Archivio del mese di Giugno 2003


Linux Day 2003

ILS (Italian Linux Society, http://www.linux.it/) ha indetto per il prossimo 29 novembre il Linux Day 2003, terza giornata nazionale di Linux e del software libero. Visto il crescente successo delle due precedenti edizioni, anche quest’anno ILS invita i LUG (Linux Users Group) e tutte le altre associazioni e gruppi di persone che in Italia promuovono Linux e il software libero a organizzare una giornata incentrata su questi temi nella propria città. Le linee guida per l’organizzazione di un evento locale nell’ambito della manifestazione sono disponibili sul sito ufficiale del Linux Day all’indirizzo http://linuxday.linux.it/, dove si potranno poi trovare anche tutte le informazioni sulla manifestazione. Per informazioni è inoltre possibile scrivere all’indirizzo linuxday@linux.it.

Che cos’è il Linux Day

Il Linux Day è una manifestazione nazionale articolata in eventi locali che ha lo scopo di promuovere Linux e il software libero. Il Linux Day è promosso e coordinato da ILS (Italian Linux Society) e organizzato localmente dai LUG italiani e dagli altri gruppi che condividono le finalità della manifestazione. La responsabilità dei singoli eventi locali è lasciata ai rispettivi gruppi organizzatori, che hanno libertà di scelta per quanto riguarda i dettagli delle iniziative locali, nel rispetto delle linee guida generali della manifestazione. La prima edizione del Linux Day si è tenuta il 1 dicembre 2001 in circa quaranta città sparse su tutto il territorio nazionale; il successo è stato ancora maggiore con la seconda edizione, svoltasi il 23 novembre 2002 in oltre sessanta città.

La Italian Linux Society (ILS) è un’associazione senza scopo di lucro che dal 1994 promuove e sostiene iniziative e progetti in favore della diffusione di GNU/Linux e del software libero in Italia.

Riferimenti e contatti

http://www.linux.it/
http://linuxday.linux.it/
press@linux.it

Lettera Aperta per dire No alle Scorie in Sardegna

La Sardegna corre un grave pericolo: una società governativa ha diramato l?identikit del sito ideale per lo stoccaggio delle scorie radioattive, 55 mila tonnellate di residui provenienti - tra l’altro - dalle centrali nucleari italiane. In pratica, la descrizione corrisponde in tutto e per tutto alla Sardegna.

Un simile progetto - se realizzato - rischia di affossare definitivamente l’isola e di colpire non solo i sardi ma tutti gli italiani e gli europei. Anni di mancato sviluppo hanno portato un solo grande vantaggio: la natura dell’isola è unica, insostituibile, meravigliosa e rappresenta un patrimonio comune che non deve essere distrutto.

Vogliamo oggi dar fiato alla voce di quanti dicono no alle scorie attraverso una serie di iniziative lanciate anche sul nostro portale www.tiscali.it.

L’appello è stato già raccolto da donne e uomini di cultura, ambientalisti, imprenditori, gente comune di tutti i partiti e senza alcuna intenzione nascosta che travalichi il nostro impegno: dire no alle scorie in Sardegna.

La speranza comune è che da oggi in poi ci si impegni di più nella ricerca di fonti energia pulite e nella tutela del patrimonio ambientale della Sardegna, dell’Italia e del Mondo.

Aderite anche voi, dite no alle scorie radioattive in Sardegna.

Non posso che aderire all’iniziativa, e chiedere di fare lo stesso anche ai visitatori di questo blog:
Firma la petizione

Rimandato a Settembre il voto sui brevetti sul software

Leggo ora su punto-informatico che il voto sui brevetti del software è stato rimandato a Settembre. L’illogicità del tentativo di velocizzare la procedura, per cogliere impreparate le migliaia di persone che hanno espresso pareri contrari, è evidentemente apparsa anche agli occhi di chi doveva decidere l’ordine del giorno del parlamento europeo.

Riprendendo punto-informatico:

Il Parlamento europeo all’ultimo minuto respinge l’accelerazione impressa alla contestata direttiva sui brevetti del software e rinvia il voto alla data originale. I grandi vogliono i brevetti, tutti e subito

30/06/03 - News - Bruxelles - All’ultimo minuto non ce l’hanno fatta. Le lobby dei grandi potentati economici avevano tentato di accelerare il voto del Parlamento Europeo su una direttiva centrale per l’informatica e le libertà digitali nel Vecchio Continente. Un’accelerazione che avrebbe significato vittoria delle più criticate tesi sui brevetti ma che, invece, non è stata accettata dall’Europarlamento.

E ancora:

In ballo come noto c’è davvero tanto. Da un lato le tesi della “libera brevettabilità”, quelle della McCarthy e delle grandi lobby industriali, che sperano così di accaparrarsi non solo i brevetti sui software ma anche, come già avviene negli USA, su porzioni del software stesso, su soluzioni ampiamente utilizzate finora liberamente da eserciti di sviluppatori, oppure su singole procedure applicative o ancora sulle idee. Dall’altro lato le innumerevoli critiche di chi teme che questa direttiva, se si concretizza così com’è, significherà anche in Europa vita dura o durissima per il libero sviluppo e le case indipendenti mentre darà nuovo potere e predominio di mercato ai colossi del settore.

La Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII), associazione non profit di Monaco, è probabilmente l’organizzazione più attiva nel sostenere l’importanza degli standard aperti e della libera competizione anche nell’ambito della EuroLinux Alliance. Schierata contro questa direttiva, la FFII sostiene che “quasi tutti quelli che si occupano di software in Europa sono contro i brevetti, con l’eccezione di alcune grandi corporation e studi legali che si arricchiscono con le complessità legali e i procedimenti giudiziari”.

In fondo:

Secondo la FFII il copyright è lo strumento per proteggere il software, non il brevetto. Una visione condivisa in rete. A settembre si vedrà se anche il Parlamento Europeo la condividerà o se, invece, verrà fatta passare una direttiva che, associata alla già approvata EUCD, getta luci inquietanti sul futuro delle libertà digitali in Europa.

Speriamo che il problema, per ora rimandato, venga risolto con l’accantonamento della proposta di legge. Siamo stufi di vedere ogni anno gli stessi tentativi di chiudere l’accesso allo sviluppo del software ai soliti grossi colossi del settore.

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Brevettabilità del software: il voto del Parlamento europeo anticipato al 30 giugno

Il voto del Parlamento europeo sulla direttiva europea sulla brevettabilità del software, inizialmente previsto per il mese di settembre, è stato anticipato al 30 giugno. Gli oppositori alla direttiva protestano e denunciano questa procedura “a tappe forzate”

Il 20 giugno scorso, il programma della seduta del Parlamento europeo fissata per il 30 giugno 2003 è stato modificato. Una nuova voce è stata aggiunta all’ordine del giorno: “Diritto di brevetto: brevettabilità delle invenzioni attuate mediante computer”.

Riuniti in seduta plenaria, lunedì prossimo gli euro parlamentari dovranno pronunciarsi sulla proposta di direttiva intesa a stabilire la brevettabilità dei software in Europa, secondo il modello già in vigore negli Stati Uniti. La votazione avverrà soltanto 13 giorni dopo il completamento della relazione della Commissione giuridica e del mercato interno del Parlamento europeo, incaricata di esaminare il progetto di direttiva.

Come al solito, si cerca di approvare in un periodo di poca attenzione rivolta alla politica, una legge che potrebbe influire pesantemente sull’industria dell’informatica e sulle libertà degli utenti. Nonostante 153′543 persone abbiano firmato la petizione contro questa legge, l’iter procede.

Un’altro bell’esempio di democrazia europea.

La notizia completa si trova qui:
link alla notizia su apogeo online

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Le auto ibride

Nel 1997 la Toyota ha immesso sul mercato un’auto ibrida con motore a benzina ed elettrico. Mentre in occidente ci chiediamo ancora se questo sia possibile, in giappone questo è ormai realtà:

Toyota Prius

L’auto include diverse innovazioni, che potrebbero essere incluse senza problemi nella gran parte dei nostri veicoli, se solo ci fosse un pò di rispetto per l’ambiente e per il consumo di petrolio.
Il motore, a macchina ferma, si spegne da solo, per ripartire alla pressione dell’acceleratore. Nelle code e nei semafori, punto critico per lo smog di tutte le grandi metropoli, emissione di inquinanti zero.
In frenata, poi, l’auto utilizza la riduzione di energia cinetica per ricaricare le batterie. In discesa, per fare un esempio, i freni non si surriscaldano e si fa il pieno.
L’idea non è poi così strana: quando si accelera si trasforma combustibile in energia cinetica, mentre quando si frena si trasforma la velocità in combustibile.

Toyota Prius

I consumi, inoltre, sono bassi anche quando si utilizza il motore termico: 5,6 litri per cento chilometri sono un record per la sua classe. Nemmeno a dirlo, l’auto risponde già dei parametri Euro 4 per il controllo dell’inquinamento, requisito che diverrà obbligatorio con gli anni e che poche altre auto in vendita soddisfano al momento.
E poi diciamocelo, è bella! Poche auto possiedono economicità di consumi, buone prestazioni, alta tecnlogia e buon design.

Nel mondo ne sono in circolazione circa 50000, abbastanza se consideriamo il carattere innovativo di quest’auto ed il costo di acquisizione iniziale ancora abbastanza elevato. Parlo di costo di acquisizione iniziale, perché un’auto del genere fa risparmiare un sacco di soldi, nel tempo, e quindi riesce ad ammortizzare i 25000 euro richiesti.
Considerando il numero di auto con prezzo superiore che circolano oggi, molte delle quali con meno accessori in dotazione, viene da chiedersi perché quest’auto, assieme alle altre ibride in circolazione, non possa vendere ancora di più.

La soluzione al quesito, come quasi spesso accade, credo si possa trovare nella politica. In giappone esistono incentivi per l’acquisto di questo tipo di auto, perché permettono allo stato di risparmiare soldi per il problema dell’inquinamento e del costo sempre maggiore dell’energia.
In europa, non esistono finanziamenti di questo tipo, o quando esistono sono esigui o impossibili da ottenere.

Perché?
Se è uno scopo che ci rende uomini, è solo scopo che muove i politici?

Siccome non esistono auto ibride prodotte dalle case automobilistiche europee e statunitensi, nessun politico si sognerebbe mai di proporre un’agevolazione per l’acquisto di macchine straniere, rischiando di agevolare la concorrenza. Questo probabilmente cambierà quando case automobilistiche nostrane inizieranno la produzione di auto ibride, e sembra che questo avverrà a breve termine in Francia.

Poi ci si chiede come sarebbe possibile aiutare la Fiat in crisi: diciamo al CDA di nascosto di produrre auto ibride (che come diceva Grillo, probabilmente ci sono già ma sono nascoste nei magazzini), e poi facciamo una legge ad-hoc, per incentivare l’acquisto di queste auto, dopo che la casa abbia messo in produzione un suo modello.

Si, sarebbe una cosa sporca, ma avrebbe come risultato di pulire la nostra aria.

E fare un pò meno guerre per il petrolio.

Probabilmente, se non diamo uno scopo ai nostri politici (Italiani/Europei), nessuno produrrà leggi di questo tipo.

Intanto la Toyota va avanti, e nel 2004 uscirà la seconda versione di quest’auto, sperando che superi il successo della prima:
Toyota Prius 2004

PS: avete mai visto pubblicità che riguardino questo modello di auto? Io no.
Quindi, parlatene in giro, diffondete questa notizia, anche come semplice curiosità: siamo qui ad aspettare l’auto ad idrogeno, l’auto elettrica, l’auto che consumi poco, mentre in vendita ce ne sono già.

Patente a punti e limite ai 150km/h

Il 27 è stato varato un decreto legge che mette in atto, dal prossimo lunedì, alcune delle riforme del codice della strada che erano state preventivate da tempo.
Prossimamente, infatti, si potrà andare in due sui motorini, a patto che il conducente sia maggiorenne, saranno obbligatori dei patentini anche per i cinquantini (questo dal 1° Luglio 2004), e verrà aumentato il limite di velocità in alcuni tratti autostradali a 150km/h.

Oltre a questo, viene introdotta la patente a punti (attiva da lunedì), che diminuiscono ad ogni infrazione. Arrivati a zero, si perde la patente e si deve ridare l’esame per poter continuare a guidare.
Speriamo che questo provvedimento venga applicato in maniera rigorosa, in tutt’Italia, e che la penalizzazione a punti serva da ulteriore freno per gli automobilisti ed i motociclisti, impedendo qualche infrazione ed incidente.

Se anche questo decreto verrà applicato in maniera approssimativa, e passerà soprattutto nei primi tempi una flessibilità da parte di chi controlla nel diminuire i punti, sarà difficile che serva veramente a qualcosa, anche nel lungo termine.

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Un’auto che consumi poco

Tante persone, in questi mesi, si sono dichiarate pacifiste. Hanno appeso la loro bella bandiera multicolore al balcone, e con questo si sono messi a posto la coscienza.
In questi giorni negli stati uniti (non posso che scriverlo con le capitali minuscole), stanno crescendo le proteste contro il governo, che non è ancora riuscito a dimostrare l’esistenza delle famosissime armi di distruzione di massa.
Chissà se le troveranno. Sicuramente non più del 1% della popolazione mondiale crede veramente che la guerra sia nata per questo. La Corea del Nord ha l’atomica, ma non è stata oggetto di critiche o attacchi militari.

La guerra è scoppiata perché l’Iraq é il secondo produttore mondiale di petrolio.

Petrolio.
No armi, petrolio.

Grillo, il 19 Dicembre 2002, è andato davanti ai cancelli della Fiat per mostrare una Twingo modificata, che faccia cento chilometri con 3,3.5 litri. La cosa sembrava sensazionale, tanto che grossi personaggi si unirono al coro, elogiandone l’intervento. Tra questi, ad esempio, i presentatori di Striscia la notizia e Jacopo Fo. No, non Dario, Jacopo.

Ma come tutte le cose troppo sensazionali, di sensazionale la notizia non aveva nulla. Esiste già da qualche anno, infatti, un’insieme di auto progettate per realizzare più o meno le stesse prestazioni. Tra queste, ad esempio, la Wolkswagen Lupo 1.2TDI 3L (3litri/100km) e la Audi a2 1.2TDI (3litri/100km).

Ma se questa tecnologia esiste, perché viene quasi del tutto ignorata? Quante auto di questi modelli avete visto, in giro?

Proverò a dare una mia personalissima interpretazione.
Prima di tutto, il consumo è uno dei parametri meno presi in considerazione all’atto dell’aquisto.
Questo lo si nota dal numero spropositato di Pegeout 206 in circolazione (che dalle mie parti viene chiamata “buco nel serbatoio”), o di quello dei grossi pick-up o auto versione sportiva.
Questo le aziende automobilistiche lo sanno, ed ogni giorno continuiamo a vedere pubblicità incentrate sul design, sulla velocità massima raggiungibile, sulle belle ragazze che l’auto può contenere contemporaneamente, sul tettuccio apribile e sulla “capote apribile elettricamente di serie”.

Niente, nelle pubblicità, che riguardi gli aspetti principali che dovrebbero muovere veramente verso l’acquisto di un modello invece di un altro:
- nulla sui consumi
- nulla sulla sicurezza
- nulla sull’inquinamento

Ok, bene.
Lo accetto.

Però evitate di prendere in giro voi stessi e gli altri vicini di casa: l’esposizione contemporanea di bandiera della pace svolazzante e JEEP - Grand Cherokee da 16 litri per 100 km, fa vomitare ed andrebbe evitata.

Prima di acquistare un’auto, date un’occhiata su www.quattroruote.com e scegliete una macchina che consumi poco, che vi piaccia, e che resista agli urti. Fatevi consigliare da chi lo fa per lavoro, da amici appassionati di auto, impossessatevi di qualche rivista del settore.
Altrimenti prendete una delle due citate in questo articolo.

La Fiat Seicento, o la Panda, tanto elogiate dai rappresentanti di auto per i loro bassi consumi, fanno gli stessi chilometri con esattamente il doppio del carburante.
Il doppio del carburante, il doppio dell’inquinamento, il doppio della spesa. E sono auto più leggere della Lupo e dell’A2, meno sicure.

In media, un italiano percorre circa 15′000 chilometri l’anno. Con una Lupo 1.2 TDI 3L fanno 454 litri di gasolio*anno (~392?), con il Grand Cherokee sono 2500 litri di benzina*anno (~2622?).

Moltiplicate questi dati per ogni anno di utilizzo della vostra auto: converrete con me che un’investimento iniziale in termini di tempo e denaro (le auto che consumano meno, a parità di prestazioni ed accessori, sono leggermente più costose), viene ampiamente ripagato già dopo un solo anno di utilizzo del mezzo.

2500 litri di benzina, immettono nell’aria molti più residui tossici di 454. Il calcolo è banale.
Ma con una jeep, puoi prenderti la precedenza nelle rotonde anche quando non ce l’hai.

La storia in una discarica

L’Italia è uno dei paesi con più arte e architettura storica del mondo. Basta sfogliare un qualsiasi libro di storia dell’arte, per vedere una lista di siti archeologici ai quali gli italiani stessi danno meno importanza del dovuto.
Paestum, già sede dei templi del 400-500 a. C., diventerà ora la sede per un sito di stoccaggio dei rifiuti.
Il sindaco e la cittadinanza stanno protestando vivacemente, sia per la distanza in linea d’aria della discarica con la sede archeologica (appena 300 metri!), sia per le preoccupazioni che desta l’aumento del traffico di autotrasportatori legato alla creazione del sito nella statale 18, che è già ora tristemente nota agli abitanti della zona per i frequenti incidenti.

I lavori, purtroppo, sono già iniziati.
La redazione di paestum.it sta raccogliendo email di protesta.
Aiutiamoli inviandone una all’indirizzo
edizioni@paestum.it

Aggiornato il pacchetto deb aspell-it

Ho aggiornato il pacchetto deb aspell-it al repository della distribuzione Linux Debian messo a disposizione dell’associazione FoLUG.

Serve per utilizzare il dizionario italiano con programmi tipo abiword, ma non solo.

Come al solito, per usufruire di questi pacchetti, dovete inserire le righe:
#— taglia qui ———-
deb http://folug.linux.it/debian unstable main
deb-src http://folug.linux.it/debian unstable main
#— taglia qui ———-
nel file /etc/apt/sources.list della vostra cara Debian.

La posizione di Linuxdidattica sul protocollo MIUR-SUN

A questo indirizzo http://linuxdidattica.org/lettera/mrt_06.html è stata pubblicata una lettera aperta di Linuxdidattica che contiene le considerazioni sul protocollo tra il Ministro della Istruzione, Università e Ricerca e la SUN, per la distribuzione gratuita di Staroffice nelle scuole.
Il protocollo inserisce per la prima volta il concetto di libertà di scelta per quanto riguarda l’adozione del software negli istituti scolastici, e questo può essere considerato già un notevole passo in avanti.
Quello che chiedono gli autori della lettera aperta, che condivido pienamente, è di adeguare il materiale per i corsi ForTic a questa libertà di scelta, cosa che allo stato attuale non avviene.
I corsi ForTic sono corsi di informatica suddivisi in tre livelli di difficoltà e specificità crescente, finanziati dal ministero grazie alla vendita delle licenze per gli operatori mobili UMTS. Questi corsi, gratuiti per i docenti, sono il più massiccio tentativo di dare basi di cultura informatica ai docenti.
Inizialmente ai docenti interessati fu richiesto su quale sistema operativo volevano effettuare i corsi (Windows / Linux), ma questa scelta sul modulo di iscrizione non ha poi portato alla scelta durante il corso vero e proprio.
Come accade sempre nelle grandi realtà, siano esse aziende private o pubbliche amministrazioni, una mano non conosce quello che fa l’altra, e mentre il ministro Stanca proponeva accessibilità, il MIUR pubblicava documenti elogiando alcuni vantaggi del software libero, i corsi ForTic sono rimasti sempre strettamente legati a Windows+Office, in tutti e tre i livelli (A,B,C).
Alcuni tutor, coloro che devono spiegare il materiale prodotto e distribuito per questi corsi, hanno creato delle pagine riassuntive di materiale sul software libero per questi corsi:
http://linuxdidattica.org/docs/corsi_c1_c2/index.html
http://www.edublogit.org/
Purtroppo, senza una collezione organica di lucidi, manuali e test, è molto più difficile per un tutor affrontare le tematiche, e quindi pochi tutor hanno potuto realizzare corsi veramente slegati dai prodotti Microsoft.
I migliori hanno accompagnato a voce i lucidi su Windows, parlando sempre del problema in generale, e poi spiegandone la soluzione con il sistema operativo utilizzato.
Un indirizzo ip, un gateway, un DNS sono tali su qualsiasi sistema operativo, e prima di spiegare come inserire questi dati è sempre meglio spiegare a cosa servono. Una volta compreso il significato delle cose, utilizzare un sistema o l’altro è quasi indiferente, perché le cose si riescono a trovare senza troppe difficoltà.

Sottoscrivo totalmente la richiesta di Linuxdidattica, sperando che il ministero si accorga delle contraddizioni che contraddistinguono il suo operato sul campo dell’informatizzazione degli istituti scolastici.

Cambio titolo e qualche spiegazione

Ho cambiato il titolo del Blog. L’idea mi è venuta stamattina, quando anche il mio cactus ha deciso di fare un fiore.
Bellissimo.

Eccone una foto:

ilfioredelcactus

E’ incredibile come da queste piante, che sembrano inanimate e ferme, una notte spunti un fiore.
Un fiore poco profumato, che dura solo un giorno, prima di appassire.

Ma lascia un ricordo, un segno di sè.
Come a dire, che quel cactus è vivo, partecipa attivamente all’insieme di fattori che viene definito “vita dell’universo”.

Aiutiamoci e viviamo attivamente, può significare molto.

LPTransfer 0.0.3

LPTransfer è un software libero scritto in C che permette il trasferimento di file tramite un cavo parallelo. E’ molto utile per lo scambio dei file tra pc diversi, quando non si hanno valide alternative, come le chiavi USB.
Con questo programma, per esempio, potete copiare i file per l’installazione di Linux su pc vetusti, che non hanno la scheda di rete.
Il sito del progetto, dove potete scaricarlo gratuitamente, è:
http://LPTransfer.sourceforge.net

L’ultima versione rilasciata è la 0.0.3, e contiene diverse migliorie e bugfix rispetto alle versioni precedenti.

Jabber

Come molti di voi sapranno, qualche tempo fa è uscita la notizia che AOL ha rilasciato un programma di instant messaging capace di dialogare anche con ICQ, e che grazie ad un accordo con la Microsoft i prossimi MSN messenger potranno colloquiare anche con AOL/ICQ.
Queste notizie, che in molti hanno giudicato il primo passo per un protocollo comune, sono in realtà il tentativo di creare qualcosa che in rete c’è già da tempo.
Jabber, questo il nome del protocollo di IM universale, è lo strumento che permette di parlare con tutti i sistemi di messaggistica esistenti (ICQ, AOL, MSN, etc) ed altro ancora (IRC, ad esempio).
Il protocollo si basa sull’uso di XML ed è totalmente aperto.

Esistono quindi numerosi client che si appoggiano allo stesso protocollo, tra i quali i più famosi sono PSI, Gabber ed Imcom.
PSI, che è disponibile sia per Windows che per Linux, è software libero ed usa le librerie QT. Inoltre oggi è stata rilasciata una nuova versione, che migliora notevolmente un prodotto già ottimo. Non contiene pubblicità, non spedisce i vostri dati a nessuna multinazionale, vi permette di parlare con gli amici di ICQ e MSN, e non inquina.

Mi chiedo, quindi, se la mossa di AOL avrà successo, e la gente continuerà ad usare il suo client al posto di Jabber, il cui futuro appare molto più roseo.

Per chi volesse contattarmi, il mio Jabber ID (JID) è zoddo@jabber.org

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I cantieri delle autostrade, fuori dalle autostrade.

Da quando alcuni comici autori di satira sono stati accusati di fare “politica”, le nostre più alte cariche dello stato hanno iniziato il loro tentativo di togliere loro il lavoro, cercando di fare battute talmente grosse da non poter essere ingigantite e prese in giro.
Oggi tocca al ministro delle infrastrutture e dei trasporti Lunardi, che è uno dei maggiori autori di questo tipo di comicità.

Dopo la sua famosa e triste comicità nera, che ha raggiunto l’apice con la famosissima battuta “la velocità è un falso problema” (riferendosi alla velocità delle strade, non della rete informatica), oggi ha di nuovo rinvigorito il numero dei suoi fans dicendo che il problema delle code autostradali di questi giorni, in gran parte causati dai cantieri aperti, si potrebbe risolvere portando i cantieri fuori dalle autostrade.

Anche io, quando ho rifatto il bagno della mia casa, ho chiesto ai muratori se potevano sistemarmelo lavorando in garage, per risparmiarmi la scocciatura della chiusura di un bagno. Purtroppo loro non hanno avuto la stessa apertura mentale del nostro ministro, e mi mandarono a quel paese (che già avevano da fare, la comicità non era loro gradita sul luogo di lavoro).

Speriamo quindi che il ministro Lunardi riesca a sistemare i buchi della seconda corsia lavorando a cento metri dall’autostrada. Così potremo tornare a fare i nostri 150km/h.

Colgo l’occasione per ricordare a chi possiede una Twingo di fare le strade extraurbane ed evitare l’autostrada. Lì non si può andare piano, si rischia di creare incidenti mortali ed ostacolare chi cerca di ritornare nel futuro con la sua DeLorean.

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Lo spazio del mio lavoro

Capita, ogni tanto, di guardare un proprio spazio e di notare qualcosa che in precedenza avevamo ignorato, per abitudine. Ogni tanto, riguardando la mia scrivania, mi chiedo come faccia a trovare comodità in un ambiente che anche un uomo della giungla potrebbe definire ostile. Eppure mi trovo talmente bene, che non riesco a cambiare e tenere in ordine lo spazio dove lavoro moltissime ore al giorno.
Date un’occhiata anche voi…

la mia ssscrivania