Archive for Gennaio 25th, 2005

Niente animali come premio

Pesce Rosso
Nel consiglio comunale del 25 Gennaio di Genova è stato approvato il “REGOLAMENTO PER L’OCCUPAZIONE DI SPAZI ED AREE PUBBLICHE COMUNALI PER L’INSTALLAZIONE DI ATTIVITÀ DELLO SPETTACOLO VIAGGIANTE” che tra le altre cose vieta l’uso di animali come premio per attrazioni (come i pesci rossi dei luna park, per intenderci).

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Creative Commons Molto interessante il motore di ricerca sul sito delle Creative Commons. Permette di cercare i contenuti e mostra a fianco dei risultati le licenze con le quali sono distribuite le pagine.
Eccone una prova:
Alessandro Ronchi su CC

Comunicato Stampa: Hera e la politica

COMUNICATO STAMPA: HERA E LA POLITICA

Inceneritore L’interesse dei mezzi di informazione per le politiche ambientali messe in atto nel nostro territorio ci fa piacere perché dimostra che la sensibilità su temi un tempo esclusiva degli ambientalisti sta maturando ed iniziando a diventare patrimonio di una coscienza comune.
Sulla stampa locale martedì 25 gennaio 2005 è apparso un articolo con interviste a funzionari di Hera sul tema dei rifiuti solidi urbani e sulle modalità di esecuzione e smaltimento.
Questi funzionari in tono chiuso e determinato hanno pensato bene di farci conoscere il loro orientamento, bocciando la raccolta dei rifiuti porta a porta, con motivazioni poco convincenti. Sul merito di queste valutazioni abbiamo già discusso in passato, esponendo dati di fatto ed esperienze che contraddicono la posizione di Hera e che sarebbe inutile ripetere.
Quelle dichiarazioni sono tuttavia ancora più gravi per un altro motivo. Hera ed i suoi dipendenti sono fornitori di servizi ambientali. Come tali è loro compito portare a compimento le linee di indirizzo dettate a livello politico delle nostre Amministrazioni Pubbliche, che affidano l’incarico indicandone modi, strategie e finalità. Le modalità con le quali i servizi vengono svolti non sono interne alle politiche aziendali di questa multiutility, ed i dirigenti di Hera non possono sostituire gli organi di decisione nelle scelte che riguardano la Città.
A livello provinciale è in fase di studio e di preparazione la bozza del Piano per la Gestione dei Rifiuti, che verrà redatto attraverso gli strumenti di partecipazione e condivisione di Agenda 21. Questo è il documento che dovrà dire come la collettività dei cittadini della Provincia di Forlì e Cesena programma la risoluzione del problema rifiuti per i prossimi anni.
Noi Verdi riteniamo necessario che le decisioni importanti che incidono sulla sostenibilità della nostra società non debbano essere prese da chi riceve in affidamento i servizi, né essere dettate da logiche aziendali che massimizzino il profitto a scapito delle tasche e della salute dei cittadini.
Questi temi devono tornare in mano ai cittadini, attraverso dibattiti politici aperti che portino una vera innovazione ed un miglioramento qualitativo nella gestione dei servizi.
Riteniamo inoltre necessario che gli amministratori ristabiliscano la dovuta chiarezza sui ruoli e sulle competenze, per chiarire una volta per tutte i dubbi sulla gestione dei servizi.

I Verdi di Forlì

Rimandati (ancora) i brevetti software

Ancora una volta, grazie alla Polonia, è stato sventato il tentativo di inserire i brevetti software in una direttiva passando per il Consiglio Pesca ed agricoltura.

Problema elettrosmog

A Forlì non esiste un problema per l’elettrosmog. O quasi.
Abbiamo delle leggi nazionali che impongono dei limiti per le emissioni di onde elettromagnetiche da parte delle antenne, i controlli dicono che questi limiti sono ampiamente rispettati, ma questo non significa che la preoccupazione dei cittadini nei confronti delle nuove installazioni sia immotivato.
Prima di tutto, come riportato dall’Assessore Capacci, bisogna proteggere dalle emissioni delle onde elettromagnetiche gli asili nido e le scuole materne, ma anche i parchi gioco e tutti gli altri luoghi di accesso per l’infanzia, per proteggere i nostri bambini da eventuali rischi.
Poi bisogna riappropriarsi della capacità di programmazione delle installazioni, per discutere insieme con i cittadini, senza ipocrisie, dove sia meglio costruire nuove antenne se ne hanno la necessità. Le richieste delle circoscrizioni sono più che legittime: è necessaria una maggiore informazione sulle nuove installazioni, affinché i cittadini possano conoscere la programmazione dei gestori.
L’organizzazione mondiale della sanità ad oggi non riesce a fornire informazioni adeguate sull’impatto a lungo termine che questo tipo di onde ha sulla nostra salute, ma esperimenti sui topi hanno dimostrato un aumento dell’incidenza dei tumori con l’esposizione ravvicinata ad una antenna trasmittente.
Inoltre non tutti sanno che al diminuire del segnale, il cellulare aumenta le sue emissioni per migliorare la ricezione. E’ quindi molto peggio avere in tasca un cellulare senza campo (in questi casi è meglio spegnerlo), piuttosto che una antenna a qualche centinaio di metri.
Il limite di legge per le emissioni dei cellulari, infatti, è molto più permissivo rispetto a quello delle antenne: circa 30 V/m contro 6 V/m.
Cerchiamo di agire in maniera più prudente: un bambino di 10 anni non ha bisogno di un telefono cellulare, soprattutto se è un rischio per la sua salute.
Inoltre sarebbe opportuno scegliere telefoni che abbiano la minore emissione possibile, anche per dare un segnale al mercato: esiste un metodo per misurarla e viene indicato con l’acronimo SAR, ed ogni produttore è obbligato ad allegare i livelli di emissione al manuale del cellulare.