Archivio del mese di Febbraio 2005


Blog e Politica

Il dibattito iniziato da Luca de Biase e continuato da Mantellini è molto interessante, e vorrei dare un piccolo contributo.
Molti blogger si sono impegnati a trovare 5 cose che i politici devono sapere per poter parlare con loro.
Non sono un politico di mestiere, ma faccio politica nel Consiglio Comunale della mia città, sono un informatico di professione ed un blogger per passione.
Non che questo mi dia un vantaggio nella discussione, sia chiaro, lo dico solo per chiarire qual’è la mia prospettiva quando esprimo un punto di vista.

Sono d’accordo con Massimo Mantellini quando dice che parlare con i blogger non è necessario e non è richiesto, ed è evidente che alcuni degli esperimenti effettuati, come quello di Cofferati, siano stati fallimentari. Il punto focale del problema, secondo me, è proprio il modo con il quale viene affrontato questo media. Molti politici che hanno cercato di fare propaganda elettorale via blog, non hanno colto il senso di questa esperienza.

Chi pensa a questo strumento alla stregua di qualsiasi altro media, e fa pubblicare articoli come utilizza i 20 secondi di televisione o i due metri per 3 di spazio nei muri, non coglie l’opportunità che offre lo strumento blog di realizzare una vera discussione politica, cosa che nessun altro strumento allo stato attuale permette. La discussione politica è una cosa molto differente dalla propaganda, ed i blog politici dovrebbero essere un lavoro mantenuto con costanza, non temporaneo e coincidente con i periodi elettorali.(1)

Una famosa frase di Vittorio Foa dice che per governare bene è prioritario non già avere delle risposte giuste, quanto delle buone domande, per dar risposta alle quali sarà necessaria la cooperazione di tanti.

Qualsiasi blog che abbia una rilevanza politica (e con questo non includo solamente quelli scritti dai politici) deve essere uno spazio aperto al dibattito, ai consigli, ai commenti, agli insulti. Se un politico non ha il tempo di leggere i commenti che provengono dai cittadini interessati ad un tema, allora è inutile che cerchi di metterlo in piedi. Mettere in piedi un blog è come parlare a tavola con amici e parenti, proporre un tema ed ascoltare i contributi degli altri. Questo è una cosa che i politici di professione difficilmente riescono a fare, perché poco propensi all’ascolto. Per comunicare con i blogger, invece, è necessaria una capacità di ascolto fuori dalla media.(2)

I blog richiedono un sacco di tempo, che i blogger spesso non riescono nemmeno a riconoscere o quantificare. E’ normale, se si fa una cosa con passione, non riuscire a valutare il tempo impiegato a fare quella cosa. I blog, quindi, sono un’arma a doppio taglio: da una scarsa attenzione si può riuscire a comprendere anche uno scarso interesse o la mancanza si passione al dibattito serio. Tutti sono capaci di promettere qualcosa che gli elettori vogliono sentire, ma proporre soluzioni e rivalutarle in collaborazione con le persone veramente interessate è molto difficile ed al tempo stesso molto appagante dal punto di vista dei risultati. (3)

Dialogare con i blogger e mantenere un blog significa esporsi al rischio di attacchi. Scrivere quotidianamente qualcosa su quello che si fa significa rischiare di inserire tra le cose migliori anche qualche articolo o pensiero di basso profilo, a causa della assoluta mancanza di filtri (tecnici, temporali, etc) tra il comunicante ed il lettore. Il consenso raccolto nei mesi può essere disperso a causa di uno scivolone su un solo tema, proprio perché il dibattito non è vuoto (al pari della propaganda) ma è pieno di contenuto. Il lettore più attento dovrebbe iniziare a comprendere questa difficoltà e valutare la persona in base ad un giudizio complessivo ed alla capacità di assorbire i consigli e le critiche che vengono fatte. I politici hanno il vizio di non avere la capacità di riconoscere gli errori, mentre una esposizione maggiore sui temi certamente evidenzia anche le carenze e gli sbagli. Come i bambini imparano ad andare in bicicletta cadendo, anche le persone migliorano le proprie competenze con lo scontro ed il conflitto (nel senso buono). Il politico che voglia parlare con i blogger, quindi, deve avere bene in mente che il conflitto proveniente da un dibattito serio è una cosa positiva, che lo farà crescere anche politicamente al di fuori della rete e nella vita reale di rappresentante di un certo numero di cittadini. (4).

Appena iniziato il mio percorso in Comune, ho ricevuto l’unica critica che mi sia mai stata rivolta (per ora) da parte di un elettore, guarda caso un blogger. Questa persona mi chiese prima di occuparmi di un problema, poi mi criticò duramente per non essere stato in grado di risolverlo e di non averglielo comunicato. Questa critica mi colpì molto e mi fece riflettere sul mio ruolo, che avevo fino a quel momento inteso in una certa maniera (di rappresentante delle istanze dei cittadini nel Consiglio Comunale) e che invece dovevo in parte modificare. Capii che dovevo riuscire a crescere nella capacità di risolvere i problemi anche al di fuori degli organi politici (Consiglio, Commissioni, Riunioni, etc), e conoscere nella maniera migliore possibile il funzionamento della macchina amministrativa per muovere gli uffici e ridirezionare le persone che mi chiedevano aiuto a chi di competenza. Nel cercare di risolvere questo problema peccai di inesperienza (erano i miei primi mesi di politica comunale), aspettando la risposta di un ufficio che non arrivò mai, e quindi esitando a rispondere a chi mi aveva esposto il problema.
Il rapporto che instaurai con questo blogger mi ha fatto certamente crescere, attraverso un conflitto ed uno scontro, e giudico questa una esperienza nel complesso positiva.

Tutta questa storia mi serve anche per dire che non credo nella parità nei rapporti citata al primo punto da Massimo, smentita a mio parere dal suo terzo punto. I blogger hanno un loro ordinamento gerarchico dettato in parte dalla fama di cui godono Alcuni sono veramente super elettori, ed il loro pensiero non vale alla stessa maniera di un cittadino medio. Questo perché sono capaci di muovere opinioni, di diffondere idee, di accusare mancanze. Credo che alcuni di loro, oltre ad essere parte di questo ordinamento interno, si sentano persone capaci di una elaborazione migliore dei pensieri e delle soluzioni ai problemi, comportandosi spesso nella stessa maniera e con gli stessi limiti dei politici che si sentono superiori ai loro elettori.(5)

La fama, inoltre, non è sempre connessa al buon senso o alla capacità di elaborazione di pensieri elevati. Spesso, e non lo dico solo io, si raccoglie una maggiore attenzione creando una polemica, portandola all’estremo, forzandola.

Quindi ben venga il dibattito con i blogger e l’attenzione da questi riservata, ma non illudiamoci che il mondo dei blog abbia cambiato l’essenza dell’uomo e la sua necessità di rivaleggiare con gli altri per scalare una gerarchia autocostruita. Più sarà importante il politico, maggiore sarà la tentazione dei blogger di poggiare sopra la sua testa un piede in segno di conquista.
Dico questo non per criticare l’atteggiamento, che è positivo se riesce a produrre un qualsiasi miglioramento (nel pensiero, nel programma, nelle capacità dialettiche), ma per lanciare una sfida: siamo noi blogger capaci di confrontarci con le idee altrui ed accettare le risposte che possono venire dal dibattito politico? Oppure siamo chiusi nelle nostre convinzioni, e non abbiamo il tempo di ascoltare le altre?
Quante volte avete visto discussioni su blog molto frequentati che non hanno modificato di una virgola le convinzioni di chi scriveva? Questo atteggiamento è diverso o migliore rispetto a quello dei dibattiti politici da Bruno Vespa?

L’ascolto e la discussione richiedono molto tempo e molta fatica, ma quando capiremo quale contributo possiamo dare noi alla politica, e non viceversa, avremo secondo me prodotto la più alta politica che si sia mai vista da tempo.

PS: Il blogger del racconto ignorò la mia risposta alle sue accuse, nella quale cercai di spiegare la situazione, e questo mi diede più fastidio della critica stessa. Forse troppo spesso chiediamo agli altri di essere aperti alla discussione, quando noi per primi ignoriamo che nelle discussioni si ascolta almeno in due.

Appuntamenti

Tu rispami, guadagna l'ambiente Nei prossimi giorni si terranno una serie di appuntamenti molto interessanti sia a Forlì che a Cesena organizzati o con la partecipazione dei Verdi:

- 16 Febbraio, Piazza Saffi Forlì, ore 10 - 19: I Verdi in Piazza aderiscono alla Prima Giornata Nazionale del Risparmio energetico

- 16 Febbraio, c/o Centro per la Pace via Andrelini 19 Forlì, ore 21: Curare la febbre del pianeta . Strategie locali per ridurre le immissioni di gas serra.

- 16 Febbraio 2005, ore 20.30, Faenza: KYOTOCHIAMAFAENZA TU RISPARMI… GUADAGNA L’AMBIENTE
Sala Coriolano, presso il Municipio di Faenza - Piazza del Popolo, 31 - Faenza (Ra) - Maggiori Informazioni

- 18 Febbraio 2005, Quartiere Centro Sud c/o Centro Commerciale Cappuccini Faenza, ore 18, ECONOMIE SOLIDALI, istruzioni per l’uso - Maggiori Informazioni

L’ambiente per gli europei da ricevere a casa

La Direzione Generale dell’Ambiente della Commissione Europea, insieme ad un sito multilingue sempre aggiornato, pubblica un periodico cartaceo intitolato L’Ambiente per gli Europei. In distribuzione gratuita, si riceve per posta.
Per maggiori informazioni, leggete il post su Ecoblog:

http://ecoblog.it/post/lambiente-per-gli-europei-da-ricevere-a-casa

Un altro computer è possibile

Mario Alexandro Santini ha scritto un testo, dal titolo “UN ALTRO COMPUTER E’ POSSIBILE, Il software libero e la rivoluzione della società aperta”, che non ho ancora avuto modo di guardare. Sembra interessante, dato che si occupa della rivoluzione informatica permessa Gnu/Linux e dei suoi riflessi sociali che riguardano tutti noi.

Mercoledì 23 Febbraio alle ore 21.00 presso la sala conferenze del Caffè Letterario, Via San Bernardino 53 - Bergamo il libro verrà presentato dall’autore assieme a Fiorello Cortiana (Senatore dei Verdi, Marcello Saponaro( Coordinatore Provinciale dei Verdi), Silvano Poeta e Nicola Gavazzeni (gestori e animatori del sito di informazione interattiva “Bergamo Blog”).

Dalla presentazione si legge: “Il movimento del software libero contesta radicalmente
il diffuso tentativo di imbrigliare, tra licenze e brevetti, la conoscenza di base necessaria per ogni progetto di crescita individuale e collettiva. Si denuncia un sistema di dominio oligarchico contrapponendovi relazioni collaborative.
Questo libro, che è rivolto a tutti e principalmente a chi ritiene che l’informatica non lo riguardi, spiega in modo semplice alcuni processi in atto che minacciano la condivisione della conoscenza di base. “

Interessante anche il fatto che l’autore ricorra spesso alla forma del racconto per spiegare quello che vuole dire. Se lo trovo, lo acquisto e poi vi faccio sapere.

Come funzionano le elezioni regionali

Elezioni Regionali Emilia Romagna RonchiIl 3 e 4 Aprile 2005 si terranno le elezioni regionali dell’Emilia Romagna.
Si vota per Liste Provinciali, collegate ad un candidato presidente della Regione. Si può esprimere il voto per il candidato nel Consiglio della Regione, oltre che per il partito.
In tutta la Provincia di Forlì - Cesena, quindi, ci sarà solo una lista di candidati per partito. Si vota indicando il partito al quale si vuole dare il proprio consenso e scrivendo a mano il cognome del candidato. Automaticamente sarà dato anche un voto al presidente regionale collegato alla lista del partito scelto.


La possibilità di rappresentare i cittadini negli organi di decisione dipende dal numero di voti (sia al partito che di preferenza alla singola persona) che i candidati riescono a ricevere. Se condividi quello che dico e faccio, puoi aiutarmi con il tuo voto di preferenza.

Tutti i cittadini della Provincia di Forlì-Cesena potranno votare me, I Verdi e Vasco Errani (come presidente) facendo una croce sul simbolo dei Verdi e scrivendo “RONCHI” di Fianco al simbolo.

Per Maggiori informazioni: i candidati dei Verdi per le Elezioni Regionali dell’Emilia Romagna 2005 nel nostro collegio ed il programma elettorale.

I Candidati per le elezioni Regionali 2005 Emilia Romagna

Verdi Forlì CesenaLa lista dei candidati Verdi per le elezioni regionali dell’Emilia Romagna del 2005 nel collegio di Forlì-Cesena è questa:
Fabbri Davide, Centofanti Paola, Lugaresi Tiziana, Ronchi Alessandro (che è l’autore di questo blog)

E’ pronta una bozza del programma elettorale, che è stata presentata alla coalizione di Centro Sinistra che propone Errani come presidente regionale.

Nei prossimi giorni inizieremo a raccogliere le mille firme necessarie alla presentazione. Chiunque voglia dare una mano per la raccolta o sottoscrivere la lista per aiutarci a presentarla, può contattarmi.
Ogni aiuto, ovviamente, è ben accetto.

Ancora una ondata di spam

Lo spam dei commenti sui miei blog continua ad essere un problema molto fastidioso. Ho attivato la chiusura dei commenti dopo un certo numero di giorni dalla pubblicazione dell’articolo, cosa che è antipatica per quanto riguarda i temi che rimangono di attualità nel tempo, ma che riduce moltissimo lo spam mandato automaticamente. Come seconda contromisura, aggiunta a quelle preesistenti, ho installato questo plugin che controlla automaticamente i link inseriti nel commento e se fanno parte di una lista di cattivoni, non ne permette la pubblicazione.

Mi scuso per le limitazioni che queste misure comportano, ma non posso moderare centinaia di commenti ogni giorno, anche se tramite le ricerche, spamwords e spaminator riesco a cancellarne decine alla volta. Se avete cose interessanti da dire su vecchi post, scrivetemi in privato che vi pubblicherò un nuovo articolo per rianimare il discorso.

Efficienza energetica e fonti rinnovabili: il sistema dei certificati verdi e bianchi

ENEA e Laboratorio Energia ERG organizzano un seminario su “Efficienza energetica e fonti rinnovabili: il sistema dei certificati verdi e bianchi” che si terrà il giorno 23 febbraio 2005 dalle ore 14 alle ore 18 presso ENEA Via Martiri di Monte Sole, 4 Bologna, secondo il programma allegato:

Programma Seminario Efficienza energetica e fonti rinnovabili: il sistema dei certificati verdi e bianchi

Il Comune affianca la Provincia contro il Ricorso al TAR del Clan-Destino

Inceneritore In questi giorni è stata pubblicata la notizia che il Comune affiancherà la Provincia contro il ricorso al TAR portato avanti dal Clan-Destino assieme alle adesioni di un buon numero di cittadini, contrari alla terza linea dell’inceneritore di Hera.
Questa scelta, votata dalla Giunta con i soli pareri contrari dell’Assessore all’ambiente Palmiro Capacci e dell’Assessore alla Mobilità Sandra Morelli, è sbagliata sotto tantissimi punti di vista.
Per prima cosa, il Comune decide di difendersi contro la protesta di cittadini residenti nel Comune di Forlì, nonostante il suo voto nella Conferenza dei Servizi sulla Valutazione di Impatto Ambientale fosse contrario.
Il Comune, contrario all’inceneritore, si difenderà dai cittadini che chiedono di non fare l’inceneritore: una bella contraddizione, non c’è che dire, difficile da giustificare sia politicamente che moralmente.
Inoltre è una scelta sbagliata anche dal punto di vista puramente tecnico, visto che il Comune cercherà di difendere assieme alla Provincia di Forlì-Cesena una delibera che è stata fatta solamente da quest’ultima: non era richiesto e non è sensato dal punto di vista giuridico, visto che il Comune non era chiamato in causa.
Sicuramente questa scelta è stata fatta per non lasciare da sola la Provincia a livello politico, dato che è la stessa maggioranza che amministra entrambe ed una contrapposizione sarebbe molto forte. Ciò nonostante, ritengo che questa scelta sia estremamente sbagliata e contraria all’interesse della cittadinanza, ed immagino che costerà anche dei soldi alla nostra amministrazione perché è molto probabile ed auspicabile che il ricorso al TAR dimostri che la ragione sta dalla parte dei cittadini.

Studio sulla soddisfazione degli utenti della raccolta porta a porta

raccolta differenziataRicevo da Michela Nanni del Clan-Destino un interessante studio pubblicato su Rifiutinforma, che mostra la soddisfazione dei clienti dei servizi di raccolta dei rifiuti porta a porta e fornisce alcuni consigli.
Credo che sia un ottimo spunto per capire come procedere assieme ai cittadini per cambiare il sistema della raccolta ed incrementare così la percentuale di differenziata, diminuendo la produzione di rifiuti e l’uso di inceneritori e discariche.

L’EVOLUZIONE DELLE RACCOLTE PORTA A PORTA IN RELAZIONE ALLA QUALITÀ E COMODITÀ DEL SERVIZIO.
UNO STUDIO PER CAPIRE COSA NE PENSANO GLI UTENTI.

Attilio Tornavacca (Scuola Agraria del Parco di Monza), Monja Valle (Centro Studi Achab), Paolo Stevanato (Ecoistituto Del Veneto) e Roberto Cavallo (Coop. Erica) hanno realizzato uno studio in varie città italiane, con lo scopo di capire come i cittadini percepiscono la raccolta porta a porta ad alcuni mesi dall’avvio. Ecco come è andata…

Circa dieci anni fa sono state introdotte in Italia le prime raccolte domiciliari secco-umido e la rapida ed elevata diffusione di questi sistemi (in particolare nei Comuni con ridotta presenza di grandi condomini) ha consentito di raggiungere percentuali di raccolta differenziata molto elevate in varie province (ad es. quelle di Bergamo, Lecco, Treviso, Vicenza e Verbania superano il 50 % di RD) e, soprattutto nei contesti dove il costo di smaltimento ha superato i 75 €/tonnellata, di ridurre i costi complessivi del servizio rispetto ai modelli di raccolta aggiuntivi basati sui cassonetti stradali.Il sistema ancor oggi più diffuso per le raccolte domiciliari prevede la completa rimozione di tutti i contenitori stradali e, per il servizio di raccolta dei RU residui, l’utilizzo di sacchi semitrasparenti (per facilitare il controllo) che vengono esposti di fronte al proprio condominio con frequenza di norma bisettimanale.
Una delle principali critiche che viene comunque rivolta al sistema porta a porta è proprio legata alla necessità di costringere gli utenti a tenere in casa il proprio secco residuo fino al momento prestabilito per l’esposizione, imponendo inoltre agli utenti di esporre i sacchi solo nei giorni e negli orari prefissati (spesso la sera) per limitare al minimo la presenza sui marciapiedi dei sacchi e ridurne così l’impatto visivo.
Lo stoccaggio per 3-4 giorni del secco residuo non risulta in effetti un reale problema per le utenze che abitano in case dotate di cortili ma, per le famiglie che abitano in piccoli appartamenti, può diventare effettivamente abbastanza complesso e scomodo. Si pensi ad esempio alle famiglie che fanno largo uso di pannolini per neonati o assorbenti per incontinenti.
Il timore di dover imporre regole piuttosto gravose per le utenze che abitano in piccoli appartamenti condominiali ha quindi frenato la diffusione di tali sistemi nei centri urbani medio-grandi (anche se vi sono le debite eccezioni quali Bergamo, Monza, Lecco che dimostrano che questi problemi non sono comunque insormontabili).
L’alternativa era finora rappresentata dal mantenimento dell’uso dei cassonetti stradali, che però, anche secondo la recente indagine condotta da Federambiente con la collaborazione della Scuola Agraria del Parco di Monza , generalmente non consente di raggiungere il 35 % di RD e peggiora spesso il decoro urbano per i frequenti abbandoni di rifiuti accanto ai cassonetti, anche se risulta comunque più semplice da gestire (non si è legati ad appuntamenti precisi per lo svuotamento e non bisogna personalizzare il servizio ad ogni singolo numero civico) e consente agli utenti di sbarazzarsi dei propri rifiuti in qualunque momento della giornata (agevolando però il conferimento improprio di rifiuti recuperabili o di origine industriale).
Anche la soluzione delle cosiddette “raccolta di prossimità” (che consistono nel posizionare i bidoni per carta e umido accanto ai cassonetti stradali per rendere più comoda la RD) non ha generalmente conseguito risultati incoraggianti per la scarsa qualità dei conferimenti ed il ridotto incremento delle RD provocando al contempo un sensibile aumento dei costi di gestione.
Per cercare di trovare una soluzione soddisfacente ai problemi precedentemente esposti, cercando di coniugare i vantaggi del sistema domiciliare con la maggiore semplicità e comodità del sistema a cassonetti stradali, è stata successivamente introdotta una nuova modalità di raccolta domiciliare dei rifiuti residui (adottata inizialmente in Provincia di Bolzano) che viene attuata con l’assegnazione in comodato d’uso gratuito di uno o più bidoni carrellabili di varia volumetria (in relazione al numero di famiglie servite) ad ogni singolo numero civico e ad ogni interno-scala nei condomini più grandi.
Rispetto al sistema stradale o di prossimità questa metodologia consente di ottenere gli stessi risultati quali-quantitativi dei sistemi domiciliari a sacchi facilitando inoltre l’applicazione della tariffazione volumetrica puntuale (attuata con l’uso di trasponder passivi che identificano ogni bidone del secco e consentono di registrare automaticamente il numero di svuotamenti effettuati in un anno). In sintesi con l’utilizzo dei bidoni condominiali anche per il RU residuo si ottiene un maggior decoro urbano (per i minori rischi di accumulo eccessivo dei sacchi davanti ai condomini, di esposizione in giorni sbagliati e di rottura degli stessi), una migliore sicurezza e tutela per gli operatori della raccolta nonché una grande comodità di conferimento e deposito da parte dell’utenza che ha sempre a disposizione (ma all’interno della pertinenza condominiale) i bidoni per il conferimento del rifiuto residuo e dei materiali recuperabili principali (carta, umido e vetro).
Tali vantaggi operativi vengono ottenuti a fronte di un modesto incremento dei costi del servizio rispetto alla raccolta domiciliare a sacchi nei comuni con medio-alta densità abitativa (mentre nei Comuni con bassa densità abitativa l’aumento dei costi di raccolta è più consistente) soprattutto se si riesce ad incentivare economicamente l’esposizione dei bidoni del secco solo quando pieni ed a limitare la frequenza di raccolta ad una volta a settimana.
Di seguito possiamo esaminare i risultati di alcune indagini di “customer satisfaction” che forniscono dati molto interessanti rispetto alla percezione della qualità e comodità del servizio da parte degli utenti dei nuovi sistemi domiciliari a bidoni con tariffazione puntuale del RU residuo.
A Salzano (VE – 11.500 ab. con il 75 % di RD) il passaggio alla raccolta domiciliare (avvenuto nel 2002) era stato preceduto da una manifestazione in piazza di cittadini contrari al nuovo sistema. Tuttavia, nonostante l’iniziale posizione contraria dell’opinione pubblica ed il poco incoraggiante esordio, a distanza di sei mesi un’indagine condotta dal Comune di Salzano con la consulenza di Achab Group ha rivelato che la cittadinanza ha in seguito riconosciuto i punti di forza del sistema, dato che l’85% degli intervistati si è dichiarato “soddisfatto del sistema di raccolta dei rifiuti” nel suo complesso, e il 77% dichiara di voler mantenere il servizio porta a porta e la tariffazione puntuale. Quando è stato chiesto se “Ritiene giusto multare chi non rispetta le indicazioni sul conferimento dei rifiuti?” il 92% ha risposto positivamente.
Ad Asti (72.000 ab.) l’indagine è stata condotta dalla Coop. Erica ed il 73 % degli intervistati ritiene che “il nuovo servizio sia adatto alle proprie necessità” ed il 74 % di RD raggiunta nelle zone già coinvolte (circa il 70 % dell’intera città) conferma che quanto emerso dai questionari trova riscontro nei comportamenti quotidiani. Va comunque segnalato che più del 60 % degli intervistati ritiene piuttosto gravosa l’esposizione fronte strada dei bidoni. Il problema del posizionamento e dell’esposizione dei bidoni condominiali non deve quindi essere sottovalutato sia dal punto di vista comunicativo che tariffario poiché si dovrebbe ridurre la tariffa alle utenze che svolgono autonomamente l’esposizione dei bidoni quando risultano pieni. Normalmente le cooperative o le imprese di pulizia forniscono direttamente agli amministratori degli stabili tali servizi ma, per facilitare ulteriormente gli amministratori condominiali, a Chieri (TO -33.000 ab. con il 70 % di RD) è stata indetta una gara a livello comunale e l’impresa di pulizia aggiudicataria fornisce, se un condominio lo richiede, il servizio di esposizione e ritiro dei bidoni con un costo predeterminato.
A Volpiano (TO - 14.000 ab. con il 65 % di RD) l’indagine è stata condotta da Datamedia e alla domanda “immagini di poter scegliere il tipo di raccolta: quello domiciliare attuale oppure quello precedente a cassonetti stradali” l’84 % del campione intervistato ha risposto di preferire il sistema domiciliare mentre solo il 12,5 % preferisce il sistema precedente. Quando è stato chiesto “quali sono per Lei gli aspetti più importanti del nuovo servizio” (ammettendo in questo caso due possibili risposte) il 64 % ha risposto “la tutela dell’ambiente”, il 51 % “la pulizia perché le strade sono più pulite ed ordinate senza i cassonetti”, il 25,3 “la comodità” ed il 18 % “il risparmio poiché senza la RD si pagherebbe di più”. Solo il 2,8 % ha risposto che non vede nessun aspetto migliorativo.
Infine, a San Polo di Piave (TV – 4.500 ab.) il sondaggio è stato realizzato dal Centro Studi Achab dopo circa 8 mesi dall’inizio della raccolta porta a porta (dell’umido e del secco). Il 72% degli intervistati non riscontra alcuna difficoltà a differenziare i rifiuti, e in questo ha giocato un ruolo importante anche l’informazione: solo il 9% delle persone non ha ritenuto efficace la campagna informativa promossa dal Comune prima dell’inizio del porta a porta. Più dell’80% riconosce di vivere in una città più pulita e, a dimostrazione della crescita di una “coscienza ambientale”, l’85% degli intervistati ritiene che differenziare sia giusto per i benefici che comporta per l’ambiente. Dedicare del tempo a differenziare i rifiuti è dunque diventata ormai una cosa “giusta” per il 91% degli intervistati.
In effetti il sensibile aumento del decoro urbano in concomitanza con la rimozione dei cassonetti stradali (che liberano spazi urbani che possono essere utilizzati per posti macchina o altro) risulta sempre molto apprezzato ed è uno dei fattori che fanno spesso preferire il sistema a bidoni da parte degli amministratori dei Comuni con una spiccata vocazione turistica. Anche il diffuso luogo comune secondo cui l’applicazione della tariffazione puntuale crea un aumento dell’abbandono indiscriminato di rifiuti non ha trovato riscontro in queste esperienze poiché i Comuni stabiliscono sempre un numero minimo di svuotamenti annuali che serve a scoraggiare tali comportanti.

E siamo a 17/35

Con la Festa della Madonna del Fuoco, abbiamo sforato per la 17° volta i limiti dell’inquinamento atmosferico.

La nostra Città aspetta un piano del traffico dal lontano 1997. Questo deve essere l’anno in cui si inizia a cambiare: l’occasione dell’obbligo deve farci riflettere e farci mettere mano alla coscienza.
I commercianti si lamentano sempre, qualsiasi cosa si faccia. Bisogna avere il coraggio di pensare che qualcosa è necessario e rimboccarsi le maniche: ogni cambiamento porterà dissenso, è inevitabile.

Tra incentivi e risparmi sul carburante, il metano, il gpl o l’elettrico possono essere una parte di soluzione al problema senza costi eccessivi.

Sul Carlino di oggi c’era una intervista alla Morelli, assessore con la delega della mobilità sostenibile, che dimostra che le idee ci sono tutte. Però la Giunta continua a spingere verso grandi infrastrutture ed urbanizzazioni, senza mai considerare l’impatto sulla mobilità e senza investire un centesimo per lo spostamento all’interno della Città.

Bisogna attuare tutti quei “piccoli” interventi che contribuiscono a spostare la convenienza dei mezzi dall’auto privata a tutto il resto (anche car pooling, oltre a biciclette e tram), ed iniziare a pensare in questi termini in tutte le zone di nuova costruzione o di riqualificazione urbana.

Le piste ciclabili che tagliano la città passando anche per i parchi, per esempio, sono un’ottima idea che potrebbe incentivare la gente ad usarle, per il piacere di spostarsi in sicurezza ed in comodità.

Se invece puntiamo a cambiare radicalmente tutto, non otterremo che dissenso e pochi risultati, perché con questa amministrazione non riusciremo a partire mai.

Il problema è che sulla mobilità è come nel calcio: tutti si sentono esperti allenatori e credono di avere la soluzione in tasca, ed alla fine si litiga sulle scelte senza mai partire con nulla.

Beppe Grillo ha aperto un suo blog

Progetto SmileAnche Beppe Grillo ha aperto un suo blog, dove inserisce (immagino non in prima persona) spunti di riflessione su politica ed ecologia, alla sua maniera.
Interessante la segnalazione dell’auto che consuma 3 litri di benzina ogni 100 km, una Twingo modificata che fa esattamente il doppio dei chilometri con lo stesso carburante rispetto a quella originale.
Un’idea finanziata e sponsorizzata da Greenpeace.
Oltre a questo è interessante vedere che anche lui utilizza una licenza Creative Commons per la distribuzione del materiale pubblicato sul suo blog/sito, proibendo ogni lavoro derivato (l’esatto contrario della licenza Open Source).

Poliziotti e coltellini

Pubblico volentieri un articolo di Claudio Giusti:

A Napoli, ben prima che iniziasse la “guerra di Camorra”, hanno dovuto vietare la vendita dei coltellini da collezione, perché la gente trasformava banali discussioni per un parcheggio in duelli rusticani e si assassinava con i temperini dei Lupetti.

Le cause di questa isteria sono molteplici e vanno dal clima di guerra e intolleranza che stiamo vivendo, alla pesante situazione economica, alle continue aggressioni alla magistratura, agli aperti inviti all’autodifesa e al farsi giustizia da soli.

Falsificazioni statistiche a parte il risultato finale del governo Berlusconi è stato un patetico fallimento. Non solo sono cresciuti i crimini, ma persino gli omicidi, dopo un calo decennale, sono aumentati di un incredibile 12 per cento. Eppure, durante la campagna elettorale del 2001, la Tolleranza Zero era stata uno dei punti di forza di Berlusconi.

In quei giorni spiegai alla RAI che il poliziotto di quartiere non ha il compito di un’impossibile repressione del crimine, ma quello ben più concreto di ridurre il disordine, aggiungendo che è proprio questo a renderne improponibile la presenza sul nostro territorio, visto che il suo scopo è quello di contrastare le infrazioni (auto in doppia fila, lavoro nero, ecc.) che gli italiani considerano normale commettere. Il mio intervento venne ovviamente ignorato e le polemiche sulla Tolleranza Zero continuarono con toni sempre più surreali. Fu Berlusconi a raggiungerne le vette più alte. Costui non ebbe vergogna ad affermare che, con l’Ulivo, gli omicidi erano triplicati e a dire poi, a chi gli faceva notare che era successo l’inverso e gli omicidi si erano più che dimezzati, che la gente era sfiduciata e non denunciava più i reati perché certa dell’impunità di cui godevano i criminali.

Orbene: anche il più sprovveduto dei politici sa che esiste un “numero nero” di crimini che non vengono denunciati all’autorità giudiziaria e che negli USA questo numero raggiunge il 50% dei crimini gravi, ma allo stesso tempo sa che questo vale solo in piccolissima parte per gli omicidi. Le autorità vengono a conoscenza di quasi tutti gli omicidi e solo un numero esiguo di questi viene rubricato come suicidio o scomparsa.

Le affermazioni berlusconiane erano quindi sublimi stupidaggini e l’unico suo provvedimento contro il crimine (pestaggi genovesi a parte) fu quello di fare passeggiare qualche carabiniere per le vie del centro e, quando si trattò di mandare i poliziotti in giro per Napoli, le reazioni della popolazione furono molto negative. La situazione venne brillantemente riassunta da una signora che disse:

–Una l’ordine lo vuole, ma non troppo ordine –.

Poi, incurante della realtà e del ridicolo, in diverse occasioni il Berlusconi ha affermato che la fiducia dei cittadini è cresciuta e che i crimini denunciati sono diminuiti del dieci per cento, ma ogni sua sparata propagandistica è stata immediatamente seguita da una raffica di omicidi. Immancabilmente, ogni volta che il Berlusconi vanta grandi successi nella lotta al crimine, qualche padre di famiglia stermina i parenti a fucilate.

Vostro Claudio Giusti

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Paolo Talamonti indagato per abuso d’ufficio

L’ex Assessore Paolo Talamonti, neo presidente di Hera Forlì-Cesena è indagato per abuso d’ufficio. Uno dei due fatti contestati riguarda proprio il progetto del nuovo insediamento Querzoli - Ferretti del Ronco, sul quale avevo inviato un comunicato stampa proprio ieri. Con questo comunicato esprimevo la contrarietà dei Verdi rispetto all’Accordo di Programma che verrà presentato in Consiglio Comunale tra qualche mese.

Per ulteriori informazioni:

Forlì, ancora guai giudiziari

Indagato Talamonti, neo presidente di Hera Fc

Oltre alla rassegna stampa dei quotidiani cartacei di oggi.

Siamo al 15° giorno fuori norma per l’inquinamento

Ieri, come segnala giustamente Fausto Pardolesi, abbiamo superato per la 15° volta dall’inizio dell’anno i valori limite per l’inquinamento atmosferico (vedi i dati sul sito di Liberiamo L’aria). Dopo il 35° il Sindaco sarà obbligato a bloccare completamente il traffico.
A questa emergenza non si può non rispondere: in un modo o nell’altro dovremo affrontare il problema, e per fortuna esiste una legge che ci obbliga a fare qualcosa, altrimenti faremmo ancora una volta finta di niente.