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	<title>Commenti a: Benini Monica: Riflessioni sulla bici</title>
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	<description>Le verità che contano, i grandi principi, alla fine, restano sempre due o tre. Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino. (Enzo Biagi)</description>
	<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 19:11:56 +0000</pubDate>
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		<title>Di: monica</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2006/11/25/benini-monica-riflessioni-sulla-bici/#comment-4729</link>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2006 11:10:33 +0000</pubDate>
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		<description>concordo con Lucia. L'utopia resta tale se non si fanno piccoli passi decisi quotidiani di avvicinamento . (promemoria soprattutto per me !)
Perchè non ci incontriamo con la FIAB ed elaboriamo qualcosa ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>concordo con Lucia. L&#8217;utopia resta tale se non si fanno piccoli passi decisi quotidiani di avvicinamento . (promemoria soprattutto per me !)<br />
Perchè non ci incontriamo con la FIAB ed elaboriamo qualcosa ?</p>
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		<title>Di: Lucia</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2006/11/25/benini-monica-riflessioni-sulla-bici/#comment-4648</link>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2006 18:12:06 +0000</pubDate>
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		<description>Mi permetto di dire la mia...Credo di essere utopista in questa mia pazza idea, ma coltivo il sogno della totale chiusura al traffico del centro città (allargato rispetto all'accezione attuale) ad eccezione dei mezzi pubblici e delle ambulanze.
Questo perchè...Ho vissuto a Bologna per alcuni anni e, nonostante la quasi totale assenza di piste ciclabili, il traffico insostenibile e l'aria irrespirabile, ho sempre girato in bicicletta, per la sua praticità e velocità(paradossalmente le poche volte che prendevo l'autobus impiegavo molto più tempo negli spostamenti) e mi piacerebbe molto farlo anche a Forlì...Ma non posso...Abito a più di 10 chilometri dalla città, in un paese servito solo dal bus scolastico ( pochi mezzi ed ad orari alquanto scomodi) che, per inciso, arriva a 2 Km (di strada senza marciapiede) da casa mia, quindi sono obbligata all'uso della macchina.
Avevo qualche anno fa salutato con grande entusiasmo l'iniziativa comunale di mettere un noleggio gratuito di biciclette in via Vittorio Veneto(l'unico di cui poter usufruire senza preventiva richiesta)...Ma....è difficile trovare parcheggio nei pressi del noleggio e se devo farmi chilometri e chilometri di strada a piedi per raggiungerlo, e giri infiniti di macchina per trovare posteggio nelle sue vicinanze...preferisco parcheggiare più vicino a dove devo andare e muovermi a piedi.....Per cui....mi piace sognare una Forlì alla cui periferia si trovino ampi parcheggi serviti da bus e dotati di noleggi di biciclette, in questo modo si diminuirebbe l'inquinamento, senza togliere praticità e comodità agli spostamenti. Poi...Non so, le opzioni al riguardo sarebbero molte...Percheggio a pagamento(poco) e bus e noleggio gratis o viceversa....Credo purtroppo che sia un progetto di difficile attuazione,...ma nemmeno così tanto, le aree per gli "ampi parcheggi" non mi sembra manchino(il Foro Boario ad esempio), inoltre, per quanto concerne la lotta all'inquinamento, in questo modo si otterrebbero benefici alquanto maggiori rispetto al blocco del traffico a giorni stabiliti (alquanto scomodi per chi non ha alternative all'uso della macchina) . In questo modo poi si potrebbero risparmiare i soldi che servirebbero alla ristrutturazione delle piste ciclabili, in quanto ne sarebbero sufficienti davvero poche....Anche perchè ne servirebbero altri per mettere in atto il titanico progetto...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi permetto di dire la mia&#8230;Credo di essere utopista in questa mia pazza idea, ma coltivo il sogno della totale chiusura al traffico del centro città (allargato rispetto all&#8217;accezione attuale) ad eccezione dei mezzi pubblici e delle ambulanze.<br />
Questo perchè&#8230;Ho vissuto a Bologna per alcuni anni e, nonostante la quasi totale assenza di piste ciclabili, il traffico insostenibile e l&#8217;aria irrespirabile, ho sempre girato in bicicletta, per la sua praticità e velocità(paradossalmente le poche volte che prendevo l&#8217;autobus impiegavo molto più tempo negli spostamenti) e mi piacerebbe molto farlo anche a Forlì&#8230;Ma non posso&#8230;Abito a più di 10 chilometri dalla città, in un paese servito solo dal bus scolastico ( pochi mezzi ed ad orari alquanto scomodi) che, per inciso, arriva a 2 Km (di strada senza marciapiede) da casa mia, quindi sono obbligata all&#8217;uso della macchina.<br />
Avevo qualche anno fa salutato con grande entusiasmo l&#8217;iniziativa comunale di mettere un noleggio gratuito di biciclette in via Vittorio Veneto(l&#8217;unico di cui poter usufruire senza preventiva richiesta)&#8230;Ma&#8230;.è difficile trovare parcheggio nei pressi del noleggio e se devo farmi chilometri e chilometri di strada a piedi per raggiungerlo, e giri infiniti di macchina per trovare posteggio nelle sue vicinanze&#8230;preferisco parcheggiare più vicino a dove devo andare e muovermi a piedi&#8230;..Per cui&#8230;.mi piace sognare una Forlì alla cui periferia si trovino ampi parcheggi serviti da bus e dotati di noleggi di biciclette, in questo modo si diminuirebbe l&#8217;inquinamento, senza togliere praticità e comodità agli spostamenti. Poi&#8230;Non so, le opzioni al riguardo sarebbero molte&#8230;Percheggio a pagamento(poco) e bus e noleggio gratis o viceversa&#8230;.Credo purtroppo che sia un progetto di difficile attuazione,&#8230;ma nemmeno così tanto, le aree per gli &#8220;ampi parcheggi&#8221; non mi sembra manchino(il Foro Boario ad esempio), inoltre, per quanto concerne la lotta all&#8217;inquinamento, in questo modo si otterrebbero benefici alquanto maggiori rispetto al blocco del traffico a giorni stabiliti (alquanto scomodi per chi non ha alternative all&#8217;uso della macchina) . In questo modo poi si potrebbero risparmiare i soldi che servirebbero alla ristrutturazione delle piste ciclabili, in quanto ne sarebbero sufficienti davvero poche&#8230;.Anche perchè ne servirebbero altri per mettere in atto il titanico progetto&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: massimo casadei</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2006/11/25/benini-monica-riflessioni-sulla-bici/#comment-4536</link>
		<dc:creator>massimo casadei</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2006 20:59:25 +0000</pubDate>
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		<description>Visto l’atteggiamento di poco interesse dell’Amministrazione Comunale verso le esigenze di sicurezza delle migliaia di cittadini che ogni giorno usano la bici evitando di inquinare, ingorgare il traffico cittadino e di occupare parcheggi (cose di cui tanto cianciano gli Amministratori senza tener conto del prezioso e silenzioso contributo alla riduzione del disagio che diamo noi ciclisti),
  dato che i ciclisti sono speso considerati con sufficienza dei perditempo – altrimenti userebbero la macchina come tutte le persone serie –
visto che chi va in bicicletta viene ritenuto un fastidio da gran parte degli automobilisti, o viene semplicemente ignorato (e sbadatamente investito),
dato che tanti come me si sono stufati di questa situazione e di contare i feriti e morti sperando ogni volta che usciamo di non entrare in quel numero,
PROPONGO di organizzare (in un periodo da definire dopo adeguata e diffusa propaganda) uno sciopero della bicicletta per una settimana.
So che sarà dura, per una settimana dovremo impegnarci ad usare solo l’auto, anche per andare a comprare il latte, anche per andare in piazza, perderemo più tempo e spenderemo di più: per sette giorni anche noi intasati nel traffico a contendere il parcheggio ai culi di piombo che mai si sollevano dalle loro auto, che ci guardano con fastidio e malcelato disprezzo, che ci tagliano la strada e che ci investono.
Sette giorni, perché uno è simbolico e passa inosservato.
Sette giorni di Forlì senza bici, tutti in macchina, così che si veda che noi non siamo il problema, ma la sua soluzione.
E sul vetro posteriore delle nostre auto appiccicheremo un adesivo: “ciclista in sciopero, anch’io in auto, anch’io voglio un parcheggio!”

Massimo Casadei</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Visto l’atteggiamento di poco interesse dell’Amministrazione Comunale verso le esigenze di sicurezza delle migliaia di cittadini che ogni giorno usano la bici evitando di inquinare, ingorgare il traffico cittadino e di occupare parcheggi (cose di cui tanto cianciano gli Amministratori senza tener conto del prezioso e silenzioso contributo alla riduzione del disagio che diamo noi ciclisti),<br />
  dato che i ciclisti sono speso considerati con sufficienza dei perditempo – altrimenti userebbero la macchina come tutte le persone serie –<br />
visto che chi va in bicicletta viene ritenuto un fastidio da gran parte degli automobilisti, o viene semplicemente ignorato (e sbadatamente investito),<br />
dato che tanti come me si sono stufati di questa situazione e di contare i feriti e morti sperando ogni volta che usciamo di non entrare in quel numero,<br />
PROPONGO di organizzare (in un periodo da definire dopo adeguata e diffusa propaganda) uno sciopero della bicicletta per una settimana.<br />
So che sarà dura, per una settimana dovremo impegnarci ad usare solo l’auto, anche per andare a comprare il latte, anche per andare in piazza, perderemo più tempo e spenderemo di più: per sette giorni anche noi intasati nel traffico a contendere il parcheggio ai culi di piombo che mai si sollevano dalle loro auto, che ci guardano con fastidio e malcelato disprezzo, che ci tagliano la strada e che ci investono.<br />
Sette giorni, perché uno è simbolico e passa inosservato.<br />
Sette giorni di Forlì senza bici, tutti in macchina, così che si veda che noi non siamo il problema, ma la sua soluzione.<br />
E sul vetro posteriore delle nostre auto appiccicheremo un adesivo: “ciclista in sciopero, anch’io in auto, anch’io voglio un parcheggio!”</p>
<p>Massimo Casadei</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Ronchi</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2006/11/25/benini-monica-riflessioni-sulla-bici/#comment-4449</link>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2006 12:39:06 +0000</pubDate>
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		<description>Riporto una notizia interessante pubblicata il 24 sul sito nazionale dei Verdi:
&lt;hr/&gt;
Meglio le due ruote

Cambia la filosofia degli incentivi a moto e motorini: aiuti a chi rottama quelli inquinanti ma anche a chi acquista bici o usa i mezzi pubblici. Positive reazioni dal mondo industriale
 

Un premio anche a chi rinuncia al suo motorino inquinante e decide di andare a piedi o in bici. Questa la nuova filosofia degli ecoincentivi per i motocicli annunciata dal ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che incassa anche l’ok del presidente dell'Ancma Guidalberto Guidi.

 

Gli aiuti, diversamente dal passato, non andranno solo a chi, dopo aver rottamato il vecchio, acquista un motorino nuovo, meglio se elettrico, ma anche a chi sceglie di acquistare una bicicletta, o addirittura non compra nulla e va a piedi o con i mezzi pubblici.

 

"Vogliamo dare la possibilità di ricevere un incentivo anche a chi decide di eliminare il vecchio motorino senza sostituirlo con uno nuovo", ha annunciato il ministro dell'ambiente. "Stiamo lavorando - ha spiegato Pecoraro -  e c'è già un'intesa con le aziende produttrici su incentivi per chi rottama veramente il vecchio motociclo inquinante e sceglie di andare a piedi o prendere i mezzi pubblici; oppure lo sostituisce con uno nuovo - e in questo caso verranno incentivate di più le moto elettriche - oppure acquista una bicicletta".

 

"Gli incentivi non servono solo a favorire la riduzione dell' inquinamento, ma anche a lanciare sul mercato la nuova industria degli ecoveicoli – ha sottolineato il ministro. La produzione in serie diminuisce il costo – spiega -, come è successo a suo tempo con i telefonini, che all'inizio costavano tanto e poi sono diventati accessibili a tutti"

 

"Sugli incentivi è stata trovata una soluzione di reciproca soddisfazione, del resto concordata con il ministro Pecoraro Scanio in un incontro avuto qualche giorno fa e sulla linea di quanto lo stesso ministro aveva annunciato al congresso dei Verdi, nell'esigenza di tutelare l'ambiente con la crescita industriale".

 

Questo il commento di Guidalberto Guidi, presidente dell'Ancma, l'associazione nazionale ciclo, motociclo e accessori, alle parole del ministro. "Da questi incentivi non verranno che esiti positivi - continua Guidi – perché purtroppo l'80% del parco circolante a due ruote è di vecchia generazione e inquinante".

"Sono inoltre incentivi particolari - conclude Guidi - perché incoraggiano anche all'uso della bicicletta e come presidente dei produttori sia di ciclo che di motociclo non posso che essere d'accordo".
 
Redazione
24 novembre 2006</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto una notizia interessante pubblicata il 24 sul sito nazionale dei Verdi:</p>
<hr />
Meglio le due ruote</p>
<p>Cambia la filosofia degli incentivi a moto e motorini: aiuti a chi rottama quelli inquinanti ma anche a chi acquista bici o usa i mezzi pubblici. Positive reazioni dal mondo industriale</p>
<p>Un premio anche a chi rinuncia al suo motorino inquinante e decide di andare a piedi o in bici. Questa la nuova filosofia degli ecoincentivi per i motocicli annunciata dal ministro dell&#8217;ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, che incassa anche l’ok del presidente dell&#8217;Ancma Guidalberto Guidi.</p>
<p>Gli aiuti, diversamente dal passato, non andranno solo a chi, dopo aver rottamato il vecchio, acquista un motorino nuovo, meglio se elettrico, ma anche a chi sceglie di acquistare una bicicletta, o addirittura non compra nulla e va a piedi o con i mezzi pubblici.</p>
<p>&#8220;Vogliamo dare la possibilità di ricevere un incentivo anche a chi decide di eliminare il vecchio motorino senza sostituirlo con uno nuovo&#8221;, ha annunciato il ministro dell&#8217;ambiente. &#8220;Stiamo lavorando - ha spiegato Pecoraro -  e c&#8217;è già un&#8217;intesa con le aziende produttrici su incentivi per chi rottama veramente il vecchio motociclo inquinante e sceglie di andare a piedi o prendere i mezzi pubblici; oppure lo sostituisce con uno nuovo - e in questo caso verranno incentivate di più le moto elettriche - oppure acquista una bicicletta&#8221;.</p>
<p>&#8220;Gli incentivi non servono solo a favorire la riduzione dell&#8217; inquinamento, ma anche a lanciare sul mercato la nuova industria degli ecoveicoli – ha sottolineato il ministro. La produzione in serie diminuisce il costo – spiega -, come è successo a suo tempo con i telefonini, che all&#8217;inizio costavano tanto e poi sono diventati accessibili a tutti&#8221;</p>
<p>&#8220;Sugli incentivi è stata trovata una soluzione di reciproca soddisfazione, del resto concordata con il ministro Pecoraro Scanio in un incontro avuto qualche giorno fa e sulla linea di quanto lo stesso ministro aveva annunciato al congresso dei Verdi, nell&#8217;esigenza di tutelare l&#8217;ambiente con la crescita industriale&#8221;.</p>
<p>Questo il commento di Guidalberto Guidi, presidente dell&#8217;Ancma, l&#8217;associazione nazionale ciclo, motociclo e accessori, alle parole del ministro. &#8220;Da questi incentivi non verranno che esiti positivi - continua Guidi – perché purtroppo l&#8217;80% del parco circolante a due ruote è di vecchia generazione e inquinante&#8221;.</p>
<p>&#8220;Sono inoltre incentivi particolari - conclude Guidi - perché incoraggiano anche all&#8217;uso della bicicletta e come presidente dei produttori sia di ciclo che di motociclo non posso che essere d&#8217;accordo&#8221;.</p>
<p>Redazione<br />
24 novembre 2006</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Ronchi</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2006/11/25/benini-monica-riflessioni-sulla-bici/#comment-4447</link>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2006 11:18:38 +0000</pubDate>
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		<description>Su viale dell'Appennino c'è un progetto per la messa in sicurezza, la situazione dovrebbe migliorare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Su viale dell&#8217;Appennino c&#8217;è un progetto per la messa in sicurezza, la situazione dovrebbe migliorare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: daniele</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2006/11/25/benini-monica-riflessioni-sulla-bici/#comment-4446</link>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2006 11:09:50 +0000</pubDate>
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		<description>Assolutamente d'accordo su tutta il discorso: motivi per andare in bici, uso intensivo del velocipede, pericoli ed educazione stradale in genere.
Aggiungo che percorro (da anni) svariate volte alla settimana tutta la ciclabile di Via dell'Appennino: in media una volta al mese richio di essere investito da un'auto!
Fin'ora mi è andata bene perchè la percorro tutta con le mani sui freni e sempre attento a scartare le auto che non rispettano la segnaletica.
Però è veramente deprimente doversi ridurre a girare tesi come delle corde per questi motivi.
Non parliamo poi delle paure che si prendono e delle arrabbiature che vengono.
Non voglio mollare la bici (anche perchè alla fine si fa prima che con l'auto) ma a volte la tentazione è veramente forte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Assolutamente d&#8217;accordo su tutta il discorso: motivi per andare in bici, uso intensivo del velocipede, pericoli ed educazione stradale in genere.<br />
Aggiungo che percorro (da anni) svariate volte alla settimana tutta la ciclabile di Via dell&#8217;Appennino: in media una volta al mese richio di essere investito da un&#8217;auto!<br />
Fin&#8217;ora mi è andata bene perchè la percorro tutta con le mani sui freni e sempre attento a scartare le auto che non rispettano la segnaletica.<br />
Però è veramente deprimente doversi ridurre a girare tesi come delle corde per questi motivi.<br />
Non parliamo poi delle paure che si prendono e delle arrabbiature che vengono.<br />
Non voglio mollare la bici (anche perchè alla fine si fa prima che con l&#8217;auto) ma a volte la tentazione è veramente forte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: monica</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2006/11/25/benini-monica-riflessioni-sulla-bici/#comment-4441</link>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Nov 2006 08:31:10 +0000</pubDate>
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		<description>costruire una mobilità cittadina che parta dai pedoni e dai ciclisti, giusto e non viceversa. Diritto alla mobilità urbana non coincide con diritto alla automobilità.
educare i cittadini agli spostamenti nel quartiere di residenza privilegiando piedi e bici.
è così difficile ? 
appunti di lavoro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>costruire una mobilità cittadina che parta dai pedoni e dai ciclisti, giusto e non viceversa. Diritto alla mobilità urbana non coincide con diritto alla automobilità.<br />
educare i cittadini agli spostamenti nel quartiere di residenza privilegiando piedi e bici.<br />
è così difficile ?<br />
appunti di lavoro</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Ronchi</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2006/11/25/benini-monica-riflessioni-sulla-bici/#comment-4433</link>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2006 14:42:47 +0000</pubDate>
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		<description>Un modo per mettere in sicurezza &lt;strong&gt;tutti&lt;/strong&gt; gli attraversamenti pedonali con 180'000€ non c'è. Però si può partire dalle statistiche degli incidenti per creare percorsi alternativi, semafori, evidenziare maggiormente le pericolosità tramite segnaletica, etc.
Poi si potrebbe dedicare un maggiore spazio alle biciclette, riservando tratti a percorsi ciclopedonali.

Non ultima la creazione di corsie preferenziali per gli autobus potrebbero ridurre la quantità di automobili rendendo maggiormente conveniente il mezzo pubblico.

Si dovrebbe porre maggiore attenzione nella realizzazione delle nuove urbanizzazioni alla struttura della mobilità di quelle zone, prevedendo subito piste ciclopedonali e percorsi protetti, sfruttando magari il verde pubblico e privato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un modo per mettere in sicurezza <strong>tutti</strong> gli attraversamenti pedonali con 180&#8242;000€ non c&#8217;è. Però si può partire dalle statistiche degli incidenti per creare percorsi alternativi, semafori, evidenziare maggiormente le pericolosità tramite segnaletica, etc.<br />
Poi si potrebbe dedicare un maggiore spazio alle biciclette, riservando tratti a percorsi ciclopedonali.</p>
<p>Non ultima la creazione di corsie preferenziali per gli autobus potrebbero ridurre la quantità di automobili rendendo maggiormente conveniente il mezzo pubblico.</p>
<p>Si dovrebbe porre maggiore attenzione nella realizzazione delle nuove urbanizzazioni alla struttura della mobilità di quelle zone, prevedendo subito piste ciclopedonali e percorsi protetti, sfruttando magari il verde pubblico e privato.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2006/11/25/benini-monica-riflessioni-sulla-bici/#comment-4412</link>
		<dc:creator>Marco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2006 20:06:12 +0000</pubDate>
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		<description>Ho presente quell'incrocio. Che cosa intendi in pratica per "corretta gestione e manutenzione delle piste ciclabili e attraversamenti pedonali"?
Perchè, pesandoci, non mi viene in mente un modo semplice con il quale si potrebbero mettere in sicurezza tutti gli attraversamenti pedonali e ciclistici degli incroci, o quantomeno nessun metodo così semplice da rientrare nei 180.000€.
L'unico modo vero è una corretta educazione stradale degli automobilisti, una moderazione della velocità ecc ma questo è un obbiettivo ben piu ampio e complesso di quello descritto nell'articolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho presente quell&#8217;incrocio. Che cosa intendi in pratica per &#8220;corretta gestione e manutenzione delle piste ciclabili e attraversamenti pedonali&#8221;?<br />
Perchè, pesandoci, non mi viene in mente un modo semplice con il quale si potrebbero mettere in sicurezza tutti gli attraversamenti pedonali e ciclistici degli incroci, o quantomeno nessun metodo così semplice da rientrare nei 180.000€.<br />
L&#8217;unico modo vero è una corretta educazione stradale degli automobilisti, una moderazione della velocità ecc ma questo è un obbiettivo ben piu ampio e complesso di quello descritto nell&#8217;articolo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Cristian Conti</title>
		<link>http://www.alessandroronchi.net/2006/11/25/benini-monica-riflessioni-sulla-bici/#comment-4407</link>
		<dc:creator>Cristian Conti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Nov 2006 18:00:07 +0000</pubDate>
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		<description>Che dire..nella Rimini la situazione non è migliore.

La situazione è stata aggravata negli anni dalla costruzione delle piste ciclabili che hanno ogni venti metri degli attraversamenti per immettersi nelle traverse delle strade principali.
Gli amici che abitano a Rimini mi dicono sempre che muoversi in bicicletta è ormai troppo rischioso, considerando la differenza di velocità che esiste tra ciclista e mezzi a motore, senza considerare il fatto che chi si muove in macchina sembra non considerare gli attraversamenti ciclabili come una zona di possibile pericolo.

La prossima settimana andrò in Olanda a trovare i parenti di mia moglie per la terza volta e come le altre volte mi stupirò di come sia possibile costruire la mobilità una città partendo dai pedoni e dai ciclisti.

p.s. tenete duro con la lotta all'inceneritore.. :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che dire..nella Rimini la situazione non è migliore.</p>
<p>La situazione è stata aggravata negli anni dalla costruzione delle piste ciclabili che hanno ogni venti metri degli attraversamenti per immettersi nelle traverse delle strade principali.<br />
Gli amici che abitano a Rimini mi dicono sempre che muoversi in bicicletta è ormai troppo rischioso, considerando la differenza di velocità che esiste tra ciclista e mezzi a motore, senza considerare il fatto che chi si muove in macchina sembra non considerare gli attraversamenti ciclabili come una zona di possibile pericolo.</p>
<p>La prossima settimana andrò in Olanda a trovare i parenti di mia moglie per la terza volta e come le altre volte mi stupirò di come sia possibile costruire la mobilità una città partendo dai pedoni e dai ciclisti.</p>
<p>p.s. tenete duro con la lotta all&#8217;inceneritore.. :)</p>
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