Archive for Marzo, 2005

Il numero chiuso all’università è sbagliato

La proposta di rendere le iscrizioni alla Facoltà di Scienze Politiche di Forlì a numero chiuso, limitando quindi la quantità di studenti che potranno accedere ai corsi in maniera preventiva, è priva di qualsiasi motivazione didattica.
La riforma universitaria, con l’introduzione delle lauree specialistiche, ha aumentato il numero di studenti interessati a conseguire i due titoli di laurea offerti, grazie alla gradualità dell’impegno. Senza un aumento di risorse, strutture e numero di docenti, è chiara la necessità di limitare il numero di studenti frequentatori alla massima capacità possibile. Questa necessità, però, andrebbe tradotta in un aumento della qualità della didattica, in una selezione dei laureati in base alle capacità ed ai risultati conseguiti negli anni, non nella ghigliottina del numero chiuso. Dove è stato introdotto, infatti, il numero chiuso non è stato capace di selezionare gli studenti migliori e con il tempo ha favorito la nascita di dubbi meccanismi che hanno impedito a studenti capaci, ma sostenuti solo dalle proprie gambe, di frequentare i corsi e laurearsi con merito.
Tra i vari meccanismi senza senso introdotti dalle recenti riforme, è presente anche la distribuzione delle risorse in base al numero di iscritti e frequentatori,  piuttosto che sulla qualità e capacità di trovare un vero lavoro dei laureati: questo ha inevitabilmente prodotto una caccia allo studente, di cui ora vediamo chiare le conseguenze.
Sono quindi a fianco degli studenti che stanno protestando, compatti, contro questa ipotesi che non porterebbe nessun giovamento all’università forlivese.
Ripristiniamo una buona qualità della didattica, senza usare questo pretesto per inserire il numero chiuso, che toglie ai docenti la responsabilità di selezionare le migliori capacità.

L’Italia in mora per i ritardi sui biocarburanti

Apprendo da Prontoconsumatore.it
che l’Italia è in forte ritardo nell’applicazione della direttiva europea sull’utilizzo dei biocarburanti, ricavati cioè da fonti agricole (etanolo e biodiesel sono solo due esempi). Abbiamo ricevuto, pare, una lettera di costituzione in mora da parte della Commissione Europea per non presentato la documentazione relativa ad una direttiva del 2003, che stabilisce che una percentuale sempre maggiore di diesel e benzina sia costituita da biocarburanti.
Nel 2005 dovrebbe essere il 2%, mentre nel 2010 dovrà passare almeno al 5,75%.

L’aspetto più importante di questi combustibili è quello di contribuire ad un rilancio dell’agricoltura e di renderci indipendenti dalle importazioni di petrolio. Proprio su questo ultimo punto, però, ci sono opinioni molto contrastanti che non ho ancora avuto modo di chiarire. Il bilancio energetico è a favore dei biocarburanti? Oppure per produrli impieghiamo più energia di quella ricavata? Ste dice di no, ed anche io sono molto perplesso: non vorrei che fosse solamente un modo per sovvenzionare a fondo perduto delle tecnologie che non sono altrimenti competitive e non riusciranno ad esserlo in tempo prima del picco di produzione del petrolio.

Recuperare vecchi pc ed utilizzarli come nuovi

Beppe Grillo, nel suo blog, scrive che è necessario che i computer costino meno ed abbiano meno impatto ambientale. Ho inserito nei commenti un progetto che a Forlì, tramite l’associazione culturale FoLUG, stiamo portando avanti da qualche tempo.
Si tratta del recupero di vecchi pc tramite un software, Linux Terminal Server Project, che permette di utilizzare vecchi pentium 100mhz come se fossero macchine nuove, invece di destinarli alla discarica come loro destino. In pratica il solo costo è rappresentato dall’acquisto di un pc nuovo, che nel nostro caso ha meno di 2 Ghz di clock ed 1 Giga di RAM, mentre tutto il resto è materiale di recupero, che le aziende sono ben contente di regalare, perché per loro rappresenta ormai solo un costo di smaltimento.
Così noi abbiamo creato un laboratorio di 12 pc al costo di un solo computer nuovo e della cablatura di rete, ma altre esperienze dimostrano che si possono tranquillamente fare laboratori di dimensioni molto maggiori.
Tra l’altro l’amministrazione di laboratori di questo tipo è molto economica, visto che il software risiede tutto in un solo pc e l’aggiornamento di software ed utenti è quindi centralizzato. Insomma, una esperienza da riprodurre.

Olio di Colza

In questi giorni è scoppiato il caso dell’olio di colza, che rimbalzato su alcuni telegiornali ha catturato un notevole interesse. Ho subito rimbalzato la domanda nella mailing list di ASPO Italia, una associazione di persone estremamente competenti che studiano il problema del picco di produzione del petrolio e lavorano per aumentare la diffusione di energie alternative e diminuire la nostra dipendenza dall’oro nero.

La domanda, ovviamente, riguardava la veridicità della notizia.

Riporto le risposte ed i contributi più significativi:

- Non si può usare l’olio di colza del supermercato pari pari, occorre trasformarlo
attraverso un processo detto “transesterificazione”, piuttosto complicato anche se qualche
coraggioso prova a farlo in casa. A questo probabilmente si riferiva il servizio (i giornalisti,
mi vergogno ad ammetterlo, talvolta fanno azzardate asserzioni senza aver minimamente
approfondito). Il risultato di tale laboriosa operazione è per l’appunto… IL BIODIESEL!

- E’ vero invece (sempre a quanto pare) che si possa versare nel serbatoio l’olio di semi
vari del supermercato, così com’è: ma ciò vale soltanto per i vecchi diesel aspirati, mentre
per i più moderni Turbodiesel non si può superare il rapporto 3/1 fra gasolio e olio di
semi. Quanto ai common rail, non possono neppure sentirne l’odore senza grippare! Il
servizio, parlando di “ultima generazione”, ha fatto davvero disinformazione.

-Un’altra soluzione è quella di far montare un apposito accrocco (lo fa una ditta tedesca)
che rende al motore accettabile qualsiasi tipo di olio vegetale. Qui ho informazioni di
prima mano: un tassista che conosco mette nel suo vecchio Mercedes (aspirato!)
addirittura l’olio vecchio con cui si sono fritte le patatine. Il problema è che l’accrocco
tedesco costa 2500 euro, e conviene giusto solo ad un tassista.

E’ vero, inoltre, che sul biodiesel si paga una percentuale elevatissima per le accise, che se diminuite o calibrate meglio contribuirebbero notevolmente alla sua diffusione, perché permetterebbero di rendere economicamente vantaggioso il suo utilizzo.

Il problema è, come al solito, politico oltre che tecnico: dovremmo una volta per tutte scrivere una graduatoria dei combustibili/carburanti e delle fonti di energia in base al costo ed all’impatto sull’ambiente (inquinamento atmosferico, ma non solo), e promuovere quelli in cima alla lista attraverso leve fiscali.

Questo ci permetterebbe di rendere il nostro paese un po’ meno dipendente dall’estero per le fonti energetiche, ed avere un’aria un po’ più pulita.

Altri link interessanti:

  • Ecoblog.it: Colza in Italia, decolla il biodiesel fai da te
  • Autoblog.it: Olio di Colza e diesel moderni
  • Ogni contributo, come al solito, è ben accetto.

    Energia Eolica, notevole aumento dell’installato

    Energia Eolica: Installati 8,000 MW nel 2004, un aumento del 20%
    http://ecquologia.it/sito/pag89.map

    Secondo le stime del Global Wind Energy Council (GWEC), l’industria mondiale dell’energia eolica ha installato 7,976 megawatt (MW) in piu’ nel 2004, un aumento del 20% della potenza installata totale, che ha raggiunto cosi’ i 47,317 MW. I paesi con maggiore potenza installata sono Germania (16,629 MW), Spagna (8,263 MW), USA (6,740 MW), Danimarca (3,117 MW) e India (3,000 MW). Diversi paesi, compresi Italia, Olanda, Giappone e Gran Bretagna sono al di sopra della soglia dei 1,000 MW. L’Europa continua a dominare il mercato globale avendo costruito il 72.4% delle nuove installazioni (5,774 MW); mentre il 15.9% e’ stato costruito in Asia (1,269 MW), seguita dal Nord America (6.4%; 512 MW) e il Pacifico (4.1%; 325 MW). L’America Latina (49 MW) e l’Africa (47 MW) avevano lo 0.6% del mercato.
    “L’Europa rimane il leader mondiale dell’energia eolica, ma stiamo assistendo alla globalizzazione dei mercati eolici. In Europa, il mercato ha avuto una crescita media annua del 22% negli ultimi 6 anni; tuttavia, l’ulteriore rapido progresso che l’industria e’ capace di attuare e’ ristretto da barriere come l’accesso alla rete elettrica e le pratiche burocratiche”, ha detto il presidente dell’EWEA (European Wind Energy Association). “Il rinnovamento delle iniziative politiche del G8 potrebbero dare un’ulteriore spinta all’energia eolica; l’industria e’ ben posizionata e pronta per espandersi se ci saranno i segnali politici adeguati.”
    La crescita del mercato Statunitense e’ stata lenta come ci si aspettava a causa del ritardo nell’estensione del credito fiscale per la produzione eolica, che era scaduto nel Dicembre del 2003 ed e’ stato esteso solo nell’Ottobre 2004. I progetti proposti stanno andando avanti e ci si aspetta che nel 2005 saranno installati 2,000 MW. L’incertezza continua a incombere sul mercato Statunitense perche’ il credito fiscale scadra’ di nuovo nel Dicembre 2005 a meno che il Congresso non si muova subito per estendere la misura. L’industria eolica Americana sta chiedendo un’estensione di lungo termine.

    Fonte: GWEC
    Traduzione di Fabio Quattrocchi fabiocchi@gmail.com

    Consiglio Comunale 14/3/2005 e Scuole Materne

    Il Consiglio Comunale di Oggi è stato incentrato quasi esclusivamente sulla questione delle scuole materne. Il tema è stato messo all’ordine del giorno grazie all’iniziativa dei gruppi DS, Verdi, PRC, Romagna Riformista Popolare e Margherita (per la maggioranza, quindi, mancava solo il PRI).
    Presente durante la seduta anche il Comitato Cittadino che in questi giorni ha rilasciato pesanti dichiarazioni sulla stampa, dimostrando purtroppo di non aver ben compreso la dinamica del problema.
    Premetto un punto molto importante: la maggioranza è compatta nel considerare questo un problema reale e di prioritaria importanza, come del resto dimostrato dalla qualità e dalla copertura totale del servizio negli ultimi trent’anni.

    Questi i fatti: le iscrizioni sono terminate il 25 Gennaio, ed il 28 Febbraio l’Amministrazione ha inviato la richiesta al Ministero dell’Istruzione degli insegnanti necessari all’apertura di 4 sezioni nuove, per soddisfare l’aumento della domanda. Allo stesso tempo l’Amministrazione ha individuato le risorse necessarie per le strutture, quindi l’unica attuale mancanza è relativa al personale. Il Comune, in sostanza, ha fatto tutto quello che è di sua competenza.
    L’assunzione dei nuovi insegnanti è invece di competenza del Ministero, e la procedura standard prevede che venga fatta questa richiesta non prima del termine delle iscrizioni (pena l’annullamento).
    Il Comitato, nato da una quindicina di giorni, è stato purtroppo appoggiato e strumentalizzato dal gruppo di Alleanza Nazionale, che ha rilasciato sulla stampa ed in assemblee private delle dichiarazioni false per fomentare la protesta. La vicinanza con le elezioni regionali ha fatto il resto, portando inizialmente il dibattito ad un livello estremamente basso.
    Per fortuna, dopo qualche intervento, il dibattito si è trasferito sui binari giusti, e si è discusso nel merito della proposta dell’Amministrazione, che prevede una soluzione completa al problema attraverso strutture pubbliche.
    Nel mio intervento, oltre al sostegno dell’ordine del giorno presentato ed ad una spiegazione dello stato delle cose, ho chiesto ai cittadini di lavorare insieme all’amministrazione per sostenere la richiesta della copertura posti necessari per aprire le nuove sezioni, come è stato fatto già a Bologna ed a Modena con successo l’anno precedente.

    L’opposizione chiedeva di limitare l’apertura di nuove sezioni statali al numero di 2, per integrare il resto con una sezione privata (da parte della scuola autonoma di S. Maria del Fiore) ed una comunale.
    L’ordine del giorno della maggioranza è stato quindi posto ai voti, senza modifiche, ed è passato con la sola astensione del PRI (sempre per quanto riguarda la maggioranza).

    Da ricordare, inoltre, che una buona parte del comitato cittadino ha capito di essere stata presa in giro da chi voleva strumentalizzare il loro problema per fini propagandistici in vista delle elezioni, ed ha manifestato interesse nei confronti della soluzione proposta dalla Giunta.

    La Giunta ed il Sindaco, inoltre si sono impegnati nella risoluzione del problema e nel dialogo aperto con i cittadini, attraverso un tavolo di lavoro ed una assemblea pubblica.

    Ciclo di Conferenze LAV sui diritti degli animali

    Lega Anti VivisezioneLa LAV (Lega Antivivisezione) delegazione Forlì-Cesena organizza un ciclo di conferenze dal titolo “Diritti Violati”, al fine di informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti degli animali. Le conferenze si terranno a Forlì (H. 21,00 presso la sala della Banca di Forlì via Bruni 2) nei giorni del 18 e 31 marzo dove si tratteranno rispettivamente i temi della zoomafia (sfruttamento da parte della criminalità organizzata nei confronti degli animali) e vivisezione. Inoltre sono previste due ulteriori conferenze a Cesena (H. 21.00 presso sala Avis in via Serraglio n° 5) nelle giornate del 14 aprile e del 6 maggio dove si affronteranno rispettivamente l’entrata in vigore della nuova legge contro i maltrattamenti sugli animali e la questione dei circhi, zoo, delfinari e acquari. Le conferenze saranno condotte dai responsabili di settore della LAV (rispettivamente: Ciro Troiano, Roberta Bartocci, Gianluca Felicetti, Giovanni Guadagna).

    Per ulteriori informazioni:
    tel. 3925480542, e-mail:lav_forli_cesena@yahoo.it
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    Il contatore dei download di Firefox è scoppiato!

    Contatore Download Firefox
    A causa dei download troppo frequenti e veloci, il contatore di Spread Firefox è attualmente fuori uso.
    Si spera che verrà sistemato in fretta, ma il dato interessante è che l’interesse per questo programma aumenta esponenzialmente, ed è diventato di fatto un concorrente serio di Internet Explorer, oltre al migliore browser attualmente in circolazione.
    In questi giorni è stata data la notizia che Mozilla non verrà ulteriormente sviluppato dalla Mozilla Foundation, per dedicarsi completamente ai due nuovi prodotti Firefox e Thunderbird, che sono considerati migliori.
    Probabilmente ci sarà qualcuno che continuerà lo sviluppo del vecchio Mozilla, e questo è il bello del software libero: se la casa produttrice non intende più portare avanti un programma, chiunque voglia farlo è libero di continuare il lavoro. Quindi non vedo nella notizia della chiusura niente di cattivo, anzi sono contento che si dedichino maggiormente ai due prodotti migliori, che in questo momento hanno bisogno di supporto per continuare la strada del successo che hanno intrapreso.

    Brucia la Vecchia, ma non i rifiuti

    Brucia la Vecchia, ma non i rifiuti
    Brucia la vecchia, ma non i rifiuti è il titolo del volantino che verrà distribuito Domenica 13 alla SegaVecchia di Forlimpopoli. Richiama la campagna contro l’incenerimento, a favore della raccolta differenziata, che nel nostro territorio, a causa delle politiche poco lungimiranti di Hera, è ancora sotto i livelli di legge (22-23% contro i 35 previsti).

    Scarichiamoli! atto secondo

    La Comunità Creative Commons Italiana ha diramato una nota su riguardante l’interessante iniziativa Scarichiamoli!.

    Tra le richieste, la garanzia del rispetto dei criteri di accessibilità, l’utilizzo di software libero, di licenze libere o open content per la condivisioned dei contenuti.

    È su queste basi che una modifica come quella dell’articolo 11 della legge sul diritto d’autore potrà avere un senso: perché le opere finanziate (a fondo perduto) con soldi pubblici non soltanto devono essere persistentemente non soggette ad alcuni diritti esclusivi (diritti patrimoniali d’autore e diritti connessi ), ma devono essere anche pubblicamente accessibili e liberamente fruibili.

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