Raiot non diffamò Mediaset, i fatti erano veri
La Procura di Milano ha chiesto l’ archiviazione per Sabina Guzzanti contro Mediaset perchè la diffamazione non sussiste. Ben gli sta!
La Procura di Milano ha chiesto l’ archiviazione per Sabina Guzzanti contro Mediaset perchè la diffamazione non sussiste. Ben gli sta!
Alimentare: il ketchup Mato Mato della Kraft e’ cancerogeno
(ANSA) ROMA, 28 GEN -
Sequestrato nel Cremonese, nel Lazio e in Siciliaketchup Mato Mato (Kraft): contiene un colorante ritenuto cancerogeno e quindi vietato dall’Ue. L’ispettorato centrale repressione frodi ha sequestrato oltre 22 tonnellate. Il primo sequestro e’ stato fatto in una ditta di produzione e confezionamento nel Cremonese quelle successive in depositi di stoccaggio di Lazio e Sicilia. Il ministro delle Politiche Agricole Alemanno annuncia un’intensificazione dei controlli per difendere iconsumatori. 2004-01-28 - 20:07:00
Dopo il polverone scatenato a ragione per la censura, Repubblica ci informa che Planet ha fatto dietrofront e che Dario Fo ancdrà in onda venerdì 30 e domenica 1 febbraio. Una buona notizia. Segue commento a caldo di Jacopo Fo.
Ma siamo tutti consapevoli che senza le migliaia di persone che in tutto il mondo si sono indignate per questa censura non si sarebbe mai arrivati a questo esito. Se accadrà veramente, come a questo punto pare proprio, si tratterà di un piccolo successo insperato della libertà d’informazione e di satira.
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Cosa possiamo fare, quando una trasmissione o uno spettacolo ci viene censurato?
Utilizziamo i nuovi mezzi per permetterne lo stesso una buona diffusione.
Un’ipotesi sarebbe quella di scaricare e condividere con amici, parenti, associazioni quello che viene censurato ingiustamente.
Se utilizzate un client edonkey, ecco il link diretto allo speciale sullo spettacolo di Dario Fo e Franca Rame, La nascita dell’anomalo bicefalo,
ed2k://|file|dario.fo.e.franca.rame.-.la.nascita.dell’anomalo.bicefalo.avi.-.satrip.xvid.avi|368859136|BD5FDE2EF25FC7C29CC09BB180BED504|/
Non è lo spettacolo censurato, che doveva andare in onda ieri, ma lo speciale che ha causato l’episodio di censura.
Sperando che prima o poi Atlantide.tv condivida anche lo spettacolo vero e proprio, mandato in onda senza audio a causa della censura.
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Non posso che trascrivere il numero di questa settimana della newsletter di Dario Fo, dopo che il suo spettacolo è stato censurato.
Atlantide.TV: confermata la censura dell’Anomalo Bicefalo
Santa Cristina, 23 gennaio 2004, ore 16,30
Il signor Dell’Utri cerca una vittoria schiacciante su una piccola televisione in costruzione.
Ha iniziato querelando Atlantide Tv per aver mandato in onda lo speciale sull’Anomalo Bicefalo.
Quando uno dei grandi boiardi del nostro paese ti chiede centinaia di migliaia di euro ti fermi a pensarci un attimo. Ma noi abbiamo deciso di andare avanti perche’ non possiamo pensare di vivere
in una nazione dove non si puo’ dire che un potente e’ incriminato in un processo e perche’. Non e’ stato eroismo: non ce la siamo sentita proprio di abbassare la testa.
Poi, improvvisamente, ieri, con la pubblicita’ della trasmissione ormai partita su tutti i maggiori quotidiani italiani Multitemathiques, la multinazionale francese proprietaria del canale che ci ospita (Planet) ha assunto una posizione gravissima e secondo noi assolutamente sbagliata dal punto di vista etico: il blocco della trasmissione di “Anomalo Bicefalo”, che sarebbe dovuto andare in onda stasera alle 21 su Atlantide tv, ospitata dal canale satellitare Planet.
Una decisione che, a quanto sappiamo, ha scavalcato anche la direzione di Multithematiques Italia.
Sostanzialmente non hanno accettato il rischio di avere a che fare con gli avvocati (e i poteri) del gruppo che oggi domina l’Italia, pur non essendo loro destinatari della querela (indirizzata contro Atlantide tv). Ma facendo cosi’ Multitemathiques tradisce la missione che e’ di qualunque organo di
informazione. Speravamo di essere al sicuro dalla longa manus dei nostri potenti proprio perche’ e’ un’azienda indipendente a ospitare Atlantide Tv.
Un’azienda francese poi, gente che ha fatto la rivoluzione francese, gente che a certe strangolature della liberta’ di parola non ci sta, per tradizione e per orgoglio. Abbiamo fatto male i nostri conti. Multitemathiques ha deciso che due guitti e una tv “in costruzione” non valgono il rischio.
Di sicuro si sta scrivendo un’altra pagina vergognosa della storia della liberta’ nel nostro paese. Non la prima (la lista ormai e’ chilometrica) ma sicuramente un’ulteriore grave conferma dell’impossibilita’ di comunicare liberamente fatti essenziali della nostra vita politica e sociale al grande pubblico televisivo, l’impossibilita’ di fare satira, in una parola l’impossibilita’ ad essere liberi come la nostra Costituzione prevede.
La situazione che si e’ creata e’ veramente grottesca e va analizzata con calma. Sicuramente si tratta di una ferita per una piccola impresa come Atlantide Tv, arrivata fino ad oggi con grandi sforzi a trasmettere piu’ di 80 puntate di inchieste, controinformazione, cultura e satira, ospitando la maggioranza dei grandi censurati italiani (Luttazzi, Santoro, Travaglio, Guzzanti, Paolo Rossi…) e molti censurati meno noti.
L’elemento per ora essenziale, non solo per Atlantide Tv ma nell’interesse della collettivita’, e’ che questo episodio di censura non passi sotto silenzio. Speriamo che sempre piu’ persone si rendano conto di quello che sta succedendo nel nostro paese e si inizi a discutere concretamente su come si
possa far nascere una tv LIBERA in Italia.
Per quanto ci riguarda continueremo a impegnarci per sviluppare lo spazio che stiamo costruendo e a essere disponibili, come sempre, a collaborare con tutte le iniziative fattive che vadano in questa direzione. Da stamane stiamo ricevendo e-mail e telefonate al ritmo di 15 al minuto. Anche da
questo, della grande solidarieta’ che in questo momento ci circonda, ci
sentiamo caricati e responsabilizzati ad andare avanti.ATLANTIDE TV
www.atlantide.tvProgramma della settimana dal 26 Gennaio al 1 Febbraio 2004
Atlantide.tv vi offre anche questa settimana una valida alternativa alla televisione generalista.
Tutti i giorni alle ore 19,00 sul canale satellitare Planet ed in replica all’1,00 alle 4,30 e alle 14,00 del giorno successivo.Lunedi’ 26 A testa in giu’
URIHI: “Donne del mediterraneo” (documentario di Giovanna Cossia e Marco De Poli)Martedi’ 27 Tutti in scena
Franca Rame in “Tutta casa ,letto e chiesa” (1. parte)Mercoledi’ 28 Tutti in scena
Franca Rame in “Tutta casa, letto e chiesa” (2. parte)Giovedi’ 29 Impara l’arte
Intervista a Tanino LiberatoreVenerdi’ 30 I corti
Cortometraggi da Teatri UnitiSabato 31 La via pigra al benessere
Lezioni di yoga demenziale di Jacopo FoDomenica 1 Antologia della settimana
Il meglio di Atlantide.tv…. E, tutti i giorni: - Pillole di benessere
(esercizi Tai-Chi, giocoleria, yoga demenziale …)L’alba in differita
( la visione estatica dell’alba anche per chi si e’ alzato tardi)Venerdi’ 30 Gennaio
Per la serie “I corti”
Cortometraggi da Teatri UnitiQuesta settimana Atlantide.tv inizia una collaborazione con Teatri Uniti trasmettendo Venerdi’ 30 Gennaio i cortometraggi “Sciaberno’”, “Fine” e “L’ultimo rimasto in piedi”.
“Sciaberno’”, per la regia di Francesco Saponaro e’ stato prodotto dall’”Onorevole teatro casertano” come una sorta di documentario per la riapertura del teatro Garibaldi di Santa Maria Capoavetere avvenuta, dopo 20 anni, nel settembre del 2000.
La storia semplice e suggestiva racconta, senza nascondere un velo di malinconia, di un contadino che tornando nel teatro dove passava i suoi pomeriggi di bambino, ricorda il tentativo del mago Sciaberno’ di ipnotizzarlo.
Scritto, diretto e prodotto da Adriano Chiarelli e’ “Fine”, la storia semplice di un ragazzo immerso nei propri pensieri, mentre attraversa vari luoghi di una citta’.
Il terzo corto scelto per la messa in onda della serata e’ “L’ultimo rimasto in piedi” di Ugo Capolupo, prodotto da Indigo Film .
Scenario della storia e’ l’Italsider di Bagnoli in fase di smantellamento dove, in risposta alla cancellazione della memoria, un ex dipendente porta nella sua casa pezzi di archeologia industriale per costruire una sorta di museo, nel tentativo, forse inconscio, di rimettere in piedi una parte della sua vita.Martedi’ 27 e Mercoledi’ 28 Gennaio
Per la serie “Tutti in scena”
Franca Rame in : “Tutta casa, letto e chiesa”Il teatro in televisione e’ diventato una vera rarita’ e su Atlantide.tv e’ possibile ripercorrere alcune delle tappe del teatro italiano, specchio dell’epoca in cui e’ stato scritto e rappresentato.
E’ questo il caso di “Tutta casa, letto e chiesa” , raccolta di cinque monologhi scritti da Dario Fo per Franca Rame sulla condizione di diversi tipi di donna e rappresentato la prima volta nel 1977.
Proprio dalla messa in scena di quell’epoca sono tratti i due monologhi che Atlantide.tv trasmettera’ martedi’ 27 e mercoledi’ 28 Gennaio.
Il primo, dal titolo “Una donna sola”, tratta dello sfogo di una casalinga con una vicina di casa, alla quale racconta la sua giornata che si svolge tra le mura di una casa tra bambini che piangono, un marito che pretende malamente l’atto sessuale, un cognato che passa le giornate allungando le mani sulla donna, un maniaco che telefona in continuazione, un guardone del piano di sopra e un ragazzo innamorato che e’ stato l’unico vero affetto della donna.
Ma la violenza psicologica infertale dal marito, le fa considerare la sua “una vita normale” dove l’unica preoccupazione dichiarata a se’ e agli altri e’ la paura dello scandalo.
Il secondo pezzo e’ “Abbiamo tutte la stessa storia” e racconta il tema della gravidanza e dell’aborto da un punto di vista femminile.
Come nella migliore tradizione della coppia Fo - Rame, tutti gli argomenti, anche i piu’ drammatici, vengono trattati con puntuale e particolare ironia.
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Spesso mi capita di fare assistenza informatica per persone che desidererebbero utilizzare il personal computer come un mezzo, non come un fine. Quello che tutte le volte, alla fine della chiaccherata con l’utente, viene fuori dal discorso è che l’informatica cambia troppo spesso le regole del gioco.
Questo da un lato è un bene, per coloro che desiderano avere sempre le novità, ma per chi usa occasionalmente il pc è un dramma. Stare dietro a tutte le versioni di Office, quando quella del 97 già andava bene per le nostre esigenze, imparare di nuovo sempre nuove funzioni per fare le stesse cose, programmi totalmente diversi per lo scanner (nonostante ormai da anni non ci siano più novità dal punto di vista delle cose che un utente possa fare con quest’oggetto), sta diventando un prezzo salato da pagare per avvicinarsi alle nuove tecnologie.
Questo accade in tutto, dal videoregistratore alla radio, dal televisore al forno microonde. Ci viene sempre imposto qualcosa che di fatto non ci serve. Le vere rivoluzioni, invece, tardano a venire.
Una bella rivoluzione sarebbe l’introduzione di un dispositivo che si connetta ad internet e ci faccia ascoltare in streaming una radio tematica, a nostra scelta, che permetta la visualizzazione dei film dalla rete, tramite appositi servizi gratuiti (con pubblicità).
Mentre queste cose, già possibili con la tecnologia attuale, tardano a venire, corriamo dietro alle finte rivoluzioni, che non servono e non sono utili per l’utente finale.
Così anche le icone ed i menu che cambiano in Office diventano un dramma inutile, una spesa di tempo enorme se pensate di moltiplicarla per ogni utilizzatore di questo programma del mondo.
Ed anche i sistemi operativi, che cercando di diventare sempre più facili dimenticano di portarsi dietro gli utenti di quelli precedenti, magari con la possibilità di scegliere l’interfaccia vecchia che ci permetta di fare le stesse cose come le facevamo un anno prima.
Qui spesso si discute di innovazione tecnologica, come uno strumento importantissimo dell’evoluzione sociale. Specie i computer ed i cambiamenti che stanno avvenendo con la possibilità di scegliere le informazioni che si preferiscono, sono un insieme di cose che giocheranno un ruolo fondamentale nel cambiamento della società e dei rapporti così come oggi vengono intesi.
Ma se queste rivoluzioni si porteranno sempre dietro una difficoltà ed un tempo necessario all’acquisizione delle nozioni necessarie al loro utilizzo, finirà che l’unica rivoluzione che dovremo subire sarà il continuo aggiornamento per fare le stesse cose, che prenderà sempre più tempo alle persone, anche per scrivere un libro nella maniera di cent’anni fa.
L’informatica deve essere un mezzo per raggiungere altri obiettivi, non solo un obiettivo a sé, che non porti a nulla.
Nel consueto appuntamento con la Debian Weekly News scopro con piacere che si sta discutendo di inserire i pacchetti java nella distribuzione ufficiale di Debian, grazie al fatto che esiste una java virtual machine ed un compilatore rilasciati con licenza libere (kaffe e gcj), e quindi non esiste più il vincolo di dipendenza verso software proprietari.
Moving Java Packages from contrib to main. [9]Arnaud Vandyck startedto investigate whether Java-using packages in Debian’s contrib archivecan move into main by using [10]kaffe or [11]gcj instead of a non-freeJava environment. His progress [12]notes suggest that a few packagescan indeed be used with free Java environments.
9. http://www.livejournal.com/users/avdyk/
10. http://packages.debian.org/kaffe
11. http://packages.debian.org/gcj
12. http://java.debian.net/index.php/MovingJavaToMain
Il ministro Stanca ha scritto una relazione in merito alla direttiva Europea sulla brevettabilità del software. L’intervento è sensato e lucido, e merita una
completa lettura.
Sono da evidenziare, a mio parere, questi passi:
Contestualmente, è necessario proporre il processo di armonizzazione dichiarato dalla direttiva europea, in mancanza del quale la posizione di cosa si può brevettare e cosa no rimane troppo difforme nei paesi dell’unione per garantire i principi di piena competitività del mercato.
Infine, è necessario che la direttiva in questione non freni il processo di utilizzo di open source in cui tutti concorrono all’evoluzione dei programmi proprio in virtù della possibilità di impiegare parti di software sviluppate da altri.
Ritengo inoltre necessario aprire un tavolo di lavoro sull’argomento, cosa di cui mi sono già fatto promotore. Il tavolo deve riunire gli attori più significativi e deve valutare, soprattutto, l’impatto di una disciplina in materia di brevettabilità del software nell’ambito del sistema Italia, dove preponderante è il tessuto economico delle piccole e medie imprese.
Il tavolo di lavoro ha lo scopo di produrre entro pochi mesi una fotografia tecnica, economica e giuridica della situazione italiana sul problema della brevettabilità del software e una proposta concreta da porre all’attenzione dell’unione europea. Solo in questo modo è possibile definire un quadro di intervento, anche normativo, che consenta di evitare pericolose discrasie o radicalizzazioni nel settore dell’Information Technology.
Vivi complimenti ad un ministro che sta dimostrando di essere ragionevole, pregio raro di questi tempi.
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Un commento
Su
Zeus News oggi esce un
articolo molto interessante, sul come scegliere il prossimo cellulare. L’autore consiglia di rivedere l’obiettivo dell’acquisto, in base all’uso che si fa veramente dell’attrezzo: il 90% delle funzioni è totalmente sconosciuto ai proprietari dei nuovi cellulari, per questo motivo conviene comprare un modello che faccia il minimo indispensabile, quello che serve.
Ci sono diversi motivi per fare una scelta di questo tipo, alcuni dei quali vengono citati direttamente nel testo o nei commenti che sono stati inseriti dagli utenti.
- Un cellulare che faccia il minimo, ha meno probabilità di rompersi o diventare obsoleto. Probabilmente servirà un cambio di batterie, ma farà sempre quello che è tenuto a fare, chiamare.
- Un cellulare di fascia bassa ha meno funzioni, e risulta più semplice da utilizzare.
- Un cellulare di fascia bassa costa meno. Spesso non pensiamo a quanto dobbiamo lavorare per acquisire una funzione in più. Se pensassimo ad una settimana di lavoro per scattare fotografie grandi come francobolli, probabilmente non saremmo così motivati a spendere per quel surplus.
- Acquistando cellulari di fascia bassa e smettendo di correre dietro alle novità, si indirizzano i produttori verso un uso più sensato delle tecnologie. Sinceramente preferirei che i progettisti pensassero a come ridurre le radiazioni che arrivano al nostro cervello, piuttosto che sul come infilare un flash nel mio cellulare.
Pensate ad esempio al caso in cui l’introduzione della fotocamera, con le sue modifiche alla struttura dell’oggetto, porti ad una modifica negativa delle onde elettromagnetiche. Pensate che i progettisti sceglierebbero di eliminare questa nuova funzionalità in favore della nostra sicurezza?
Se invece i vincoli progettuali fossero il minimo possibile (essendo le funzioni ridotte), questo tipo di problemi sarebbero meno probabili.
A quando una lista dei cellulari ordinata per quantità di onde che emanano? Ne farei un uso intensivo per l’acquisto del mio prossimo cellulare.
Una delle preoccupazioni maggiori di chi usa sistemi Windows è quello di limitare le installazioni di software al minimo indispensabile, per non compromettere la stabilità del sistema con troppe modifiche al registro, versioni incompatibili di software diversi, librerie che possano rendere instabile l’insieme.
Questo problema, con Linux, non si pone, a patto che vengano utilizzate alcune regole di “buon comportamento”.
Chi possiede un sistema installato, e proviene da un mondo Windows difficilmente capisce che il metodo “formatta e reinstalla” male si applica alle distribuzioni linux.
In generale le distribuzioni Linux puntano a fornire un sistema comodo da aggiornare, che sia in evoluzione con lo sviluppo delle varie componenti.
Chi utilizza Debian, in particolare, ha il vantaggio di avere a disposizione quasi per ogni programma un pacchetto, cosa che facilita l’installazione e la cancellazione pulita.
Altre volte, quando non abbiamo a disposizione un pacchetto che contenga il programma che dobbiamo installare, compiliamo dai sorgenti e facciamo il classico “make install”.
Questa operazione inserisce all’interno del nostro filesystem dei file che non vengono aggiornati con il tempo, o eliminati con l’installazione di una nuova versione.
Per ripulire la nostra Debian, è possibile fare stampare una lista dei file che sono presenti su disco, ma che non corrispondono a nessun pacchetto installato, per eliminarli o controllarli.
Una volta che avremo eliminato questi file, il sistema tornerà completamente “pulito”, come fosse una nuova installazione.
Per prima cosa, dobbiamo prendere la lista dei pacchetti deb installati.
find /var/lib/dpkg/info/ -name “*.list” > deb.list
find /var/lib/dpkg/info/ -name “*.conffiles” >> deb.list
Poi estrapoliamo le liste dei file relative ai pacchetti che abbiamo installato:
deblist=`cat deb.list`; for i in $deblist ; do cat $i >> deball.list; done
Poi li ordiniamo:
cat deb.list | sort –unique > debsorted.list
A questo punto dobbiamo catalogare tutti i file presenti sul sistema:
updatedb && locate /* | sort –unique > files.list
ed ora guardiamo le differenze:
diff files.list debsorted.list
Potremo quindi escludere dalla lista delle differenze le home degli utenti, ed i devices, facendo un semplice
cat diff.list | grep -v ^/home | grep -v ^/dev
Un articolo de L’Unità sembra confermare le preoccupazioni. Non solo la riforma costituzionale prevede l’introduzione del “parlamento padano”, ma anche una riforma della corte costituzionale, il cui numero dei membri salirebbe da 15 a 19, con una mano pesante impressa dalla scelta dei componenti dai gruppi politici, che di fatto farebbe mancare a quest’organo l’obiettivo di controllo sul governo.
Oltre a questo si parla anche di referendum per sancire l’autonomia di un’area geografica (ed il pensiero corre all’assurda idea di rendere indipendente la Romagna).
L’opposizione denuncia la situazione e minaccia un referendum.
Si parla di attacco all’unità nazionale.
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In questi giorni in Senato si sta parlando di riformare la costituzione, senza che nessun media lo annunci.
Tra le altre cose, pare, ci sia l’introduzione di un parlamento padano.
Ecco un quote da yahoo del 16:
Riforme: Allarme Centrosinistra, Unita’ Nazionale a Rischio
(ASCA) - Roma, 16 gen - Con il progetto di riforme istituzionali della CdL l’unita’ nazionale dell’Italia e’ fortemente a rischio. E’ quanto denuncia il centrosinistra, che tutto unito, da Rifondazione all’Udeur, lancia un ”preoccupato appello” all’opinione pubblica perche’ si inizi una resistenza verso un ”disegno di dissolvimento” dello Stato e dell’unita’ nazionale, ”facendoci tornare a prima dell’unita’ nazionale realizzata dal Risorgimento”. L’appello e’ stato formulato in una conferenza stampa al Senato con la partecipazione di Piero Fassino e di Francesco Rutelli, e di esponenti dei partiti di tutto l’arco dell’opposizione. Presentando lo scopo della conferenza stampa il presidente dei senatori della Margherita, Willer Bordon, ha parlato di un ”appello salvapatria” sottolineando che il ”nostro richiamo e’ serissimo, forte e molto preoccupato”. Di qui l’appello a tutta l’opinione pubblica che oggi formuliamo e che e’ rivolto anche a quella parte della maggioranza che ha mostrato di non condividere l’impostazione di questa riforma di rottura dell’unita’ nazionale.
Ed uno di oggi.
Roma (Reuters) La Commissione affari costituzionali del Senato ha approvato a maggioranza il disegno di legge del governo sulle riforme istituzionali. Lo riferisce una funzionaria della Commissione di Palazzo Madama.
Giovedì 22 gennaio la discussione approderà in aula.
Da alcune settimane il Senato sta discutendo del ddl di riforma costituzionale, la cui bozza è stata elaborata dai “saggi” della Casa delle Libertà quest’estate e prevede, tra i suoi punti principali, che il Senato si trasformi in una Camera delle Regioni e che il presidente del Consiglio abbia poteri più ampi.
Spero che non sia così preoccupante come sembra ad occhio, e spero che se ne parli al più presto per far luce su quello che sta accadendo.
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Sembra non sia dovuta a problemi di salute, ma a chirurgia estetia.
Self re-made man?
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Dopo l’ultimo successo di Milano del 14 dicembre, la manifestazione promossa da un variegato gruppo di associazioni si sposta a Napoli. Il 25 gennaio prossimo, anche su Emi.Li. tv (canale 855 di Sky) e su internet. Tutti i dettagli sul sito di Arcoiris TV. Questi i nomi dei personaggi che hanno già confermato:
Sabina Guzzanti, Davide Riondino, Giulietto Chiesa, Curzio Maltese, Rosalia Porcaro, Carlo Lucarelli, Marco Travaglio, Mario Martone, Pappi Corsicato, Francesco Paolantoni, Rosaria De Cicco, Tom Benettollo, Giuliana Quattromini, Gianfranco Mascia, Giovanni Pecora, Michele Gambino, Peppe Barra, Nando Dalla Chiesa e tanti altri.
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Posto qui l’intero articolo uscito nel supplemento Affari e Finanza di questo Lunedì di Repubblica, perché è veramente divertente.
Il primo prodotto di una “famiglia” dalle avanzate funzionalità e dai costi limitati
La Sun grazie a Java entra nei sistemi operativi
MICHELA DE JULIO
La Sun Microsystems entra alla grande nel mondo dei sistemi operativi lanciando Java Desktop System 2003, un sistema scritto interamente in Java, una delle creature predilette del gruppo. Il sistema è stato lanciato in autunno e ora già si sta arricchendo di nuove rivoluzionarie potenzialità multifunzione in 3D: le piatte finestre dei programmi di Windows prendono finalmente forma e corpo, trasformandosi in immagini tridimensionali che sarà possibile guardare da ogni prospettiva e spostare con il cursore del mouse o addirittura con le dita (purché il monitori sia dotato di sistema touchscreen).
Grazie alla struttura aperta in quanto basata totalmente su Java, il linguaggio che ha fatto la fortuna dellazienda americana in questi ultimi anni e che si trova oggi alla base di moltissime applicazioni software, e alla sua natura open source indipendente dallo sviluppo di un unico vendor, il sistema operativo di Sun potrà essere rielaborato in vari modi a seconda delle esigenze specifiche delle diverse industrie o essere customizzato sui gusti del singolo utente. Il sistema sarà integrato con la Java Virtual Machin e con la Java card, che consente l’autenticazione utenti assicurando che gli utenti stessi abbiano accesso solo ai propri dati e applicazioni. «E una soluzione desktop completa, sicura ed economica di fascia enterprise, facile da usare e interoperabile con le infrastrutture già esistenti», afferma Franco Roman, capo di Sun Italia. «Tra le sue caratteristiche rientrano un aspetto integrato e omogeneo, temi grafici familiari e interoperabilità con i documenti e i servizi di stampa degli ambienti Linux, Solaris e Windows». Il sistema di sicurezza Linux/Unix previene modifiche ai file di sistema e laccesso di virus e worm. Tra laltro, il Java Desktop System 2003, proprio perché basato su Linux e gli standard open source, si coniuga bene con la suite applicativa Star Office 7 targata Sun, lequivalente del pacchetto Office di Microsoft dotato di fogli per lelaborazione dei testi, fogli elettronici di calcolo, strumenti per le presentazioni in formato slide oltre al software per la posta elettronica e al browser di navigazione su Internet. Lofferta Sun è totalmente compatibile con i sistemi concorrenti e con molte applicazioni gratuite open source. Un package completo che potrebbe con il tempo diventare il diretto concorrente di Windows, visto anche il costo inferiore: 100 dollari allanno per desktop. Fino a giugno del 2004 è anche in promozione a metà prezzo.
Notevoli i passaggi sulla Java Virtual Machin (Machine?), sul fatto che sia un desktop tridimensionale (probabilmente l’autrice confonde le nuove funzioni 3d di Java), sul fatto che sia scritto interamente in java.
Ricordo che il Java Desktop non è altro che una distribuzione Linux con integrate le soluzioni per lo sviluppo Java.
Sapevo che il nome avrebbe tratto in inganno qualcuno…