Archivio del mese di Agosto 2003


Articolo sul Sito del Cordis sul problema dei brevetti software

Ecco la news, che si trova all’indirizzo:
news

Secondo alcuni manifestanti, la brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici soffocherà l’innovazione
[Data: 2003-08-29]

Il 27 agosto, i sostenitori di una “Europa libera senza brevetti sul software” si sono riuniti davanti al Parlamento europeo per protestare contro la proposta della Commissione sulla brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici.

La proposta, che sarà inviata al Parlamento europeo il 1° settembre per la discussione plenaria e la relativa decisione, è stata inizialmente elaborata nell’intento di eliminare le ambiguità nella gestione dei brevetti sui software e le differenze nell’interpretazione dei singoli brevetti da parte degli Stati membri dell’UE.

Da allora, la proposta è passata al vaglio di tre diverse commissioni parlamentari, le quali hanno apportato una serie di emendamenti volti a migliorare la definizione del tipo di invenzioni che saranno regolamentate dalla direttiva. In particolare, è stato modificato il termine “invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici”, affinché non includa i programmi per elaboratore in quanto tali, ma solo i dispositivi come i telefoni cellulari, gli elettrodomestici intelligenti, i dispositivi di comando dei motori, le macchine utensili e le invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici.

Tuttavia, gli oppositori della proposta sostengono che gli emendamenti non sono sufficienti e definiscono la direttiva proposta “un lupo travestito da agnello”. Uno dei manifestanti, Peter Gerwinski della Fondazione tedesca per una libera infrastruttura dell’informazione (FFII), ha dichiarato al Notiziario CORDIS che la proposta della Commissione è illusoria. “Gli estensori del documento stanno cercando di dare l’impressione di vietare i brevetti sul software, ma in realtà li stanno introducendo”.

Il dott. Gerwinski ha fatto riferimento alla prima versione della proposta, che forniva la seguente definizione del termine “invenzione attuata per mezzo di elaboratori elettronici”: “Un’invenzione la cui esecuzione implica l’uso di un elaboratore, di una rete di elaboratori o di un altro apparecchio programmabile e che presenta una o più caratteristiche che sono realizzate in tutto o in parte per mezzo di uno o più programmi per elaboratore”.

“L’attuale testo della proposta - ha affermato il dott. Gerwinski - è stato modificato affinché tale riferimento risultasse molto ben dissimulato, ma il messaggio è lo stesso: i software sono brevettabili”.

Programmatore di professione, il dott. Gerwinski gestisce una società di sviluppo software in Germania. Egli è fermamente convinto che la proposta della Commissione avrà conseguenze disastrose per l’innovazione e il futuro delle piccole società di software. “Quando la brevettabilità del software sarà introdotta in Europa - così come previsto a lungo termine e come già avviene negli USA - sarò costretto a chiudere la mia azienda e ad andare a lavorare per una grande società”, ha affermato il dott. Gerwinski.

Sebbene la direttiva comunitaria vigente (91/250/CEE) escluda il software dalle norme sulla brevettabilità, ben 30.000 brevetti di software sono già stati concessi dall’Ufficio europeo dei brevetti (UEB). “Gli attuali brevetti sono già sufficienti ad impedirmi di creare tutti i miei software”, spiega il dott. Gerwinski, aggiungendo: “Tecniche di base quali la barra di avanzamento sono già state brevettate, schiacciando le piccole imprese e consentendo alle società più grandi di monopolizzare il mercato”.

Tuttavia, secondo l’eurodeputata Arlene McCarthy della commissione per gli affari giuridici del Parlamento europeo, il progetto di risoluzione legislativa tiene conto delle preoccupazioni relative al potenziale impatto esercitato sulle piccole aziende. In uno degli emendamenti al documento, infatti, si chiede alla Commissione di monitorare l’impatto della legislazione sulle piccole e medie imprese (PMI).

Durante la manifestazione, alcuni gestori di siti web contrari al progetto di legislazione hanno dimostrato le potenziali conseguenze della brevettabilità dei software, impedendo temporaneamente l’accesso ai propri siti web. “Abbiamo voluto dimostrare ciò che accadrebbe se un titolare di brevetto impedisse l’utilizzo di un determinato componente di software: tutti i siti web connessi a quel software si bloccherebbero”, ha spiegato il dott. Gerwinski.

Oltre 150.000 persone hanno espresso dubbi in merito alla proposta e hanno firmato una petizione a favore di “un’Europa libera senza brevetti sui software”. Fra i sostenitori di quest’iniziativa figurano circa 2.000 titolari d’impresa e direttori generali, 2.500 sviluppatori e ingegneri di tutti i settori dell’industria europea dell’informazione e delle telecomunicazioni ed oltre 2.000 scienziati e 180 avvocati. A loro avviso, brevetti e software sono incompatibili e il copyright rappresenta la migliore soluzione per tutelare il lavoro degli autori di software.

“Brevettare il software è come brevettare una cipolla e poi impedirne l’utilizzo nelle ricette”, ha spiegato Tinne Van Der Straeten, attivista dei “Giovani Verdi” belgi.

Quest’esempio, conviene il dott. Gerwinski, dimostra efficacemente quanto sia assurdo l’obiettivo dell’attuale proposta. La FFII, pertanto, chiede agli eurodeputati di esaminare più approfonditamente la legislazione proposta e di leggere i commenti formulati dalla Fondazione prima di esprimere il loro voto il 1° settembre.

Le foto della manifestazione di Bruxelles contro i brevetti


Sul sito del Gruppo confederale della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica, http://www.gue-ngl-pdci.com/ sono state inserite le foto della manifestazione del 27 Agosto a Bruxelles contro i brevetti sul software.
L’indirizzo dell’album fotografico è qui:
Elenco Foto

La manifestazione è stata importante e ad effetto, con lancio di palloncini neri, lapidi che commemoravano la morte dello sviluppo del software, striscioni ed altre trovate. Purtroppo è stata completamente ignorata dai media.

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Francesco La Camera: “Sviluppo Sostenibile. Origini, Teoria e pratica”

Vi consiglio questo libro, scritto in tono tecnico ma comprensibile dall’Ex direttore generale per lo Sviluppo Sostenibile presso il Ministero dell’ambiente.

Il concetto di sviluppo sostenibile ha suscitato una straordinaria attenzione politica, popolare, accademica. Anche i mass media hanno mostrato un crescente interesse, che ha conquistato le prime pagine dei giornali, in occasione delle vicende riguardanti l’applicazione del Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici o il Vertice di Johannesburg del 2002. Spesso sono però trascurate le profonde modifiche richieste dalla scelta dello sviluppo sostenibile, sia ai modelli di produzione e di consumo, sia al sistema di valori che regge l’organizzazione sociale e l’attività economica. Il volume considera lo sviluppo sostenibile prima nella sua dimensione storica e tecnico-scientifica, poi nella dinamica di lavoro delle organizzazioni internazionali, dell’Unione Europea e del nostro paese, anche per gli aspetti connessi alla globalizzazione e al finanziamento dello sviluppo. In due distinte appendici vengono presentati il sistema di Governance internazionale e indicatori e metodi per la sostenibilità.

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Farmaci ai paesi poveri: Alla Wto firmato l’accordo

Da Repubblica.it:

Farmaci ai paesi poveri, via libera dalla Wto. Finalmente, dopo innumerevoli rinvii e colpi di scena, i 146 Paesi membri dell’Organizzazione mondiale del commercio hanno formalmente approvato a Ginevra l’accordo sui salvavita (per esempio contro Aids, malaria e tubercolosi). E ora, con l’intesa appena siglata, grazie a specifiche deroghe al diritto sui brevetti, saranno agevolate le importazioni da parte di quei paesi che sono privi di industrie nel settore di farmaci generici a buon mercato.

Grande la soddisfazione del direttore generale dell’organizzazione Supachai Panitchpakdi: “L’ultimo pezzo del puzzle è andato a posto. L’intesa costituisce una prova del fatto che la Wto può anche gestire questioni umanitarie e non solo commerciali. E’ stato difficile. Il fatto che i membri della Wto abbiano raggiunto un compromesso su questa complessa questione è la prova della loro volontà. Siamo di fronte ad un accordo storico”.

L’accordo arriva dopo giorni di complicate e serrate trattative. Con un finale-thrilling. Un’intesa di massima era stata infatti raggiunta nella notte del 28 agosto, ma a un passo dalla firma era clamorosamente saltata. Ora l’approvazione ufficiale del testo è una boccata di ossigeno per i paesi poveri, e un buon viatico per la conferenza ministeriale della Wto in programma a Cancun, in Messico, dal 10 al 14 settembre prossimi.

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Supporta l’energia rinnovabile

E’ stata proposta la costruzione di una fattoria del vento a 3 miglia dalla costa del sud del Galles nel Regno Unito, vicino ad una città sul mare chiamata Porthcawl. Se l’esperimento avrà successo, sarà una delle prime fattorie del vento in mare aperto nel Regno Unito, ed aprirà la strada alle soluzioni alternative per ottenere in futuro energia pulita. Alcuni abitanti del luogo si stanno opponendo al progetto per paura che le turbine allontanino turisti dal luogo.
Greenpeace invita tutti a mandare una cartolina tramite questo link:

http://act.greenpeace.org/ecs/s2?i=938&sk=uk&la=en

A differenza delle solite cartoline, questa è fatta in modo tale da essere spedita automaticamente all’autorità turistica del Galles e al Governo del Galles. Dì loro che supporti l’energia rinnovabile. E, per di più, visiterai il Sud del Galles per vedere la fattoria del vento.

Clima. Verdi europei chiedono a Prodi di agire

Da Econews:

I Co-Presidenti del gruppo Verdi/ALE al Parlamento europeo, Daniel Cohn-Bendit e Monica Frassoni, hanno inviato oggi una lettera aperta al Presidente della Commissione europea Romano Prodi, esprimendo la loro profonda preoccupazione per il cambiamento del clima globale e chiedendo all’organismo esecutivo dell’Unione europea di prendere misure immediate. I leader dei Verdi hanno chiesto l’introduzione di un “patto di stabilità” per il miglioramento delle procedure europee in tema ambientale e per garantire che l’UE rispetti il proprio impegno di riduzione dell’inquinamento previsto dal Protocollo di Kyoto. Studi condotti dell’agenzia europea dell’ambiente dimostrano che, mentre paesi quali la Germania e il Regno Unito sono in linea per il rispetto degli obblighi di Kyoto, Portogallo, Spagna, Irlanda e soprattutto l’Italia non sono in grado di mantenere i propri impegni di riduzione dell’inquinamento dell’aria. La lettera cita i trasporti e le energie rinnovabili come due settori molto importanti nei quali la Commissione deve adoperarsi per ridurre l’inquinamento e proporre politiche di lungo termine. La lettera ha definito “fuorviante” l’iniziativa del Governo italiano di promuovere le reti infrastrutturali transeuropee, e ha invece domandato che gli investimenti siano indirizzati ai corridoi ferroviari e alle vie d’acqua. E’ stato invece lodato l’accordo fra la Germania e la Commissione, concernente l’introduzione di un sistema di pedaggio che dovrebbe parzialmente finanziare nuove infrastrutture ferroviarie. Alla lettera ha contribuito anche l’europarlamentare verde Claude Turmes, relatore del recente rapporto del Parlamento europeo sulla liberalizzazione del mercato dell’energia. Turmes ha sottolineato l’inefficienza e la vulnerabilità degli impianti di produzione di energia in Europa, sempre più obsoleti, cosa che è apparsa ancora più evidente durante le ondate di caldo in estate. La lettera sostiene che le centrali nucleari e a carbone sono efficienti solo per il 35%, producendo meno energia di quanta ne disperdano nell’aria e nell’acqua circostanti. Il mese scorso, le centrali nucleari francesi hanno dovuto essere chiuse per le temperature crescenti, quando l’unico modo per mantenerle operative avrebbe implicato lo scarico di acqua bollente nei fiumi vicini. La lettera al Presidente Prodi chiede che siano perseguiti con vigore sistemi di produzione dell’energia sostenibili, e che gli obiettivi relativi alle quote di energia prodotte a partire da fonti rinnovabili e da co-generazione siano aumentati e resi vincolanti. Si auspica infine una riduzione annuale del consumo di energia in Europa dell’1%.

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Investito un milione di euro sul sistema opensource di e-learning Claroline

Un dipartimento sulla tecnologia del Belgio ha deciso di finanziare con un milione di euro il progetto Claroline, un famoso sistema di e-learning che si poggia su Apache, php e Mysql. L’investimento non potrà dare che una grossa spinta allo sviluppo di questo progetto, che è già utilizzato anche in produzione in moltissimi paesi del mondo, per i quali Claroline è stato tradotto ed internazionalizzato.
Speriamo che la sua diffusione aumenti con la pubblicità derivante da questo finanziamento record per un progetto che si basa su software libero.

Questa è la notizia, uscita nel portale di Claroline http://www.claroline.net:

The General Bureau for Technology, Research and Energy of the Ministry of Walloon Region (Belgium, Europe) has decided to allow around 1M ? to Claroline. Research and Development will be made in both ECAM (Ingeneers Higher Education) and University of Liège.

Incontro / Conferenza stampa contro i brevetti software rinviata

Ecco un comunicato stampa dell’Associazione Software Libero:

COMUNICATO STAMPA

INCONTRO / CONFERENZA STAMPA CONTRO I BREVETTI SOFTWARE RINVIATA al 12 SETTEMBRE

La Conferenza dei Segretari Generali del Parlamento europeo ha deciso qualche ora fa di spostare la discussione ed il voto sul rapporto McCarthy dalla data inzialmente prevista del 1° settembre alla seconda sessione di settembre (22 - 25 settembre); la data esatta verrà stabilita la settimana prossima a Strasburgo.

Questo è un successo per gli sforzi di lobby della FFII (Foundation for a Free Information Infrastructure, http://ffii.org/) contro il rapporto di McCarthy sulla brevettabilità del software, sforzi che noi appoggiamo ed invitiamo a sostenere nei modi descritti sul sito della FFII.

Invitiamo le imprese italiane a far sentire la propria voce inviando un fax indirizzato ai parlamentari europei, come descritto alla pagina http://swpat.xsec.it/.

Invitiamo i parlamentari europei a far propri gli emendamenti proposti dalla FFII, che sono elencati e descritti in dettaglio ad http://swpat.ffii.org/papers/eubsa-swpat0202/prop/#pream.

Allo scopo di diffondere la conoscenza del problema dei brevetti software, il Gruppo radicale al Parlamento europeo, il CDTI (Club Dirigenti Tecnologie dell’Informazione) e l’Associazione software libero invitano cittadini e imprese attive ad ogni titolo nello sviluppo del software, libero o meno, all’incontro / conferenza stampa che si terrà
presso l’ufficio del Parlamento europeo a Roma, in via IV novembre 149, alle 10.30.

La data della conferenza, inizialmente stabilita per domani 29 agosto, è ora RINVIATA DI DUE SETTIMANE, al giorno 12 settembre.
L’evento è mirato a sensibilizzare la stampa ed i parlamentari europei circa i pericoli della direttiva McCarthy sui brevetti software europei e verrà diffuso da Radio radicale.
Maggiori informazioni sui brevetti software in Europa nel comunicatostampa (http://softwarelibero.it/news/20030826-01.shtml) emesso dall’Associazione software libero.

Il programma dell’incontro sarà pubblicato appena disponibile su http://softwarelibero.it/news/20030828-01.shtml, di seguito al testo del presente annuncio.

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Dialogo con un’onorevole DS del parlamento UE sui Brevetti

“Mi potrebbe spiegare in maniera chiara perche’ i DS hanno scelto la strada degli emendamenti (che presuppongono un voto favorevole finale, sia pure ad un documento emendato .. ) invece del NO senza compromessi come sembrano intenzionati a sostenere partiti come i Radicali ?”


Caro xxxx, se scegliessimo la via del no saremmo in minoranza nella plenaria del  Parlamento europeo (dove il PPE, con l’UEN e una parte dei Liberali  hanno una forte maggioranza), quindi perderemmo. Il risultato sarebbe che le posizioni della destra passerebbero nella loro versione peggiore e quindi, sia in prima che in seconda lettura, (si tratta di una procedura di co-legisazione PE e Consiglio) ne il PSE, né i Verdi, né la GUE, né i Radicali saranno più in grado di modificare il testo. A volte in politica bisogna scegliere se fare proclami e stare fermi su posizioni assolutiste (anche se giuste a volte) che non possono modificare la realtà e che permettono ad una maggioranza di forti interessi di legiferare indisturbata, o fare lo sforzo di agire nel senso dei propri obiettivi e principi - attraverso compromessi migliorativi - evitando derive peggiori non più modificabili. Noi abbiamo scelto la seconda strada, che, le garantisco, in termini di lavoro, impegno e dialogo, richiede molti più sforzi della prima. 
Siamo coscienti del fatto che di fronte all’elettorato ed ai media non è facile far conoscere e capire le nostre  posizioni, ma siamo
 convinti che questa strada sia la più fruttosa a lungo termine. La ringrazio dell’attenzione.
Cordiali saluti
Santina Bertulessi

On. Fiorella GHILARDOTTI
Parlamento Europeo
Uff. 15G217
Rue Wiertz, 60
B - 1047 - BRUXELLES
Tel. 0032/2/284.51.08
Fax 0032/2/284.91.08
E-mail: fghilardotti@europarl.eu.int
www.dspe.net


In minoranza nella plenaria del parlamento europeo?
La risposta mi puzza, perché ci sono un sacco di persone che sono contrarie alla proposta, sia a destra che a sinistra (quelle che ascoltano il 95% dei cittadini europei che sono contrari).
Se si facesse una migliore informazione, sicuramente si otterrebbero maggiori consensi, e si riuscirebbe a non far passare questo
decreto, come del resto è accaduto tutti gli anni precedenti (ricordo che tutti gli anni la storia si ripropone, non è certo il primo tentativo). Questa risposta è l’ennesimo tentativo di fare della politica una ragazzata tra due schieramenti: “ne il PSE, né i Verdi, né la GUE, né i Radicali saranno più in grado di modificare il testo” è una cazzata da un milione di dollari: è proprio il PSE che propone questo decreto, non chissà quale altro partito di destra.

Il PSE non ha la maggioranza per votare contro una proposta del PSE, interessante nuova versione della politica europea.

Se i DS voteranno a favore di questa legge, senza nemmeno fare un tentativo di ostacolarla in toto, su internet si scatenerà un polverone che danneggierà i DS e tutti i partiti che si sono trovati d’accordo, anche se su televisioni e quotidiani non ne verrà dato risalto. Io credo che non si abbia la volontà di ostacolarla, e si cerchi la via degli emendamenti solo per addolcire una pillola troppo amara, ed avere l’immagine pulita nei confronti degli elettori.

E’ vero che a volte è bene dialogare per ottenere una mediazione. Purtroppo questa volta la mediazione non esiste, chi propone la legge l’ha scritta in modo tale che passi livellata dagli emendamenti. E’ come quando al mercato si tratta una merce: chi vende chiede 150 per ottenere 100, e chi compra tratta 100 pensando di essere furbo, o sapendo che così fa bella figura.

A me, più che una mediazione, sembra pura vasellina: pare non sia una questione importante, per la quale si debba cercare di lottare.

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Volevo solo spaventarli

Ho appena sentito in quella merda di telegiornale che è “Studio Aperto”, che Vito Cosco, l’assassino di 4 persone nella strage di Rozzano, ha dichiarato che non voleva uccidere, ma solo spaventare i suoi due obiettivi.

Certo.

Il telegiornale, che ama fare soap opera su tutte le notizie, dalla cronaca alla politica, ha glissato nel suo servizio il fatto che Cosco ha sparato 8 colpi, 4 dei quali nel torace ed uno nella spalla di una sola persona, obiettivo evidentemente da spaventare con cura, altri due nella testa del secondo personaggio da “spaventare”, uno nel collo di una bambina in braccio ad una passante, ed uno su un pensionato che stava portando a spasso il cane.

In questa sparatoria “per spaventare”, non un colpo è finito a vuoto.
Non so voi, ma se fossi una brava persona, che vuole spaventare due persone, non sparerei loro in testa e nel torace.
Magari un colpo in aria, a salve.
Non al torace ed in testa, 8 colpi.

Ora, lungi dal voler giudicare l’accaduto, che è già abbastanza doloroso, volevo però far notare come i telegiornali ed i quotidiani amino ricalcare storie da quello che succede.

Amano ricalcare storie da quello che succede.
Ed amano ingnorare particolari delle storie che raccontano.

Per esempio che la pistola era detenuta illegalmente, e che alla base del litigio dovrebbe esserci una storia di spaccio di droga.
Parlano invece sul fatto che ha chiesto una immagine di Padre Pio (questo si che è importante).

Ok, rendiamo anche Cosco un bravo ragazzo, se lo merita. Altrimenti potrebbe anche farsi della galera.

Spero che nasca una nuova informazione, con altri mezzi ed altri protagonisti: ce la meritiamo.

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Mare. Legambiente contro Sirchia: siamo al ridicolo

“Siamo al ridicolo”. E’ secco e senza appello il giudizio di Roberto Della Seta, portavoce di Legambiente, alla notizia che il ministero della salute ha pubblicato ieri su internet, “in sordina”, i dati sulla qualita’ delle acque di balneazione relativi alla stagione in corso, “anzi, in chiusura”. Al ministero “evidentemente hanno rimosso anche l’abc. A che serve- si chiede Della Seta- un rapporto sulle acque di balneazione se viene diffuso solo quando la stagione balneare si sta chiudendo?”. E, aggiunge, “se a qualcuno fosse saltato il grillo, prima di tuffarsi, di verificare se i comuni quest’anno hanno piazzato a dovere i divieti di balneazione? Impossibile”. O meglio, impossibile fino ieri. “Impossibile per i milioni di persone che hanno gia’ fatto le loro vacanze. Milioni di persone che pero’, per amor di conoscenza, oggi, Comodamente da casa- ironizza Legambiente- potranno sapere se le acque in cui si sono bagnati sono in regola o meno. Bella consolazione”. Il silenzio del ministero, poi, arriva a pochi mesi dall’emanazione di un “complicato decreto”, da poco convertito in legge, che- spiega l’associazione del cigno- “consente di togliere il divieto di balneazione con piu’ facilita’ rispetto al passato. Un provvedimento discusso ed emanato, peraltro, senza neppure una circolare esplicativa che ne garantisse un’applicazione univoca”. Conclude Della Seta: “lo abbiamo detto per tutta l’estate e oggi lo ipetiamo: il ministero si e’ comportato con una leggerezza gravissima che dimostra agli occhi di tutti quale sia il grado di attenzione verso i problemi del mare italiano”.

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Clima. Wwf: no all’aumento dei gas serra, Marzano va contro Kyoto

“Dopo aver rilanciato il carbone e l’orimulsion, i combustibili che producono le maggiori emissioni dei gas serra che stanno riscaldando pericolosamente il clima,e dopo essersi rituffato in un nostalgico revival di tecnologie nucleari, oggi il nostro ministro delle attivita’ produttive starebbe preparando un decreto che propone addirittura di alzare quei limiti di emissioni che il Protocollo di Kyoto ci impone di abbassare del 6,5% rispetto al 1990″. La denuncia arriva dal WWF che contrappone a Marzano alcuni esempi europei: “Germania, Gran Bretagna, Olanda, Spagna gia’ si attrezzano a ridurli nei prossimi 40-50 anni fino all’80%, onde evitare le suddette drammatiche conseguenze Planetarie”. I protocolli internazionali come quello di Kyoto, sottolinea Andrea Masullo, responsabile clima WWF, “non si firmano solo per far bella figura, bisogna anche rispettarli. Ricordiamo ancora una volta al ministro che uno studio commissionato dall’Anpa (oggi Apat) ad un prestigioso istituto di ricerca degli USA, pubblicato alla fine del 1999, identificava per l’Italia un potenziale di risparmio di energia elettrica pari a 153 twh (terawattora) sostituendo le apparecchiature elettriche utilizzate con quelle piu’ efficienti disponibili sul mercato”. In Italia, denuncia Masullo, “le energie rinnovabili segnano il passo: l’Austria ha 7 volte il numero di scalda acqua solari dell’Italia, la Germania 10 volte di piu’, e altrettanto potremmo dire per l’energia eolica, per il solare fotovoltaico, sulla stagnazione del geotermico, sullo scarsissimo sviluppo della co-generazione”. Insomma, conclud il WWF, “e’ questa la strada su cui gli altri paesi industrializzati stanno lavorando mentre noi ci limitiamo a mettere qualche toppa su un abito ormai impresentabile”.

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Marche. Verdi: si potevano evitare i rischi di contaminazione

Nelle Marche, come in Piemonte e nelle regioni Veneto, Friuli-Venezia Giulia e probabilmente anche in altre, erano state individuate partite di mais OGM, commercializzate all’insaputa degli agricoltori, dalla Pionneer e dalla Monsanto, prima delle semine di mais. Si sarebbero potuti limitare i rischi di contaminazione distruggendo subito il mais prima della fioritura. Ma si è scelto di non intervenire. Ad eccezione del Piemonte, che ha provveduto immediatamente a far distruggere i campi di mais geneticamente modificato, anche nelle Marche non sono stati adottati provvedimenti atti a
scongiurare la contaminazione dell’ambiente circostante. Nelle Marche, dove la Magistratura nei giorni scorsi ha posto sotto sequestro 6 ettari di mais OGM, si è ripetuta la stessa irresponsabile dinamica. Lo provano i documenti resi noti da Marco Moruzzi Capo Gruppo Verdi in Consiglio Regionale delle Marche. L’Ispettorato Repressione Frodi dipendente dal Ministero Politiche Agricoltura aveva segnalato alla AUSL di Fermo (AP) il 17 giugno che le analisi effettuate dimostravano la contaminazione dei campi di mais seminati con seme geneticamente modificato della Pioneer. “La AUSL di Fermo ha gravi responsabilità per non essere intervenuta immediatamente per imporre la distruzione del mais seminato evitando così che il mais transgenico diffondesse il polline nell’ambiente” - ha dichiarato Marco Moruzzi Capo Gruppo Verdi in Consiglio Regionale delle Marche gravi le responsabilità anche l’Assessorato Agricoltura che non ha messo in atto iniziative contro la diffusione degli OGM”. Al contrario le Marche risultano firmatarie della prima versione del protocollo sugli OGM siglato dal Ministro Alemanno, dalle multinazionali biotech e da altre regioni. Le Marche non erano presenti alla stipula della seconda versione del Protocollo operativo del 18 agosto che i Verdi contestano fortemente. Moruzzi chiede alla Regione Marche di condividere la proposta di legge presentata nei giorni scorsi che vieta la coltivazione di specie transgeniche in tutto il territorio regionale.

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Brevetti sul software, votarli per forza?

Sembra che la maggior parte dei gruppi parlamentari europei stiano lavorando a degli emendamenti per il decreto sulla brevettabilità del software. Pare, in via non ufficiale, che il voto non si terrà il 1° Settembre, ma verrà rimandato alla seconda riunione plenaria (dal 22 al 25 Settembre), per permettere le modifiche al decreto.
Questa cosa mi spaventa ancora di più della notizia del voto del 1°, perché significa che i nostri parlamentari sono favorevoli alla proposta, a meno di qualche modifica al testo.

Il problema sta proprio qui: i brevetti sul software non devono essere possibili in nessuna variante, come non è possibile brevettare l’idea di scrivere su un foglio di carta, così non può essere proprietà privata l’idea di scrivere sul web con un blog, o quella di una barra di scorrimento per “voltare le pagine” su internet. E’ un grosso pericolo per tutti, volutamente ignorato dai media (che sono stati contattati, ma eventualmente ritengono più vantaggioso non informare i cittadini che non potranno più utilizzare l’informatica come hanno fatto finora).

Non c’è nessun vantaggio nell’introduzione della possibilità di brevettare.
Questo non lo dico io, lo hanno detto il 95% dei professionisti del settore, ed almeno 160′000 persone che hanno firmato la petizione online.

Siamo veramente in democrazia? Oppure il fatto di votare una volta ogni 5 anni è un contentino per allontanarci dai problemi reali, sui quali non abbiamo voce in capitolo?
I sondaggi servono solo quando sono a favore di una proposta? Il 95% non è una percentuale abbastanza elevata da far ripensare alla validità del decreto?

Sono allibito.

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Protesta Online contro i brevetti UE sul software

Molti siti di Linux User Group e di informatica stanno in questo momento auto-oscurandosi per protesta, seguendo la pagina modello del LUG di Ferrara: http://www.ferrara.linux.it/.
Invito tutti coloro che gestiscono un sito con molte visite a fare lo stesso, per far sentire la voce di chi lavora sul campo su questa questione, che marcherebbe un ennesimo passo indietro per lo sviluppo tecnologico.
Per maggiori informazioni sul problema, potete controllare il riassunto nella pagina del LUG di Ferrara, al momento disponibile anche in altri siti già oscurati, al posto della pagina principale.

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