Archive for Aprile, 2004

Politica e società civile

In diverse città d’Italia a Giugno si terranno le elezioni amministrative. Mai come in questo periodo, si discute del rapporto tra comitati e dei gruppi di associazioni che compongono il tessuto sociale non partitico, con la politica stessa.

E’ chiaro che anche coloro che non salgono negli organi amministrativi che a vario livello decidono del governo del nostro stato e delle nostre città, facciano comunque politica.

Credo che sia necessario pensare ai rapporti possibili che si possano instaurare tra gruppi partitici e società civile.

Sicuramente da parte dei partiti il coinvolgimento delle persone da parte dei gruppi associativi fa gola: ormai i politici in Italia sono visti con un occhio dubbioso, alla stregua dei ladri e degli imbroglioni, mentre le grandi associazioni riempiono le piazze ed hanno una partecipazione attiva di molti più cittadini, rispetto ai partiti.

La politica, però, potrebbe essere una cosa seria: prendere un problema, discuterne, e venirne a capo con senno e portare avanti decisioni che abbiano un obbiettivo a lungo termine.

Evidentemente se si nota un distacco tra società civile e politici (intesi come persone appartenenti a partiti, in questo caso), un problema di fondo c’è: o i politici non sanno interpretare i bisogni della società, o la società non riesce ad esprimersi anche attraverso le vie istituzionali, probabilmente per cause anche legate alla struttura stessa di queste vie, troppo tortuose o incomprensibili, oppure macchiate di interessi personali.

In generale credo che sia eticamente corretto pensare ad un sistema politico che preveda la continua partecipazione, pur marginale, dei cittadini. Questa partecipazione, sicuramente, non può concludersi all’atto del voto, perché è dimostrato che una volta consegnata questa preziosa testimonianza di fiducia, poi non si ha nessuna certezza che le cose vadano nel verso che si era sperato prima di entrare nell’urna.

Non credo si possa pensare che tutti i cittadini si possano occupare di tutte le questioni: nessuno ne avrebbe voglia, ed il rischio rimarrebbe quello di favorire solamente le questioni personali, in quanto sono le uniche ad attrarre l’attenzione.

Se la società civile non si può schierare assieme ad un partito, forse non lo fa perché le singole associazioni e/o movimenti trattano temi specifici trasversali e non localizzati in una determinata area geometrico-partitica (destra, sinistra, centro, varie combinazioni dei tre elementi di base con un po’ di aggiunta di peperoncino).

Questo, però, non toglie la necessità di partecipare attivamente alla vita politica, portando sui tavoli tematiche care, magari sostenute allo stesso tempo da più partiti. Forse è questo che non è chiaro alla maggioranza dei gruppi partitici: è possibile fare politica anche su alcuni temi, senza per questo schierarsi unicamente verso una certa determinata area.

Credo che lo sforzo che stanno compiendo i partiti di sinistra, che in questo momento cercano di attrarre ed accaparrarsi il maggior numero di persone provenienti dai vari comitati e movimenti, per poi sostenere che quel comitato appoggia il partito e viceversa, sia sostanzialmente sbagliato.

Credo che il ruolo dei partiti debba rimanere quello di insieme di idee e di persone, magari cercando di slegarsi sempre di più dagli interessi personali del gruppo (un punto percentuale di voti vale più di ogni idea portata avanti), per porre più attenzione ai programmi.
Il partito deve essere contenitore di persone e di idee, collaborare con la società civile per quanto riguarda i temi che sono concordi alle due realtà.

I politici tesserati dovranno fare per mestiere il lavoro di portavoci e sostenitori delle esigenze portate avanti dai gruppi di persone che rappresentano, e farlo nella maniera più trasparente ed onesta possibile. I comitati, allo stesso tempo, sono realtà che nascono, muoiono, si trasformano con una grande velocità in base all’importanza del tema sulla quale si basano.

I comitati contro le centrali nucleari, muoiono con lo sparire delle centrali.
I partiti rimangono nel tempo, anche se in passato si sono occupati di quel tema.

I partiti quindi dovranno lavorare ai temi sulla base di un progetto a lungo termine, cosa che gran parte della società civile non può fare (per la stessa struttura della quale è composta).
Dovranno farlo, però, tornando a pensare alla validità delle idee, e non al numero di persone che cambieranno voto perché si porta avanti un’idea non propria. Perché il voto oggi non significa una politica giusta a lungo termine.
Solo in questo modo si riacquisterà la fiducia nel ruolo istituzionale del politico.

La società civile, dal canto suo, credo abbia il compito di controllare tema per tema l’operato dei partiti che dovranno decidere su questi temi, da un punto di vista possibilmente distaccato (gli interessi non coincidono con quelli del partito, e questo dovrebbe garantire un minimo di imparzialità nei giudizi), cercando di collaborare, premiare e punire in base alle scelte che questi politici porteranno avanti.

Questo dialogo e questa struttura sono ancora da costruire, e non sarà certo facile.

I mezzi a differenza del passato, ora ci sono tutti.

La protesta nel web e sulle strade

Oggi è il fatidico giorno della protesta sulle strade a Bruxelles contro i brevetti sul software.



NO to software patents - come to brussels on 14 april

Suggerimenti (presi dal sito della manifestazione):

# Making funny actions
# Simulate a Patent minefield
# Webshop sandwiches people
# Security perimeter: check police infos

live CD ad hoc

Ho provato la gentoo gamecd, un cd che permette il boot, configura tutto e fa partire un gioco. Quella con unreal tournament 2003 demo la trovate qui.

Questo mi ha fatto pensare che un grossissimo punto di forza di Linux rispetto a tutti gli altri sistemi operativi sarà la possibilità di creare cd per scopi precisi, come presentazioni, pubblicità, enciclopedie, contenuti vari, giochi, che si disinteressino di quello che è installato sul computer e ne permettano l’utilizzo.

In pratica tutto ciò che non necessita un salvataggio di dati, o anche quello, se avete una penna USB.

Appena avrò un’attimo di tempo farò delle prove di personalizzazione di quello che già esiste, e vi racconterò l’esperienza.

CSS Web Editing

Si sta diffondendo sempre di più il design tramite CSS. Da semplice supporto alle pagine HTML, a vero e proprio strumento completo di Design.
Grazie a PhotoMatt ho scoperto questa pagina: CSS Zen, che raccoglie diversi esempi di grafica fatta con i CSS.
Ancora più interessante è la sezione delle risorse, che riserva una buona quanto brevissima guida al design delle pagine partendo da zero, utilizzando CSS.

La Commissione UE indaga sul decreto Urbani

Da key4biz apprendo:

E´ di poche ore fa la notizia della presentazione alla Commissione Europea di una denuncia contro il decreto Urbani, per presunta violazione della direttiva 98/34, la cosiddetta “Direttiva sulla Trasparenza”. L´esposto, presentato da un´associazione di settore su cui è calato il più stretto riserbo, chiede “…che sia accertato il rispetto della procedura 98/34 ed in caso negativo si apra una procedura d´infrazione contro l´Italia da concludersi con la richiesta al Governo italiano di ritirare il decreto…”. Secondo i denuncianti, “…le norme nazionali sarebbero state adottate senza rispettare la procedura…

Per leggere tutto l’articolo occorre andare sul loro sito.

Protesta contro i brevetti sul Software

Migliaia di siti stanno aderendo alla nuova protesta contro i brevetti sul software. In calce il testo da inserire nelle proprie pagine. Personalmente credo che sia schifoso il modo di procedere per portare avanti la cosa che stanno utilizzando.
Nonostante :

  • Tantissimi esperti protestino contro i brevetti sul software
  • Siano state raccolte migliaia di firme contrarie
  • Sia già stata presa una decisione democratica al parlamento europeo, che non permette l’uso senza regole dei brevetti
  • Anni di applicazione negli Stati Uniti abbiano dimostrato che i brevetti sul software sono dannosi per la concorrenza e non favoriscono l’innovazione

Tuttavia gli interessi in gioco sono alti e probabilmente cercheranno di proseguire per questa strada finché non l’avranno vinta. Non dobbiamo arrenderci, è una questione che riguarda anche il valore del buon senso e della democrazia contro i grandi interessi stranieri.

Ci lamentiamo dello stato della nostra economia, ma se i brevetti andassero in porto peggioreremmo ancora di più la nostra dipendenza tecnologica verso paesi extraeuropei. E tutto questo proprio grazie ai nostri governi ed al nostro parlamento europeo!

Stiamo protestando contro i brevetti software in Europa.

La maggior parte dei software, diventerà illegale per l’uso in Europa se questa pericolosa direttiva sara` adottata senza i necessari emendamenti.

La Commissione Europea ed il Consiglio dei Ministri stanno segretamente spingendo per una brevettabilità del software senza limiti, fortemente incitati dalle multinazionali e da avvocati specializzati in brevetti.

Essi stanno ignorando la decisione di voto democratico del Parlamento Europeo del 24 settembre 2003, che ha il supporto di oltre 300.000 cittadini, 2.000.000 PMI, dozzine di economisti e scienziati.

Unitevi a noi in una dimostrazione nelle strade di Bruxelles, il 14 aprile 2004.

Unitevi a questa protesta cambiando la vostra homepage dal 5 fino al 15 aprile.

LiberLiber adotta le Creative Commons

Direttamente dalla loro pagina:

6 aprile: Liber Liber adotta la licenza “Creative Commons Attribution-Non Commercial-ShareAlike” per il proprio progetto di biblioteca telematica.
Grazie a questa licenza, creata dall’associazione no-profit “CreativeCommons”, è ora più facile diffondere i testi del progetto Manuzio.
Le licenze Creative Commons sono un “antidoto” ragionevole alle sempre meno ragionevoli leggi sul diritto d’autore, che da doverosa tutela per gli autori, stanno trasformandosi in un freno alla circolazione delle idee e del sapere. La nostra opinione sulle ultime modifiche al diritto d’autore:
http://www.liberliber.it/iniziativespeciali/2003/copyright/
La licenza Creative Commons in dettaglio:
http://www.liberliber.it/biblioteca/licenze/

Quando sei in cabina e giochi la schedina

In questo articolo
Franca Chiaramonte spiega la sua politica e le motivazioni che hanno portato i DS al voto a favore del recepimento della direttiva EUCD.
L’articolo non sembra proprio provenire da un partito di sinistra, o almeno quella sinistra che vorrebbero farci credere.

In altre parole, non si punisce il copyleft, il cosiddetto “permesso d’autore”, ma si tutela chi a questa pratica e a questa scelta non accede. Le major? Anche, certo. Anche un film porta soldi in tasca al produttore e – forse troppo poco – all’autore e agli altri detentori di diritti.

La cultura, qui come in altri penosi interventi, viene mercificata e resa “prodotto”: probabilmente la punizione peggiore che potremmo infliggerle.

Allora mi torna in mente un pezzetto del testo dell’ultima canzone di Frankie Hi Nrg:

Da un bel pezzo c’è st’andazzo e non prendetemi per pazzo se ipotizzo ’ste compromissioni storiche, ma qui nel nostro Stato il campionato vien giocato solamente da due squadre con le maglie identiche.

Esiste veramente una scelta, oppure qualsiasi partito venga appoggiato questo approverà le stesse leggi?

Contro il Raffreddore

Non so voi, ma per me questi ultimi giorni sono stati un inferno a causa del raffreddore. Ho provato di tutto, dal vics senecs al vaporone, poi altri prodotti sempre dello stesso tipo.

Poi mi hanno prestato l’olio Abetol dei monaci di Camaldoli , e vi posso assicurare che funziona.

Allora mi viene in mente qualcosa che ho letto: l’interesse delle cause farmaceutiche è contro la cura delle malattie. Piuttosto il loro obbiettivo è di cronicizzarle, migliorandone i sintomi ma rendendoci dipendenti dai loro prodotti.

Non sono un amante delle medicine proprio per questo: spesso non curano affatto, ma hanno un sacco di danni collaterali. Le prendo se ne ho veramente bisogno.

Le farmacie delle comunità monastiche ora possono giocare un ruolo ancora migliore che in passato: a Camaldoli ora rispondono alle email ed inviano i prodotti in contrassegno (anche se una visita non fa male, è un bellissimo posto).

Non prendetemi per un guru delle medicine alternative, non credo al potere dei cristalli, o almeno non credo che guariscano le malattie meglio di questo.

Però preferisco curarmi da chi non interessa che i miei malanni continuino nel tempo.

Incentivi per l’acquisto di Prius

Un commento di Alessandro, un ingegnere appassionato di quest’auto ibrida (motore benzina + elettrico), mi ha segnalato che esistono incentivi in Italia per l’acquisto della Prius, da parte dei comuni che aderiscono all’iniziativa.

Non ho ancora trovato notizie di questi incentivi, spero che la notizia sia vera e mi auguro che le venga data l’importanza che merita. Intanto scopro con piacere che la Prius ha vinto il premio come auto dell’anno, che viene consegnato in base a criteri di design, innovazione, sicurezza e guidabilità.

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