Archive for Luglio 15th, 2004

ansa.it - Oltre 30mila animali maltrattati nel 2004

ansa.it - Oltre 30mila animali maltrattati nel 2004

Secondo questo articolo pubblicato dall’ANSA, il numero dei casi accertati di maltrattamento di animali dell’Emilia Romagna è quello maggiore a tutte le altre regioni d’Italia, ed è pari al 19% del totale.

Italia: fanalino di coda nel rispetto della normativa ambientale UE

Verdi/ALE al Parlamento europeo
Comunicato Stampa - Bruxelles, 15 luglio 2004
Italia: fanalino di coda nel rispetto della normativa ambientale UE
È di oggi la notizia che la Commissione europea sta portando avanti diversi procedimenti di infrazione nei confronti dell’Italia.
Nello specifico, all’Italia si contestano 28 casi di mancato recepimento della normativa ambientale UE.
La Commissione ha deciso di deferire l’Italia alla Corte europea di giustizia per una serie di infrazioni legate alle discariche industriali e allo smaltimento dei rifiuti, all’assenza di valutazioni di impatto ambientale e all’inosservanza delle nuove norme sui carburanti. L’Italia ha anche violato altre importanti norme dell’UE finalizzate alla protezione dell’ambiente, come le direttive sulla qualità dell’aria e dell’acqua, sulla protezione dello strato di ozono, sul mutamento climatico e sull’inquinamento da fonti industriali.
Monica Frassoni, Presidente del Gruppo Verdi/ALE al Parlamento europeo, ha così commentato la notizia:
“È triste constatare che il nostro Paese è tra quelli col maggior numero di procedure d’infrazioni aperte in materia ambientale. Purtroppo possiamo continuare a parlare di un “caso Italia” a livello di Unione europea ed i cittadini italiani ormai sono cittadini europei di serie B per quanto riguarda l’ambiente in cui vivono.
“Il Governo Berlusconi persiste impunemente in una situazione di illegalità e anzi agisce a livello legislativo per indebolire il già fragile sistema giuridico di protezione dell’ambiente in Italia. Il fatto che dei 43 avvertimenti lanciati oggi dalla Commissione, ben 28 riguardino l’Italia, dimostra che nel nostro Paese c’è un reale problema di carattere strutturale per quanto concerne la legislazione ambientale.”

“Nella legislatura che sta per cominciare continuerò a battermi al Parlamento europeo affinché il diritto alla salute e ad una buona qualità di vita dei cittadini italiani, come sancito dai trattati europei, sia tutelato come quello degli altri cittadini europei.”
Nota per l’editore:
La procedura di infrazione comunitaria: L’articolo 226 del trattato conferisce alla Commissione la facoltà di avviare un’azione legale nei confronti di uno Stato membro che non adempie ai propri obblighi. Se la Commissione ritiene che vi possa essere un’infrazione rispetto al diritto comunitario che giustifica l’apertura della procedura di infrazione, essa invia una “lettera di costituzione in mora” (o primo ammonimento scritto) allo Stato membro interessato, intimandogli di presentarle le proprie osservazioni entro un determinato termine, di solito fissato a due mesi.

Alla luce della risposta o mancata risposta dallo Stato membro interessato, la Commissione può decidere di inviare un “parere motivato” (o “secondo ammonimento scritto” o “ammonimento scritto finale”) allo Stato membro, in cui illustra in modo chiaro e univoco i motivi per cui ritiene che sussista una violazione del diritto comunitario e lo sollecita a conformarsi entro un determinato termine (di solito due mesi).

Se lo Stato membro non si conforma al parere motivato, la Commissione può decidere di adire la Corte di giustizia delle Comunità europee. L’articolo 228 del trattato conferisce alla Commissione il potere di agire contro uno Stato membro che non si sia conformato ad una precedente sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee. Sempre a norma dell’articolo 228, la Commissione può chiedere alla Corte di infliggere sanzioni pecuniarie allo Stato membro interessato.

Monica Frassoni
Deputata al Parlamento Europeo
Presidente Gruppo dei Verdi/ALE
Bureau ASP 8G202
Parlamento Europeo, Rue Wiertz
B-1047 Bruxelles
Tel. +32 2 2847932, Fax +32 2 2849932
(Strasburgo) Tel. +33 3 88177932, Fax. +33 3 88179932
E-mail: mfrassoni@europarl.eu.int
Website Gruppo parlamentare: www.verdi-ale.org
www.monicafrassoni.it

Diritti degli animali: firmata convenzione europea sui trasporti

Da oggi esiste un nuovo strumento, seppure sempre limitato, di tutela della salute e della dignità degli altri animali vertebrati durante i trasporti transfrontalieri. Il Consiglio dell’UE ha dato mandato alla sua Presidenza di firmare la “Convenzione europea sulla protezione degli animali nei trasporti internazionali”. La versione inglese è
consultabile al seguente indirizzo web:
http://europa.eu.int/eur-lex/pri/it/oj/dat/2004/l_241/l_24120040713it00220043.pdf

NB: La stessa notizia è stata riportata anche nell’altro blog.

Diritti degli animali: firmata convenzione europea sui trasporti

Da oggi esiste un nuovo strumento, seppure sempre limitato, di tutela della salute e della dignità degli altri animali vertebrati durante i trasporti transfrontalieri. Il Consiglio dell’UE ha dato mandato alla sua Presidenza di firmare la “Convenzione europea sulla protezione degli animali nei trasporti internazionali”. La versione inglese è
consultabile al seguente indirizzo web:
http://europa.eu.int/eur-lex/pri/it/oj/dat/2004/l_241/l_24120040713it00220043.pdf

Giovedì sciopero dei telefonini

di Selena Delfino (redazione@vita.it), 12/07/2004

Lo ha proclamato Intesa-consumatori per protestare contro il caro-tariffe imposto dalle compagnie telefoniche.

In arrivo per giovedì prossimo il primo sciopero generale dei cellulari in Italia. Ad indire la protesta, dalle 12 alle 14, Intesa-consumatori che raggruppa le maggiori associazioni dei consumatori, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, contro il caro-tariffe imposto dalle compagnie telefoniche. Uno sciopero che potrebbe costare alle compagnie telefoniche fino a 500 milioni di euro. L’iniziativa, che ricalca quanto nello stesso giorno accadrà in Libano ma per 24 ore consecutive, vuole richiamare l’attenzione sulle pesanti condizioni applicate dalle compagnie telefoniche italiane: “inutili scatti alla risposta, aumenti dei prezzi degli sms (15 centesimi di euro l’uno mentre in Francia il loro prezzo è sceso a 9 cent), servizi inutili, promozioni truffaldine, chiamate ai telefoni fissi a prezzi da capogiro, loghi e suonerie che rappresentano solo l’ultimo business della telefonia mobile”, spiega una nota unitaria.

Ma non e’ solo questo. I consumatori protestano anche contro “la vergogna del roaming internazionale”, già denunciato dall’Intesa alla Commissione Europea, con tariffe misteriose e assenza di trasparenza sui costi a carico degli utenti italiani che vanno all’estero e che vogliono utilizzare il telefonino. Anche il business della number portability è nel mirino di Intesa visto che i gestori continuano a trattenere i crediti residui di chi cambia compagnia oltre alla difficoltà di riuscire a conoscere il gestore a cui appartiene un numero da chiamare. Dalle 12 alle 14 di giovedì 15 luglio, dunque “i cittadini italiani sono invitati a spegnere il telefono cellulare: nessuna telefonata effettuata e ricevuta, nessun sms spedito, nessun mms inviato o ricevuto. Niente di niente. “Per 2 ore - spiega la nota di Intesa Consumatori- il telefonino deve magicamente sparire dalle vite degli utenti, manipolati in maniera subdola dagli operatori telefonici, attraverso servizi e tariffe innovative pensate proprio allo scopo di spingere i cittadini a utilizzare il più possibile il cellulare (come quelli che ci avvertono quando qualcuno ci ha cercato o quelli che ci invitano a richiamare qualcuno che prima aveva il telefono spento, ecc.) spendendo cifre non indifferenti”.

E conti alla mano i consumatori dimostrano come solo l’1,5-2 euro dei 4 che un cittadino spende mediamente ogni giorno con il proprio cellulare sono effettivamente spesi per secondi reali di telefonate utili. “Tutto il resto è assorbito da scatti alla risposta, arrotondamenti strani, sms non indispensabili, mms, richiamate a soggetti che avevano trovato il telefono spento o non raggiungibile, richiamate per linee che cadono…”. Una spesa che moltiplicata per tutti i giorni dell’anno e per la collettività degli utenti risulta, per i consumtaori “a dir poco stratosferica e che viene intascata dalle compagnie della telefonia mobile che per l’invio di un sms richiedono 0,15 euro, quando per loro il costo industriale di un sms ammonta ad appena 0,1 centesimi di euro”, proseguono ad una sola voce Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. Intesaconsumatori chiederà inoltre formalmente all’Autorità per le comunicazioni di monitorare nelle due ore di sciopero il flusso di telefonate da e verso i cellulari e l’invio di Sms così da poter verificare con puntualità l’adesione degli utenti alla nuova forma di protesta.