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	<title>Commenti a: L&#8217;Italia alla finale dei mondiali</title>
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	<description>Chi riceve un'idea da me, ricava conoscenza senza diminuire la mia, riceve luce senza lasciarmi al buio (Thomas Jefferson)</description>
	<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 11:37:09 +0000</pubDate>
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		<title>Di: pignax</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2006/litalia-alla-finale-dei-mondiali/comment-page-1/#comment-3107</link>
		<dc:creator>pignax</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jul 2006 08:24:41 +0000</pubDate>
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		<description>L’area tedesca, al minuto 118, è sembrata Via Rasella a Roma, il 23 marzo 1944. E Grosso sembrava portare il carretto dell’immondizia, quasi invisibile, sbucato chissà da dove e chissà il perché – posizionato (lui, esterno sinistro) in attacco, al vertice dell’area dalla parte destra.
E quel suo “mancino” è servito da detonatore: “Boom!! La squadra tedesca, come il battaglione Bolzen, disintegrata in un attimo. 26 tedeschi stesi per terra, finiti – questa volta senza possibilità di rappresaglia - da un altro colpo ad effetto, firmato Del Piero.

E un Paese intero si stringe, si emoziona, si commuove. Il pianto di Gattuso – icona dell’italiano che nulla ha a che vedere con la razza ariana e meno ancora con l’essere parassita – è il pianto di tutti noi.
L’Italia, in fin dei conti un popolo di mediani, capace di liberarsi da qualunque difficoltà con un colpo di tacco. 
Ragazzi miei, questo è il football.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L’area tedesca, al minuto 118, è sembrata Via Rasella a Roma, il 23 marzo 1944. E Grosso sembrava portare il carretto dell’immondizia, quasi invisibile, sbucato chissà da dove e chissà il perché – posizionato (lui, esterno sinistro) in attacco, al vertice dell’area dalla parte destra.<br />
E quel suo “mancino” è servito da detonatore: “Boom!! La squadra tedesca, come il battaglione Bolzen, disintegrata in un attimo. 26 tedeschi stesi per terra, finiti – questa volta senza possibilità di rappresaglia - da un altro colpo ad effetto, firmato Del Piero.</p>
<p>E un Paese intero si stringe, si emoziona, si commuove. Il pianto di Gattuso – icona dell’italiano che nulla ha a che vedere con la razza ariana e meno ancora con l’essere parassita – è il pianto di tutti noi.<br />
L’Italia, in fin dei conti un popolo di mediani, capace di liberarsi da qualunque difficoltà con un colpo di tacco.<br />
Ragazzi miei, questo è il football.</p>
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