Archivio del mese di Agosto 2004


Benzina alle stelle? Basta riciclare la plastica…

Da Repubblica:

Dalla Polonia un sistema per produrre - al ritmo di 500 litri di combustibile all’ora, la normale “verde”

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i prodotti in plastica gettati via dopo il loro uso (dalla pellicola trasparente per coprire i cibi alle bottiglie dell’acqua o del latte fino ai pezzi di paraurti delle autovetture), vengono fatti sciogliere lentamente e gradualmente (perché non si carbonizzino) in un reattore catalitico a temperature che arrivano fino a 400 gradi. La materia prima diventa liquida e, grazie alla catalizzazione attraverso un composto di alluminio, si trasforma in vapore di idrocarburi, simili a quelli presenti nel petrolio o nel gas naturale. Il prodotto finale, anche gli scarti, non è inquinante per l’ambiente. Rispetto a esperimenti simili condotti in Giappone e Germania, la macchina del polacco funziona senza bisogno di ricorrere all’alta pressione, e non puzza.

Dopo il raffreddamento si ottiene carburante liquido che la società di Tokarz consegna a due raffinerie polacche. Nella distillazione finale si ottengono fino al 18% di benzina ed al 47% di olio combustibile.

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Il procedimento che l’articolo descrive, se funziona nella maniera resa pubblica eliminando le sostanze nocive derivanti dalla trasformazione in combustibile della plastica, potrebbe essere una alternativa valida all’incenerimento per alcuni tipi di plastiche. Sempre che il procedimento sia economico e la resa sia maggiore alle spese energetiche, cosa tutt’altro che scontata.
In ogni caso la dipendenza dal petrolio rimane, e non mi pare che si possa accostare in nessun modo come soluzione al problema del rincaro del prezzo al barile della materia prima, comunque necessaria per la produzione di plastica (anche se il doppio uso, rende maggiormente efficiente il ciclo).

Se funziona come dice, il polacco diventerà ricco. Io lo spero, ma non ci scommetterei sopra.

Report: Un prete di frontiera, replica dell’11/4/2004

Informiamo i telespettatori che, sabato 14 Agosto alle ore 23.20 su RAI TRE, andrà in onda “Un prete di frontiera”, replica dell’11/4/2004.

Cosa fa un frate quando si trova in mano un fucile e deve decidere fra salvare la vita di un innocente e l’omicidio? Padre arcisio Pazzaglia, comboniano, 70 anni portati con leggerezza, è un parroco di savana. Da quarant’anni è missionario in un distretto di confine al nord dell’Uganda, e di professione salva bambini. Si tratta dei giovani appartenenti all’etnia acioli rapiti dall’LRA (Esercito di resistenza del Signore) e trasformati in soldati da mandare a combattere contro le milizie governative ugandesi del presidente Museveni. Tra ribelli e governo va avanti da anni una guerra assurda e dimenticata dal mondo, a farne le spese migliaia di ragazzi e ragazze costretti a combattere pena la mutilazione di orecchie, naso, labbra, dita. Tutte le sere, nella parrocchia di padre Tarcisio, arrivano centinaia di giovani dai villaggi vicini che cercano protezione per la notte, momento nel quale i ribelli tentano il rapimento. La parrocchia si occupa anche della scuola, li riveste, li cura dalle malattie, li fa lavorare. E lo stesso distretto dove 4 anni fa Marcella De Palma aveva “girato” il suo ultimo reportage. Ma Tarcisio non è solo un parroco. E’ un reporter quando con la sua telecamera registra gli incontri con i ribelli per cercare un percorso di pace. Ed è un regista quando con gli acioli costruisce vere e proprie “fiction” in lingua locale sul pericolo dell’aids o sulle storie dei bambini rapiti. Ore e ore di immagini straordinarie che farebbero la fortuna di qualsiasi inviato televisivo. Lui, Tarcisio, lo fa per missione. La sua estimonianza, le sue immagini sono al centro di questa puntata di Report.

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Spiagge. Campagna Legambiente Firenze per posacenere all’Elba

Per ricordare che ”le spiagge e gli scogli non sono dei posacenere”, Legambiente ha cominciato a distribuire ai turisti ospiti degli alberghi dell’Isola d’Elba 25.000 posacenere da spiaggia. Sono stati realizzati in plastica - colorata e ”rigorosamente riciclata” - nell’ ambito della campagna ”posacenere da spiaggia” - che vede impegnati anche gli albergatori e il parco nazionale dell’ arcipelago toscano. La distribuzione viene effettuata anche presso le strutture del parco di Marciana e Rio nell’Elba e l’info park point di Portoferraio. I posacenere da spiaggia saranno poi offerti anche ai visitatori di Pianosa per salvaguardare, in particolare, la spiaggia di Cala Giovanna. L’ operazione, spiega una nota di Legambiente, ”vuole sensibilizzare l’ opinione pubblica sul grave impatto che hanno sull’ambiente i milioni di mozziconi di sigarette che ogni anno sono abbandonati sulle spiagge, sugli scogli e in mare dalle barche”. Tenendo conto che in Italia i fumatori sarebbero 18 milioni e ogni fumatore consuma in media dieci sigarette al giorno, vanno in fumo circa 180 milioni di sigarette al giorno. ”E poiche’ ogni mozzicone - calcola Nicoletta May, responsabile del progetto - occupa un volume di 1,1 cm cubi, il volume totale di mozziconi prodotti in un giorno e’ di 193 metri cubi e in un anno di 72.250 metri cubi. Prendendo come riferimento la torre di Pisa, che contiene un volume di 3.973 metri cubi, in un mese in Italia si accumula un volume di mozziconi pari a una volta e mezza la torre”.

Due cani al giorno

In questo periodo, al canile di Forlì vengono portati in media due cani al giorno, persi o abbandonati dai propri padroni. La situazione diventa difficile, ed il canile è spesso obbligato ad affidarsi all’aiuto di altre strutture vicine.

Zagor

Io ho appena preso in affidamento un cane buonissimo, Zagor, ed invito tutti quelli che ne hanno la possibilità a fare altrettanto: anche se al canile ricevono un buon trattamento, grazie alle cure del personale che è veramente speciale, in una casa potranno ricevere l’affetto che è stato loro negato dal loro primo proprietario.

Presto, inoltre, nascerà nelle vicinanze anche un gattile, stiamo lavorando al progetto e speriamo che veda la luce nel minor tempo possibile.

CNIPA: Convegno “Open source e brevettabilita’ del software”

Il Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione ha organizzato un convegno sull’Open Source e la brevettabilità del software.

08 ottobre 2004

Luogo evento: presso la Banca d’Italia - “Centro Donato Menichella” in Largo Guido Carli, 1- Frascati (RM)

Il software open source è un modello di sviluppo, diffusione e cooperazione nel campo dell’Information Tecnology. Basato sull’adozione di programmi a codice sorgente aperto, ovvero applicazioni informatiche il cui sorgente può essere liberamente studiato, copiato, modificato e ridistribuito, il modello open source ne facilita il riuso.
L’interesse rispetto al modello open source sta rapidamente crescendo, non solo perché ad esso si associa la disponibilità di prodotti software con prestazioni simili a quelle ottenibili con prodotti di mercato, ma anche consente di fatto una standardizzazione dei sistemi informatici. È in effetti un prodotto dalle caratteristiche del web, di internet, ove il concetto di libertà del navigatore è la base sulla quale poggia il successo universale della Rete.
In considerazione di tale realtà la recente direttiva del Ministro per l’innovazione e le tecnologie emanata in materia include i programmi a codice aperto tra le soluzioni a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni e favorisce il riuso dei programmi informatici.

Scopo del convegno di studio è quello di:

* illustrare con obiettività la situazione attuale, facendo il punto sul fenomeno open source e le reali criticità;
* presentare concrete esperienze ed autorevoli opinioni;
* definire un modus operandi, comune alle PA, per l’analisi comparativa delle soluzioni.