Archive for Settembre, 2003

No al condono edilizio

Noi sottoscritti cittadini, profondamente inquieti per il ripetersi di notizie relative a un nuovo, possibile, condono edilizio, rivolgiamo un forte appello al governo e alle forze politiche tutte affinché un simile provvedimento, che avrebbe effetti devastanti sull’ambiente e la legalità, non venga presentato né tantomeno approvato. Nessuna pur comprensibile esigenza di bilancio può giustificare, infatti, una norma che finirebbe per premiare i furbi e i disonesti e penalizzare i cittadini rispettosi delle leggi. Il solo annuncio di una sanatoria dell’abusivismo (la terza dal 1985 a oggi), peraltro, sta già alimentando quella vera e propria industria del cemento illegale, caratterizzata da forti e comprovate connessioni con la criminalità organizzata, che rappresenta una gravissima minaccia per il patrimonio ambientale, storico e archeologico del nostro Paese.

E’ per queste ragioni che intendiamo esprimere il nostro netto dissenso nei confronti di ogni provvedimento di condono edilizio e ne auspichiamo una chiara, inequivoca e definitiva cancellazione dalle ipotesi di intervento previste per la prossima legge Finanziaria.

Questo il testo della petizione online di Legambiente, che si affianca a quella delle firme fisiche della Lipu, raccogliendo circa 4000 firme al giorno, per un totale che ieri arrivava a 27′000.

Ricordo che il condono non solo è uno scempio per la natura, ma favorisce la delinquenza, in un paese che non rispetta più nulla, dalle leggi sulle tasse alle persone stesse.

Ieri il Senatore dei Verdi Turroni ha presentato un esposto al tribunale dei ministri per istigazione a delinquere contro i vari rappresentanti del governo che hanno annunciato il condono edilizio. Dal comunicato stampa: “L’annuncio di un nuovo condono edilizio suggerisce ed incoraggia l’illegalità e la costruzione di nuovi edifici abusivi. L’immediata conseguenza è l’aumento delle costruzioni abusive. Come testimoniano molti organi di stampa nelle ultime settimane c’è stato un netto incremento delle segnalazioni di irregolarità da parte della polizia municipale”.

P2P, chi scarica compra

Almeno in Europa. Un nuovo studio sostiene che chi scarica musica dai sistemi dal peer-to-peer compra nei negozi almeno la stessa quantità di musica di chiunque altro. Un avvertimento per le major

Trovate la notizia su Punto-informatico di oggi:
http://punto-informatico.it/p.asp?i=45292

Non è il primo studio di questo tipo che conferma il risultato ottenuto. Le multinazionali della musica stanno gridando ai quattro venti una crisi del settore inesistente.

Quello che le danneggia, e che probabilmente il peer to peer e l’informazione su internet contribuiscono a creare, è un accrescimento della cultura musicale.

In questo ultimo decennio abbiamo visto un progressivo aumento delle vendite dei cd che compongono la top-ten mondiale, a discapito di tutta la cultura musicale locale, nazionale ed in genere di alto livello.
Chi scarica musica, trova il cd di Madonna, lo ascolta per un giorno, e poi passa ad altro. Incontra magari un singolo di Frank Zappa, dei Quintorigo o di Sam Paglia, un pezzo d’interpretazione per strumenti a corda di Bach, e non trovando tutto l’album lo acquista.

Il problema è che i soldi della gente vedono diminuire continuamente il loro valore d’acquisto, mentre i cd musicali aumentano di prezzo, contro costi di produzione sempre più bassi.
Di 21€ vanno all’artista solamente 1.5-2€.

La gente è stanca ed aumentano le vendite sui grandi siti di distribuzione come Amazon o nei siti personali degli artisti, a volte sconosciuti ed indipendenti.
Forse proprio quest’ultimo aggettivo, è il centro del vero problema che sta a cuore alle major.

Petizione contro il condono edilizio

In un paese civile il condono edilizio non si può accettare. Questo blog seguirà la battaglia segnalando tutti gli strumenti per contrastarlo. Si comincia con la petizione promossa dalla LIPU. Tutti i dettagli qui. Colgo l’occasione per segnalare che da oggi questo blog ospita anche i miei contributi…e presto ci saranno molte novità. Altre informazioni nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

Conferenza a Bologna: “Brevetti software: è giusto brevettare un’idea?”

A V V I S O D I C O N F E R E N Z A
“BREVETTI SOFTWARE: E` GIUSTO BREVETTARE UN’IDEA?”

domani, giovedi 18 Ore 12,
presso: Caffe` “La Linea”, Palazzo Re Enzo


Tra il 22 ed il 25 settembre il Parlamento Europeo valutera` la proposta sulla brevettabilita` delle innovazioni software.

Il software e` un prodotto particolare: fa funzionare cose concrete, ma e` un insieme di idee astratte. Istituire brevetti sul software equivale ad istituire una proprieta` privata sul pensiero.

Interverranno:
- Sen. Fiorello Cortiana (Verdi)
- Prof. Renzo Davoli (Universita` di Bologna)
- Davide Dozza (YACME, azienda di consulenza per il Free Software)
- Maurizio Lemmo (Associazione Culturale ERLUG)
- Simone Piccardi (AsSoLi, Associazione Software Libero)
- Altri parlamentari italiani ed europei

Moderatore della discussione:
- Sergio lo Giudice (Consigliere presso il Comune di Bologna)

Promossa dal Bologna Free Software Forum

Ambiente: nasce a Pesaro primo eco-condominio europeo

Il primo condominio europeo interamente ecologico, dal tetto al giardino - trecentotrentatré appartamenti atossici in un’area verde da 97.000 metri quadrati - nascerà in Italia, a Pesaro, grazie ad un progetto di bioedilizia messo a punto da Federabitazione-Confcooperative. Rientra nel programma Shè (Sustainable Housing in Europe), recentemente approvato dall’ Unione Europea e al quale partecipano anche Francia, Grecia, Portogallo e Danimarca. Quello di Villa Fastiggi a Pesaro è uno degli otto progetti italiani, e secondo la Federabitazione partirà prestissimo ed è destinato a fare la parte del leone. L’eco-condominio (un insediamento da 23.000 metri quadrati) sorgerà in una zona di 150.000 metri quadrati complessivi, in larghissima parte destinata a verde. L’ ambiente circostante infatti deve costituire parte integrante degli edifici, a loro volta progettati lontano da campi elettromagnetici e da fonti di inquinamento acustico e sonoro. L’ orientamento degli appartamenti poi è studiato per favorire il risparmio energetico e la massima disponibilità di luce, con il ricorso a fonti
rinnovabili e il potenziamento della ventilazione e dell’ isolamento naturali. E naturalmente i materiali di costruzione sono naturali o completamente atossici. Nel quartiere ecologico non mancheranno ovviamente percorsi ciclo-pedonali, ma è previsto anche un polo commerciale dove fare la spesa. Acquistare una biocasa costerà un po’ di più (circa il 10% rispetto ad un normale appartamento) ma secondo il presidente di Federabitazione Angelo Grasso “le spese aggiuntive saranno presto riassorbite dal risparmio energetico del palazzo, con una riduzione drastica delle bollette di tutte le utenze, e un taglio dei consumi stimato nel 30% annuo”. Per la prima volta infine un progetto di questo genere investe l’edilizia popolare, il settore delle costruzioni che realizza le
maggiori cubature e interessa il maggior numero di famiglie in Italia. Una rivoluzione nel modo di costruire per migliorare la qualità ambientale delle nostre città.

Mp3 ed ogg della trasmissione radiofonica sui brevetti software

Sono disponibili gli mp3 e gli ogg della trasmissione radiofonica sui brevetti software. Gli ogg sono stati aggiunti grazie alle critiche espresse nei commenti: l’mp3 è un formato proprietario, e non era proprio adatto a trasmettere un messaggio di questo tipo. Inoltre gli ogg permettono una migliore qualità a fronte di una riduzione di spazio occupato su disco, se prodotti con le stesse caratteristiche di frequenza e bitrate.

Potete ascoltare gli interventi degli esperti semplicemente scaricando i file che trovate a questi due link, grazie a rc103:
ogg
parte #1
parte #2

mp3
parte #1
parte #2

I virus danneggiano tutti, ma Ballmer ancora di più

Questo post potrebbe intitolarsi in milioni di modi diversi, ed essere sistemato in categorie diverse dall’Informatica. Chi crede che l’informatica sia una scienza a sé stante, scollegata dalle altre, commette a mio parere un grave errore.
Stiamo assistendo ad un incremento dell’influenza dell’informatica in tutti i settori della vita, e vediamo sistemi informatici guidare grosse banche, grosse televisioni e l’informazione, le industrie. Tutto, insomma.

Quindi una mancanza di libertà nell’informatica, determinerà a breve termine anche una mancanza di libertà in tutti i settori della nostra vita, per questo non si può considerare il problema allo stesso modo dei quotidiani, che la tirano in ballo solo per parlare di pedofilia.

Ignoriamo completamente quale sia il ruolo dell’informatica, quale centralità esso assuma nella nostra vita del futuro. L’informatica non è Internet, questo dovrebbe dire chi fa informazione, e trattare gli argomenti ad essa correlati con la stessa enfasi delle discussioni politiche. Anzi, quelle no, l’esempio è sbagliato. Magari darvi la stessa importanza della cronaca nera o rosa, questo è più calzante.

E’ di oggi la notizia delle dichiarazioni di Ballmer, CEO di Microsoft, che dicono testuali parole che i virus sono un danno per tutti.
Ora, la notizia da sola non avrebbe nessuna importanza, ma come al solito una grattatina al retro del biglietto da visita rivela interessanti problematiche.
Nel Giugno di quest’anno Microsoft ha acquisito GeCAD, una importante azienda nel settore del software antivirus. Questa azienda era produttrice di RAV, un software antivirus disponibile anche per Linux, che è uno dei sistemi più utilizzati dai provider per i server di posta che sono tra i principali conduttori di virus.

Sia chiaro che quando parlo di antivirus per Linux, parlo di programmi che controllano la posta che il server sta spedendo per conto dei clienti che usano Windows, ripulendoli dai virus per Windows in modo tale che nessun destinatario riceva il messaggio infetto. Esistono pochi casi di virus per Linux, numericamente del tutto irrilevanti rispetto alla miriade di quelli che infettano il sistema operativo di Microsoft.

Ora, Microsoft acquisisce l’azienda che produce questo antivirus disponibile anche per Linux, e qualche giorno dopo si apprende la notizia che questo prodotto non verrà più sviluppato.

Come con l’acquisizione della Corel, azienda ormai sull’orlo del fallimento, Microsoft adotta da anni la politica di acquisire le aziende che producono software concorrenti. Acquisizioni che non portano direttamente null’altro che svantaggi economici alla grande multinazionale, ma che indirettamente hanno l’effetto collaterale di chiudere i battenti delle aziende e dei prodotti concorrenti.

Se i virus sono un problema di tutti, qualcuno guadagna sul fatto che esistano, e no, non è vero quello che dichiara Ballmer dicendo “Se oggi qualcuno venisse a dirmi, per ipotesi, che domattina mi sveglierò con il potere di cancellare tutti questi problemi firmando un assegno enorme, lo farei senza pensarci un momento. Ma non è così che gira il Mondo”.

Microsoft e le aziende produttrici di virus sono le prime a guadagnare quando un nuovo virus entra nella scena del catalogo dei cattivoni mondiali, quindi non è vero che li eliminerebbero con un colpo di spugna, se fanno chiudere lo sviluppo di software che funzionano, sia tecnicamente che economicamente, nella pulizia virale.

Loro producono sia i buchi che le toppe delle loro finestre.

Le toppe costano di più delle finestre.

Vedremo mai scomparire i buchi?

I Verdi chiedono che la UE passi al software libero/open-source

COMUNICATO STAMPA - Bruxelles, 16 settembre 2003

I Verdi chiedono che le istituzioni europee passino al software libero/open-source

I Verdi/ALE al Parlamento europeo hanno chiesto che le istituzioni europee, e in particolare il Parlamento europeo, sostengano il software libero/open-source introducendolo nel proprio sistema informatico.

In una lettere al segretario generale del Parlamento Julian Priestly, i Co-presidenti dei Verdi/ALE Monica Frassoni e Daniel Cohn-Bendit, sostengono che, oltre ad aiutare l’industria del software europea, il passaggio al software libero/open-source (cioè con codici di fonte di pubblico dominio) porterebbe per il Parlamento vantaggi in termini di continuità dei dati, indipendenza tecnologica e spese budgetarie. Una decisione in questo senso, darebbe attuazione alla risoluzione del Parlamento europeo su Echelon che raccomandava l’utilizzo di software libero per rafforzare la sicurezza informatica e tecnologica.

Molte amministrazioni pubbliche europee sono già passate da sistemi di software basati sul diritto d’autore verso sistemi open-source; tra questi il Governo federale tedesco in Germania, la Federation des Mutualités Socialistes in Belgio, il Ministerio Administraciones Publicas in Spagna, le amministrazioni comunali di Turku in Finlandia e Riga in Lettonia, nonchè l’amministrazione della Regione Lazio in Italia.

Il Gruppo dei Verdi/ALE ha organizzato una conferenza stampa per domani mercoledì 17 settembre alle 15.00 al Parlamento europeo, che sarà seguita da un dibattito aperto a tutti con esperti nel settore dello sviluppo di software e della tutela dei consumatori che discuteranno con economisti e scienziati l’impatto che la proposta di direttiva europea sul brevetto delle invenzioni informatiche avrà sull’industria del software europea, sulla ricerca e sui consumatori europei. La conferenza si terrà dalle 16.00 alle 18.30 nella sala PHS 5B001.

Il dibattito e il voto sulla relazione Mc Carthy sulla proposta di direttiva europea è prevista per la prossima sessione plenaria di Strasburgo, dal 22 al 25 settembre.

Conferenza stampa: brevetto sul software
15.00, mercoledì 17 settembre 2003
European Parliament Press Centre
Sala stampa, PHS 01 A 50

La partecipazione alla conferenza che seguirà è gratuita e libera, ma per poter accedere ai locali del Parlamento europeo è necessario registrarsi per e-mail presso lvandewalle@europarl.eu.int Il programma della conferenza è disponibile sul sito:
http://www.greens-efa.org/en/agenda/detail.php?id=1170

Qui in allegato il testo (in inglese) della lettera indirizzata al Segratrio Generale del Parlamento europeo.

Mr Julian Priestly
Secretary General
European Parliament

Brussels, 9 September 2003

Dear Mr Priestly,

We are anxious to contribute to the development of our Parliament’s information policy. With this in mind, we would like to draw your attention to the increasingly important role that free and open source software plays in the European market. Indeed, a considerable number of large public administrations have already switched from proprietary to open source software for reasons of data continuity, technological independence and budget. This is of great benefit to the development and viability of open source software.

The Green/EFA Group - and in particular our Vice-President, Mr Gérard Onesta - have already discussed the role of open source software in bureau meetings of the Parliament and with other authorities. We would like the Parliament, in liaison with the other European institutions, to plan to either begin phasing open source software into the IT system, or to give the choice between open source and proprietary software of the Microsoft type to the people who use software in the institutions.

We truly believe that by taking a step in this direction, the European Parliament could demonstrate its desire to respond to the expectations of its constituents while still remaining in touch with technological developments.

We would be grateful if you could examine our request, discuss it with the relevant services of the Parliament and keep us informed of the feasibility of our institution’s transition to free and open source software. We are of course at your disposal to discuss specifics.

In the meantime we are assured that you will treat our request with sensitivity and seriousness, and we remain, sincerely yours,

MONICA FRASSONI, DANIEL COHN-BENDIT
Co-Presidents of the Greens/ALE

CC: Mr Harald Römer

—ENDS—

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Monica Frassoni
Deputata al Parlamento Europeo
Presidente Gruppo dei Verdi/ALE

Il Government Security Program: Stanca firma un protocollo d’intesa con Microsoft

(ANSA) - ROMA, 16 SET - ”Un governo democratico non avrebbe dovuto stringere un patto segreto con un’azienda americana, accusata dallo stesso governo Usa di monopolio nel proprio Paese, disattendendo cosi’ le aspettative della Commissione Open Source”. Ad affermarlo e’ il presidente della sezione italiana della free software foundation, Stefano Maffulli, in seguito alla firma avvenuta oggi del protocollo d’intesa ‘Government Security program’, tra il ministro per l’innovazione e le tecnologie Lucio Stanca e la Microsoft. Secondo Maffulli ‘’si rischia di consegnare l’infrastruttura informatica dell’e-Government ad una terza realta’, gettando alle ortiche il lavoro ed i suggerimenti avanzati dalla Commissione Open Source”. L’interoperabilita’ ed il dialogo con i sistemi aperti, ”non sono affatto garantiti - afferma il rappresentante del Fsf - anzi, saranno possibili solo con prodotti firmati Microsoft”. Inoltre, conclude Maffulli, chiunque avra’ accesso al codice cadra’ ”ostaggio del gigante del software, perche’ non potra’ piu’ scrivere il crittografico senza rischiare di essere accusato di utilizzare frammenti del codice”.(ANSA).

Clima: Matteoli, Accordo di Kyoto non basta, fare di più

E fin qui siamo tutti d’accordo. Certo che se almeno venisse ratificato questo protocollo da parte degli Stati Uniti, che impone solamente una riduzione del 6% delle emissioni e che quindi è inadeguato ed insufficiente (ma è sempre un primo passo), allora potrebbe partire almeno questo progetto.
Ricordo che il protocollo di Kyoto per andare in porto dev’essere ratificato da un insieme di paesi che coprano almeno il 55% delle emissioni attuali, e che Stati Uniti e Russia non hanno ancora accettato (se uno qualsiasi dei due firmasse, il progetto potrebbe partire).
Quindi la notizia del progetto portato avanti dal nostro ministro dell’ambiente mi può stare anche bene, ma prima di pensare a nuovi finanziamenti si potrebbe cercare un accordo per portare a termine quelli precedenti.
Oltre a questo problema, bisognerà vedere su quali ambiti andranno a finire i finanziamenti di 30 milioni di euro previsti per questo progetto a due mani, e mi piacerebbe sapere perché Italia e Stati Uniti prendano strade diverse da quelle degli accordi internazionali già stabiliti ed in itinere per portare avanti le soluzioni ambientali.

Ecco la notizia Ansa:

(ANSA) - SACRAMENTO (CALIFORNIA) - Il protocollo di Kyoto non basta piu’. Per proteggere il clima ”diventa indispensabile definire una strategia e attuare misure con orizzonti ed effetti molto piu’ significativi di quelli definiti dal Protocollo” A lanciare una nuova sfida anti-emissioni nocive e’ il ministro dell’ambiente Altero Matteoli giunto a Sacramento in California per firmare un accordo di partnership con il governo statunitense in funzione della ricerca e dell’attuazione di nuove tecnologie per affrontare i cambiamenti climatici. Un accordo che si inserisce nell’ambito della due giorni di workshop che mettera’ a confronto le aziende statunitesni e italiane e che si e’ aperto oggi nella citta’ californiana. Se venisse confermato il trend attuale, entro il 2030 la domanda di energia aumentera’ piu’ del 50% e le relative emissioni di Co2 cresceranno piu’ del 60% rispetto ai livelli attuali a causa dell’incremento degli usi energetici dei combustibili fossili soprattutto nelle economie emergenti di Cina, India e altri Paesi in via di sviluppo con rischi per gli equilibri climatici. Proprio ”per garantire la stabilizzazione della concentrazione di Co2 a livelli di sicurezza entro la fine del secolo - ha detto Matteoli - gli scenari internazionali prevedono che sara’ necessario avviare, in un periodo compreso tra il 2020 e il 2050, una riduzione globale delle emissioni pari ad almeno il 50-60 per cento rispetto ai livelli del ‘90”. Una percentuale che supera di gran lunga l’attuale 5,2% previsto dal protocollo di Kyoto solo per i Paesi maggiormente sviluppati. Ecco perche’, secondo il ministro, ”a cominciare dal 2020 la risposta alla domanda di energia dovra’ essere basata anche su un impiego sempre piu’ diffuso delle fonti rinnovabili, delle tecnologie collegate all’utilizzo dell’idrogeno e delle celle a combustibile, delle tecnologie ‘pulite’ e ad alta efficienza per l’impiego dei combustibili fossili e delle tecnologie per la ’sequestration’ del carbonio”. In particolare, secondo il piano del ministero dell’ambiente, saranno necessari uno sforzo straordinario di ricerca e innovazione nel senso, ha spiegato Matteoli ”di un vero e proprio shock” tecnologico per rendere economicamente conveniente l’utilizzo di nuove fonti energetiche ‘pulite’ e sicure e, contemporaneamente, favorire la diversificazione dell’offerta rispetto ai combustibili fossili”. Accanto a questo, indispensabile un impegno generalizzato di tutti i Paesi, sviluppati e in via di sviluppo, al fine di ridurre le emissioni e giungere a una stabilizzazione della concentrazione di anidride carbonica in atmosfera. Terreno comune di questa sfida e’ la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici sottoscritta a Rio ‘92 che gli Usa ”non hanno mai rinnegato”, sottolinea il ministro Matteoli. Convenzione e ‘ponte’ della cooperazione tecnologica costituiscono in sostanza la base per costruire ”un nuovo partenariato tra Unione Europea e Usa sui cambiamenti climatici”. In tal senso il programma di cooperazione tecnologica e scientifica Italia-Usa rappresenta il primo mattone di questo nuovo impegno internazionale che non e’ alternativo a Kyoto ma va oltre quel protocollo. ”Questa riunione bilaterale - ha spiegato Matteoli - rappresenta in modo concreto la volonta’ dell’Italia e degli Usa di dare attuazione alla visione comune dei presidenti Bush e Berlusconi contenuta nella dichiarazione del luglio 2001, che impegna i nostri due Paesi a lavorare insieme sia per rafforzare la ricerca sui cambiamenti climatici sia per sviluppare tecnologie a basse emissioni”. A rispondere a queste esigenze diverse aziende italiane sbarcate in California per confrontarsi con i partner statunitensi. Cattura di Co2, celle a combustibile e micro turbine, produzione di idrogeno energie rinnovabili ed efficienza energetica i macro-argomenti sui quali verte il workshop di Sacramento al quale porteranno il loro contributo tra gli altri, Eni, Enel, Fiat, Enea, Politecnico di Milano, Ansaldo, Solvay. Ma per lanciare questa iniziativa globale Governi-imprese, e’ necessario, ha spiegato Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’Ambiente e responsabile tecnico dei negoziati con gli Usa, garantire un sistema in grado di dare priorita- ai finanziamenti sulla ricerca tecnologica; di realizzare un quadro di standard internazionali per codificare i vantaggi ambientali ed energetici delle diverse opzioni; riorientare i fondi per il sostegno di questi progetti; introdurre il ‘free-trade’, ovvero il libero commercio delle tecnologie energetiche. Il tutto secondo una prospettiva che abolisca la logica fondata su obblighi e sanzioni, il command and control, e invece abbia come punto di riferimento accordi commerciali comuni”. (ANSA). GU

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