la domanda che vorrei porre ad Alessandro Ronchi e a tutti i Verdi e adepti di Legaambiente è questa: 
Da un punto di vista ammientale è meglio avere DIECI impianti a biogas che possono emettere 500 mg/m3 di NOX e 400 mg/m3 di CO senza nessuna procedura di VIA (utilizzando 80000 tonnelate/anno di materiale per impianto per un totale di 800000 tonnelate) oppure è meglio avere un unico impianto a biomasse da 10 MW/h eletrici che ha come limite 100 mg/m3 di NOX e 80 mg/m3 di CO autorizzato con VIA e dotato di abbattitori catalitici, filtri, ecc. e che per produrre tale energia necessita di solo 80000 tonnelate/anno di scarti colturali (RIPETO SCARTI NON MAIS)quindi biomasse vergini, magari super controllato con un monitoraggio in continuo delle emissioni e da un comitato composto da VERDI e LEGAMBIENTE??????</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una considerazione.<br />
Non conosco il progetto di S. Pietro in Campiano, conosco un progetto simile in provincia di Vercelli.<br />
Il proponente, dichiara che produrrà 2,5 MW/h di energia elettrica, partendo da 30.000 tonnellate/anno di reflui e circa 50.000 tonnelate/anno di mais (utilizzato tal quale ossia stocchi e pannocchie).<br />
Al di là del fatto che comunque la reazione avviene in ambiente chiuso, sicuramente le fasi di movimentazione e travaso comporteranno sicuramente almeno un impatto odorigeno sull&#8217;ambiente circostante.<br />
Al di là del fatto che finita la reazione, il materiale dovrà essere smaltito, si prevede lo spandimento nei campi quale ammendante e non sappiamo quale sarà l&#8217;ulteriore impatto odorigeno ne tantomeno le implicazioni di natura agronomica(se concentro il refluo composti quali nitrati, metalli, batteri, ecc. sono ancora in tabella?).<br />
Resta un fatto importante ossia per la produzione di energia elettrica da motori endotermici (a scoppio) la normativa prevede limiti di emissioni altissimi ( NOX 500 mg/m3 CO 400 mg/m3).<br />
Quindi la domanda che vorrei porre ad Alessandro Ronchi e a tutti i Verdi e adepti di Legaambiente è questa:<br />
Da un punto di vista ammientale è meglio avere DIECI impianti a biogas che possono emettere 500 mg/m3 di NOX e 400 mg/m3 di CO senza nessuna procedura di VIA (utilizzando 80000 tonnelate/anno di materiale per impianto per un totale di 800000 tonnelate) oppure è meglio avere un unico impianto a biomasse da 10 MW/h eletrici che ha come limite 100 mg/m3 di NOX e 80 mg/m3 di CO autorizzato con VIA e dotato di abbattitori catalitici, filtri, ecc. e che per produrre tale energia necessita di solo 80000 tonnelate/anno di scarti colturali (RIPETO SCARTI NON MAIS)quindi biomasse vergini, magari super controllato con un monitoraggio in continuo delle emissioni e da un comitato composto da VERDI e LEGAMBIENTE??????</p>
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