Archive for Febbraio 26th, 2005

Conferenza Stampa: Hera chiede l’autorizzazione alla costruzione dell’inceneritore

Inceneritore Oggi i Verdi di Forlì hanno tenuto una Conferenza Stampa dal titolo:
IL RUOLO DI HERA S.p.A NELLA PROGRAMMAZIONE DELLE POLITICHE TERRITORIALI ED AMBIENTALI.

Questo è il testo del documento consegnato ai quotidiani:

Il tema dello smaltimento dei rifiuti prodotti dalla nostra società opulenta ed ipertrofica è sempre più stringente. L’uso irresponsabile delle risorse di cui disponiamo ha sempre maggiori conseguenze, dimenticando che il benessere comune è un patrimonio di tutti e da tutelare.
L’aria è inquinata oltre la soglia di rischio per la salute a causa di politiche energetiche poco lungimiranti, politiche di smaltimento sbagliate ci obbligano all’uso di inceneritori e discariche.
All’inizio di questo mandato delle Amministrazioni Locali, dopo il travagliato passaggio in Giunta Provinciale della Valutazione di Impatto Ambientale per l’inceneritore da 120mila tonnellate annue progettato da Hera, i gruppi politici di maggioranza del Comune di Forlì hanno comunicato l’intenzione di rinviare le decisioni in merito a questo impianto dopo la definizione del Piano Provinciale per lo smaltimento dei Rifiuti.
Per la definizione del piano le forze politiche di maggioranza si sono impegnate ad attivare Agenda 21 per garantire la partecipazione dei cittadini, delle Associazioni e da tutti i portatori di interesse.
Agenda 21 è uno strumento importante, che permette una reale partecipazione dei cittadini alla programmazione degli aspetti più interessanti dal punto di vista territoriale ed ambientale, non un modo per comunicare loro scelte già compiute in altre sedi.

Hera, che da gestore dei servizi troppo spesso occupa il ruolo di programmatrice delle politiche locali, ha presentato in questo fine febbraio ’05 rigido e distratto dalla prossima scadenza elettorale regionale, la richiesta di autorizzazione all’ampliamento dell’inceneritore di Coriano, ai sensi dell’articolo 27 del Decreto Legislativo 22/97, che se accordata permetterà la costruzione della terza linea da 120′000 tonnellate all’anno. Si tratta, in pratica, della redazione definitiva del progetto del nuovo inceneritore.

I Verdi di Forlì intendono sollevare il problema gravissimo della guida di Hera, che avendo la maggioranza del capitale pubblico deve portare avanti una strategia condivisa con i cittadini e con le forze politiche che amministrano il territorio. Costruire il nuovo inceneritore prima di accertarne la necessità è un errore gravissimo, ancora più pesante perché questo permetterebbe di evitare la partecipazione dei cittadini alla scelta delle politiche da intraprendere.

La Commissione VIA del Ministero dell’ambiente ha bocciato la centrale elettrica di Durazzanino a causa della pessima qualità dell’aria della nostra città, e questo dato di fatto non può essere trascurato nel momento in cui si discute la costruzione di un nuovo inceneritore.

In piena emergenza per le polveri sottili
, che obbligherà le amministrazioni ad investire denaro pubblico per interventi che ne limitino la produzione per tutelare la salute pubblica, non si può realizzare un nuovo inceneritore senza applicare una adeguata politica di raccolta differenziata porta a porta. Per ridurre le PM10 prodotte dagli inceneritori l’unica strada possibile è il riciclo dei rifiuti.

Per questo diamo appuntamento a LUNEDI’ 28, ore 20.30, presso la Camera di Commercio, per sentire il parere degli esperti che in Italia hanno già realizzato ottimi obiettivi di raccolta differenziata e confrontare queste esperienze, in presenza degli assessori all’ambiente di Comune e Provincia ed al Consigliere Hera Spa Roberto Sacchetti.

Comunicato stampa WWF Forlì - i rifiuti speciali e le strade illecite di smaltimento

Riporto qui il testo integrale del comunicato stampa inviato dal WWF di Forlì:

Forlì, 23/02/05 COMUNICATO STAMPA I rifiuti speciali e le “strade” illecite di smaltimento

Il recente blitz del Corpo Forestale, che ha portato nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica le problematiche legate allo smaltimento di fanghi di depurazione e ceneri di rifiuti, ci aiuta a capire una volta di più come, nel settore dei rifiuti speciali, si stia perseverando in un quadro di totale “deregulation”, tanto più preoccupante per il fatto che le sostanze oggetto di traffico illecito sono fortemente tossiche.
Il dibattito sul “che fare”, anziché incentrarsi unicamente sull’esigenza di potenziare il sistema di controllo - che a tutt’oggi è ridotto a un colabrodo - dovrebbe essere orientato con decisione sull’urgenza di sostituire, all’interno del sistema produttivo, materie prime e componenti chimici tossici (si pensi solo ai metalli pesanti o alle plastiche contenenti cloro) e di superare l’incenerimento, oggi ribattezzato con l’eufemismo “termovalorizzazione”, come metodo di smaltimento dei rifiuti.
L’incenerimento, infatti, determina da un lato la dispersione allo stato gassoso di pericolosi inquinanti e dall’altro (contrariamente a quanto molti potrebbero pensare), produce notevoli quantità di ceneri e polveri, pari al 30% circa del rifiuto in entrata, fungendo quindi da concentratore di rifiuti solidi tossici, che devono poi essere smaltiti in discariche speciali. Naturalmente i costi di confinamento delle scorie risultano molto alti e sono mal-tollerati da un’economia di mercato che vede la salvaguardia dell’ambiente solo come un fastidioso vincolo.
Non ci sorprende, quindi, che il “rifiuto del rifiuto” - le ceneri, appunto - prendano “strade” non ortodosse, tali da esporre la collettività a gravi rischi di contaminazione delle acque e della catena alimentare. Ora, se questa terra a forte tasso di crescita economica, dove (dice il Sole 24 ore) la qualità della vita è alta, ma anche dove le patologie tumorali hanno assunto proporzioni epidemiche, continuerà a rimandare i conti con il cuore di tenebra del proprio sviluppo e addirittura rilancerà, puntando su nuovi inceneritori, allora “Rifiutopoli” continuerà a produrre mostri e la nostra salute continuerà a perdere colpi.

WWF Sezione di Forlì - il responsabile, Marco Paci