Bush chiede di ridurre i consumi del petrolio
Se Bush afferma che è “nostro vitale interesse diversificare i rifornimenti energetici dell’America e la via maestra è quella della tecnologia”, significa che il problema dell’approvvigionamento del petrolio non solo è reale, ma viene ammesso anche da chi ha interessi economici e politici ad affermare il contrario.
Nonostante Bush dia la colpa ai “terroristi” che potrebbero mettere in crisi i rifornimenti, e non ammetta le prove del picco di produzione del petrolio, come invece l’associazione ASPO denuncia da anni, questo è forse un segnale storico, le cui ripercussioni potrebbero essere importanti, a partire dalla borsa. “Ampio spazio al problema dell’energia dunque, per cui Bush ha proposto un piano per ridurre del venti per cento il consumo di benzina nel giro di dieci anni.”
Dieci anni sono tanti, Bush.
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Spero tanto che sia un segnale storico, ma bush il discorso sull’indipendenza dal petrolio lo fece anche l’anno scorso…
http://petrolio.blogosfere.it/2007/01/bushstato-dellunione-fotocopia-dellanno-scorso.html
I segnali più importanti (ma che non passano nei tg) a mio parere sono questi:
http://petrolio.blogosfere.it/2007/01/clima-ma-avvoltoi-e-squali-non-si-estinguono-mai.html
http://petrolio.blogosfere.it/2006/12/liran_non_e_come_lo_si_dipinge.html
http://petrolio.blogosfere.it/2006/12/la_russia_ritorna_alle_centrali_nucleari.html
L’unico segnale “storico” è la dichiarazione di guerra. Testuali parole “Gli USA sono in GUERRA, bisogna calare i consumi (non per l’ambiente, vedi Kyoto, ma per limitare la dipendenza estera).
Quello Canadese è suo, quello Messicano e Venezuelano pure.
Quello Arabo anche.
Quello Afgano, l’ha preso la penultima guerra.
Quello Iraniano lo prenderà la prossima guerra.
Mi spaventa quello Russo, che sinceramente porterà alla guerra mondiale!
Sono catastrofista?
L’unica paura che ho è che con questa dichiarazione di guerra qualsiasi ritorsione contro le “sorelle” statunitensi nella qualunque passi come un attacco alla indipendenza deli USA.
Quindi occhio Venezuela, Messico, Iran, Russia…..
Se privatizzate il petrolio e le risorse nazionali cacciando le società USA, allora sarà guerra.