Archive for Febbraio, 2004

SpronaCoop - La Coop arretra in trasparenza

Fino al 2002 sulla confezione di ogni prodotto COOP era riportato il nome della ditta che lo aveva fabbricato, indicando nome, cognome e indirizzo. Oggi invece è indicato soltanto l’indirizzo dello stabilimento, senza dichiarare il nome del produttore.

Quindi Peacelink ha dato il via ad un’iniziativa per convincere la Coop a tornare indietro, ripristinando quella trasparenza che l’ha sempre caratterizzata.

Ricordo che spesso i prodotti con il marchio del supermercato sono gli stessi che hanno marche più note e che sono pubblicizzate. Per accorgersi di questo bastava guardare il produttore: è noioso pagare lo stesso prodotto due cifre differenti a causa del marchio.

Ma non è solo questione di prezzo. Inserire il produttore e le notizie su quello che si vende è una buona abitudine che serve a rendere più tranquilli i consumatori che vogliono controllare quello che mangiano. La provenienza, i contenuti, chi sta dietro ad un oggetto, credo siano notizie che la gente possa sapere.

Se si ritiene che sia meglio nasconderle allora si aggiunge un motivo in più a coloro che vogliono sapere.

Le auto più economiche

Riprendo il discorso iniziato mesi fa, quando parlavamo di come scegliere un’auto in base al costo che portano negli anni.
E’ inutile girarci intorno, spesso l’auto si sceglie in base a queste due caratteristiche:
- estetica
- costo iniziale

Invece è consigliabile guardare anche al costo per percorrenza chilometrica: se usiamo un auto per 10000 kilometri l’anno, le scelte saranno diverse da quelle di un rappresentante che di km ne fa 100′000.
Per questo motivo potrebbe essere vantaggioso scegliere una automobile che consumi poco ed abbia anche costi bassi di manutenzione.
Auto Ecologiche
In aiuto viene quattroruote, ma immagino esistano anche altri siti che offrono le stesse informazioni.

Come abbiamo già detto
, questo portale offre una classifica delle auto ordinate per consumi.

Oltre a questo, consiglio di guardare il costo chilometrico, che trovate nella scheda dell’auto, sotto la sezione “Prezzi e costi”. Questi contengono le spese di riparazione, il bollo, e tutte le spese che concorrono alla creazione del prezzo finale pagato per il servizio “auto”.

Quelli della Toyota Yaris 1.4 tdi D-4D 3p, ad esempio, sono questi:
Per una percorrenza di 45.000 km in tre anni 0,32 euro
Per una percorrenza di 90.000 km in tre anni 0,21 euro

Mentre di un’Audi A2 1.2 TDI sono:

Per una percorrenza di 45.000 km in tre anni 0,45 euro
Per una percorrenza di 90.000 km in tre anni 0,28 euro

E di una Punto 1.2 3p. Actual (benzina):
Per una percorrenza di 45.000 km in tre anni 0,30 euro
Per una percorrenza di 90.000 km in tre anni 0,21 euro

Questo per dire che nei primi 3 anni non c’è molta differenza di risparmio tra una piccola utilitaria a benzina ed una piccola utilitaria Diesel. Sebbene queste ultime consumino meno, hanno un costo iniziale più alto, che non sempre viene riguadagnato con un risparmio successivo all’acquisto.

Detto questo, credo che sia importante scegliere secondo coscienza, pensando ad un’uso dell’auto che superi i 3 anni. Se di fatto è utile guardare a questa spesa, non possiamo dimenticarci di considerare che molto probabilmente (ce lo auguriamo) la nostra auto rimarrà in casa per più di 3 anni, e che il maggior costo d’acquisto potrebbe valere il gioco una volta considerate le spese di molti più chilometri.

Oltre a questo, invito a considerare anche la politica della casa produttrice: alcune di queste, infatti, stanno cercando di fare innovazione e creare auto sempre meno inquinanti, oppure alternative al motore a benzina.
La Toyota, per esempio, è l’unica ad avere in commercio un modello con due motori: uno elettrico ed uno a scoppio. Se non possiamo permetterci i soldi per la Prius (2), possiamo scegliere di acquistare una Toyota per incentivare la ricerca verso questa strada. Farfalla

Anche la Fiat promuove, anche se un pò più di nascosto, iniziative ecologiche: Producendo auto a Metano, si ridurrebbe l’inquinamento da subito, senza aspettare l’arrivo dell’idrogeno.
Inoltre il metano riduce il costo per 100 chilometri di una Punto da 8 euro a 3.
I nostri pieni di serbatoio in questo modo non svuoterebbero completamente le nostre tasche.

Se molte più persone mandassero segnali di questo tipo, costringeremmo le case produttrici a muoversi verso queste direzioni, perché il nostro acquisto è come un voto dato alla politica aziendale di chi ci vende il prodotto.

Tante informazioni, ma poche opportunità di immagazzinarle

Spesso in questo spazio parliamo molto di come le nuove tecnologie permettano (o permetterebbero, se fossero ben sfruttate) una diffusione della conoscenza senza precedenti nella storia dell’uomo. Quello che mi fa più riflettere, però, è la difficoltà con la quale l’informazione sta circolando. Questo secondo il mio modestissimo parere è dovuto a diversi fattori, che possono giocare un ruolo importante nell’impedire o rendere più difficile quell’aumento di conoscenza che i nuovi mezzi dovrebbero portare.
Punto primo. Troppe informazioni riducono la possibilità di estrarre dati interessanti. Questo lo sanno tutti gli analisti e strateghi d’impresa, ma non è del tutto scontato.
Se l’informazione viene venduta, scambiata, commercializzata e spezzettata per essere appetibile, quindi moltiplicata fino all’estremo, allora la difficoltà di trarre insegnamenti da questa si amplifica.
Punto secondo. L’informazione dura troppo poco. Il moltiplicarsi delle informazioni disponibili riduce il tempo di vita delle singole idee. Le notizie non rimangono sulla bocca di tutti per mesi, non ristagnano nei pensieri della gente, cosa che le renderebbe eterne, o almeno un pò più longeve.
Punto terzo. Dovendo cogliere il numero maggiore di informazioni possibili, la gente accumula senza assimilare, sente senza ascoltare, scrive senza pensare oppure studia senza imparare. E questo, secondo me, è il male peggiore di tutti. L’attenzione è sempre rivolta verso una presunta novità, e la mente non riesce ad immagazzinare tutto, sostituendo giorno per giorno i nostri “dati” con i successivi, senza mai buttare cemento su qualcosa.

La noia, il riposo, i tempi lunghi servono a rendere giustizia alle idee, riordinare i pensieri e le informazioni che riceviamo, e se non troviamo strade per facilitare l’immagazzinamento delle informazioni nel cervello (tramite strumenti di apprendimento più evoluti di quelli attuali), rischiamo di basare la nostra società sulla memoria volatile.

In tutto questo, credo che anche i blog abbiano un duplice ruolo. Da un lato, possono servire alle persone a mettere ordine alle cose che ritengono più importanti, memorizzarle su uno strumento che permette in un primo tempo di fermarsi per scrivere, e quindi memorizzare meglio, ed in un secondo tempo di fare ricerche su quello che si è pensato.

Inoltre credo che l’informazione strutturata e connessa verso la quale i blog ci stanno portando, potrebbe veramente rivoluzionare il modo di concepire lo scambio di informazioni, tramite una lettura più accurata e l’eco prodotto dai dati che le persone ritengono più importanti.

Mantenendo sempre un certo metodo, distaccandosi possibilmente dalla frenesia del feed e dei mille blog da visitare quotidianamente, della navigazione ultraveloce e della lettura istantanea: aumentare le informazioni ricevute non significa aumentare la conoscenza o la sua qualità

Probabilmente col tempo scopriremo che è vero il contrario.

Clima: facciamo una rivoluzione energetica

Prima che torni l’estate, quando tutti si ricordano dei problemi energetici, conviene discuterne per trovare una soluzione.
E’ sempre facile dire “apriamo nuove centrali” oppure “chiudiamo quelle vecchie”, e a volte anche le proteste contro le centrali nuove che vengono progettate non sono molto ecologiste.
C’è chi ritiene, infatti, che un maggior numero di centrali di piccole dimensioni permetta una maggiore razionalizzazione delle risorse ed una maggiore produttività di energia a parità di materiali primi.
Ovviamente, non è nemmeno il caso di dirlo, bisogna guardare con un occhio a progetti di vasta scala, come possono essere l’introduzione di nuove direttive europee sulla gestione dell’energia, sia al caso particolare, perché non sempre si possono devastare i territori per creare centrali che non servono.

Il WWF Italia, sezione Lombarda, pubblica un documento che cerca di sensibilizzarci sulla gestione dell’energia, piuttosto che sulla quantità.
Il rendimento delle nostre centrali termiche è ridotto rispetto alle possibilità, ma anche il cittadino potrebbe fare molto con una gestione sensata delle caldaie e dell’illuminazione.
Quasi sempre uno studio del rendimento dei nostri impianti di riscaldamento e di illuminazione porta ad un notevole risparmio economico, oltre alla questione etica di ridurre l’impatto ambientale.

E proprio su questo, secondo me, bisogna cercare di fare leva. Se si riescono ad informare i cittadini che stanno lavorando delle ore al mese per pagare un certo tipo di lampadina piuttosto che un’altro, che permetterebbe un risparmio a parità di servizio, allora probabilmente anche questa soluzione diventerebbe di massa.

Forse in primis il settore dei servizi pubblici e le aziende medio-grosse dovrebbero pensare a risparmiare sui costi relativi all’energia, sfruttando figure professionali adatte, oppure affidandosi ad aziende che lucrino sul risparmio energetico.
Si può fare: se io ti faccio risparmiare 10′000 euro l’anno, e ti chiedo di pagare il mio servizio 5′000 euro, allora ci guadagnamo entrambi, oltre all’ambiente.
Siccome questo tipo di soluzioni richiede un investimento iniziale che si ammortizza in un certo periodo, e poi mostra i suoi frutti, alle spalle di aziende sul risparmio energetico potrebbero investire istituti bancari o fondi etici.

In questo modo di creano nuovi posti di lavoro e figure professionali, e si incentiverebbe un tipo di sviluppo ecologicamente sostenibile.

E’ nata la prima tv cattolica online

Un articolo de
La Stampa Web annuncia la nascita della prima televisione cattolica italiana su web,
Inizio Trasmissioni PapaBoys
Mentre il ministro Gasparri prova a farci credere che il digitale terrestre sia l’innovazione, qualcuno che ci crede sta ricevendo il giusto consenso, soprattutto se consideriamo l’innovatività e la mancanza di abitudine nel cittadino, che mal si adatta a pensare al web come uno strumento di informazione a 360 gradi.
Eppure tutto quello che può passare al digitale può essere trasmesso anche su internet, a patto di avere una connessione adeguata.

Forse gli sforzi dovrebbero puntare di più in questo senso: cercare di spostare la connessione dei cittadini da 56k canonici ad almeno una ADSL.

Ma non c’è nessun guadagno sul fatto che il cittadino possa scegliere cosa guardare.
Meglio dargli l’illusione di una decina di canali in più, che dia il contentino a chi freme per l’innovazione.

Forza, allora, ai Papaboys, che sono tra i primi a credere che questo sia possibile:
http://www.papaboys.tv/.

Sperando che questa buona notizia sia seguita da altre sperimentazioni.

Proviamo le primarie

Il sito dei Girotondi ha lanciato un’iniziativa:
Proviamo le primarie

Quella che proponiamo è solamente una prova di primarie online, per verificare quanto sia sentito il problema della scelta democratica delle candidature alle elezioni, dal popolo internet.

E’ un primo tentativo, mai provato in Italia, di raccogliere migliaia di pareri in pochi giorni su questo problema.

L’invito è indirizzato agli elettori di centrosinistra e la classifica che scaturirà SARA’ A DISPOSIZIONE DI TUTTE LE LISTE DI CENTROSINISTRA PRESENTI ALLE EUROPEE.

Per fare ciò abbiamo sviluppato una procedura che ci permetterà di raggiungere dei risultati di certo significativi e rappresentativi, sempre considerando che si tratta di UNA SPERIMENTAZIONE.

Per evitare “inghippi” e rendere trasparente e democratica l’iniziativa, abbiamo diviso la consultazione in due fasi.

PRIMA FASE
Da lunedì 26 gennaio a lunedì 2 febbraio
Chi vorrà proporre delle candidature, lo potrà fare liberamente sul sito www.igirotondi.it .
Ciascuno potrà inserire fino a 5 nomi di candidati da proporre per la fase due, ma lo potrà fare solo una volta.
Questo servirà solamente a raccogliere i nomi di coloro che parteciperanno alla seconda fase: quella del vero voto online.
Quindi (in questa fase) non considereremo in pratica quante volte un singolo nome sia stato nominato: la lista dei candidati da votare online (dal 4 al 11 febbraio) comprenderà (in ordine strettamente alfabetico) TUTTI COLORO CHE SONO STATI NOMINATI ALMENO UN NUMERO MINIMO DI VOLTE (1% sul totale).

SECONDA FASE
Da mercoledì 4 febbraio alla mezzanotte di mercoledì 11 febbraio
Qui inizia la vera fase di voto online.
Ciascuno potrà dare cinque preferenze, in ordine di gradimento, tra i nomi presenti nella lista raccolta nella prima fase ma, PER CONFERMARE IL PROPRIO VOTO, sarà necessario lasciare il proprio numero di cellulare (che verrà usato SOLO per il controllo e poi immediatamente cancellato dagli archivi). Si riceverà IMMEDIATAMENTE (via sms) una password che rappresenterà una sorta di “certificato elettorale”.
Con tale password si dovrà confermare online (sempre sul sito www.igirotondi.it) la propria preferenza che, solo da quel momento, entrerà nella classifica.
La classifica verrà aggiornata automaticamente.
Questo per evitare che una singola persona possa votare più volte, salvo i casi (che riteniamo rari) in cui uno disponga di più numeri di cellulari, ma anche in questo caso cercheremo di effettuare i necessari controlli per ridurre il più possibile le anomalie di quello che resta pur sempre un sondaggio on line con tutti i limiti del caso.

C’è da dire che non c’è nessuna sicurezza che i dati pubblicati rispecchino le reali esigenze sentite dai cittadini, perché non c’è nessun controllo sull’identità di chi esprime le preferenze.
L’esperimento, però, può rivelarsi interessante come indicazione di quali sono le figure più stimate dal popolo da chi usufruisce della rete e visita in particolare il sito dei Girotondi. La scomparsa di alcuni nomi importanti dalla lista, o l’apparizione di qualche nuovo nome, può essere comunque un segnale che i vertici dei partiti coinvolti potrebbero tenere in considerazione in vista delle prossime elezioni europee.

Da Domani 4 Febbraio partirà la seconda fase, vedremo quali saranno i risultati.

io NO - Appello “Io Rete4 non la Guardo”

A partire dalla pagina dei Girotondi un appello per eliminare Rete4 dalla lista dei canali disponibili nel telecomando.

Rete4 è illegale, quindi è giusto cancellarla dalle nostre televisioni?
Il link porta anche una lista di documenti sull’illegalità della rete, la legge Gasparri come tentativo di salvarla, la mancata firma di Ciampi con il testo integrale delle osservazioni, la rassegna stampa estera sul decreto salva rete4.

io NO
“Io cittadino italiano e possessore di un televisore, constatato che a partire dal 1° Gennaio 2004 ‘Retequattro’ trasmetterà in modo ‘abusivo’ e avendo notizia che il Presidente del Consiglio vuole firmare un decreto (a suo totale beneficio in qualità di proprietario della suddetta emittente) violando la sentenza della Corte Costituzionale n°466 che impone a Retequattro di passare sul satellite, lasciando libere le sue frequenze a favore di ‘Europa 7′,
DICHIARO
che a partire dal 1° Gennaio ELIMINERO’ LE FREQUENZE DI ‘RETEQUATTRO’ DAL TELECOMANDO, INSERENDO QUELLE DI ‘EUROPA 7′ O, NEL CASO NON ESISTESSSE NELLA MIA REGIONE QUESTA EMITTENTE, UNA QUALSIASI TV PRIVATA LOCALE CHE TRASMETTA LEGALMENTE.”

Feed completi

Partendo da questo post di Gaspartorriero,it:


Feed completo o riassuntino

ho deciso di modificare la configurazione del software usato in questo blog per permettere a chi legge solo gli rss di vedere il testo completo dei post.

In realtà pensavo la stessa cosa anche prima di leggere il post sui feed, ma il post mi ha convinto a cercare una soluzione al problema nel mio caso, che si è rivelata in verità più semplice di quello che credevo.

Gli rss possono essere una rivoluzione nel campo dell’informazione via web: permettono alle notizie di arrivare nella forma che vogliamo direttamente da noi, senza costringerci a visitare tutti i siti che riteniamo più interessanti.

Un passo in avanti nella divisione tra contenuti e presentazione, con uno sforzo minimo ed un netto taglio al tempo necessario per il ritrovamento delle notizie ed informazioni.

Per questo motivo è inutile costringere la gente a leggersi solamente un assaggio dell’articolo che è stato postato: se un utente decide di segnarsi il tuo link rss, allora è interessato a leggere tutto il post, e se non è interessato a tutto il post, non leggere il contenuto della notizia sarà più veloce del ritrovamento tramite link di tutte quelle interessanti.

Feed completi

Partendo da questo post di Gaspartorriero,it:


Feed completo o riassuntino

ho deciso di modificare la configurazione del software usato in questo blog per permettere a chi legge solo gli rss di vedere il testo completo dei post.

In realtà pensavo la stessa cosa anche prima di leggere il post sui feed, ma il post mi ha convinto a cercare una soluzione al problema nel mio caso, che si è rivelata in verità più semplice di quello che credevo.

Gli rss possono essere una rivoluzione nel campo dell’informazione via web: permettono alle notizie di arrivare nella forma che vogliamo direttamente da noi, senza costringerci a visitare tutti i siti che riteniamo più interessanti.

Un passo in avanti nella divisione tra contenuti e presentazione, con uno sforzo minimo ed un netto taglio al tempo necessario per il ritrovamento delle notizie ed informazioni.

Per questo motivo è inutile costringere la gente a leggersi solamente un assaggio dell’articolo che è stato postato: se un utente decide di segnarsi il tuo link rss, allora è interessato a leggere tutto il post, e se non è interessato a tutto il post, non leggere il contenuto della notizia sarà più veloce del ritrovamento tramite link di tutte quelle interessanti.

L’anomalo bicefalo su p2p

Come di consueto, anche lo spettacolo di Dario Fo e Franca Rame che era stato censurato é stato pubblicato sui canali peer to peer.

[Divx.ita].L’anomalo.Bicefalo.Dario.Fo.e.Franca.Rame.2003.sat-rip.by.tabello.avi

Questa consuetudine può cambiare modo di distribuire le informazioni che vengono ostacolate dalle televisioni pubbliche: sta nascendo un vero e proprio network di persone che si scambiano i cd con gli spettacoli censurati, per riproporli in sale private oppure in piccoli gruppi di amici riuniti.

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