Archive for Marzo, 2004

Esce il primo libro su carta che difende le foreste primarie

Facendo seguito all’appello firmato qualche mese fa da diversi scrittori, il collettivo Wu Ming segnala il primo libro pubblicato secondo quelle regole definite da Greenpeace per la salvaguardia delle foreste primarie.

Gli autori, con quel testo, si impegnavano a sottoscrivere queste regole:

• Pubblicare il mio prossimo libro su carta “non proveniente da foreste primarie”.
• Incontrare il mio editore e convincerlo a non usare carta derivante da foreste primarie. Lo incoraggerò ad utilizzare carta proveniente da fonti sostenibili come il FSC.
• Impegnarmi con l’industria editoriale, in quanto parte della rete degli autori, per farle cessare di usare carta derivante da foreste primarie ed incoraggiarla ad usare carta proveniente da fonti sostenibili come il FSC.”

Ecco una parte del comunicato dalla newsletter Giap! di Wu Ming:

“Noi editori consumiamo una grande quantità di carta. Possiamo fare una grande differenza, lavorando coi nostri fornitori per sviluppare carta dall’impatto ambientale il più basso possibile.” Allan MacDougall, Presidente della Raincoast Books, Canada.

Abbiamo vinto la battaglia della carta.
Il primo romanzo solista di Wu Ming 2 uscirà il 6 aprile, stampato su carta CyclusOffset della cartiera danese Dalum Papir A/S, riciclata al 100% e sbiancata senza cloro. Potenza del ju-jitsu, siamo tornati alla prima proposta di titolo, *Guerra agli umani*. La collana sarà Einaudi Stile Libero Big, il prezzo di copertina 14 euro.

Zoe

Grazie a Fullo che me lo ha segnalato, ho installato Zoe. ora dovunque sono posso fare ricerche nelle mie email, connettendomi al pc di casa, e molto altro ancora.
Inoltre ho inserito alcune mailbox di mailing list che mi interessano, gliele ho date in pasto semplicemente spostandole nella cartella Library nella home, ed ora ho tutti i messaggi indicizzati e ricercabili. Notevole!

Compilare un src.rpm

Volete provare ad ottimizzare un pacchetto rpm che utilizzate spesso e/o utilizza pesantemente il pc?
Provate ad utilizzare il comando rpmbuild.
Mettiamo che abbiate scaricato un file nome.src.rpm
allora compilatelo così:

#> rpmbuild –rebuild –target i686 nome.src.rpm

Fa’ la cosa giusta

Direttamente dal sito dell’iniziativa:

La lista della spesa diventa responsabile. Il 13 e 14 marzo 2004 si tiene a Milano la prima edizione di “Fa’ la cosa giusta!” Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Oltre 100 stand divisi in 8 settori specifici. 2.500 metri quadrati di mostra mercato prodotti e servizi, progetti e sogni. Per la prima volta a Milano, nella medesima fiera, sarà possibile trovare il commercio equo e solidale e la finanza etica, l’agricoltura biologica e il turismo responsabile, i gruppi d’acquisto solidale e le cooperative sociali, i gruppi e
le associazioni che si occupano di mobilità sostenibile, energie alternative, partecipazione, pace e nonviolenza. Denominatore comune il rispetto per l’ambiente e per i diritti dei lavoratori, in Italia e nel Sud del mondo e l’idea un nuovo modo d’essere consumatori: più consapevoli e responsabili. L’altro mondo possibile si può costruire nel quotidiano. “Fa’ la cosa giusta!” non espone solo prodotti. Fornisce ai consumatori gli strumenti per compiere scelte di consumo responsabile. In fiera si farà conoscenza con l’EcoAspromonte, la prima moneta locale italiana, si potrà accedere agli strumenti di risparmio della finanza etica, imparare a riparare la propria bici, avere (e con uno sconto!) un’auto in condivisione, imparare a costituire un gruppo d’acquisto e fare la propria spesa solidale. E poi i momenti di riflessione: si potranno seguire 3 convegni, 12 tra seminari e workshop a cura del “Forum consumo critico” di Milano e visitare 6 mostre di foto, disegni, progetti. Cibo equo&bio e buona musica.

All’interno sarà presente anche uno stand di OpenLabs:

OpenLabs e’ stata invitata alla manifestazione per presentare al pubblico la realta’ e le potenzialita’ del Software Libero attraverso il seminario: “Software libero e informazione dal basso”.

Dutante la manifestazione, come e’ nostra consuetudine, ci porremo come paladini del Punguino installando GNU/Linux in un Install Fest che durera’ durante tutta la manifestazione.

Grazie al supporto delle aziende dei nostri associati, sara’ distribuito gratuitamente a chi ci fara’ visita, l’ultima versione di EduKnoppix e materiale informativo.

Nuovo aggiornamento di scuola online

Ricevo ed inoltro:

E’ on-line il nuovo aggiornamento del sito http://www.scuolaonline.wide.it. Questa settimana è stata aggiunta una nuova sezione (Approfondimenti), destinata a raccogliere e diffondere materiali che, pur non essendo dei veri e propri libri di testo, risultino utili per lo studio, per la ricerca o per la progettazione del lavoro didattico.
Pubblichiamo questa settimana, in formato Pdf, la Guida per la ricerca di A. Sciotto - F. Gabrielli - G. Longoni - M. Di Salvatore.
Si tratta di un interessante strumento per la preparazione delle cosiddette “tesine” per gli Esami di Stato.
La pubblicazione on-line di questo testo, già uscito in formato cartaceo, viene autorizzata dagli Autori e dall’Editore, mantenendo salvo il Copyright. E’ consentito scaricare e diffondere la Guida, ma non ne sarà consentita alcuna modifica.
Con il prossimo aggiornamento riprenderà la pubblicazione di “Letteratura Italiana - Libro aperto”.

Sperando che prima possibile arrivi anche in Italia l’uso dei wiki-books, scavalcando il problema di mantenere rigide le licenze, i Copyright ed i permessi di modifica, utilizzando uno strumento che sta avendo una diffusione vastissima per la creazione di contenuti collaborativi (il wiki ed i suoi derivati).

Wired 12.03: Some Like It Hot

Dalle pagine di Wired, un interessante articolo del padre delle Creative Commons, Lawrence Lessig, che spiega che la nascita di Hollywood, delle radio, della tv via cavo e della industria della musica sono state a loro volta strattagemmi per eludere la legalità del tempo. Ok, il peer to peer è illegale, ma lo è stata anche l’industria della musica stessa alla sua nascita.

Personalmente non conoscevo questi dati, che sono molto significativi: in ogni caso il p2p è uno strumento che sarà impossibile da fermare, che rivoluzionerà il modo di concepire l’arte musica e l’arte cinema, probabilmente contribuendo ad una nuova rivoluzione, come è già successo in passato attraverso l’introduzione di nuovi strumenti di comunicazione (la tv, la radio, etc.).

Wired 12.03: Some Like It Hot
Some Like It Hot

OK, P2P is “piracy.” But so was the birth of Hollywood, radio, cable TV, and (yes) the music industry.

By Lawrence Lessig

If piracy means using the creative property of others without their permission, then the history of the content industry is a history of piracy. Every important sector of big media today - film, music, radio, and cable TV - was born of a kind of piracy. The consistent story is how each generation welcomes the pirates from the last. Each generation - until now.

The Hollywood film industry was built by fleeing pirates. Creators and directors migrated from the East Coast to California in the early 20th century in part to escape controls that film patents granted the inventor Thomas Edison. These controls were exercised through the Motion Pictures Patents Company, a monopoly “trust” based on Edison’s creative property and formed to vigorously protect his patent rights.

Il Governo contro il P2P

Sembra che l’Italia sia sempre un passo avanti agli altri paesi, in quanto a stupidità legislativa sulle nuove tecnologie.
Punto Informatico dedica un articolo alla legge contro il P2P che tra due giorni arriverà al consiglio dei Ministri.
Questa legge intende punire non solo chi sfrutta i nuovi mezzi di comunicazione per lo scambio illegale di contenuti, ma anche chi permette loro di farlo (cioé i provider) e chi spiega loro come fare (cioé qualunque persona parli di peer to peer).
Il problema, con questa legge, non è tanto il fine (limitare l’illegalità), che può essere condivisibile, ma i mezzi con i quali si potrà attuare una simile repressione del fenomeno.

Mentre è facile capire se una persona ruba un’auto, è molto più difficile capire se qualcuno sta scaricando qualcosa che non può possedere perché non ne ha pagato i diritti.
In questi mesi, per esempio, l’azienda Lindows ha condiviso parte del suo software proprietario tramite peer to peer, rendendo legale lo scambio del suo materiale che poco prima non lo era. Ora potrebbe stabilire che lo scambio è di nuovo illegale (perché ne detiene il Copyright), rientrerebbe nelle sue facoltà.

I provider, che rischiano di pagare multe per aver permesso la condivisione, dovrebbero controllare file per file, destinatario per destinatario, la licenza del software o del materiale e verificare se l’utente possa scaricare. Tecnicamente è impossibile, servirebbe un tempo infinito da dedicare esclusivamente al controllo (che non potrebbe essere autorizzato tramite certificazioni software, con le tecnologie attuali), ed anche nella futuribile ipotesi che questo fosse realizzabile, il tempo necessario al controllo sarebbe troppo elevato per mantenere una qualità del servizio decente.

Per evitare questa possibilità cosa potrebbero fare i provider? Chiudere tutte le porte al servizio peer to peer? Controllare pagina web per pagina web, ogni sito ftp, ogni canale irc e filtrare i contenuti?
Oppure chiuderebbero tutto, per non rischiare?

E come considerare i “favoreggiatori” del peer to peer? Anche io che in questo momento ne parlo sono nel mirino dei prossimi controlli? In futuro si parlerà di come costruire bombe, come falsificare banconote, ma non come utilizzare peer to peer anche per scopi legali?
Ricordo che alcuni di questi software, bittorrent per primo, vengono sempre più utilizzati per fare copie di software legali, evitando di moltiplicare i server che condividono materiale libero da licenze con sistemi appropriati di mirroring. Chiuderanno anche questi?

Il controllo di tutti gli utenti è impossibile.
L’unica ipotesi, quindi, sarà quella di denunciare solo qualche scaricatore, come accaduto negli USA. Questo ovviamente contraddirebbe il principio che la legge debba essere uguale per tutti, e permetterebbe di puntare la pistola solo alle persone “scomode”.

Senza viaggiare troppo di fantasia, una multinazionale avrebbe quindi l’opportunità di denunciare concorrenti scomodi, anche per aver violato una clausola vessatoria di una licenza, mentre tutto il resto del mondo può continuare a scaricare tonnellate di software proprietario e divx a raffica.

Per prima cosa, se fossi un dipendente della Guardia di Finanza, controllerei proprio a casa del ministro per i Beni e le Attività Culturali Giuliano Urbani, nei suoi uffici e presso quelli dei suoi dipendenti. Scommetterei tutto il mio futuro che ci sia ben più di una violazione, anche in questo piccolo praticello.

Poi cercherei di capire “perché” la gente scarica e non compra i CD ed i DVD originali (rispettivamente 20€ contro 2€ di costo, e 30€ contro 2€di costo). E’ lì che si corregge il problema, eventualmente cambiando strutturalmente un sistema che sta mangiando la nostra cultura a colpi di Macete(tm) e CopyRight (c), eliminando tutti i piccoli produttori di arte.

Fumo passivo e bambini

Da una news di ECPlanet scopro che una ricerca ha dimostrato che la presenza di nicotina nei figli di fumatori è doppia rispetto ai figli di non fumatori, anche se i genitori fumano solamente all’esterno dell’abitazione.
Questo, inoltre, è strettamente correlato alla percentuale di problemi respiratori.

Ecco il testo della notizia completa:

I risultati di una ricerca svolta da un team di ricercatori dell’Università svedese di Linköping, attestano in via definitiva la presenza di nicotina del corpo di bambini con genitori fumatori, anche se questi ultimi fumano fuori dalle mura domestiche.

Fumare fuori casa rappresenta sempre un buon stratagemma per proteggere i propri figli. Tuttavia, non conferisce loro una protezione totale dal fumo passivo. Questa conclusione è stata suggellata dai risultati di un esame fatto su un campione di genitori di 366 bambini con un’età di 2-3 anni. Dopo aver esaminato l’urina di tutti i fanciulli, è emerso che ben 216 bambini presentavano evidenti tracce di nicotina; una quantità doppia rispetto ai figli di genitori non fumatori.

Inoltre, 1600 risposte a un questionario di uno specifico test presentato a genitori con prole avente un’età di 12-24 mesi ha evidenziato una netta correlazione fra il fumo passivo e problemi respiratori dei fanciulli.
Come se non bastasse, sempre dal test, si è anche scoperto che quasi tutti i genitori fumatori considerano il fumo passivo nocivo per la salute dei propri figli, ma senza sapere le motivazioni.

Istituzione scientifica citata nell’articolo:

Linköpings universitet
http://www.liu.se/en/

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