Archivio del mese di Febbraio 2005


Conferenza Stampa: Hera chiede l’autorizzazione alla costruzione dell’inceneritore

Inceneritore Oggi i Verdi di Forlì hanno tenuto una Conferenza Stampa dal titolo:
IL RUOLO DI HERA S.p.A NELLA PROGRAMMAZIONE DELLE POLITICHE TERRITORIALI ED AMBIENTALI.

Questo è il testo del documento consegnato ai quotidiani:

Il tema dello smaltimento dei rifiuti prodotti dalla nostra società opulenta ed ipertrofica è sempre più stringente. L’uso irresponsabile delle risorse di cui disponiamo ha sempre maggiori conseguenze, dimenticando che il benessere comune è un patrimonio di tutti e da tutelare.
L’aria è inquinata oltre la soglia di rischio per la salute a causa di politiche energetiche poco lungimiranti, politiche di smaltimento sbagliate ci obbligano all’uso di inceneritori e discariche.
All’inizio di questo mandato delle Amministrazioni Locali, dopo il travagliato passaggio in Giunta Provinciale della Valutazione di Impatto Ambientale per l’inceneritore da 120mila tonnellate annue progettato da Hera, i gruppi politici di maggioranza del Comune di Forlì hanno comunicato l’intenzione di rinviare le decisioni in merito a questo impianto dopo la definizione del Piano Provinciale per lo smaltimento dei Rifiuti.
Per la definizione del piano le forze politiche di maggioranza si sono impegnate ad attivare Agenda 21 per garantire la partecipazione dei cittadini, delle Associazioni e da tutti i portatori di interesse.
Agenda 21 è uno strumento importante, che permette una reale partecipazione dei cittadini alla programmazione degli aspetti più interessanti dal punto di vista territoriale ed ambientale, non un modo per comunicare loro scelte già compiute in altre sedi.

Hera, che da gestore dei servizi troppo spesso occupa il ruolo di programmatrice delle politiche locali, ha presentato in questo fine febbraio ’05 rigido e distratto dalla prossima scadenza elettorale regionale, la richiesta di autorizzazione all’ampliamento dell’inceneritore di Coriano, ai sensi dell’articolo 27 del Decreto Legislativo 22/97, che se accordata permetterà la costruzione della terza linea da 120′000 tonnellate all’anno. Si tratta, in pratica, della redazione definitiva del progetto del nuovo inceneritore.

I Verdi di Forlì intendono sollevare il problema gravissimo della guida di Hera, che avendo la maggioranza del capitale pubblico deve portare avanti una strategia condivisa con i cittadini e con le forze politiche che amministrano il territorio. Costruire il nuovo inceneritore prima di accertarne la necessità è un errore gravissimo, ancora più pesante perché questo permetterebbe di evitare la partecipazione dei cittadini alla scelta delle politiche da intraprendere.

La Commissione VIA del Ministero dell’ambiente ha bocciato la centrale elettrica di Durazzanino a causa della pessima qualità dell’aria della nostra città, e questo dato di fatto non può essere trascurato nel momento in cui si discute la costruzione di un nuovo inceneritore.

In piena emergenza per le polveri sottili
, che obbligherà le amministrazioni ad investire denaro pubblico per interventi che ne limitino la produzione per tutelare la salute pubblica, non si può realizzare un nuovo inceneritore senza applicare una adeguata politica di raccolta differenziata porta a porta. Per ridurre le PM10 prodotte dagli inceneritori l’unica strada possibile è il riciclo dei rifiuti.

Per questo diamo appuntamento a LUNEDI’ 28, ore 20.30, presso la Camera di Commercio, per sentire il parere degli esperti che in Italia hanno già realizzato ottimi obiettivi di raccolta differenziata e confrontare queste esperienze, in presenza degli assessori all’ambiente di Comune e Provincia ed al Consigliere Hera Spa Roberto Sacchetti.

Comunicato stampa WWF Forlì - i rifiuti speciali e le strade illecite di smaltimento

Riporto qui il testo integrale del comunicato stampa inviato dal WWF di Forlì:

Forlì, 23/02/05 COMUNICATO STAMPA I rifiuti speciali e le “strade” illecite di smaltimento

Il recente blitz del Corpo Forestale, che ha portato nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica le problematiche legate allo smaltimento di fanghi di depurazione e ceneri di rifiuti, ci aiuta a capire una volta di più come, nel settore dei rifiuti speciali, si stia perseverando in un quadro di totale “deregulation”, tanto più preoccupante per il fatto che le sostanze oggetto di traffico illecito sono fortemente tossiche.
Il dibattito sul “che fare”, anziché incentrarsi unicamente sull’esigenza di potenziare il sistema di controllo - che a tutt’oggi è ridotto a un colabrodo - dovrebbe essere orientato con decisione sull’urgenza di sostituire, all’interno del sistema produttivo, materie prime e componenti chimici tossici (si pensi solo ai metalli pesanti o alle plastiche contenenti cloro) e di superare l’incenerimento, oggi ribattezzato con l’eufemismo “termovalorizzazione”, come metodo di smaltimento dei rifiuti.
L’incenerimento, infatti, determina da un lato la dispersione allo stato gassoso di pericolosi inquinanti e dall’altro (contrariamente a quanto molti potrebbero pensare), produce notevoli quantità di ceneri e polveri, pari al 30% circa del rifiuto in entrata, fungendo quindi da concentratore di rifiuti solidi tossici, che devono poi essere smaltiti in discariche speciali. Naturalmente i costi di confinamento delle scorie risultano molto alti e sono mal-tollerati da un’economia di mercato che vede la salvaguardia dell’ambiente solo come un fastidioso vincolo.
Non ci sorprende, quindi, che il “rifiuto del rifiuto” - le ceneri, appunto - prendano “strade” non ortodosse, tali da esporre la collettività a gravi rischi di contaminazione delle acque e della catena alimentare. Ora, se questa terra a forte tasso di crescita economica, dove (dice il Sole 24 ore) la qualità della vita è alta, ma anche dove le patologie tumorali hanno assunto proporzioni epidemiche, continuerà a rimandare i conti con il cuore di tenebra del proprio sviluppo e addirittura rilancerà, puntando su nuovi inceneritori, allora “Rifiutopoli” continuerà a produrre mostri e la nostra salute continuerà a perdere colpi.

WWF Sezione di Forlì - il responsabile, Marco Paci

Emergenza neve, scuole chiuse

Questo il Comunicato del Comune:

Scuole chiuse a causa dell’abbondante nevicata. La decisione assunta anche in base alle previsioni meteorologiche che annunciano il perdurare di tale situazione per tutta la nottata.

Il Sindaco di Forlì ha emanato oggi una ordinanza con la quale si stabilisce la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per domani, giovedì 24 febbraio 2005, in tutto il territorio comunale a causa dell’abbondante nevicata e delle previsioni meteorologiche che annunciano il perdurare di tale situazione anche per l’intera nottata.
Tutti i mezzi spartineve e gli spargisale sono stati immediatamente attivati. In particolare è stato messo in circolazione un consistente parco di attrezzature e mezzi fra i quali: 36 automezzi dotati di lame spartineve, 3 cisterne spargisale che utilizzano soluzioni speciali per intervenire nei principali punti a rischio, 4 turbonebulizzatori per l’alleggerimento della neve dalle alberature, 8 bobcat per la pulizia delle piste ciclabili, 6 autopiattaforme per il taglio dei rami pericolanti e 2 autogru per l’allontanamento dei rami caduti, pale gommate e autocarri per lo sgombero della neve dai parcheggi dell’ospedale.
Il territorio comunale è stato suddiviso in grandi aree a loro volte ripartite in 36 sottozone, assegnate ad altrettante lame spartineve. Ogni grande area ha un tecnico addetto al controllo delle operazioni in costante contatto con la centrale operativa di Hera Ambiente.
Ricordiamo che per avvertire di qualsiasi pericolo od ostacolo alla circolazione dei pedoni e dei veicoli si può contattare Hera Divisione Ambiente telefonando dalle ore 8 alle ore 18 al numero 0543.790826 e dalle ore 18 alle ore 8 al numero 0543.790907.
Si invitano i cittadini a parcheggiare i veicoli in strada solo in caso di necessità e comunque in modo corretto, a ridurre la velocità dando la precedenza ai mezzi di servizio. Si invitano inoltre i cittadini frontisti delle strade a sgomberare i marciapiedi e le bocche di lupo dalla neve.

RACCOLTA DIFFERENZIATA: Gli obiettivi possibili – Esperienze a confronto

Intervengono:
Paolo Contò – Direttore Consorzio Priula di Treviso
Marco Ricci – Ricercatore Scuola Agraria Parco di Monza
Mario Codanti – Direttore Azienda Municipale di Montecorvino Rovella
Marco Molgora – Assessore Ambiente provincia di Lecco
Giancarlo Longhi - Direttore generale Consorzio Conai
Roberto Sacchetti – Consigliere Hera Spa
Gianrico Sangalli – Consigliere Amministrazione CEM Ambiente Spa
Palmiro Capacci – Assessore Ambiente Comune di Forlì
Roberto Riguzzi - Assessore Ambiente Provincia di Forlì-Cesena

Presiede Alessandro Ronchi – Capogruppo Verdi Comune di Forlì

Conclude Sauro Turroni - Vicepresidente commissione ambiente del Senato

E’ una iniziativa del Gruppo Consiliare Verdi del Comune di Forlì

Viabilità nuovo Carcere di Forlì

Oggi in Consiglio Comunale sono state date le risposte ad un gran numero di interpellanze, poi è stata discussa una delibera di variante al PRG sulla viabilità relativa al nuovo carcere di Forlì.
La delibera che oggi il Consiglio ha approvato in via definitiva, con la mia astensione, prevedeva due distinti tratti di allacciamento con Viale Bologna e la via Emilia.

La Commissione Ministeriale per la Valutazione dell’Impatto Ambientale, in occasione dello studio del sistema tangenziale di Forlì, ha dichiarato questo secondo allacciamento non necessario e di eccessivo impatto ambientale, anche a causa del fenomeno di inclusione nel territorio urbano dei terreni agricoli di quella zona, che potrebbe verificarsi successivamente alla costruzione del tratto.

Una volta inserita la seconda grande arteria a quattro corsie, diventa maggiormente giustificabile una variazione della destinazione d’uso dei terreni coinvolti, ora zona agricola.

Il secondo allacciamento, infatti, è assolutamente inutile: in alternativa rimane l’asse di raccordo ed il primo tratto tra via Padulli e via Bologna, una strada di nuova costruzione a 4 corsie. Quest’ultima è assolutamente sufficiente a garantire una ottima viabilità del quartiere e di attraversamento della città in direzione Firenze.

(…continua)

Una bella discussione sul riscaldamento globale

Mi inserisco volentieri nel discorso sul riscaldamento globale, iniziato da Luca De Biase e Pandemia.

Per iniziare vi consiglio caldamente questo testo di Domenico Coiante, un esperto in materia di fonti di energia rinnovabile:
Le nuove fonti di energia rinnovabile. Tecnologie, costi e prospettive

Io credo nella discussione, i due Luca abbiano messo il dito sul punto della situazione: l’allarmismo a volte impedisce di vedere chiaramente il problema, e mette un muro tra il comunicante e la persona che ascolta. La paura non è quasi mai un buon veicolo pubblicitario, soprattutto quando è rivolta ad un problema che non viene percepito chiaramente nel presente.

Esistono dei punti fermi dai quali si può partire, per iniziare un discorso sul riscaldamento della terra generato dall’uomo.
In trent’anni l’uso dei combustibili fossili è aumentato dell’80% e questo è un dato di fatto che non può essere smentito. Queste fonti di energia aumentano il volume dell’anidride carbonica di uno 0.90% all’anno rispetto al totale di quella presente nel mondo. Considerando quindi l’aumento di popolazione che è ancora esponenziale, l’aumento della produzione di anidride carbonica aumenterà ancora nei prossimi decenni. L’anidride carbonica è responsabile del riscaldamento del globo, e discutere sulle possibili quantificazioni del problema credo che sia superfluo, in questo momento (dire che ci sarà un problema tra 40 o 50 anni, non cambia i dubbi sull’esistenza del problema).

Partendo dalla considerazione che comunque questa produzione ha delle conseguenze forti ed ormai innegabili sul clima del pianeta, bisogna iniziare a pensare a cosa fare per contrastare questa tendenza.

Coiante nel suo libro è molto poco allarmista, e scrive nel dettaglio quali sono le scelte economiche, sociali e politiche che dovremmo adottare proprio per questo motivo.

Lasciando stare il dubbio che sia immminente o no un disastro climatico, credo che dal punto di vista emotivo si abbiano più chances di cambiare le cose con un atteggiamento meno catastrofista, ma allo stesso tempo fermo sulle azioni da intraprendere.
Il catastrofismo spesso allontana le persone, che semplicemente non accettano una posizione così pessimista. Bisogna ricordare che l’uomo vede solo all’oggi, con fatica pensa a cambiare le sue azioni in vista di un domani che viene dipinto in maniera così catastrofica.

Questo non significa non prendere in considerazione il problema: semplicemente adottare un metodo diverso dal terrore per diffondere coscienza sul tema.


Bisogna iniziare ad internalizzare i costi ambientali, solo pagando di tasca propria i danni che si fanno all’ambiente si riuscirà a far percepire il senso di queste iniziative.

Il valore del protocollo di Kyoto per me è ancora maggiore perché finalmente riesce a far entrare una politica ecologica dentro un sistema economico complesso.
Kyoto è un buon inizio, se vogliamo tardivo, ma ora dobbiamo rispettare i vincoli che ci impone, cercare di includere in questo processo tutti i paesi che non hanno aderito, e procedere con nuove azioni politiche ed economiche.

Io credo che questa, ora, sia l’unica strada per ottenere qualcosa.

La Bartoletti alla Riapertura?

Bartoletti
Ieri c’è stato un incontro tra i capigruppo del Consiglio Comunale di Forlì, il curatore Fallimentare della Bartoletti e l’imprenditore Cangialeoni.
Si vede finalmente uno spiraglio per la riapertura della fabbrica ed il riavvio dell’attività produttiva. Ieri mattina, infatti, è stato firmato un contratto di affitto dell’azienda per 270′000 €, prorogabile alla fine dell’anno, con l’impegno di mantenere intatta la tipologia di produzione della Bartoletti. Prima possibile, quindi, Cangialeoni riprenderà l’attività con 30 dipendenti, per cercare di incrementare il fatturato, gli ordini ed il numero di lavoratori nel più breve tempo possibile.
L’imprenditore spera di acquistare prima possibile tutta l’azienda, ma ci sono alcuni problemi per alcuni macchinari ed edifici sui quali pesano ancora dei contratti di leasing, ed il diritto di prelazione non tutela Cangialeoni all’asta fallimentare da eventuali sciacalli che abbiano intenzione di comprare tutto il capitale della Bartoletti per edificare sulle aree a disposizione.
Il Comune, in questo caso, dovrà fare il possibile perché anche sulla Bartoletti non pesi la fame di terreni da edificare, e per mantenere una attività produttiva che può ancora fornire molti posti di lavoro.

La Fabbrica del Programma Elettorale di Prodi


La fabbrica del Programma

L’idea di aprire un sito ed uno spazio fisico per contribuire al programma elettorale è molto buona, e mi complimento con lo staff di Prodi per aver creato La Fabbrica del Programma.

Io avrei lasciato ancora più libertà alle modifiche, ma probabilmente l’attenzione che avrà il sito richiederebbe un lavoro di moderazione troppo pesante da sostenere.

Operazione Libertà

Lilli Gruber, Michele Santoro, Marco Travaglio, l’ex presidente della RAI, Roberto Zaccaria, e il responsabile nazionale comunicazione dei Ds, Giuseppe Giulietti, saranno i protagonisti – giovedì 17 febbraio – di “Operazione Libertà”, manifestazione pubblica organizzata da Arci Forlì e Cesena, Unica Coop, Novacoop e Uisp Forlì-Cesena nella sala dell’auditorium della Cassa dei Risparmi di Forlì (in via Flavio Biondo 16, inizio ore 20,30, per informazioni tel. 0543 67379).

Da un articolo di Sesto Potere.

Wordpress 1.5

E’ uscita la nuova versione della applicazione web dell’anno, la nota piattaforma di blogging scritta in php e rilasciata sotto licenza GPL: wordpress 1.5!

La nuova versione ha una gestione molto migliore dei temi e dei plugin, ed ha un sacco di vantaggi rispetto alla precedente. Se posso darvi un consiglio, accoppiatela con il plugin spam-karma, che vi evita la scocciatura dello spam dei commenti nel blog.
Grazie a Paolo per la segnalazione di questo plugin, che mi ha tolto un grattacapo. Solo un consiglio, utilizzatelo con il filtro a livello basso, tanto la blacklist è aggiornata spesso e basta a frenare il 99,99% dello spam: in questo modo sarete sicuri di evitare falsi positivi.

Come puoi aiutarmi

Per portare avanti le idee che pubblico in queste pagine, mi serve la tua mano.

I modi per aiutarmi sono tanti, alcuni molto semplici e poco impegnativi:

Help Wanted - Dammi una mano!- Tieniti aggiornato: Questo blog è nato proprio per mantenere uno stretto e continuo contatto con i cittadini. Non è uno strumento elettorale, ma un vero e proprio sistema attraverso il quale riesco a spiegare quello che faccio ed a confrontarmi con chi è interessato, migliorando notevolmente la qualità del mio lavoro di rappresentante politico. E’ possibile ricevere gli aggiornamenti iscrivendosi alla newsletter, inserendo il proprio indirizzo email qui a lato, oppure tramite i feed RSS ( cosa sono?). Fai conoscere queste pagine anche a chi conosci, più persone partecipano migliore sarà il servizio che riusciremo a dare a noi stessi, con più contributi di alto livello!

- Aggiungimi tra i tuoi link: Se hai una pagina web, ti prego di inserire un link a questo blog ( http://www.alessandroronchi.net). Questo è molto importante, perché mi permette di essere più visibile sul web ed acquisire importanza nei motori di ricerca, contribuendo in maniera semplice ed efficace alla diffusione di quello che scrivo. Inseriscimi tra i tuoi collegamenti preferiti, così ti ricorderai di leggere ogni tanto gli aggiornamenti.

- Diffondere ed esporre le idee: i piccoli partiti hanno una notevole difficoltà nel trovare spazio nei mezzi di informazione (quotidiani, tv locali, etc). Mettere cartelloni illegali ai bordi delle strade, con mezzi busti finti, frasi demagogiche e prive di contenuto non produce una maggiore consapevolezza dei cittadini nei confronti delle idee. Io credo sia meglio spendere meno denaro pubblico e cercare di spiegarsi meglio, con più calma e più attenzione. Aiuta a diffondere queste idee con il passaparola e le discussioni, è l’unico modo che abbiamo per alzare il livello della politica locale e nazionale! Sempre meno spesso parliamo di temi importanti quale l’ambiente e la nostra salute. E’ necessario farsi sentire, scrivere articoli, parlare con gli altri, fare volantinaggio, fare il possibile per sensibilizzare chi ci sta attorno su temi di fondamentale importanza, troppo spesso accantonati in favore di altro. Commenta gli articoli, inviali ad un amico, apri un tuo blog, partecipa!

- Il tuo voto: La possibilità di rappresentare i cittadini negli organi di decisione dipende dal numero di voti (sia al partito che di preferenza alla singola persona) che i candidati riescono a ricevere. Più il voto è consapevole, migliore è il contributo che possiamo dare alla politica locale e nazionale. Considera, inoltre, che anche all’interno di una lista, la scelta di un singolo candidato sul quale esprimere la propria preferenza è molto importante!

- Aderisci ai Verdi: Se ti iscrivi ai Verdi avrai la possibilità di dare il tuo contributo attraverso la democrazia interna al partito. Potrai portare avanti i temi di tuo interesse, sostenere le persone che li hanno più a cuore, partecipare più attivamente alla vita politica del tuo Paese. Leggi il mio articolo “Tessera di Partito” ed iscriviti ai Verdi

Ogni piccolo contributo è importante, se oltre a questo vuoi dare una mano, contattami!

Comunicato Stampa: Prima Giornata Nazionale del Risparmio Energetico

I Verdi di Forlì aderiscono all’iniziativa “ M’illumino di Meno”, Prima Giornata Nazionale del Risparmio Energetico, presentata dalla trasmissione Caterpillar di Radio Rai 2.

L’energia Elettrica è un bene prezioso che non può essere sprecato. Invece di costruire nuove centrali elettriche, possiamo affiancare alle energie rinnovabili un enorme giacimento di energia pulita e gratuita: il risparmio energetico.

Nel giorno dell’Attivazione del Protocollo di Kyoto, il 16 Febbraio 2005, vogliamo ribadire che insieme è possibile utilizzare meno energia elettrica senza rinunciare a nulla, semplicemente eliminando tutti gli sprechi.

Per questo motivo invitiamo i cittadini a partecipare all’iniziativa riducendo, per un giorno, i consumi di energia elettrica ed iniziando a pensare al risparmio quotidiano, ricordando che bastano spesso pochi accorgimenti per ridurre la spesa e gli sprechi.

Ricordiamo inoltre che a breve usciranno i bandi regionali per promuovere l´adozione di “tecnologie pulite” in campo energetico.
Il primo a partire sarà quello per il nuovo programma fotovoltaico, per l´installazione di pannelli solari, in particolare negli edifici pubblici. A disposizione ci sono 1,2 milioni di euro in tutta la regione. E´ previsto anche un bando per il solare termico con 2,5 milioni di euro, mentre ammontano a 2 milioni le risorse disponibili per finanziare nelle aree montane progetti per la produzione di calore attraverso biomasse e per la cogenerazione e il teleriscaldamento nelle città.

Durante la giornata il Gruppo Consiliare dei Verdi di Forlì sarà in Piazza Saffi per distribuire materiale informativo sul risparmio energetico e sul Protocollo di Kyoto.

Il problema della mela: leggende urbane sul fotovoltaico

Ripropongo qui un articolo scritto da Ugo Bardi, di Aspo Italia, che ritengo molto interessante.

IL PROBLEMA DELLA MELA: LEGGENDE URBANE SULL’ENERGIA FOTOVOLTAICA

Di Ugo Bardi – Febbraio 2005
www.aspoitalia.net
bardi@unifi.it

“Se un uomo vuole disperatamente una mela, magari la pagherà 10 Euro, forse 100 Euro, ma non la pagherà mai due mele” (Franco Battaglia)

Ci sono interi libri che raccolgono leggende urbane e siti internet che le aggiornano continuamente. Dai coccodrilli nelle fogne di New York allle cure miracolose contro l’impotenza, la credulità umana sembra aver bisogno solo di un piccolo incoraggiamento per poi lanciarsi nell’infinito della fantasia.

Anche nel campo dell’energia, le leggende abbondano. Abbiamo leggende ingenue, come quella diffusa negli Appennini Toscani che vuole che la siccità sia dovuto all’effetto delle eliche degli aerogeneratori che “spingono via le nuvole”. Abbiamo poi leggende piuttosto aggressive, come
quella che vuole che gli alti prezzi del petrolio siano dovuti a un complotto delle compagnie petrolifere che tengono nascosto che il petrolio si riforma continuamente nelle viscere della terra e che le riserve sono, pertanto, infinite.

Per i pannelli fotovoltaici, la leggenda pervicace è quella che ci voglia più energia per costruirli di quanta ne possano ridare nel corso della loro vita attiva. La leggenda prende anche la forma di una domanda: “Chi può indicare una fabbrica di pannelli fotovoltaici che sia azionata da pannelli
fotovoltaici?”

E’ il problema di una mela che costa due mele. Ancora peggio di quanto costava la mela dell’albero del bene e del male al tempo di Adamo ed Eva (notoriamente, un’iradiddio). Se questo fosse il caso del fotovoltaico, tutta la crescità tumultuosa del mercato negli ultimi anni (oltre il 30%
all’anno a livello mondiale), tutte i megawatt installati in Europa, sarebbe tutto un errore, una distorsione del mercato causata dai sussidi statali e dalla follia di un gruppetto di ambientalisti fanatici.

Per fortuna, non è vero. Diciamolo meglio: è una leggenda. Diciamolo ancora meglio: è una bufala lustrata a festa e col fiocco rosso. Vediamo di spiegare perché.

Analizzeremo questa bufala con il metodo dell’encomiabile Paolo Attivissimo , ovvero partendo dall’analisi storica. Le leggende hanno tutte un origine, a volte un fondo di verità. Anche la leggenda del basso ritorno energetico delle celle fotovoltaiche ha un origine che va indietro a un lavoro di Howard T. Odum
“Environmental and Energy Accounting” pubblicato nel 1996, del quale si trova un estratto a http://dieoff.com/pv.htm Odum aveva sviluppato una teoria del rendimento energetico basata sul concetto di “Emergia” (proprio così, con la “m”) che è correlata alla quantità di energia necessaria per fabbricare un certo oggetto. Se il termine emergia è un po’ arcano, le unità di misura utilizzate (“solar emergy-joules”) lo sono ancora di più. Ma non importa le astruserie; si tratta in fin dei conti di sommare tutti i componenti dell’energia necessaria per fabbricare una cella fotovoltaica e poi dividere il risultato per l’energia prodotta dalla cella stessa. Così facendo, Odum trovava una resa totale di 0,48, ovvero che una mela fotovoltaica costava quasi esattamente due mele!

I conti di Odum sono stati rifatti ampiamente negli anni successivi. Pochi utilizzano l’arcano concetto di emergia, preferendo il piu semplice “Ritorno Energetico” (EROEI dalle iniziali del termine in inglese). A parte i dettagli del metodo, i lavori più recenti indicano che la resa energetica
delle celle fotovoltaiche è maggiore di uno, in quasi tutti i casi molto maggiore di uno. Non è qui questione di una contrapposizione fra due opinioni di ugual peso: ci sono letteralmente decine di lavori su riviste scientifiche internazionali tutte in accordo ad affermare la buona resa
energetica del fotovoltaico. Fino a un paio di anni fa, l’accordo era che la resa EROEI era circa sette, ovvero piantando una mela si ottenevano sette mele. Negli ultimi tempi, la resa sembra essere aumentata fino a nove (nove mele per una mela). Certi sviluppi recenti promettono valori anche
più grandi. Non c’è nessuna ragione fisica che impedisca alle celle fotovoltaiche di avere efficienze anche 5 volte superiori a quelle attuali e questo si potrà tradurre nel futuro in aumenti corrispondenti dell’EROEI.

Volendo, già oggi si potrebbe benissimo costruire una fabbrica di pannelli fotovoltaici azionata da pannelli fotovoltaici.

Non sembra che Odum abbia mai ammesso esplicitamente che i suoi calcoli erano diventati obsoleti, ma analizzando il suo lavoro vediamo che ci sono due errori principali: il primo è quello di avere enormemente sopravvalutato i “costi amministrativi” che nel calcolo originale sono veramente uno sproposito: la voce energetica più importante di tutte. Il secondo errore è di avere ampiamente sottovalutato la resa energetica di una cella fotovoltaica. Odum si era basato su dati piuttosto anziani, sembra sulla resa di un pannello installato nel 1991. Da allora, la tecnologia è – ovviamente – molto migliorata.

Sfortunatamente, tutto quello che ha a che fare con l’energia acquisisce in breve un significato emozionale e politico. Le celle fotovoltaiche hanno dei detrattori arrabbiati che proprio non riescono a digerire l’idea che si possa ottenere energia - gratis - dal sole. Per questa ragione, l’internet è impestato di pagine dove i calcoli di Odum sono dati come un “ipse dixit” papale, di valore poco meno assoluto del vangelo. Inoltre, quello che succede è che le stime serie più recenti della resa fotovoltaica sono poco visibile, seppellite nelle riviste scientifiche che non accessibili via internet a chi non ha un abbonamento oppure accesso a una biblioteca universitaria. Questo è uno dei grandi misteri del nostro mondo: il fatto che i lavori fatti da scienziati pagati con i soldi delle tasse del
pubblico non siano liberamente accessibili al pubblico, ma questo è un altro argomento. Comunque, se non avete accesso a questi documenti ma volete in ogni caso prova sicura che quanto detto qui corrisponde a verità, procuratevi l’eccellente libro di Domenico Coiante “Le nuove fonti di
energia rinnovabile” (Franco Angeli, 2004) dove tutte queste cose sono spiegate rigorosamente e in italiano.

Quindi, nessuna preoccupazione: le celle fotovoltaiche sono sistemi efficienti per la trasformazione dell’energia solare in energia elettrica e le possiamo tranquillamente installare senza pensare che stiamo in realtà pagando due mele per una mela. Certo, le celle FV sono ancora più costose
dell’energia che viene dal petrolio e dagli altri fossili. Questo avviene sia per le distorsioni del mercato dovuti agli interventi statali, sia per gli investimenti pregressi fatti sui combustibili fossili.

Con il progresso della tecnologia, tuttavia, i costi del FV sono destinati a scendere e non ci sono dubbi che l’energia fotovoltaica sia una strada da percorrere verso un mondo pulito e sostenibile.

Meno siamo meglio Stiamo

Renzo Arbore - Meno Siamo Meglio StiamoSono l’unico a pensare che il nuovo programma di Arbore sia molto bello?
A quanto pare no, peccato: potevamo stare meglio.

PS: Abbasso l’Auditel nelle trasmissioni delle TV di Stato.

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Mobilità e sicurezza stradale

Oggi sono andato all’inaugurazione della Rotonda di via Spazzoli con via Cerchia. Dopo l’inaugurazione siamo andati nella sede di Quartiere, dove c’è stata una presentazione dei progetti approvati per Bussecchio, al quale è seguita una sorta di assemblea sulla mobilità e sulla sicurezza. I cittadini intervenuti, immagino abbastanza rappresentativi di tutto l’insieme degli abitanti del quartiere, hanno chiesto a gran voce degli interventi di moderazione della velocità, di un maggiore rispetto dei divieti attraverso un aumento delle sanzioni, una messa in sicurezza dei passaggi pedonali e delle piste ciclabili all’interno delle zone residenziali.
Sono sicuro, ed in questi mesi ne ho avuto diverse conferme, che queste richieste siano presenti in tutta la città. Probabilmente a Forlì è stata per troppo tempo la sicurezza stradale e la mobilità non veicolare, pagandone grosse conseguenze con un alto numero di vittime sulla strada. Se le rotonde migliorano la situazione, bisogna pensare anche a tutti gli altri piccoli interventi che possono salvare la vita, come i dossi per rallentare la velocità, le zone trenta, i divieti di transito e di sosta, oppure gli autovelox per multare chi supera i limiti di velocità.
In questo senso il lavoro della nuova Giunta sarà già visibile nei prossimi mesi, quando partiranno i primi lavori, sperando che si decida presto di aumentare i fondi destinati a questi interventi ed a quelli per la moderazione del traffico veicolare, per favorire una mobilità più sicura e sostenibile.