Questo articolo viene da una riflessione attenta, che mi porto dietro da qualche tempo. Lo spunto per prendere il mano il discorso mi è venuto Venerdì 27 gennaio, al primo raduno del Meetup di Beppe Grillo della mia Provincia.
In un intervento una ragazza ha detto che è bello che si radunino tante persone per fare politica, senza tessere di partito.
So che sarebbe molto popolare inveire contro la struttura dei partiti, ma lo scopo di queste righe è quello di spiegare come funziona il tesseramento e perché non si tratta di una cosa negativa, da evitare a tutti i costi.
I partiti sono organi per lo sviluppo di un dibattito democratico. I partiti rappresentano, o dovrebbero farlo, i cittadini che li votano. Il voto, però, non è sufficiente a dare spazio alla discussione su tutti i temi. E’ una preferenza, ma non definisce se non superficialmente chi deve gestire una amministrazione (compresa quella dello Stato). Non si discosta molto da quello scolastico, di fondamentale importanza per un giudizio, spesso ex post, di un lungo lavoro.
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