Archivio del mese di Luglio 2003


Le coppie gay nocive a sviluppo e società.

La Santa Sede ha diffuso oggi un documento che contiene l’invito ai politici cattolici ad opporsi al riconoscimento legale delle coppie gay, con queste parole:
“Le coppie omosessuali sono nocive per il retto sviluppo della società umana”.
Il documento, firmato dal Cardinale Joseph Ratzinger, spiega che le unioni omosessuali non possono essere paragonate neanche lontanamente al matrimonio perché “non assicurano la procreazione e la sopravvivenza della specie umana”. No deciso anche all’adozione che, per il documento, è un atto “gravemente immorale e di violenza contro i minori”.

Non ho ancora un’opinione riguardante l’adozione da parte di coppie gay, perché ritengo difficilmente generalizzabile il problema. L’adozione andrebbe valutata caso per caso: è indubbio che ad un bambino serva una madre ed un padre, che hanno diverse personalità e diversi apporti alla sua crescita, ma non è detto che questo insieme di cose non possa essere fornito anche da una coppia gay, visto e considerato che molti già ora sono costretti a vivere con un solo genitore a causa di un divorzio.
Un giudice sensato saprebbe valutare gli effetti di un’adozione da parte di una coppia gay, e considerare vantaggioso per il bambino in un caso, o rifiutare in un’altro.

Detto questo, impedire ad una coppia gay di essere riconosciuti per legge è semplicemente insensato.

In Italia è permesso rubare, mentre si vieta l’amore.

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Patente a punti: via libera al decreto

ROMA - Via libera definitivo del Senato al decreto di modifica del codice della strada che ha introdotto la patente a punti. Il decreto e’ passato con i voti della maggioranza e l’astensione dell’Ulivo.

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Morto Guido Crepax, la “matita” di Valentina

Notizia ripresa da www.repubblica.it

Valentina
MILANO - E’ morto, la notte scorsa, a Milano il disegnatore Guido Crepax, il creatore della celeberrima Valentina. Crepax, che aveva da poco compiuto 70 anni, era da tempo malato. Nato il 15 luglio 1933 a Milano, Guido Crepax inizia a lavorare nel campo dell’illustrazione e della grafica mentre frequenta la facoltà di architettura, realizzando manifesti pubblicitari e copertine di dischi e di libri. Nel 1959 inizia a collaborare al mensile “Tempo Medico”, disegnando tutte le copertine fino alla seconda metà degli anni Ottanta e le prime tavole a fumetti per la rubrica Circuito Interno. Nel maggio del 1965 debutta sulle pagine di “Linus” come autore di fumetti, dando vita a Philip Rembrandt, alias Neutron, critico d’arte e investigatore dilettante, ben presto soppiantato dalla fidanzata Valentina, capostipite delle eroine italiane del fumetto erotico, che diventerà ben presto la vera protagonista della serie. Autore assai prolifico, Crepax ha in seguito dato vita più o meno effimera a numerose altre eroine (Belinda, Bianca, Anita…), realizzando anche sofisticate versioni a fumetti di alcuni classici della letteratura erotica quali Emmanuelle, Justine e Histoire d’O.

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Consumare meno acqua grazie ai dispersori di spruzzo per lavandini

La siccità di quest’anno richiama l’opinione pubblica sull’importanza dell’acqua e di un utilizzo corretto delle risorse idriche.
Purtroppo i consigli su come sprecare meno risorse vengono fuori solo quando il bene consumato è scarseggiante, invece di essere ripetuti costantemente per entrare nell’uso comune.
Al di là di queste considerazioni, oltre ai consigli già trasmessi in televisione, c’è un metodo veramente poco impegnativo per ridurre i consumi di acqua, e consiste nell’applicare alle docce ed ai lavandini un dispersore di spruzzo.
Water Areator
Questi congegni, dal costo di circa 3-4 euro, permettono una riduzione consistente dei consumi, grazie all’aumento della pressione che forniscono al getto. Come quando laviamo l’auto con la gomma utilizziamo il pollice per chiudere parte del foro ed aumentare la forza del getto, allo stesso modo questi obbligano l’acqua a passare per un foro ristretto, permettendoci di usare meno acqua per ottenere la stessa forza per lavare i piatti. Con lo stesso semplice oggetto è inoltre possibile scegliere due tipi di getti: a doccia e normale, per consentire l’uso più appropriato dell’acqua in base all’esigenza.
Lo stesso principio si può applicare anche alle docce, permettendo una riduzione dei consumi, della spesa ed un utilizzo più appropriato di una risorsa così importante.
Water Areator
Una volta applicato non dobbiamo fare altro per anni, risultando una scelta molto poco impegnativa.
Quello delle foto è il modello della Siroflex, ditta italiana, che si chiama “Double Action Kitchen Aerator” e si trova in tutte le ferramenta.
Il becco è standard e universale, ed è applicabile a qualsiasi lavandino.

“Hunting Bambi” è una bufala

Per fortuna, come spiega questo articolo , la storia della caccia alle donne nude è una bufala.
Perdonate, quindi, se ho pubblicato una notizia che si sta rivelando una trovata pubblicitaria per vendere i video della caccia, che sarebbero quindi finti, e quindi normali film porno.

Da notare, comunque, che pare che diverse persone in tutto il mondo stiano cercando di contattare l’autore per partecipare alla caccia.

Che sia vera o no, quindi, questa storia rivela tutta la tristezza delle persone che popolano il nostro pianeta. Un americano che utilizza internet ed i media televisivi di tutto il mondo per diffondere una notizia falsa, per vendere film porno, e una nutrita schiera di persone che credono alla cosa a tal punto da cercare di parteciparvi.

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Comunicato stampa: leggere, scrivere e far di conto: un diritto da tutelare, nel tempo

Questa lettera aperta a Letizia Moratti, ministra del MIUR (Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca), esprime la posizione dell’associazione Software Libero (http://softwarelibero.it/) circa il protocollo d’intesa fra il ministero e la Sun per l’uso di StarOffice nelle scuole.

Mittente:
Associazione Software Libero
c/o Guidelli Nelli/Piccardi
via Kyoto 8
50126 Firenze

Al: Signor ministro del MIUR,
Viale Trastevere 76/a,
00153 Roma
e p.c. al Signor ministro per l’Innovazione e le Tecnologie
Via Isonzo 21/b,
00198 Roma

Oggetto: leggere, scrivere e far di conto, un diritto da tutelare, nel tempo

Egregio signor ministro del MIUR,
i giornali nei giorni scorsi hanno riportato notizie riguardanti un protocollo d’intesa tra il MIUR e la Sun, azienda produttrice del pacchetto StarOffice. Il protocollo prevede la distribuzione gratuita del pacchetto di programmi da ufficio StarOffice negli istituti scolastici italiani interessati all’iniziativa.
Riteniamo positiva l’iniziativa, perché StarOffice memorizza i documenti in formati liberi e documentati, così che questi possono essere letti e modificati usando anche altri programmi. Questa è una caratteristica di grande importanza, riconosciuta fra l’altro nello studio commissionato dal ministro per l’Innovazione e le Tecnologie “Indagine conoscitiva sul codice a sorgente aperto nella pubblica amministrazione” del maggio 2003, dove leggiamo che i formati aperti garantiscono «l’indipendenza [...] da uno specifico prodotto e fornitore, l’interoperabilità [grazie alla quale] sistemi eterogenei sono in grado di condividere gli stessi dati, la neutralità, i formati aperti non obbligano ad usare uno specifico prodotto, lasciando libero l’utente di scegliere sulla base del rapporto qualità/prezzo».
Scopo di questa lettera è mettere in rilievo che esiste un pacchetto di programmi da ufficio completamente libero, denominato OpenOffice.org, che è in grado di leggere e scrivere negli stessi formati, e che presenta un’interfaccia utente molto simile a StarOffice.
Come sottolinea lo studio suddetto, la disponibilità dei sorgenti ne permette lo studio e la modifica: «Il codice sorgente dei prodotti Open Source può essere mostrato per insegnare i principi e le tecniche dell’informatica». Nel caso del pacchetto OpenOffice.org, questa caratteristica presenta risvolti multidisciplinari almeno in campo linguistico, favorendo ad esempio la creazione e l’utilizzo di dizionari oggi non supportati dai prodotti proprietari in commercio, come il Ladino.
Dal momento che gli studenti non potranno più utilizzare la loro copia una volta decaduto il loro status di studenti, e considerato che molti di loro condividono il computer di casa con i loro familiari che rischierebbero di infrangere la legge utilizzandolo, riteniamo utile richiedere a codesto Ministero di MENZIONARE ESPLICITAMENTE QUANTO SEGUE NELLA CIRCOLARE CON CUI IL PROTOCOLLO FRA MIUR E SUN SARÀ COMUNICATO ALLE SCUOLE.
«I file prodotti con StarOffice sono pienamente compatibili col pacchetto da ufficio OpenOffice.org, disponibile su it.openoffice.org, che è il pacchetto originario da cui è stato derivato StarOffice. Openoffice.org, oltre ad essere gratuito, ha una licenza d’uso libera, che ne consente a chiunque l’utilizzo, la copia, la redistribuzione e la modifica.
Invitiamo pertanto i docenti a suggerirne agli studenti l’utilizzo quando la licenza gratuita di StarOffice non sia applicabile, come nei casi di condivisione dell’elaboratore con soggetti terzi che non siano studenti, amici o parenti a cui non è lecito trasferire i propri diritti».

Confidando in una Sua cortese risposta porgiamo distinti saluti.
per l’associazione software libero, il presidente

Francesco Potortì

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La protezione sui CD musicali

Alcune multinazionali della musica hanno venduto nei mesi scorsi dei CD con una particolare protezione che ne inibiva la copia.

Purtroppo questa protezione andava a discapito della libertà dell’utente che acquistava il cd, perché non è possibile leggere questi supporti in tutti i lettori in circolazione.
Pagare anche più di venti euro per un cd, che è già un prezzo assurdo, per scoprire di non poterlo leggere è veramente una cosa ignobile.
Lo è ancora di più se si pensa che copiare un cd anticopia è possibile, e l’unica operazione che diventa difficile è la lettura da parte di chi acquista il prodotto originale. Frustrando a tal punto i consumatori, sicuramente le major ottengono l’effetto totalmente contrario a quello voluto: se la gente impiega meno tempo a scaricare il cd in mp3 e poi scriversi un supporto che si legga ovunque, allora non prenderà dallo scaffale il costoso ed inaffidabile prodotto originale.

Se si vogliono vendere cd originali, bisogna slegarsi un attimo dalla produzione di cd usa e getta (”consumabili” in due ore) e si devono cercare motivi da dare al cliente che intenda acquistare, come ad esempio un tempo minore perso per ottenere il cd che si vuole ascoltare, del materiale cartaceo interessante, un prezzo abbordabile, una certa etica del produttore che dimostri di non voler solo sfruttare chi ascolta la musica.

Contro le protezioni sui CD, che vanno contro gli interessi di produttori ed acquirenti, in Francia un’associazione di consumatori ha ottenuto per vie legali che venga applicato un bollino che dica chiaramente che il CD è protetto e per questo motivo non è leggibile in tutti i player.

Dopo questa causa Sony ha già deciso di non mettere più la protezione anticopia nei suoi cd, e si spera che seguano anche le altre distributrici.

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A Las Vegas Caccia alle donne nude


A Las Vegas hanno inventato un nuovo gioco: la caccia alle donne nude. I cacciatori sparano con proiettili di vernice a 320km/h alle ragazze che scappano nel parco adibito, nude ed impossibilitate a proteggersi o scappare.

E’ vietato sparare al seno, anche se qualcuno, ogni tanto “sbaglia”. E lascia il segno, ferendo sul serio le ragazze, che per questo lavoro hanno uno stipendio da 2500 dollari al mese.

Per i dettagli, rimando all’articolo su Repubblica.it.

Solo un paio di considerazioni.

Gli americani hanno la pretesa di insegnare al mondo come si vive, imponendo la loro “libertà” ed i loro costumi. Se una maggiore libertà porta a queste stronzate, ed una ragazza per vivere è costretta a fare da bersaglio per un idiota che si diverte a spararle (e per questo spende dai 5 ai 10 mila dollari), allora nel sistema c’è qualcosa che proprio non funziona.

Purtroppo il mercato dei beni materiali è saturo, nessuno si può più permettere di “consumare” più di quanto stia facendo ora. Ed allora evviva il business delle stronzate, che porti ai manager repressi finalmente un pò di senso di potere, anche se ad un costo decisamente elevato, sia economicamente che moralmente parlando.

Io questa “libertà” proprio non la vorrei importare. A Las Vegas avranno i soldi, ma qui a Forlì le chiappe delle ragazze non hanno segni di pallottole.
La notizia su Repubblica.it

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Compay Segundo

Compay Segundo
Oggi muore un’altro personaggio importante del panorama mondiale musicale.

Diventato famoso per il film-documentario Buena Vista Social Club, dopo 80 anni di carriera di spegne Compay Segundo. Un modo tutto particolare di suonare ed amare la chitarra, che sovente baciava come fosse una fedele compagna. Nella sua terra natale, Cuba, veniva visto dai ragazzi come un musicista che aveva fatto il suo tempo, ma è innegabile che abbia emozionato parecchie persone.

Ciao, non ti dimenticheremo.

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Brevettati con un click

Segnalo l’articolo uscito sul Quotidiano LaRinascita del 4 Luglio. Prende in considerazione il problema dei brevetti sul software in maniera brillante ed esaustiva: complimenti.

brevettati con un click

Il prossimo settembre il Parlamento europeo voterà una “Proposta di Direttiva concernente la brevettabilità delle invenzioni attuate per mezzo di elaboratori elettronici”. La direttiva introduce la brevettabilità del software e degli algoritmi, ad oggi espressamente vietata dalla Convenzione europea sui Brevetti. Si tratta di una legge profondamente iniqua, che favorisce esclusivamente le società multinazionali e i grandi studi legali, e contraria agli interessi pubblici e agli interessi delle piccole imprese che si troverebbero espropriate dei mezzi di produzione. Eppure questa proposta, nonostante la strenua opposizione del Gue (al quale appartiene il Pdci) e dei Verdi, le fortissime critiche interne e esterne (http://swpat.ffii.org), le petizioni (http://petition.eurolinux.org/), la contrarietà delle piccole e medie imprese (Pmi) del settore (oltre il 90% sono contrarie), verrà probabilmente approvata con lo sciagurato sostegno di gran parte dei parlamentari dei due maggiori gruppi politici (Ppe e Pse).
Deriva del concetto di brevetto
l brevetto originariamente nacque come strumento giuridico atto a stimolare l’innovazione, premiando la scoperta di soluzioni originali a problemi tecnici. Il brevetto garantisce i diritti esclusivi (ossia il monopolio) per un tempo limitato, necessario a recuperare gli investimenti fatti. In cambio l’inventore deve rendere pubblici i dettagli dell’invenzione che al termine di tale periodo diventa liberamente sfruttabile.
Questa formulazione, in teoria, bilanciava l’interesse del singolo (il diritto del povero inventore di mettere a frutto i suoi sforzi) con l’interesse pubblico (l’utilizzo dell’invenzione per migliorare le condizioni collettive).
Gradualmente il ciclo economico dell’innovazione si è accorciato (nel software è di 3 anni) mentre la durata del brevetto è stata irragionevolmente estesa a 20 anni (con gli accordi Trips). Un’idea per diventare brevettabile dovrebbe essere attuata in un’invenzione che arrechi un contributo tecnico e che presenti caratteri di originalità e novità; ma gli uffici brevetti gradualmente hanno cominciato ad accettare brevetti su idee, algoritmi e perfino su modelli di business, quando abilmente formulati. Nonostante il brevetto software non sia consentito per legge, negli Stati Uniti si è diffusa la pratica di concedere licenze su soluzione a problemi attuate tramite software. Inoltre spesso vengono registrati brevetti senza verificarne le caratteristiche di novità.
Caratteristiche particolari del software
Il software è un’opera di ingegno particolare (quindi come tale già protetta dal diritto d’autore): è un’opera di ingegno fortemente collettiva. Il software è un sistema complesso, prodotto riutilizzando idee, metodologie, standard e componenti sviluppati e spesso originati dal lavoro collettivo degli anni precedenti.
Proprio grazie alla libera disponibilità e condivisione dei mezzi di produzione (componenti e conoscenze), al lavoro collettivo, abbiamo potuto assistere allo straordinario sviluppo software di questi anni. Se il brevetto sul software fosse esistito dieci anni fa, oggi non avremmo Internet così ricca di servizi e così ampiamente diffusa, né avremmo il Web.
Fino ad oggi il settore dello sviluppo software è stato particolarmente democratico: l’inesistenza di vere bar
riere per l’ingresso di nuovi attori nel settore ha permesso la creazione di innumerevoli piccole e medie
società (Pmi) in ogni parte del mondo. Sono emersi modelli alternativi di business e di produzione: basti
pensare al movimento open source e al fenomeno Linux.
Un componente software è paragonabile ad un accordo musicale. Un brano musicale è apprezzato perché è composto da accordi, che rispecchiano la sensibilità del fruitore, sensibilità che si evolve nel tempo grazie all’ascolto. Se fosse possibile brevettare gli accordi (quali il giro di do), e se alcune multinazionali si spartissero gran parte degli accordi, diventerebbe impossibile per chiunque altro comporre musica.
Infatti un autore indipendente dovrebbe evitare accuratamente di utilizzare gli accordi già brevettati. Anche se riuscisse comunque a creare una composizione, difficilmente incontrerebbe il gusto del pubblico abituato a suoni ed accordi classici.
Rischierebbe comunque di essere citato per avere usato inavvertitamente un accordo già brevettato.
Le multinazionali del software
Lo scenario che si sta verificandonel software è ancora più agghiacciante. Il 60% dei brevetti software è nelle mani di pochissime multinazionali. Per le Pmi il brevetto è inutilizzabile: non hanno competenze, struttura legale, mezzi economici per depositare brevetti, processo lungo e costoso. In ogni caso non avrebbero i mezzi per sostenere un costosissimo e interminabile processo contro una multinazionale che violasse un loro brevetto.
Le multinazionali utilizzano il brevetto come arma di deterrenza, acquisendo un sostanzioso portafoglio
di brevetti per poter barattare i diritti con altre multinazionali, creando così una corsa e un aumento
esponenziale dei brevetti. Con l’ulteriore aumento dei componenti software brevettati sarà estremamente difficile, produrre software senza violare alcun brevetto.
Il brevetto è invece uno strumento di “aggressione preventiva” verso le Pmi, al fine di evitare che possano
erodere la loro egemonia. Quando una Pmi sviluppa un software appetibile, l’ufficio legale della multinazionale interessata la cita pretestuosamente in giudizio per violazione di numerosi brevetti. La Pmi non può sostenere anni di battaglie le gali per difendersi da false accuse ed è costretta a raggiungere un accordo, svendendo il prodotto alla multinazionale.
A meno di una improbabile presa di coscienza dell’ultima ora, questa legge, vero strumento per espropriare alle Pmi del settore strategico del software i mezzi di produzione a favore di poche multinazionali, verrà approvata nell’indifferenza e incoscienza generale. di Perla Coscienza
‘esclusiva alle multinazionali

(di Perla Coscienza, da laRinascita Venerdi 4 Luglio 2003)

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L’Europa non ceda agli USA sugli OGM

Palermo, 6 luglio 2003 - Greenpeace ha consegnato oggi al Commissario al Commercio dellŽUe Pascal Lamy e al sottosegretario al Commercio Adolfo Urso 25 sacchetti di soia geneticamente manipolata, un prodotto della multinazionale americana Monsanto, chiedendo a Lamy di restituirli alla sua controparte statunitense Robert Zoellick. Il Commissario Lamy è attualmente a Palermo per incontrare i ministri del Commercio dellŽUe nel loro ultimo appuntamento ufficiale prima del vertice del Wto di Cancun di settembre.

Gli Usa potrebbero estendere il loro ricorso formale al Wto, presentato sulla moratoria europea sugli Ogm, alle nuove norme dellŽUe sullŽetichettatura e la tracciabilità, approvate mercoledì scorso. “Questi 25 sacchetti simboleggiano i membri dellŽUnione, una volta completato lŽallargamento, e lŽenorme volume di Ogm che continua ad essere importato in Europa per i mangimi. Gli Usa non possono imporre gli Ogm al resto del mondo: i ministri europei del Commercio devono riconoscere che proteggere lŽambiente e le persone dagli Ogm è una questione di biosicurezza e non commerciale” afferma Federica Ferrario, campagna Ogm di Greenpeace.

Greenpeace sottolinea come lŽindustria biotech e chi la sostiene nellŽamministrazione Usa siano minacciati dalle nuove norme europee che non solo mettono in grado il mercato di identificare ed escludere gli Ogm, ma servono come modello per gli altri Paesi che devono ancora regolamentare la materia. “A Cancun i ministri europei del Commercio devono far capire agli Usa che il Wto non dovrebbe avere nulla a che fare con gli Ogm. Bisogna, invece, rafforzare il Protocollo delle Nazioni Unite sulla biosicurezza, che entrerà in vigore proprio durante il vertice messicano” ha detto Sebastien Risso, di Greenpeace. LŽEuropa ha importato lo scorso anno 18,1 milioni di tonnellate di soia da Stati Uniti (dove lŽ80% è Ogm) e Argentina (dove la percentuale di transgenico è del 95%), principalmente per i mangimi. I consumatori mangiano la carne ed il pesce dŽallevamento senza sapere che la dieta di questi animali prevede un 20-30% di soia Ogm. Le nuove norme europee sullŽetichettatura non prevedono ancora lŽetichetta Ogm per la carne degli animali allevati con mangimi geneticamente modificati.

Greenpeace chiede ai ministri europei del Commercio di pretendere sia la separazione delle sementi Ogm e di quelle convenzionali nei paesi esportatori come Usa e Argentina, che lŽadozione delle norme sulla concorrenza, visto che lŽaccordo tra la Monsanto, maggior azienda biotech al mondo, e la Cargill, secondo distributore al mondo di sementi, renderà ancora più difficile evitare la contaminazione delle sementi.

La Guerra degli USA alla Biosicurezza

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Abbasso consumi = maggiore vendita auto

Questa equazione non necessiterebbe di molte spiegazioni. Eppure sembra non essere così scontata come si pensa.

Abbiamo infatti finanziato per anni la rottamazione dei vecchi veicoli, senza considerare attentamente quali nuovi modelli venivano acquistati, chiamando questa operazione “Ecoincentivi”.
Finiti gli ecoincentivi, ecco che crolla il mercato dell’auto: non credo sia una cosa assurda, visto che da un mese all’altro il prezzo dell’auto aumenta di 4000 euro, ed i cittadini non sono poi così stupidi.

Ed ecco che la Fiat dichiara che le proprie vendite sono in calo, e decide di licenziare 10000 lavoratori (all’estero, così non si rischia nessuna protesta in Italia contro la casa automobilistica).
Beppe Grillo, andato ai cancelli con la Smile, l’auto di Greenpeace che fa 100 km con 3 litri basata su modifiche alla Renault Twingo, inizia il suo discorso di protesta affermando che per vendere auto bisogna fare auto che consumino poco, che siano finalmente frutto di un progresso tecnologico.

La Fiat, sicuramente senza tenere in considerazione nemmeno per un attimo Grillo, porta a termine lo sviluppo della nuova Punto, il suo asso nella manica per una ripresa economica. Ed in venti giorni raccoglie 32000 prenotazioni in Italia e 70000 in Europa, segno che il modello piace.

Analizzando con attenzione i dati che ci propongono i quotidiani, notiamo che il 35% di questi ordini coinvolge la serie Diesel Multijet a 16V, 1300 di cilindrata, contro il 6% di mercato che aveva totalizzato il diesel nel vecchio modello di Punto.

Perchè di questo incremento?
Basta guardare i dati di consumo di questo gioiellino: 4,5 litri per 100 chilometri contro i 6 che contraddistingono la vecchia Punto.

Può darsi che i consumatori inizino a svegliarsi: il carburante costa caro al portafoglio ed alle vite umane (la guerra in Iraq non è poi così accantonata, se continuano a morire soldati americani, eppure è stata già bollata come terminata…).

Cara Fiat, continua così: non vogliamo altri SUV, vogliamo auto che ci permettano di arrivare a destinazione nella maniera più sicura possibile, con la spesa economica ed ambientale minore possibile.

Speriamo, inoltre, che i prossimi ecoincentivi vengano rivolti con un occhio particolare a questo tipo di auto a bassa emissione di CO2 e a basso consumo: solo così potrebbero fregiarsi del prefisso “Eco”.

Speriamo che la nuova Lancia Ypsilon segua la stessa strada, magari ritoccando ulteriormente i consumi verso il basso.

Speriamo che si arrivi alla produzione dell’auto che faccia 100km con un litro, le tecnologie ci sarebbero.

Speriamo.

La nuova Punto a 5 Porte

Guida al consumo critico, edizione 2003

La nostra responsabilità di abitanti e custodi del pianeta non si esaurisce infilando una o più schede nell’urna. In realtà noi votiamo ogni giorno, continuamente.

Ogni volta che mangiamo, ci vestiamo, facciamo la spesa; compriamo un giornale o un libro; andiamo al cinema o rimaniamo in casa a vedere la Tv.

Ognuna delle migliaia di scelte che compiamo quotidianamente ci carica di una precisa responsabilità; esprime il nostro consenso o meno nei confronti di un sistema economico e quindi politico. Con le nostre piccole scelte quotidiane possiamo dire si al riscaldamento del pianeta o no al taglio delle foreste pluviali; si all’inquinamento dell’aria o no alla globalizzazione.
Insomma votiamo continuamente, e di questo è bene esserne consapevoli.

Questa guida si propone di aiutare il consumatore nella scelta dei prodotti, aggiungendo ai parametri di questa scelta che compiamo ogni giorno la consapevolezza che ogni azienda adotta e favorisce politiche economiche di grande impatto nel nostro sistema, sia sull’ecologia che sugli equilibri politici degli stati mondiali.
Quando facciamo il pieno alla Esso, sappiamo di aver contribuito alla scelta di fare guerra all’Iraq.

Non basta una bandiera a far capire le noste opinioni alle grandi multinazionali, dobbiamo cercare di colpirle proprio nell’economia di queste grosse aziende.

Se il business muove politica ed ecologia (Il protocollo di Kyoto insegna), allora la politica e l’ecologia devono influenzare anche il business, per non arrivare ad un vicolo cieco.

Guida al consumo critico

Comipolitica

Qualche giorno fa Martin Schulz, con un intervento al consiglio europeo, metteva in dubbio l’intelligenza di un popolo che ha eletto democraticamente Berlusconi come suo massimo rappresentante politico. Ed il nostro amatissimissimo presidente, che di certo non poteva tollerare una simile offesa al nostro popolo (lui sapeva bene che l’elezione era stata pilotata da una massiccia movimentazione di informazione, gli italiani non sarebbero così stupidi da eleggerlo gratis), aveva dato a Schulz del kapò nazista.
Non ho commentato questa notizia, i giorni scorsi, perché è facile prendersela con il nostro presidente: lui non voleva farlo, il politico, ma sotto le minacce della prigione, è duvuto “scendere in campo”. L’ha fatto perché non poteva tollerare l’esilio, ma non lo comprendiamo.
La vicenda Silvio -vs- Schulz, come potevamo immaginarci, avrà degli strascichi: la politica è fatta di diplomazia, non di battutine da pelle d’oca.

Come se non fosse bastata la dichiarazione di Silvio, oggi il sottosegretario Stefani ha scritto una lettera nel quotidiano “La padania”, dove appella i turisti tedeschi come “biondi stereotipati ubriachi di tronfie certezze”, che “invadono rumorosamente le nostre spiagge”, ai quali si dovrebbe far superare un “doveroso ma, a questo punto necesario e indispensabile… test d’intelligenza”.

Le regioni Emilia Romagna e Toscana, che del turismo tedesco non si sono mai lamentate, perché vi basano gran parte dell’economia dei servizi, hanno scritto una lettera in Tedesco a tutti i quotidiani della Germania, dichiarandosi indignati per le dichiarazioni del sottosegretario Stefani, che “si permette di insultare un intero popolo giusto per difendere, a suo modo, le sciagurate dichiarazioni del Presidente del Consiglio Berlusconi al Parlamento europeo”.
La dichiarazione, che trovate in versione integrale qui, continua:
“La lettera di Stefani è un cumulo di offese che fanno male non solo a chi le ha ricevute, ma anche a ciascuno di noi perché chi parla rappresenta, in questo momento, il turismo italiano.”

Io credo che nessuno comprenda la vera arte dei nostri comipolitici. Un’ironia di altissimo livello, che solo apparentemente può apparire grezza ed inopportuna.
D’altra parte, probabilmente chi si lamenta di Stefani non ha mai dato un’occhiata al sito del quotidiano sul quale è apparsa la notizia:
http://www.lapadania.it/
Dal quale apprendiamo alcune graziose perle di saggezza:
“Privare un popolo del proprio nome significa distruggerne l’identita’ e annullarne l’esistenza.”
e ancora:
“La storia sia antica che moderna insegna che i conquistatori tendono a sopprimere sia i nomi che l’identita’ culturale dei popoli assoggettati.”

Noi siamo i più grandi artisti comici del mondo, ma dobbiamo sempre lamentarci di quello che non abbiamo. I politici dei vicini sono sempre meno verdi.
Viva la comi-politica.

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La faccia dei defacers

Ieri doveva svolgersi, secondo molti quotidiani ed altrettanti telegiornali, una gara mondiale per defacers. Questo “sport” consiste nell’entrare in un server web e cambiare la pagina iniziale di un sito, per segnalare l’atto e schernire l’amministratore del server che non è riuscito ad impedire l’attacco.
Così tutti i nostri media si sono concentrati su questa notizia, che non aveva avuto fino a quel momento grande rilievo.
Mi chiedevo, e forse non ero il solo, perché fosse data così tanta importanza all’iniziativa di un sito web, che prometteva di raccogliere 6000 siti modificati, mentre solitamente questo tipo di news arrivano giorni dopo l’evento.

Probabilmente è stato un bene.
Milioni di amministratori, nel mondo, sono corsi ai ripari preventivamente aggiornando il software a corredo dei propri server, per minimizzare il rischio di maliziose intrusioni. Come se questa operazione dovesse essere compiuta solo quando si preannuncia un finto pericolo in televisione.

E così la giornata di ieri è trascorsa senza l’armageddon annunciato a gran voce.
D’altra parte chi svaligia le banche non chiama la televisione una settimana prima, preannunciando l’evento.

Quello che mi preme sottolineare, e che mi dona ogni volta una gran tristezza, è che Linux, solitamente completamente ingnorato dai media, viene utilizzato nei servizi televisivi in queste occasioni per rendere l’immagine del pirata informatico, per accrescere il mistero legato a questa finta immagine creata dalla televisione.

Basta! Perché il Linux Day, evento che raccoglie in tutt’Italia un notevole numero di appassionati, viene sempre ignorato, e le immagini di questi incontri vengono utilizzati in queste occasioni?

Poi si lamentano del calo di lettori dei quotidiani, che i giovani si rifiutano di leggere: se si cercano informazioni, si rivolgono altrove, se cercano battute spiritose, leggono RATMAN.

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