Gasparri, Ciampi rinvia la legge alle Camere
Da www.repubblica.it ecco una buona notizia: Ciampi non ha firmato la legge Gasparri sulla riforma dei mezzi di comunicazione.
Da www.repubblica.it ecco una buona notizia: Ciampi non ha firmato la legge Gasparri sulla riforma dei mezzi di comunicazione.
Sul sito di Articolo 21 liberi di, si trovano tutti gli interventi della serata di ieri. Da Gino Strada a Massimo Fini, da Michele Santoro a Giulietto Chiesa. Buon ascolto.
Nuova iniziativa promossa da inMovimento, insieme a tante altre sigle, per protestare contro la censura e la chiusura di Raiot. L’evento è a Milano domenica 14 dalle 20,30. Diretta TV su Emi.Li. (canale 855 di Sky).
Tante città hanno aderito all’idea “ORA BASTA”, con megaschermi in teatri, cinema e case del popolo che trasmetteranno la manifestazione di protesta riprendendo la nostra diretta satellitare; ma tante altre si stanno prenotando al sito www.igirotondi.it .
Con la partecipazione di Sabina Guzzanti, Marco Travaglio, Michele Santoro, Francesco Di Stefano, Furio Colombo, Giulietto Chiesa, Pancho Pardi, Massimo Fini, Paolo Serventi Longhi, Peter Gomez, Nando Dalla Chiesa, Tom Benettollo, Ferruccio Iaccarino e tantissimi altri; con i contributi di Dario Fo e Franca Rame, Moni Ovadia, Daniele Luttazzi, Carlo Lucarelli…
Una grande manifestazione estesa a tutta l’Europa per denunciare e gridare forte il nostro “ORA BASTA” a qualsiasi tipo di censura, soprattutto adesso che abbiamo la conferma del definitivo stop a “Raiot” da parte del CDA della RAI.
Intanto continuano ad arrivare numerosissime le mail al Presidente Ciampi (tramite il sito www.igirotondi.it) perchè non promulghi la Legge Gasparri: 15.000 mail in tre giorni!
Il 20-23 Maggio 2004, presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Vienna, si terrà la terza conferenza del progetto Oekonux, e nella mailing list copywhat è passata il call for paper.
Il progetto Oekonux, ed il progetto correlato OpenTheory, nascono dall’idea di espandere i concetti e le modalità di sviluppo economico che stanno alla base del software libero.
Dal call for papers, disponibile nell’archivio della mailing list copywhat (italiana):
Uno dei punti fondamentali della discussione è rappresentato dalla domanda se i principi dello sviluppo e della diffusione del software libero (fondamentalmente la libertà di scambio, l’essere auto-organizzato, la partecipazione comune e senza vincoli alla produzione di conoscenza) possano costituire il fondamento e il principio di una nuova economia, che non sia più fondata sul dogma della scarsità. Una nuova economia può anche significare la base per per una nuova forma di società. Pertanto, Oekonux non è soltanto interessato al Software Libero, quanto al rapporto tra il Software
Libero e la trasformazione della società. Dall’esteso dibattito di Oekonux emergono nuove concezioni dei passati processi di trasformazione della società ed una teoria completamente nuova della trasformazione della società - cioè l’ipotesi della forma germinale (germ form).Una questione strettamente connessa è se, dove e come, nell’attuale contesto economico e sociale, possa emergere una cultura dei Beni della Libera Informazione che quindi renda i principi dello sviluppo del Software Libero fruttiferi per altri settori. I principi dello sviluppo del Software Libero costituiscono un fenomeno temporaneo e compiuto oppure si diffonderanno in altre aree della società prima o poi?
Il dibattito è molto interessante, e personalmente credo che il successo del software libero sia legato anche al successo delle teorie che lo sostengono anche ad un livello più alto, alla loro generalizzazione ed espansione ad ambiti altri rispetto al software ed all’informatica.
Ovviamente saranno necessari anni di ricerca e di sviluppo di queste teorie, ma se il software libero avrà successo credo che lo avranno anche le open theories, e viceversa il fallimento del modello economico generale probabilmente porterà al fallimento del software libero.
In quest’ottica, credo che la scelta del nome Open Source sia una fortuna inaspettata, data la sua adattabilità agli altri ambiti di sviluppo collaborativo della conoscenza.
Forse i guru che hanno portato avanti l’idea del free software, hanno veramente creato qualcosa di innovativo come la rivoluzione industriale, ed alcuni l’hanno fatto per puro divertimento.
Questo è uno degli aspetti che più mi piace e mi diverte, è emozionante sapere che tutti possono essere motori di cambiamento, con una buona idea.
Tutte le attività sono permesse, eccetto guardare la TV. Un po’ di disintossicazione non fa male. I particolari qui.
Su www.sophia.it è apparso un bell’articolo con una mia intervista, che parla della nostra petizione e delle motivazioni che hanno portato a questa richiesta.
Intanto le firme aumentano: vi invito a diffondere ulteriormente l’iniziativa, alla quale presto si affiancherà la creazione di un portale per la condivisione di materiale relativi a corsi e seminari rilasciato con licenze libere.
In questi giorni si parla tanto delle bottiglie avvelenate con siringa e detersivo. Fatto sta, che appena ho sentito la notizia al telegiornale, ho pensato immediatamente che qualcuno avrebbe emulato il cretino. E’ semplice: tutte le volte che c’è una notizia di cronaca che abbia queste caratteristiche:
- vandalismo
- demenzialità
- danni a persone
- facile reperibilità dei materiali necessari
ecco che spunta la moda di emulare il primo.
Questo mi ha fatto pensare, in questo weekend, ad un paio di cose.
Primo: è necessario acquistare acqua minerale in bottiglia? Ci sono tante controindicazioni, tra le quali l’inquinamento per il trasporto, l’insicurezza derivante dai residui del contenitore (che deve stare al buio, ma non sempre questa regola viene rispettata) e non ultimo la spesa.
L’acqua dal rubinetto è più sana, perché ci sono controlli più stretti, e costa meno. Magari assieme ad un sistema per la purificazione, se necessario, è la soluzione.
Secondo: l’informazione è sempre una buona cosa? Al primo impatto direi di si, perché una buona informazione evita danni ai cittadini (sapere che ci sono controlli che si possono fare sulle bottiglie, evita il rischio di avvelenamento), ma proprio la diffusione della notizia ha fatto proliferare gli episodi. Forse se si mettessero più a fuoco notizie più importanti, si eviterebbe anche questo rischio.
Però una bottiglia avvelenata fa più scalpore di nove bambini morti per un errore in Iraq, ed un Crofisso è più importante di una legge Gasparri.
In più, nessuna bottiglia di acqua ti farà chiudere il telegiornale.
Molte persone usano programmi di instant messaging, quali icq, jabber, yahoo, msn, etc. Jabber è un protocollo basato su xml che permette di essere connesso anche a tutte queste reti, oltre alla rete jabber.
Esistono ormai decine di client jabber per ogni sistema operativo, cosa che mi fa pensare che questo sia finalmente un prodotto finale.
L’altro giorno ho pensato che sarebbe stato carino ricevere gli aggiornamenti dei siti di notizie e dei blog che mi interessavano direttamente tramite messaggi su jabber, visto che:
- ce l’ho sempre aperto
- ha già tutto quello che serve negli feed reader
Ed ho pensato: sarebbe carino scrivere un plugin che mi connetta ai miei feed preferiti. Poi ho pensato che magari qualcuno lo aveva fatto prima di me, e con una ricerca ho trovato questo:
http://cmeerw.org/dev/book/view/7
In pratica è un codice che si può installare su un server, ed è comodissimo.
Basta inserire nei propri contatti jabrss@jabber.at, e scrivergli messaggi con la sintassi:
subscribe http://www.alessandroronchi.net/blog/b2rss2.php
Lui si occuperà di mandarvi un messaggio con il feed aggiornato qualora ci sia un aggiornamento nel blog, sollevandovi dall’obbligo di controllare il sito.
Io ho già inserito diversi feed, e lo sto usando da diversi giorni: ve lo consiglio.
(18:53:28) zoddo@jabber.sk/Gaim: list
(18:53:29) jabrss@jabber.at: http://pandemia.clarence.com/index.rdf
http://www.gaspartorriero.it/blogger_rss.xml
http://www.mantellini.it/rss.xml
http://www.montag.it/blog/index.rdf
http://www.quintostato.it/index.xml
http://www.ziobudda.net/headlines/head.rdf
La legge Gasparri è stata approvata. Subito è nato un appello rivolto al presidente Ciampi, che riconosca l’incostituzionalità della legge e rifiuti di firmarla.
Il progetto Scuola OnLine procede. Come era ipotizzabile, il passo successivo è la scelta della licenza d’uso da utilizzare. Secondo me si sta compiendo l’errore di impedire l’utilizzo commerciale: se in futuro si vorrà pubblicare il materiale, e venderlo ad un costo solo lievemente superiore a quello delle spese di produzione, questo sarà impedito dalla scelta di una licenza non-commerciale.
Quello che vuole essere, di primo impatto, un vantaggio all’abbassamento del costo, può rivelarsi un problema. Certamente i testi scolastici non verranno nel futuro prossimo consultati via pc, quindi l’utante-studente|professore sarà comunque costretto a stamparli, spendendo magari di più di quello che potrebbe ottenere tramite tipografia, a volumi di stampa più elevati.
Se siete d’accordo con me, lasciate un messaggio scrivendo sul forum oppure all’indirizzo scuolaonline@supereva.it
E’ in linea l’ottavo aggiornamento del sito di Scuola OnLine.
Ecco le novità:
- Italiano per le scuole medie: pubblicato il progetto di una antologia curato dal prof. Luigi Ala.
Gli interessati sono pregati di contattare direttamente il curatore per commentare il progetto o per offrire il loro contributo attivo.- Licenze libro aperto: pubblicata, sulla Home Page del nostro sito (http://www.scuolaonline.wide.it), la proposta della redazione di Scuola OnLine sul problema delle licenze da applicare ai testi scolastici on-line.
Non si tratta di una soluzione preconfezionata, ma di uno spunto di discussione. Invitiamo tutti a dare la loro opinione e i loro suggerimenti commentando la proposta sul forum.